Roba da leggere per il 2013

Mentre preparo la recensione del sesto glorioso volume della saga trash fantasy La Spada della Verità di Terry Goodkind, che dovrebbe approdare su questi schermi, salvo imprevisti, non oltre mercoledi prossimo, lasciatemi dedicare il primo post del 2013 a un bel listone – assolutamente non omnicomprensivo – di libri fantasy, sci-fi e horror in uscita nei prossimi trecentosessantacinque giorni. Lo so che volevate Goodkind, ma prima del tiramisù dovete finire i vostri spinaci, è la regola.

Come spesso accade, specie nel fantasy, parecchi dei libri di prossima uscita sono parte di serie che ancora non ho letto. Visto che non avrebbe molto senso consigliarvi il nono e il decimo volume della serie di Adrian Tchaikovsky, visto che ancora ho da leggere il primo, questa lista presenterà omissioni notevoli. Ci sono eccezioni, ovviamente, tipo quei libri attesissimi che fanno parte di una saga famosissima sopravvissuta addirittura al suo autore originario, e sapete di chi sto parlando. E comunque non conta più di una dozzina di libri.

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A MEMORY OF LIGHT (Wheel of Time #14) di Robert Jordan e Brandon Sanderson

Volume quattordicesimo e conclusivo della Ruota del Tempo, pensato dal defunto Robert Jordan e messo su carta dal non defunto Brandon Sanderson. Personalmente, non ho mai letto niente della serie, niente di Jordan e perfino niente di Sanderson, ma la Ruota si trova da qualche parte nella lista delle letture che un giorno intendo intraprendere. Da quello che sono riuscito a capire, questo è il libro dello scontro finale tra il good guy e il big bad guy. E questo era un po’ scontato. Quello che ha catturato il mio interesse, relativamente a questo quattordicesimo volume, è che, a detta dello stesso Sanderson, in esso è presente un capitolo lungo la bellezza di 79.000 parole che vede al suo interno 72 scene con 31 distinti punti di vista. Giusto per dare un’idea dell’epicità a cui aspirano.

Esce l’8 gennaio

EMPEROR OF THORNS (The Broken Empire #3) di Mark Lawrence

Terzo e ultimo capitolo nella serie del Broken Empire, che segue le vicende del principe Jorg Ancrath e con la quale Mark Lawrence si è guadagnato di diritto un posto tra le migliori rivelazioni dell’epic fantasy degli ultimi anni.

Uscita prevista ad agosto 2013

DOCTOR SLEEP di Stephen King

Il seguito di Shining. Che, udite udite, non avevo letto fino a poche settimane fa. L’ultimo sequel che ho letto di Stephen King, La casa del buio, era una cagata pazzesca, scritto con un narratore onnisciente che mi ha fatto venire i conati di vomito. Spero che questo sia meglio, visto che parla di una tribù di nomadi paranormali maniaci omicidi.

Uscita prevista a settembre 2013

JOYLAND di Stephen King

Ancora Stephen King, anche se questo si preannuncia il “romanzo minore” dell’anno. La trama sembra essere genericamente “omicidi in un parco divertimenti”, il che mi fa ben sperare. La cosa che mi inquieta, invece, è che il romanzo sarà pubblicato dalla Hard Case Crime, lo stesso publisher che aveva dato l’ok a Colorado Kid. Che sto ancora cercando di capire a distanza di anni.

Uscita prevista a giugno 2013

NOS4A2 di Joe Hill

Di padre in figlio, il 2013 segna anche il ritorno alla fiction di Joe Hill. Da quello che ho capito leggendo la sinossi, NOS4A2 parla dell’epico scontro on the road tra una biker con poteri paranormali e un vampiro pedofilo che le ha rapito il figlio. In altre parole, fuck yeah!

Uscita prevista ad aprile 2013


THE OCEAN AT THE END OF THE LANE di Neil Gaiman

Urban fantasy che segna il ritorno in libreria di Neil Gaiman, il cui ultimo romanzo scritto in solitaria e non destinato a un pubblico di giovini lettori è Anansi Boys del 2005. Di The Ocean at the End of the Lane la Tor ha rilasciato quello che può considerarsi il blurb più brutto della letteratura occidentale

It began for our narrator forty years ago, when the family lodger stole their car and committed suicide in it, stirring up ancient powers best left undisturbed.
His only defense are three women on a farm at the end of the lane. The youngest of them claims that her duckpond is ocean. The oldest can remember the Big Bang.

Eppure, nonostante tutto, sembra qualcosa che vale la pena leggere.

Uscita prevista a giugno 2013

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RIVER OF STARS di Guy Gavriel Kay

Romanzo a sé stante, ma ambientato nello stesso universo di La Rinascita di Shen Tai, segue le vicende di Ren Daiyan, un giovane fuorilegge che si ritrova alla corte imperiale e di Lin Shan, musicista e calligrafa, che viene suo malgrado coinvolta negli intrighi politici della capitale. Siccome è da molto che volevo leggere qualcosa di GGK (Tigana se ne sta lì nel tablet pronto a essere letto, comunque), mi sono detto, perché non partire con il nuovo romanzo? In più l’ambientazione orientale potrebbe essere qualcosa di diverso rispetto al solito mondo in stasi medievale.

Uscita prevista ad aprile 2013

HOMELAND di Cory Doctorow

Che poi sarebbe il seguito di Little Brother (che tradotto in italiano, vai a sapere perché, è diventato X). Letto un annetto fa, era un libro non brutto, ma eccessivamente preachy. Perché di fatto Cory Doctorow è una persona eccessivamente preachy, e se non ci credete provate a seguirlo su Twitter. Mi interessa perché sono curioso di sapere se Doctorow sta ancora mungendo la vacca dell’anti-bushismo o se la presidenza Obama ha cambiato qualcosa nella distopia che fa da sfondo al romanzo – e i cui intenti di critica sociale sono, per i miei gusti, fin troppo palesi.

Esce il 5 febbraio

ORLEANS di Sherri L. Smith

La distopia per YA sembra essere il nuovo paranormal romance per minus habens. C’è di buono che il più delle volte un romanzo distopico riesce a essere migliore, anche solo per inventiva e world building, rispetto a un paranormal romance la cui unica idea è “tizia si innamora di tizio che è una creatura soprannaturale, però è soprattutto un faigo”. La premessa del libro è semplice: dopo una serie di uragani e un’epidemia, la costa del Golfo del Messico è stata messa in quarantena permanente. Dopo quarant’anni, Fen, sopravvissuta a un’imboscata e in fuga verso gli Stati Uniti, incontra Daniel, uno scienziato che viene proprio dagli Stati Uniti. Insieme, dovranno attraversare le rovine di Orleans, inseguiti dal pericolo e in viaggio verso la salvezza. Pare che un POV principale sia scritto in forma dialettale, o comunque in un inglese un po’ sgrammaticato, e questo è ovviamente qualcosa che mi frena. La storia, tuttavia, pur non offrendo nulla di innovativo, sembra interessante.

Uscita prevista a marzo 2013

TWENTY TRILLION LEAGUES UNDER THE SEA di Adam Roberts

Nel 1955, basandosi sui disegni originali del capitano Nemo, la Francia costruisce il Nautilus. Durante il viaggio inaugurale, però, qualcosa va storto e l’equipaggio si trova bloccato su un gigantesco sottomarino che non è più possibile controllare, in un’inesorabile discesa verso il fondo dell’oceano. Passano ore, poi giorni, poi addirittura settimane. E del fondo dell’oceano non c’è traccia. Ed è solo quando ogni speranza sembra perduta, e l’altimetro si avvicina alla sconvolgente cifra di un trilione di leghe, che l’equipaggio del Nautilus si imbatte in qualcosa nelle profondità dell’abisso…

Ebbene, non so nulla di nulla di questo libro o del suo autore, a parte la sinossi disponibile su Goodreads, però me gusta.

Uscita prevista a ottobre 2013

AMERICAN ELSEWHERE di Robert Jackson Bennett

Mona Bright, ex poliziotta con problem economici, eredita dalla madre che conosceva a malapena una casa a Wink, New Mexico, un paesello che pare non sia segnato su alcuna mappa. Nonostante le riserve, vi si trasferisce perché potrebbe significare per lei una possibilità per ricominciare daccapo. E poi viene fuori che gli abitanti di Wink non sono quello che sembrano…

Robert Jackson Bennett, classe 1984, potrebbe essere lo Stephen King della mia generazione. Almeno così dice il Publishers Weekly. Io so solo che stando a un post sul blog dell’autore, American Elsewhere, che deve essere un mystery/sci-fi dalle premesse non innovative ma di scuro interessanti, è scritto al presente con narratore onnisciente. E questo mi blocca un po’.

Esce il 12 febbraio

A NATURAL HISTORY OF DRAGONS: A MEMOIR BY LADY TRENT di Marie Brennan

L’ultimo libro da tenere d’occhio è qualcosa di diverso, e per questo mi incuriosisce. Si tratta di un memoriale di avventure di una fittizia naturalista vittoriana che ha dedicato gran parte della propria vita allo studio dei draghi. Il romanzo è arricchito da una serie di illustrazioni a opera di Todd Lockwood che, stando all’opinione generale del web, sono figherrime.

Esce il 5 febbraio

Libri la cui uscita non è prevista per il 2013 ma che io comunque sto aspettando

  • The Winds of Winter (A Song of Ice and Fire #6) di George R.R. Martin
  • The Doors of Stone (The Kingkiller Chronichles #3) di Patrick Rothfuss
  • Il Nuovo Libro di Terry Goodkind, qualsiasi esso sia, perché il fantatrash ha bisogno del suo maestro

Altri listoni di uscite attese per il 2013
Westeros.org
The Ranting Dragon

Recensione – “Prince of Thorns” di Mark Lawrence

Prince of Thorns è il romanzo d’esordio dello scrittore britannico Mark Lawrence e primo volume dell’immancabile trilogia, che qui si chiama The Broken Empire Trilogy. È un fantasy , high fantasy a voler essere precisi, ma non parla di nobili cavalieri e fanciulle battagliere. È più simile nei toni e nelle situazioni alle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin e alla serie della First Law di Joe Abercrombie, insomma, di tutto quel filone di narrativa fantastica improntata al realismo che celebra l’antieroe anziché l’eroe, che è un po’ il motivo per cui ho deciso di leggerlo.

Un altro motivo è che il blog Fantasy Book Critic ha annoverato quello di Lawrence tra i migliori debutti del genere fantasy del 2011.

Sarà vero? Sarà una recensione un po’ troppo accomodante? A lettura ultimata, posso sentenziare che la verità sta nel mezzo. Chevvordì? Che, sì, Prince of Thorns era un bel romanzo, ma non posso dire di essermi esattamente fatto la pipì addosso come un cucciolo di cane dalla contentezza per aver scoperto un nuovo talento letterario.

Ma procediamo per gradi.

La scheda del libro

Prince of Thorns di Mark Lawrence
Pubblicato da Ace Books
Anno 2011
Pagine 336
Prezzo di copertina 12.99$
Il libro su Amazon

La trama

Prince of Thorns è essenzialmente una storia di vendetta. All’età di nove anni, il principe Jorg Ancrath è testimone del brutale massacro della madre, la regina, e del fratello. Lui riesce a salvarsi per miracolo, nascondendosi in un groviglio di rovi (da qui il titolo, il principe di spine) che lo feriscono nel fisico tanto quanto le scene di cui è testimone quella notte lo feriscono nell’anima. Il mandante dell’omicidio, il conte Renar, è un nemico politico di suo padre, re Olidan, e quando Jorg scopre che la pena che gli verrà inflitta sarà di natura economica, anziché una guerra, come aveva sperato, decide di trovare da solo la sua vendetta. Ancora bambino, scappa dal palazzo reale assieme a un gruppo di mercenari e si unisce a loro, ben presto diventandone il capo. È solo all’età di quattordici anni che Jorg decide di ritornare da suo padre, che nel frattempo si è risposato ed è in attesa di un erede, per compiere la sua vendetta contro il conte Renar. Jorg però non sa che lui, Renar e perfino re Olidan sono solo pezzi di un gioco molto più grande, manovrati da giocatori invisibili e potentissimi.

Il principe di spine

La prima cosa da dire a commento della trama è che il libro parla principalmente di Jorg e della sua personale ricerca di vendetta. C’è una piccola parentesi politica di tanto in tanto, ma di quello parlerò in seguito.

Jorg è il punto focale del romanzo, e può essere un problema. Perché Jorg è un antieroe. E non uno di quegli antieroi belli e tenebrosi, ma che sotto sotto hanno il cuore d’oro. No, Jorg è un assassino, uno stupratore, un bugiardo, uno psicopatico e non prova nessun rimorso per le sue azioni. C’è un certo cinico distacco tra lui e le sue nefandezze che mi ha ricordato il Dexter Morgan di Jeff Lindsay, solo che, a differenza di Dexter, Jorg non ha un codice a cui attenersi: tutto ciò che fa è in funzione del suo obiettivo finale, ossia la vendetta contro il mandante dell’assassinio della madre e del fratello.

Va da sé che un personaggio del genere non piacerà a tutti. È un rischio che uno scrittore deve assumersi quando racconta la storia di qualcuno che, per definizione sociale, è una “brutta persona”. All’inizio anch’io sono stato infastidito dalla crudeltà di Jorg, per dirla tutta, ho cercato di capirlo, di mettermi nei suoi panni e provare a giustificarlo, ma non credo di avercela fatta. Però c’è che a me Jorg è piaciuto. È un personaggio intrigante e caratterizzato a meraviglia anche e soprattutto grazie alla splendida narrazione in prima persona.

La nota dolente è che Jorg non è solo un personaggio che sa affascinare, ma anche uno di quei superteenager per i quali bisogna spendere una buona dose di suspension of disbelief. Nel senso che assistiamo all’inizio del libro a Jorg che stermina un intero villaggio a capo dei suoi “Fratelli” mercenari, e lì ha quattordici anni. Lo sentiamo parlare come un adulto con molta più esperienza di quella di un adolescente, lo vediamo combattere con gente grossa il doppio di lui. Sempre quattordici anni. Senza contare che è diventato il leader dei “Fratelli” che era ancora più piccolo.

Sì, il mondo del fantasy è pieno di giovanissimi che fanno cose grandiose (piaccia o non piaccia a quella bigotta di Kahlan Amnell), ma qui secondo me Lawrence ha azzardato un pelino troppo.

Il gioco dei troni… anche qui

C’è però una seconda cosa che mi ha lasciato perplesso. Non entrerò troppo nello specifico perché non voglio spoilerare più del dovuto (che detto da me è… LOL).

Tutta la prima parte del romanzo è dedicata a ciò che ha fatto di Jorg il Principe delle Spine, del massacro di madre e fratello, della sua fuga dal castello e del suo ritorno. La sola caratterizzazione di Jorg affiancata all’ottima prosa di Lawrence è sufficiente a sostenere una prima parte che, in ogni caso, serve soprattutto come introduzione dei personaggi e delle situazioni in vista del secondo atto.

Nella seconda parte, invece, entra in gioco la politica. Lawrence lo nomina proprio, il gioco dei troni, e immagino che la citazione non sia solo un riferimento en passant, ma il riconoscimento di un’ispirazione fondamentale alla nascita del romanzo stesso.

Il problema è che quando ti confronti con la genialità delle trame politiche di Martin le cose sono due: o sei anche tu un genio, o ne risulti non all’altezza. E Lawrence secondo me fa parte della seconda categoria. Personalmente ho trovato troppo fumosi i retroscena fatti di giochi di potere e influenze. Ma ancora una volta, si tratta soprattutto di una tale of revenge, per cui la politica non è nemmeno così fondamentale.

Ser George of House Martin, famoso per gli intrighi e gli incesti

In conclusione

Prince of Thorns è romanzo fantasy estremamente godibile e soprattutto è un signor debutto letterario. La caratterizzazione dei personaggi è impeccabile, sia per quanto riguarda il protagonista, sul quale Lawrence ha fatto un lavoro davvero notevole per farlo sembrare simpatetico e disprezzabile nello stesso tempo, sia per quanto riguarda i coprimari, che non sembrano mai macchiette usate solo ai fini della trama, anche quando restano in scena il tempo di un capitolo.

Lawrence scrive bene, devo averlo già sottolineato un paio di volte, per cui non mi dilungo oltre. Lasciatemi però aggiungere, mi rivolgo specialmente a chi è patito di duelli e scene d’azione, che c’è un’avvincente scena di combattimento che va avanti per qualcosa come cinque pagine, e non devo nemmeno sottolineare che serve talento per scrivere una cosa del genere senza finire per annoiare.

Punti a sfavore, il lettore deve accettare delle premesse che non tutti vedranno di buon occhio, e cioè Jorg il superboy teenager, e una caratterizzazione politica del mondo che non è ben riuscita come quella degli autori a cui Lawrence è stato accostato (Martin e Abercrombie per primi).

Ma tutto sommato è un buon romanzo, si fa leggere e, nonostante sia il primo volume di una trilogia, sa essere autoconclusivo.

(Mi pare scontato, ma lo dico lo stesso: essendo un buon romanzo fantasy non si sa se o quando avremo l’onore di vederlo in Italia.)

Voto finale

WWW Wednesday #3

Dopo l’assenza della scorsa settimana, dovuta a un misto di pigrizia, scoglionamento per la ripresa delle lezioni e il fatto che, in ogni caso, stavo leggendo gli stessi libri dell’ultima volta, per cui sarebbe stato un inutile post-fotocopia, torniamo a rispondere alle tre domande del WWW Wednesday. Le tre domande, ormai lo sa anche il clone di mia nonna, sono le seguenti:

  • What are you currently reading? Che cosa stai leggendo in questo momento?
  • What did you recently finish reading? Che cosa hai appena finito di leggere?
  • What do you think you’ll read next? Che cosa pensi di leggere dopo?

Ed ecco le risposte.

Che cosa stai leggendo in questo momento? Un romanzo che si chiama Prince of Thorns di Mark Lawrence che, secondo Fantasy Book Critic si colloca tra i migliori debutti fantasy dell’anno. Il protagonista è il principe Honorous Jorg Ancrath che, all’età di nove anni, ha visto sua madre e suo fratello venire massacrati dai nemici di suo padre, il re Olidan. Constatata l’incapacità del padre di procurargli la vendetta che brama, Jorg decide di scappare dai fasti del palazzo reale e unirsi a una banda di mercenari per placare da sè la sua sete di vendetta. Per quello che ho letto sinora – ho da poco oltrepassato la metà – si tratta di un romanzo avvincente con un protagonista veramente singolare e affascinante.

Che cosa hai appena finito di leggere? Il fiume a nord di Carlotta De Melas. Non mi è piaciuto e ho spiegato perché nella recensione qui sotto.

Che cosa pensi di leggere dopo? Ho una mezza idea di cominciare Boy Meets Boy di David Levithan, visto che gli ultimi due libri che ho letto li ho recensiti e che ho promesso all’eminentissima ac reverendissima webmistress di Scrittevolmente che avrei scritto alcuni articoli che ancora non ho cominciato, volevo leggere qualcosa di veloce, leggero e che non fosse del genere che recensisco di solito. Così ho scelto questo young adult/queer romance, visto che Nick and Norah’s Infinite Playlist e Will Grayson, Will Grayson sempre di Levithan mi erano piaciuti. Poi Goodkind? Forse!