Sono arrivato a una drammatica conclusione: a metà del secondo volume di La spada della Verità posso dire con cognizione di causa che odio Terry Goodkind. È più o meno la stessa sensazione che provo nei confronti di Claudia Salvatori, ma amplificata dalla fama internazionale di cui, a differenza della nostra Salvatori, Terry Goodkind gode.

Sul serio, Goodkind è uno scrittore mediocre, con una prosa da prima media, che ama rifugiarsi nei cliché, ed è in grado di creare personaggi la cui personalità è sostanzialmente quella di una sagoma cartonata, non ha senso del ritmo e, per dio, deve sempre farti la morale. È irritante oltre ogni cosa e sto preparando la recensione di La spada della Verità volume 2 per dimostrarlo.

Nel mentre, tuttavia, come posso elaborare il fastidio che Terry Goodkind mi provoca? Ci sarà pure un modo, non posso mica continuare a interrompere la lettura del libro per gridare al cielo: “Dannazione a te, Terry Goodkind!”.

Come sempre, la soluzione a tutti i miei problemi arriva da internet. E, no, non ho trovato un sito in cui è possibile assoldare cecchini letterari. A essere onesti, la soluzione arriva da internet solo in parte perché per il resto… proviene dalle profondità degli abissi.

Signore e signori, vi presento le scimmiette di mare.

Che cosa sono le scimmiette di mare? Ma è semplice, sono un’emanazione in forma di animale di tutto ciò che è malvagio, crudele e demoniaco. E sono anche un concorso letterario.

Per la precisione, questo è il bando:

Ormai è nell’aria da un po’. Dopo i vampiri anemici, gli zombie mannari, i non-morti moribondi e i non-vivi vivibondi, sta per iniziare l’era delle scimmiette di mare.

Le scimmiette di mare sono cattive. Hanno un QI di 267. E dispongono di mezzi ipertecnologici di trasporto, attacco e uccisione.

Le scimmiette di mare vogliono tanto bene alla loro mamma – la sottoscritta – e quindi dedicano l’intera vita a esaudire i suoi bizzarri desideri dando vita a rocambolesche missioni rigorosamente tinte di rosso. Rosso sangue si intende. Insomma ora quella matta di me, si è messa in testa che vuole rinnovare l’arredamento della sua sala giochi. E stavolta non basterà il mobilio Ikea a farla felice. Lei vuole le loro teste. Loro di chi? Ma è ovvio! Di quelli che ce l’hanno fatta! E perciò indice il concorso

Kill your writer

Sì avete capito bene. Uccidi il tuo scrittore.

“Tuo” nel senso che può essere quello che preferisci, quello che più odi, uno di cui non ti frega molto o uno che semplicemente ti incuriosisce. Ovvio che gli strumenti della vostra missione omicida saranno le scimmiette col loro ampio assortimento di armi micidiali, trovate geniali e battute infernali.

Voi sarete le menti che dovranno pianificare la missione, al resto penseranno loro.

Vi serve uno shuttle? Loro ce l’hanno!

Vi serve la macchina del tempo perché il vostro autore è già schiattato da un pezzo? Se lavorate con le scimmiette anche questo è possibile.

Qualche indicazione strutturale, adesso, giusto perché a noi piace fare le cose per bene.

Innanzitutto se volete apprendere i fondamenti dello “scimmiette di mare style” dovete leggere il Testo Primigenio che trovate all’indirizzo

http://scimmiettedimareproject.wordpress.com/2011/04/30/il-testo-primigenio/

Fatto ciò dovreste avere gli strumenti per costruire la vostra storia.

Scegliete l’autore da uccidere. E tenete a mente che non mi basta che lo facciate investire da un autobus in retromarcia. Ci vuole l’intervento delle scimmiette e una morte coerente con lo stile dell’autore stesso. Se ingozzate Moccia di Baci Perugina fino a farlo scoppiare è ok. Se organizzate per Dan Brown un complotto templare e lo avvelenate con il contenuto del Santo Graal idem. Insomma, spero di essermi spiegata.

Una volta che avrete scelto la vostra vittima inviate una email con la preferenza e i vostri dati all’indirizzo

scimmiettedimare@gmail.com

Sarà mia premura aprire un post sul blog aggiornato man mano che arrivano le segnalazioni perché non è assolutamente plausibile che un autore muoia due volte. Specie se è già morto.

Il racconto dovrà essere lungo tra le 10.000 e le 30.000 battute ma siccome le scimmiette di mare non hanno regole sono ammessi gli sforamenti (di poco eh!).

Quando il vostro mortale capolavoro sarà finito inviatelo all’indirizzo scimmiettedimare@gmail.com (sì sempre lo stesso) e iniziate a incrociare le dita nella speranza di essere selezionati per l’ebook che verrà fuori da questa avventura.

Il termine ultimo per l’invio dei racconti è il 30 Settembre 2011.

Tutto ciò è terribilmente geniale, ma anche inquietante in maniera perversa. Un simpatico e ironico modo per farsi passare la pigrizia letteraria che ci affligge d’estate? No, è un modo sacrosanto per relazionarsi a gente come… Terry Goodkind.