In genere nei week-end, e di domenica sera in particolare, ho preso solo decisioni sbagliate. In qualsiasi campo.  E magari quella di aprire un nuovo blog (sarebbe il terzo sociopatico dal 2006) è una di queste, una pessima idea, una colossale perdita di tempo.

Ma a questo blog vorrei dare un imprint diverso rispetto ai precedenti. Ho deciso di abbandonare i pipponi politico esistenziali vagamente passivo-aggressivi. Fanno cattivo sangue. Qui voglio parlare di quello che mi piace.

Io leggo. Faccio parte di quella minoranza che legge oltre dieci libri all’anno. Leggo qualsiasi cosa, ma stravedo per il fantastico, l’horror (quello serio, di zio Stephen e di nonno Howard) e il thriller. Ogni tanto faccio qualche capatina nostalgica nel giallo classico all’inglese, il mio primo amore letterario.

Mi piace parlare di quello che leggo, mi piace consigliare e ricevere consigli su un buon libro, mi piace quando mi mettono in guardia da un libro brutto – e mi spiegano il perché con dovizia di particolari. È quello di cui vorrei occuparmi qui: scrivere di libri, di letteratura. Magari recensire qualcosa, università permettendo.

Ogni tanto scrivo, negli ultimi tempi più frequentemente del solito, scrivere è un’altra delle cose che mi piace fare. Ma non ne parlo, a meno che non si tratti di discutere di questioni stilistiche. Di quello che scrivo io, per ora, taccio. Un giorno, forse…