Colpa di Martin. Dannato Martin. Game of Thrones e relativo romanzo erano così dannatamente stupendi che mi sono convertito all’high fantasy. Finito Martin sono passato a Goodkind (passando per Moorcock, ma sono ancora traumatizzato, non voglio parlarne), che ha scritto un’altra celeberrima saga sword & sorcery, ossia La spada della verità, di cui La prima regola del mago è l’inizio.

La scheda del libro

La prima regola del mago (La spada della verità volume 1) di Terry Goodkind

Pubblicato in Italia da Fanucci

Anno 1994

772 pagine

Il libro sul sito della Fanuccie su Amazon a partire da 3,19€. Praticamente te lo tirano dietro, fate un favore alla cultura e compratelo in vece di scaricarlo. È un ordine.

Prima di cominciare, un piccolo avvertimento.

Questa recensione contiene spoiler sulla trama. Sapevatelo.

E nella scatola c'è la testa della madre di Norman Bates

 La trama

Richard Cypher, il tipico ragazzo buono da stereotipo fantasy, è alla ricerca di una pianta speciale nella foresta checirconda Hartland, il suo paese. La pianta lo punge e la ferita sembra essersi infettata in un modo inquietante e innaturale, ma Richard ha altro a cui pensare. La f**a! Scorge infatti una ragazza, Kahlan, inseguita da quattro tizi senza alcuna caratteristica fisica rilevante e che quindi sono cattivi funzionali solo allo sviluppo del prologo, e pertanto sacrificabili.

Richard è subito rapito da Kahlan, tanto che Goodkind ci informa:

L’intensità dello sguardo diminuì permettendo a Richard di scorgervi la cosa che lo attraeva più di tutto: l’intelligenza. Quella donna aveva un’intelligenzamolto spiccata, che era lo specchio della sua integrità.

Oh, per favore… Cominciamo proprio bene.

Richard e Kahlan sconfiggono grazie a un misterioso potere gli assassini che la stavano seguendo nella foresta, quindi decidono di diventare amici. Esatto.

“Ehi, visto che ti ho quasi salvato la vita, anche se il lavoro l’hai fato tutto tu, perché non diventiamo, arbitrariamente e senza alcun rapporto di consequenzialità amici amicissimi foreverendever?” “Oh, d’accordo, perché no?”

Non è nemmeno più un comportamento da bravo ragazzo, ora Richard sembra più uno stalker.

Dopo aver stretto l’amicizia più random della storia, Richard e Kahlan si imbucano alla festa di insediamento di Michael, il fratello maggiore di Richard. Che, manco a dirlo, è è leggermente cliché pure lui. Michael è appena stato nominato qualcosa tipo leader delle Westlands e subito decide di farsi portatore di atti totalmente illiberali e insensati, prendendosela con una non meglio identificata cospirazione ai suoi danni, con… il fuoco, e cercando di spalpugnare e stuprare Kahlan in una stanza piena di gente.

Non ditemelo, non ditemelo, voglio arrivarci da solo… è kattivo, vero?

Troppo testo! Per spezzare un po'... POPPE!

Che poi, se non fosse per la follia out of the fucking nowhere, il progetto politico di Michael non è nemmeno così insano come viene percepito da Richard. Nel mondo di Goodkind le Westlands sono separate dal resto del continente dal Confine. Nessun abitante delle Westlands sa che cosa si celi al di là di esso, ma è opinione comune che ci sia qualcosa di malvagio e pericoloso. Ora, cosa propone Michael? Semplicemente che non si può vivere nel terrore delle genti dell’est e spendere una barcata di soldi in eserciti che forse non serviranno mai, si spendano i soldi per ciò di cui la popolazione necessita davvero e si riduca il budget per la difesa. Il che, se ci si pensa bene, non è così bizzarro. Nel mondo moderno sarebbe un leader illuminato (a Obama hanno dato il premio Nobel per la pace solo per aver pensato vagamente a una cosa del genere), invece nelle Westlands è pura follia.

Lasciata la festa, Richard porta Kahlan a casa sua per recuperare un ciondolo a forma di dente datogli dal padre. Questo ciondolo è una sorta di MacGuffin chiave per aprire il misterioso Libro delle Ombre Importanti che viene introdotto nella trama con la delicatezza di un omicidio perpetrato con un’ascia (e non è nemmeno il solo, sotto quest’ottica Goodkind è un serial killer che Leatherface gli fa una pippa). Ma qualcuno aspetta Richard a casa, qualcuno che vuole impossessarsi del libro in questione. Richard riesce a riprendere il ciondolo e mettersi in salvo.

Dopo una notte passata all’addiaccio, Richard e Kahlan arrivano da Zedd, amico e mentore di Richard, dove si scopre che Kahlan sta nascondendo qualcosa e Richard soccombe alla ferita che si era procurato all’inizio del libro e che si era convenientemente dimenticato fino a adesso. Prima di risvegliarsi, ha una sorta di flashback sul Libro delle Ombre Importanti, un prezioso e potente volume pieno di… roba preziosa e potente che tuttavia non viene spiegata nel dettaglio anche se Richard l’ha imparata a memoria (!!!). Già perché il padre di Richard pensa che il libro sia troppo pericoloso per esistere e tuttavia troppo importante per essere distrutto. E allora cosa fa? Lo distrugge. Ma prima lo fa imparare a memoria a Richard.

Da Zedd scopriamo anche che Kahlan è giunta nelle Westlands alla ricerca di un potente mago in grado di nominare un Cercatore, a sua volta l’unico in grado di sconfiggere l’evil overlord di turno, che qui si chiama Darken Rahl. Perché? Perché è un fantasy, dannazione! E non ci vuole molto al lettore per capire che il mago in questione è Zedd e il Cercatore deve essere Richard. Solo Kahlan brancola nel buio, del resto da una che accetta l’amicizia di Richard Cypher senza battere ciglio era lecito aspettarsi altro?

Alla fine è Zedd a rivelarsi (e qui devo spezzare una lancia in favore di Richard: lui l’aveva già capito) e Richard viene nominato Cercatore, senza nemmeno sentire il parere di Minerva McGranit. Poi Zedd comincia a spiegargli in cosa consiste il suo compito. E qui cominciano i plot hole.

Esistono, dice Zedd, tre scatole, chiamate scatole dell’Orden, che contengono una potentissima magia. Il problema è che, quando se ne possiede una, si ha solo un anno di tempo per entrare in possesso anche delle altre, oppure la magia che è in esse contenuta ucciderà il proprietario. Darken Rahl ha già due delle tre scatole, e sta cercando la terza. Ora la domanda sorge spontanea: perché le scatole dell’Orden hanno queste regole così burocratiche? Cos’è, dopo un anno vanno a male? Ma soprattutto: perché Darken Rahl non si è limitato a localizzare le scatole, senza entrarne in possesso? Avrebbe avuto tutto il tempo che voleva per trovare la scatola mancante, e soprattutto nessuno avrebbe saputo niente e quindi non avrebbero potuto contrastarlo.

Così, Richard il Cercatore, Kahlan la Depositaria, Zeddicus il Grande Mago e Chase il… guardiaboschi si recano fino al Confine per oltrepassarlo. Indovinate chi non è un personaggio principale? Tra parentesi, mentre cominciano la loro quest, Richard capisce di essere innamorato di Kahlan. Esatto, dopo aver trascorso con lei tre giorni. Di cui due completamente incosciente a causa della ferita procuratagli dalla pianta del primo capitolo. Staaaaaaaalker.

Al confine, le cose si mettono male e il gruppo viene attaccato da delle creature demoniache. Zedd e Chase sono feriti e incoscienti (beh, Zedd è in modalità risparmio energetico, più che incosciente, in realtà) e per curarli, Richard e Kahlan si rivolgono a un’incantatrice di nome Adie. E questa donna è il personaggio più irritante che abbia letto da un pezzo, non tanto per ciò che fa o dice, ma per come lo dice. Sul serio, Adie parla in un modo che è l’incrocio tra un nativo americano  in un film della Disney e un negro in… beh, un film della Disney pre-politically correct. Io essere capito? E nonostante il personaggio non sia in grado di coniugare uno schifossissimo verbo che sia uno, riesce comunque a tenere lezioni su concetti astratti senza alcuna difficoltà. Come no. Come se non bastasse, l’irrirtante sequela di indicativi sgrammaticati va avanti per ben due capitoli, il che va oltre la mia capacità di sopportazione.

Fortunatamente Adie viene lasciata ad accudire Zedd e Chase, mentre Richard e Kahlan si avventurano ad attraversare il Confine. Qui Richard, en passant, lascia cadere che il libro che suo padre gli aveva fatto imparare a memoria è, in sostanza, il fottuto manuale d’istruzioni delle scatole dell’Orden! Ma non potevi dirlo prima, tipo quando si parlava delle fottute scatole? Ah, e viene fuori che il dente è soltanto una sorta di amuleto che serve a proteggere Richard dagli spiriti. Come dicevo, MacGuffin.

Nel frattempo ci viene presentato Darken Rahl che, non c’è nemmeno bisogno di specificarlo, è l’evil overlord stereotipato di cui i romanzi fantasy abbondano, dedito a fare una serie di atti crudeli e insensati (bel modo di guadagnarsi il supporto popolare, tra parentesi – ma gli abitanti del D’ahara cosa sono, rincoglioniti?) tra cui disprezzare le donne e uccidere guardie perché un petalo di rosa è caduto sul pavimento. Non sto scherzando. Manca solo che chiuda dei gattini in un sacco e li affoghi in una vasca di acqua bollente. L’unica cosa che ho trovato affascinante di Rahl è il modo in cui ha mentito al ragazzino prigioniero, raccontandogli una storia sui suoi genitori che è quanto di più lontano possa esserci dalla verità. Un po’ come il Joker in Il cavaliere oscuro, nelle due scene in cui racconta l’origine dei tagli sul suo volto, Rahl mente in maniera terribilmente convincente. Purtroppo non è sufficiente, quando tutto il resto è un gigantesco cliché.

On a side note, il braccio destro di Rahl, Demmin, è un omosessuale pedofilo. Pur essendo la concezione dell’omosessuale pedofilo uno stereotipo nella vita reale, non mi è mai capitato di leggerne uno in un fantasy. Anche se è possibile che l’uso di violenza sui bambini sia solo una scorciatoia con cui si indica la cattiveria e la brama di potere del personaggio.

Dall’altra parte del continente, Richard e Kahlan riescono finalmente a oltrepassare il confine, e festeggiano sottoponendo il lettore a svariati momenti di ridicola tensione sessuale. Perché non approfittano della notte per fare sesso? Si è già capito che lo faranno, lo si era capito a pagina 10. Scopate e facciamola finita! E a proposito di gente che lo fa, Zedd si risveglia e OMMIODDIO c’è ancora la vecchia che parla sincopato e OMMIODDIO c’è anche del gerontosesso!

Dovrò pulirmi il cervello con la candeggina per rimuovere quell'immagine

Ma la vera missione di Richard e Kahlan resta quella di localizzare la scatola dell’Orden mancante e per farlo cercano aiuto tra i popoli delle Terre Centrali. Nello specifico cercano l’aiuto dell’unico popolo che non solo non ha la minima intenzione di aiutarli, ma li sottopone anche a una serie di prove ridicole per poi negare cominque loro l’aiuto fino a che Richard non minaccia gli anziani del Popolo del Fango, il popolo in questione, con la spada, costringendoli a evocare gli spiriti affinché questi possano dirgli dove trovare la scatola. Ma ovviamente agli spiriti non è permesso rivelare la posizione della scatola mancante, perché… perché queste sono le regole del fantasy, e spediscono Richard e Kahlan da una strega in quella che si preannuncia un’altra avventura senza senso.

Ah, e tutti gli eventi nel villaggio del Popolo del Fango sono intramezzati da altri momenti di evitabilissima tensione sessuale.

Altro stacco, e ci viene presentata la simpatica principessa Violet, intenta a schiaffeggiare la servetta Rachel senza nessun motivo. Ma qualcuno mi spiega perché i cattivi in questo libro sono così caricaturali? E il popolo che li serve cos’è, scemo? “Oh, sì, signor Evil Overlord, sopportiamo di buon cuore tutte le tue malvagità, e ti serviremo immolandoci per la tua causa, qualsiasi essa sia, anche se tu ci privi del fuoco e ci fai uccidere perché un petalo di rosa ha toccato il pavimento! Del resto non abbiamo altra scelta, siamo solo un’entità priva di qualsivoglia personalità o volontà perché questo non sarebbe funzionale alla trama.” Sapete cosa? Questi idioti non meritano di essere salvati. Tifo ufficialmente per Darken Rahl.

Di nuovo troppo testo! Per spezzare un po'... PETTORALI!

Violet è la figlia della regina Milena, che possiede la terza e ultima scatola che serve a Rahl per controllare la magia dell’Orden. A corte, un mago di nome Giller, ex mago/guardia del corpo di Kahlan ed ex allievo di Zedd, perché è un mondo fottutamente piccolo, collabora con la passivissima (e forse anche un po’ ritardata) Rachel per rubare la scatola con una serie di trucchi che sembrano usciti da un film di Stanlio e Ollio.

Back to Richard e Kahlan, i due amyketti in viaggio verso la strega Shota (ma solo io continuo a pensare allo Shotacat?) vengono raggiunti da un uomo che si dice amico di Zedd e che li convince a seguirli. Solo dopo ore di cammino Richard si rende conto che l’uomo ha il misterioso potere di passare attraverso le ragnatele e i rami (ebbene sì). Viene fuori che l’uomo non è affatto un uomo ma una creatura mutaforma. Che si prospetti un duello all’orizzonte? No, la creatura scompare nei boschi per non ritornare mai più, ma i Superamici Rich e Kal sono raggiunti da un’ALTRA creatura gollumesca che… OMMIODDIO parla anche lei senza coniugare i verbi. In suo favore devo dire che per adesso è il personaggio più
simpatico introdotto nella storia, con la sua mania di dire “Mio!” ogni volta che trova un oggetto. In breve, Richard e Gollum raggiungono la strega, che intanto ha rapito Kahlan (probabilmente facendola scomparire all’interno di un plot hole). La strega non ha una grande importanza, ma si intrattiene giusto il tempo per fare una profezia a Richard: Kahlan e Zedd lo tradiranno. Kahlan, sentita la profezia, entra in delirio da Bella Swan, quella condizione psicosomatica che porta il soggetto che ne è affetto a dire frasi del tipo “devo andarmene per il tuo bene” e poi piangere e dieci secondi dopo “no, non posso lasciarti” e poi piangere. E a questo punto io ho voglia di prendere a sprangate Kahlan. Sul serio,
è stupida.

Alla fine Kahlan confessa a Richard di essere una Depositaria (cosa che il lettore già sapeva, e tre) e gli spiega che ha il potere dell’ammmoreH, ossia è in grado, con il semplice tocco, di far perdutamente innamorare di sè una persona, annichilendone il raziocinio. Richard la tampina di domande più o meno filosofiche per dieci pagine, ma dimentica la più importante: “Perché non mi hai detto del tuo stracazzo di potere la prima volta che te l’ho chiesto? Non è che il tuo potere sia così terribile, non puoi muca affogare magicamente i gattini o accorciare il pisello dei maschietti, sai…”

Il giorno successivo, Richard e Kahlan si imbattono in un paese completamente distrutto. I pochi superstiti danno la colpa ai Territori dell’Ovest, ma in realtà è fin troppo chiaro che c’è lo zampino di Rahl. E allora qui mi sorge un (altro) dubbio: ma perché Darken Rahl sta cercando il supporto della popolazione schierandola contro le Westlands? Perché investe risorse militari contro i civili (gli stessi civili che sono completamente asserviti al suo volere) e invece non dirotta tutto l’esercito da Milena e prende con la forza la scatola dell’Orden? Boh. Alla fine i nostri due eroi piagnoni incontrano nientemeno che Rachel, che è scappata dal castello e porta con sè la scatola dell’Orden. A un certo punto capiscono che c’è qualcosa di strano nella ragazza, ma Rachel scappa durante la notte, mentre Kahlan è di guardia all’accampamento e Richard dorme. A tal proposito, Kahlan è proprio un’ottima vedetta, se non riesce ad accorgersi che qualcuno si allontana o si avvicina al luogo in cui dorme la persona che lei ha giurato di proteggere a costo della sua stessa vita. Ma del resto ormai si è capito che Kahlan non è esattamente un Nobel per la Fisica, no?

Comunque, i due fanno l’unica scelta intelligente da quando sono cominciate le loro avventure e decidono di avere cose più importanti da fare che seguire una mocciosa. Ah, l’ironia. Questo li porta ad allontanarsi in direzione di Tamarang, dove vive la regina Milena. La sera stessa, in quello che verrà ricordato nella storia come il ritorno in scena più anticlimatico della storia della letteratura, Zedd fa ritorno da Richard e Kahlan.

Scende la notte e Richard viene aggredito da un mastino del cuore. A salvarlo interviene un lupo di nome Bophy, che si scopre essere un ex mercante umano trasformato in animale dalla magia dopo che una Depositaria ha raccolto la sua confessione, rendendolo succube del suo potere. Ovviamente la Depositaria in questione è Kahlan. Che coincidenza niente affatto imbarazzante.

Ma non è tutto. In quello che si preannuncia essere il capitolo delle coincidenze-che-se-non-vedevo-non-ci-credevo-mamma-mia-quanto-è-piccolo-il-mondo, ricompare anche Chase, che guardacaso ha recuperato Rachel (una ragazzina che lui non ha mai visto) e porta notizie dall’Ovest: il confine è caduto e Michael ha radunato un esercito per venire in soccorso al fratello. Un esercito di mille uomini. Mille. Presente le Cornache del Giaccio e del Fuoco? Ecco, Robb Stark raduna ventimila uomini a un certo punto del secondo libro, e solo per una schermaglia con Twyn Lannister.

Ma non concentriamoci su queste minuzie, perché altra carne viene messa al fuoco. Seguono infatti altre due coincidenze imbarazzanti: Rachel conosceva Bophy prima che venisse trasformato in lupo (cosa assolutamente ininfluente a livello di trama) e Rachel conosce anche Giller (cosa che il lettore sapeva ma il prode Richard e la sua banda sgangherata no).

Dopo questa caterva di coincidenze verrebbe da chiedersi se i protagonisti sono per caso gli unici esseri umani presenti nel continente, visto che sembrano essersi incontrati tutti almeno una volta, ma vabbè. La cosa importante è che grazie a Rachel, Richard entra in possesso della scatola e Zedd gli dice di aprirla. Ma perchè dovrebbe farlo? Per condannarsi alla stessa sorte di Rahl? Comunque sia, Richard non la apre (perché quando non si comporta da bimbo frignone riesce anche a essere intelligente) e il gruppo si rimette in viaggio. Neanche tre petosecondi dopo, Richard viene catturato da una perfida Mord-Sith di nome Denna, padrona Denna, membro di una sorellanza di esperte e sadiche donne torturatrici al soldo di Rahl.

Probabilmente le uniche scene decenti del telefilm

E per un centinaio di pagine il libro entra in un depravato tunnel sadomasochista. Purtroppo un tunnel molto lungo e che spezza il ritmo del libro nella parte finale, e ciò è male.

Richard viene torturato ripetutamente fino a piegarsi alla volontà della sua nuova padrona, ma solo perché Rahl vuole interrogarlo. Piccola curiosità: perché Rahl vuole interrogarlo dopo che la volontà di Richard è stata spezzata dalla Mord-Sith, visto che questo processo implica che chi vi è sottoposto scordi parzialmente eventi e persone della vita precedente la cattura? Perché… tanto è fantasy, dannazione!

Ma si scopre che Richard può effettivamente ricordare il suo passato, grazie a quello che Rahl chiama “ripartizione della mente”. Oh, cielo, la ripartizione della mente. Spiega molte cose, in effetti. Significa che dall’inizio del libro Richard stava usando la partizione del suo cervello su cui era installato Windows Vista.

Ad ogni modo, grazie ai suoi poteri, Richard uccide la Mord-Sith e scappa, gettando completamente al vento quella che poteva essere una trama interessante. Tutto questo non prima che Rahl gli abbia scagliato un incantesimo: agli occhi dei suoi amici, non apparirà con la sua forma ma nelle vesti del loro peggiore nemico. A dorso di drago. Dio mio c’è anche un drago parlante.  È rosso e si chiama Scarlet. Ed è una femmina. Ecco, ora io me lo immagino che parla con la voce di Ilaria D’Amico, grazie mille Eragon.

Grazie a Saphira Scarlet, Richard riesce a ricongiungersi con Zedd e Kahlan, ma si dimentica dell’incantesimo di Rahl e della profezia della strega Shota. Ovviamente. Fugge appena in tempo per salvarsi e raggiunge il fratello, ma solo per scoprire che Michael è alleato con Rahl. Cosa che chiunque con due sinapsi funzionanti aveva capito dall’inizio del libro, dato che Goodkind ha fatto di tutto per descrivere il personaggio come l’evil sidekick. Così Richard scappa anche da Michael e, a dorso di drago, ritorna al Palazzo del Popolo per chiudere i conti con Rahl. Lì chi ti incontra se non Kahlan, Zedd e Chase? Ma non è tutto, c’è anche… Michael!

Momento momento momento momento momento… momento. Adesso qualcuno dovrebbe spiegarmi le tempistiche di viaggio nel magico mondo di Richard Cypher. Sul serio, non sono molto chiare. Richard ci mette qualche giorno per arrivare da Rahl (e ce ne vorrebbero almeno 20 in linea d’aria), però lui è a dorso di drago e quindi ok. Però nel palazzo c’è anche Michael, che è partito dallo stesso punto di Richard ma senza drago. Come ci è arrivato fin lì? Con Falcor?

Anyway, battaglia finale con plot twist che non ha nulla da invidiare a quello delle bacchette in Harry Potter e i doni della morte e poi… Luke, io sono tuo padre.

A proposito, grazie dello spoiler, Fanucci

E vissero per sempre felici e contenti, tranne Michael perché è morto.

Un mondo pieno di WTF

Al di là della trama, piena zeppa di incredibili coincidenze e relazioni interpresonali sviluppate in maniera non molto convincente, e al di là del plot disseminato da cose non dette che sarebbe stato meglio dire e colpi di scena anticlimatici, che semmai hanno la sola finzione di irritarmi, ci sono alcuni momenti nel romanzo che più che farmi inalberare sono riusciti a strapparmi un “machecazz…”

Due sono quelli che mi hanno colpito talmente tanto che non potevo non segnarmeli.

Per spiegare a Richard il potere della Spada della Verità, Zedd ordina a Kahlan di tagliare un albero. La reazione della ragazza alla fine della scena è esilarante.

Kahlan unì le punte delle dita. «Non riesco a capire, Zedd. Ho distrutto un albero che non era malvagio. Quel vegetale era innocente?»

Ommioddio è terribile, un innocente vegetale che probabilmente aveva anche moglie e figli che lo aspettavano a casa è stato sacrificato a sangue linfa fredda! Qualcuno chiami la Polizia Vegana!

E poi quest’altra. In questa scena, Richard sta esaminando la Spada della Verità.

Passò un dito sulla parola Verità in rilievo sull’elsa e su entrambi i lati della lama per provarne il filo.

Momento momento momento. La Spada della Verità ha la parola Verità scritta sull’elsa? L’hanno per caso comprata a Gardaland, nel villaggio medievale?

Troppo surreali per non essere menzionati, no?

Lo stile

Ultima nota dolente, lo stile di Goodkind non mi piace. Sembra dilettantesco ed è senzaltro stridente. Di solito non mi fisso molto sulla regola dello show don’t tell, perché credo che in alcune circostanze possa essere ignorata. Goodkind non fa l’errore di dire “Kahlan è affaticata” invece di descrivere la stanchezza fisica del personaggio. Goodkind fa entrambe. Nel senso che è capace di scrivere:

Kahlan ansimò, si appoggiò a un albero e guardò il Cercatore con occhi supplichevoli. “Non ce la faccio più, Richard. Stiamo camminando da due giorni senza sosta e non credo di riuscire ad andare avanti.” Kahlan era davvero stanca.

(La citazione è immaginaria, a scopo di esempio)

Ma davvero? Grazie della precisazione, non l’avrei mai immaginato. Quindi, immagino che per Goodkind la regola sia: show, don’t tell… and for God’s sake, DON’T DO BOTH! Diventa ripetitivo e noioso, perché costringe il lettore, in buona sostanza, a leggere due volte la stessa roba.

Altro esempio, Rachel viene costantemente maltrattata dalla principessa Violet, e Goodkind spende una decina di pagine per mostrarcelo. E poi sintetizza con:

Non avrebbe mai più dimenticato quel giorno, era stato uno dei migliori della sua vita. Le erano successe due belle cose: il regalo della bambola e il cibo. Si sentiva come la regina in persona.

A parte l’intrinseca stupidità di questo paragrafo, era proprio necessario scriverlo? Voglio dire, c’ero anch’io quando queste cose succedevano, ero proprio lì che leggevo.

Un altro vizio a dir poco dilettantesco di Goodkind è quello di apostrofare quasi sempre Richard “il Cercatore”. Uno scrittore non deve aver paura di ripetere il nome proprio di un personaggio, non c’è niente di male a farlo. Ma così è proprio brutto, sembra di leggere le fan fiction su Harry Potter, quelle in cui Draco Malfoy viene chiamato il Serpeverde (e poi finisce violentato da suo padre/Piton/la squadra di quidditch dei Grifondoro).

In conclusione

Il primo volume della spada della verità è ben lontano dall’essere un capolavoro. È pieno zeppo di cliché e personaggi stereotipati. Quando i personaggi mostrano un guizzo di personalità interessante, non sono sviluppati e si tratta sempre e comunque di personaggi secondari. I protagonisti sono per lo meno irritanti, soprattutto perché passano la metà del tempo a non dirsi cose di vitale importanza e l’altra mentà a rimpiangere di averlo fatto.

Se poi ci uniamo una prosa in alcuni punti stridente, non si può certo dire che questo sia un buon libro.

Ma è sufficiente per dire che fa schifo? No, in realtà no. Il mondo creato da Goodkind, anche se appena tratteggiato, è interessante e offre molti spunti fantastici. Alcuni personaggi, specialmente i tre antagonisti principali, sono interessanti, quantunque poco sviluppati. I capitoli finali si fanno leggere con la dovuta foga.

Insomma, non è un fallimento su tutta la linea, però resta comunque un libro al di sotto della soglia di sufficienza.

Voto finale