#30giornidilibri Giorno 30 – Un libro che ti ha commosso

Ultimo 30 giorni di libri, per cui si chiude un circolo. Di solito non mi commuovo leggendo – anzi, di solito non mi commuovo e basta, ma per questo libro ho fatto un’eccezione. Di quale libro sto parlando? Del libro che ho nominato in apertura di questa maratona: La storia di Lisey di Stephen King.

E la scena è ovviamente quella più emozionale del libro, sospesa e rinviata per centinaia di pagine, alla fine ti colpisce come un pugno nello stomaco. Tu lo sai che Scott Landon è morto, d’altra parte stai leggendo la storia della sua vedova – ma quando si arriva alla scena della morte di Scott, miracolosamente gli occhi si arrossano e cominciano a bruciare…

Per cui è fatta, questo è l’ultimo post della serie. E lasciate che vi dica che da 30 giorni di libri ho imparato due cose: 1) a nessuno frega niente dei miei libri preferiti, ma a me piace lo stesso parlarne; 2) scrivere un post al giorno è una solenne rottura di palle. Per cui scordatevi che ciò accada nuovamente. Ci rivediamo alla prossima recensione, che probabilmente sarà quella di un romanzo fantatrash davvero trash.

#30giornidilibri Giorno 28 – Un libro che farai leggere ai tuoi figli

Figli… LOL!

Ok, se sospendiamo per un momento l’incredulità e ci trasferiamo in un universo in cui la semplice idea di procreare dei figli non mi faccia scompisciare dalle risate, il libro che farei leggere loro è senza dubbio La storia infinita.

Il perché è presto detto: La storia infinita è uno dei pochi libri in grado di mostrare, all’interno di una storia fantastica e adatta anche a un pubblico più giovane, perché vale la pena di prendersi del tempo, ogni giorno, per leggere un libro. Penso che tramandare ai propri figli l’amore per la lettura sia quasi un obbligo morale per un genitore – qualcosa che, oggi, passa troppo spesso in secondo piano. Per cui, se un giorno vorrete imbarcarvi nell’avventura di avere figli, educateli alla lettura come piacere e non come “qualcosa di palloso che si fa a scuola”. Libri come L’isola del tesoro, Il corsaro nero, i Piccoli brividi e questo, La storia infinita, con me hanno funzionato.

#30giornidilibri Giorno 27 – Un libro che vorresti avere scritto

La risposta deve per forza essere un libro eccellente dal punto di vista narrativo, ma anche che abbia fatto un sacco di soldi, perché altrimenti sarebbe stupido – per lo meno dal mio punto di vista. Il compromesso ideale è in Misery di Stephen King.

Per me uno dei libri migliori di sempre, in Misery Stephen King riesce non solo a costruire una storia al cardiopalma – che si svolge, cosa ancora più notevole quasi per interno all’interno di una sola stanza -, ma anche a delineare un personaggio complesso e sfaccettato come quello dell’infermiera Annie Wilkes (tra l’altro interpretata sullo schermo da una Kathy Bates davvero magnifica). Se non avete ancora letto Misery, non attendete oltre. Si legge in una seduta, non tanto perché sia veloce o leggero, ma perché è impossibile staccarsene.

#30giornidilibri Giorno 26 – Un libro che conosci da sempre

Essendo nato in Italia in una famiglia moderatamente cristiana, e addirittura educato in un asilo gestito da suore, posso dire con estrema certezza che il libro che conosco da sempre è la Bibbia. Poi non dite che non mi piace il fantasy…

La cosa divertente? Quando ho dato il primo esame di teologia in università era richiesta una Bibbia, e in casa non ne avevo neanche una. Lo stesso a casa dei miei nonni. Ho dovuto farmela prestare dalla mia ex.

#30giornidilibri Giorno 25 – Un libro che hai scoperto da poco

Tra poco esce Mass Effect 3 e, che ci crediate o meno, una settimana fa io non avevo ancora cominciato il 2. Mi sono messo in pari, sacrificando ore e ore di studio, e ora sono apposto. Tuttavia, mi sono lasciato coinvolgere e ho cominciato anche a leggere fantascienza a tutto spiano. Space Opera, per la precisione.

Uno dei libri che ho trovato e scaricato aggratis da Library Genesis (MESSAGGIO PROMOZIONALE: scaricate anche voi i vostri libri da Library Genesis, non buttate i soldi nel cesso per comprare ebook) è Pandora’s Star di Peter F. Hamilton. Un romanzo lunghissimo e pieno di personaggi, che mi terrà impegnato, stimando che lo leggo solo di sera prima di andare a letto, più o meno per un mesetto.

Siccome i primi capitoli mi sono piaciuti, ho piazzato l’ordine per la versione cartacea di questo e del suo seguito, Judas Unchained (che sembra una canzone di Lady Gaga). Tra l’altro la differenza di prezzo tra l’edizione brossurata e quella digitale era di 70 centesimi di Euro. L’ennesimo fail degli ebook.

Il tutto è rigorosamente in lingua inglese, perché non sia mai che in Italia si traducano libri decenti. Giammai! A che pro, quando il mondo letterario di vampiri gay?

#30giornidilibri Giorno 24 – Un libro che ti fa fuggire dal mondo

Dicono che un libro sia veramente bello quando perdi la fermata della metropolitana perché sei impegnato nella lettura. Paranoico come sono, non mi concedo mai di distrarmi a tali livelli, quando viaggio. Però una volta mi è successo e, strano ma vero, non stavo leggendo le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin o l’ultimo romanzo di Stephen King. Niente affatto. Il libro in questione era I classici del pensiero sociologico di Lewis Coser e la parte che mi ha fatto perdere la fermata era la bibliografia di Karl Marx. Visto che non sono in alcun modo un fan del padre del comunismo (anzi…), devo imputare il tutto all’estrema bravura di Coser nel dipingere quello che, in fin dei conti, era una sua diretta fonte di ispirazione – perché, nel caso non lo sappiate, Lewis Coser era un noto conflittualista.

Non so se sia valida come risposta, ma in onore di quella fermata mancata, la menzione quale libro che mi ha fatto fuggire dal mondo va a I classici del pensiero sociologico di Lewis Coser.

 

#30giornidilibri Giorno 23 – Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasto o deluso o colpito

Io recensisco brutti libri per hobby, quindi di libri incensati che poi si rivelano delle vere schifezze ne leggo a palate, soprattutto perché il web è pieno di cosiddetti “critici letterari” che invece di fornire recensioni sincere e spassionate, si sperticano in leccate di culo all’autore – che, con buona probabilità, è un amyketto dei loro – ingannando chi di loro si fida.

Mi è successo con davvero troppi libri. Il caso più eclatante è Sopdet di Lara Manni. Le motivazioni ormai le sanno anche i sassi: è un romanzo pretenzioso, con velleità artistiche che non solo non gli appartengono, ma sono anche fuori luogo, scritto senza passione e che ha rovinato quella che poteva essere la carriera senza pecche di una delle migliori scrittrici esordienti italiane.

A titolo di onestà, ho letto l’anteprima di Tanit su 10 righe dai libri e mi è sembrata niente male, tanto che forse la Manni è tornata in carreggiata. Visto che una seconda occasione non la si nega a nessuno (tranne a Murakami), probabilmente leggerò anche Tanit, ma aspetterò che il prezzo si abbassi: ora su Amazon costa 13,60€ e mi sembrano un po’ troppi per una potenziale delusione.