Con la Casini editore ho un rapporto un po’ altalenante e tutto particolare. I due libri pubblicati da loro che ho letto, Nessun futuro di Luigi Milani e I misteri di Black Port di Fabrizio Fortino, non mi sono piaciuti per niente. Se ne vedeva il potenziale, ma per un motivo o per un altro, questo non era espresso appieno, e la delusione finale era più o meno inevitabile.

Però c’è sempre quel misterioso qualcosa che mi colpisce ogni volta che l’editore sforna un nuovo libro. Sarà che sono veramente bravi a fare marketing, sarà che curano molto il packaging e l’oggetto-libro, sta di fatto che ogni volta che esce qualcosa di nuovo, dimentico le brutte esperienze avute in precedenza e vengo preso dal desiderio di comprarlo. Credo che centri anche il fatto che Casini Editore ha una varietà di titoli proposti che è quasi unica nel panorama italiano.

Nel caso di Il fiume a Nord di Carlotta De Melas, la ragione è lo steampunk. Per bambini, ma pur sempre steampunk.

La trama divulgata dall’editore, onestamente, non è molto rivelatrice:

Mi chiamo Diara.

Vivo a Fes, opulenta capitale brulicante di vita e crocevia di scoperte scientifiche e commerci della mia epoca: il futuro remoto. Stamattina ho rubato una mela e per sfuggire ai gendarmi che mi inseguivano mi sono rifugiata sulla Peaceful Willow, una delle navi ormeggiate al porto. Quando mi sono accorta che l’equipaggio si preparava a salpare, ho cercato di scendere ma non ci sono riuscita perché la nave si è alzata in volo!

Adesso spio dalla mia tana i marinai della ciurma, sono tutti così strani… quello sulla sedia a rotelle a vapore dev’essere il capitano, e quella bella ragazza che sulla schiena ha una specie di chiave da carillon deve essere sua figlia!

Qui di bizzarrie ce ne son tante, mi è sembrato di vedere addirittura un tizio con un braccio di ferro che faceva conversazione con un criceto dall’aria depressa, mentre un cavallo meccanico gli girava intorno…

Però, ehi, c’è un criceto parlante dall’aria depressa!

Anche il packaging, come sempre, sembra molto ma molto curato, e la copertina è un’altra di quelle azzeccate (tipo quella dei misteri di Black Port).

Esce a settembre 2011 e per allora spero venga rilasciato qualche contenuto aggiuntivo, tipo un’anteprima del primo capitolo, così per giudicare un po’ il livello di scrittura (visti i miei trascorsi con la prosa di Fortino) dell’autrice.

A proposito: l’autrice. Classe 1982, laureata in sociologia in Cattolica. Come me, solo un anno prima. Per cui, Carlotta De Melas (che credo di non aver mai incontrato, ma non sono esattamente mister studente frequentante) sappi che, avendo fatto la stessa scuola, se tu scrivi male gli altri penseranno che anch’io scrivo male. E io non scrivo male. Credo. Non lo so. Ecco, ora mi vengono dubbi esistenziali…