Stavo preparando un articolo sull’ambientazione standard dei romanzi fantasy, una raccolta dei cliché che si trovano sempre e comunque in gran parte dei romanzi di questo genere. L’avrei intitolato Benvenuti a Fantasylandia.

Poi però è scoppiata la più grande flame war del… mese all’interno della stessa comunità fantasy italiana, quella che comprende lettori, scrittori e critici. E mi sono accorto che questa è la vera Fantasylandia. Ed è proprio quello che ci meritiamo.

Nella fattispecie cos’è successo? G.L. D’Andrea ha chiuso il suo blog, ha annientato tutti i suoi post e ci ha fatto sapere che è molto, molto ferito. Il casus belli?

Ieri un ragazzino ha commesso un reato sul mio blog. Spacciandosi per Lara Manni ha scritto delle merdate con lo scopo (parole sue) di divertirsi un po’ durante un sabato pomeriggio di noia.

(link)

Un troll. E non una sordida creatura del sottosuolo, assetato di sangue e che teme la luce del sole, ma un idiota di quattoridici anni.

Ora, è bene che io premetta che non ho nessuna simpatia per il soggetto in questione. Considero GL un individuo pretenzioso e arrogante e dico così non perché “così fan tutti”, ma perché l’ho appurato con l’esperienza (non ci credete? sono anche menzionato, per vie traverse, nel post linkato sopra), ma questo non implica che io sia solidale con il fake quattordicenne.

Nel gioco entra pure Lara Manni, che a differenza di GL è una persona, per quel poco che ne so, a modo e capace di scrivere bene. Per il semplice fatto che il fake si è firmato Lara Manni e ha inquisito l’orientamento sessuale del buon GL. Una cosa estremamente stupida. Segue (giustissima) minaccia di denuncia e scambio di mail fake-Manni. Come lei stessa scrive sul forum di Massacri Fantasy, il fake le ha confermato di essere un ragazzino annoiato e un frequentatore di quel forum in questione e di altri siti web simili.

E qui devo ammettere la mia ignoranza. Non essendo un patito di fantasy all’italiana, mi sono sempre tenuto lontano dai siti web che fornivano recensioni dei romanzi del Mondo Emerso o degli elfi yaoi della Strazzulla, per dirne un paio. Però, ad esempio, conosco Gamberi Fantasy. Ho letto molte recensioni di Gamberetta e devo dire che all’inizio mi piacevano. Erano cattive, sarcastiche, ma comunque centravano il punto, spiegavano perché il romanzo era brutto. Poi col passare del tempo  dev’essere successo qualcosa e le recensioni di GF hanno cominciato a diventare stupide, né più né meno. Sembrava – e sembra tutt’ora – che non esistano più libri melli o libri brutti, ma solo libri che fanno cagare e libri che andrebbero mandati al rogo. Parlo di fantasy all’italiana, che peraltro Gamberetta ora si rifiuta di leggere. Ah, e il Manzoni scrive da cani. Perché lo dico io.

Ma la cosa peggiore non è quel continuare a dire che “tutto fa schifo”, santo cielo, è diritto di critica, è sacrosanto. Anzi, penso che chiunque abbia il diritto di dire che uno dei migliori romanzi degli ultimi dieci anni, La strada di Cormac McCarthy, è un libro deludente.

Però.

Però poi c’è quell’atteggiamento per cui tutti gli scrittori di fantasy italiani sono la Lega degli Amyketti Superkattivi per cui tutto ciò che toccano è automaticamente malvagio e meritevole di stroncatura e deprecazione. E allora si passa a discutere non tanto l'”opera”, ma la persona che ne è l’autore. E questo è stupido.

I quattro più importanti autori del fantasy italiano

Stupido ma divertente, sia chiaro. E infatti la formula funziona. Non ce la si prende più con l’autore perché ha scritto una schifezza ma con l’autore perché… è un autore. Quanti blog e forum lo fanno? Tra l’altro è anche facilissimo.

In conclusione abbiamo da una parte una community che sta abituando sempre più i suoi membri a toni accesi e al disprezzo costante verso tutto ciò che è il fantasy italiano. E a questi vorrei dire: quando io ho letto La traccia di Patricia Cornwell e ho constatato che era un libro orripilante, ho smesso di leggere la serie di Kay Scarpetta, non sono andato avanti a comprare i romanzi successivi continuando a frignare “oh, questo fa schifo, no che brutto, è orribile, capra capra capra”. Però non tutte le responsabilità sono ascrivibili al pubblico. Del resto se GL non fosse famoso per la spocchia con cui risponde alle critiche non si sarebbe alienato le simpatie di metà web italiano. E, sempre per quanto riguarda GL e la chiusura del blog, va detto che i fake non sono un’invenzione del 18 giugno 2011. I fake e i troll ci sono sempre stati e sempre ci saranno, e non sono un motivo sufficiente per chiudere baracca e burattini.

Viceversa, sono un’ottima scusante per fare un’uscita da primadonna.