Ricordate quando, al termine della recensione del primo volume della Spada della Verità di Terry Goodkind assegnavo al libro due stelline cercando di autoconvincermi che le potenzialità c’erano e che Goodkind dovesse solo applicarsi un po’ di più per scrivere un buon high fantasy?

Beh, ovviamente mi sbagliavo.

Ho appena finito il secondo volume della serie, La Pietra delle Lacrime, e quello che mi sono ritrovato a leggere, più che un libro era un insulto all’intelligenza umana. Una schifezza lunga la bellezza di 1026 pagine.

Di cose da raccontare su questo aborto letterario ne ho parecchie, perché mi sono imposto di leggerlo tutto dall’inizio alla fine e ho preso una quintalata di appunti. Per cui sono costretto a fare una cosa che non ho mai fatto finora: devo dividere la recensione in due parti per evitare di costringervi a leggere Guerra e Pace. Quindi questa è solo la parte #1 del mio berciare contro Terry Goodkind e questa schifezza di libro.

La scheda del libro

La Pietra delle Lacrime (La spada della verità volume 2) di Terry Goodkind

Pubblicato in Italia da Fanucci

Anno 1995

1026 pagine

Il libro sul sito dell’editore e su Amazon

Prima di cominciare, un piccolo avvertimento

La trama

La storia comincia dove era terminata la precedente, con Richard che è diventato il nuovo Lord Rahl e… beh, tutto qua.

Subito ci viene presentato il nuovo nemico, il Guardiano del regno delle ombre. Tenetelo bene a mente perché… sarà assente per buona parte del libro. Ci viene anche profetizzato di striscio che l’irritante bambina del libro precedente, Rachel, è “la prima increspatura di un sasso gettato nello stagno”, il che significa che sarà per lo meno in altri cinque-sei libri.

Intanto, Richard e Kahlan sono tornati dal Popolo di Fango a consegnare una quest, e Richard si fa venire l’idea di chiedere a Kahlan di sposarlo. Che caruccio. Purtroppo non sa che i matrimoni celebrati dal Popolo del Fango hanno lo stesso valore di quelli celebrati a Gardaland da Prezzemolo.

La cosa ironica? Quella sera Richard ha mal di testa, per cui: tensione sessuale sì, sesso spinto e liberatore manco per niente! Tra l’altro sono io l’unico che trova estremamente irritante e anche un po’ forzata la storia d’ammmmoreH tra Richard e Kahlan? Voglio dire, nel romanzo precedente Richard aveva già deciso che amava Kahlan la prima volta che l’ha vista, il che è semplicemente assurdo, ammesso e non concesso che Richard non sia un maniaco sessuale.

Ma, al di là di tutto, già dopo 100 pagine si capiscono due cose di questo libro. Rispetto al precedente, lo stile sembra meno stupido e imbarazzante, forse perché i personaggi ormai sono stati presentati e le relazioni tra di loro ben fissate. Tuttavia è pieno di fuffa inutile. L’azione è talmente diluita che in cento e passa pagine non è successo niente, o se è successo non me ne sono accorto perché è talmente sommerso dal blablabla che è passato inosservato. Sarà una lettura lunga e dolorosa, già è chiaro.

Il mal di testa di Richard si rivela ben più di una semplice sindrome premestruale. Richard, infatti, in quanto Presceto Figo da Romanzo Fantasy, ha il Dono, ossia un’orientamento naturale nei confronti della magia. Chi ci avrebbe scommesso? Lo scopre nel peggiore dei modi, quando cioè tre Sorelle della Luce gli dicono che, se non si farà addestrare da loro, il mal di testa probabilmente gli farà esplodere il cervello. Però c’è un problema (ovviamente): per farsi addestrare, a Richard è richiesto di indossare un collare, e lui, no, il collare non lo vuole mettere, perché ancora soffre di PTSDper la storia della mord-sith del libro precedente. Poco importa che le Sorelle della Luce non siano delle sadiche bastarde e che vogliano salvargli la vita anziché spingerlo oltre la soglia del dolore. Quel cazzone di Richard ha deciso di fare il bambino frignone e di rifiutare di indossare il collare. Per principio. Ma torna a guardare i boschi, va’.

Richard Rahl, l'eroe del romanzo

Che poi non è del tutto vero che indossare il collare delle Sorelle della Luce sia una cosa buona per Richard, perché c’è dietro un gombloddo che occuperà centinaia e centinaia di pagine, ma questo Richard non lo sa. Per cui resta comunque un bamboccio fignone.

Intanto scoppia una guerra allungabrodo tra il Popolo del Fango e i Bantak, fermata solo grazie – indovina indovinello – al pacifico intervento di Richard. Terminata l’inutile diramazione del plot, Richard chiede agli anziani del Popolo del Fango di evocare gli spiriti, come già aveva fatto nel libro precedente. Perché evocare gli spiriti di nuovo, quando la volta prima non erano riusciti ad aiutarlo, per me resta un mistero. Ah, no, lo so: serve ad annacquare ancora un po’ la trama.

Comunque, Richard evoca gli spiriti dei suoi antenati, come è consuetudine tra il Popolo del Fango. Richard. Antenati morti. Riuscite a cogliere il nesso? Beh, nemmeno Richard.

Dal regno dei morti spunta Darken Rahl, padre biologico di Richard. E questa finora è l’unica cosa positiva del romanzo. E la sua battuta di apertura, riferita ovviamente a quel bamboccio del figlio, (“Ci sarà mai fine alla tua stupidità?”) è semplicemente WIN!

Rahl fa quello che ci si aspetta da lui e impreme su Richard il marchio del Guardiano e Richard sviene. A quel punto spunta Denna, la mord-sith del libro precedente. Kahlan, giustamente, le fa notare che non ha senso che sia lì, perché non è un’antenata di Richard. La risposta di Denna mi ha lasciato sinceramente basito:

Sarebbe impossibile per me farti un resoconto accurato, però posso spiegarti il tutto a gradi linee di modo che tu possa capire. Io mi trovavo in un luogo oscuro e pieno di pace che è stato turbato dal passaggio di Darken Rahl. Quella era una cosa che non sarebbe dovuta accadere, o almeno così credevo. Appena si avvicinò, avvertii che Richard doveva averlo chiamato in qualche modo, permettendogli così di superare il velo e venire qua. […] Conosco Darken Rahl fin troppo bene, così l’ho seguito. Io non potrei mai superare il velo con le mie sole forze, ma legandomi a lui ci sono riuscita e ho seguito la sua scia. Sono venuta perché sapevo quello che Darken Rahl avrebbe fatto a Richard. Non saprei come spiegarlo meglio.

Se le avesse detto: “Sta’ zitta, cretina, non lo sai che tanto è fantasy?”, sarebbe stato senza dubbio più onesto.

Denna, le cui lacrime sono “luminose”, ed è un dettaglio importantissimo, perché Goodkind l’ha ribadito due volta nell’arco di due paragrafi, si offre di prendere su di sè il marchio del Guardiano, salvando Richard – non chiedetemi come, quante volte devo ripetere che che tanto è fantasy? L’unica cosa che chiede in cambio a Kahlan è di convincere Richard ad accettare il collare dalle Sorelle della Luce. Kahlan a malincuore mantiene la parola e convince Richard a lasciare il Popolo del Fango assieme a sorella Verna.

Con Richard e Kahlan (e il sesso!) ora separati, non ci resta che venire catapultati “da qualche altra parte”, dove Cyrilla, regina di Galea e sorellastra di Kahlan, non se la sta passando proprio bene. Cosa è successo? In pratica la Galea è sotto attacco da parte del regno di Kelton, ovviamente non se ne sa il motivo ma i Keltoniani sono dei tipi cazzuti dediti alla violenza, al genocidio, allo stupro e a tante altre attività per tutta la famiglia. Cyrilla, visto che non può combattere il nemico con le sole forze militari del suo esercito, decimato a causa della resistenza contro Darken Rahl e il D’hara (c’era una guerra di resistenza contro Darken Rahl? Apparentemente sì. Viene nominata nel primo libro? Ma non diciamo scempiaggini!), si rivolge al Concilio, che in pratica sarebbe l’organizzazione che cerca di dirimere le controversie tra i regni delle Midland. Il Concilio è sempre presieduto dalla Madre Depositaria, cioè Kahlan, e da un mago. Invece quando Cyrilla si presenta all’udienza Kahlan ovviamente non c’è e nemmeno il mago sostituto – essendo stati tutti uccisi da Rahl – ma non è tutto! Chi presiede l’assemblea? Ma il principe Fyren di Kelton, chi se no? Cioè, l’unica istituzione che ha l’autorità di risolvere le tensioni internazionali nel continente si trasforma in 0,5 secondi in una sorta di Santa Inquisizione e condanna a morte Cyrilla. Ma da 1 a 10 quanto è STUPIDO tutto questo?

Ah, fate ciao ciao con la manina a Cyrilla: non la rivedremo mai più.

Magic is bad

Intanto, Richard è in viaggio verso Tanimura assieme a Sorella Verna, che sembra essere afflitta da una permanente e apocalittica sindrome premestruale, non fosse altro che passa da “materna e comprensiva” a “tracotante stronza” ogni due/tre linee di dialogo. Al confine tra il Nuovo Mondo di Richard e il Vecchio Mondo (oh, la fantasia di Goodkind nel dare i nomi…) in cui si trova Tanimura, c’è una vasta landa desolata e devastata da un’antica lotta tra maghi, le cui cicatrici sono ancora evidenti. Giusto per rinforzare per la trecentesima volta quello che sembra un motivo costante del libro: la magia è male.

Qui devo dare credito a Goodkind, succede l’unica cosa interessante dall’inizio del libro. E non si tratta nemmeno di uno dei nodi cruciali della trama. Richard e Sorella Premestruale vengono separati da una serie di illusioni che intendono intrappolarli per sempre. Richard in particolare si rifugia in una torre e lì incontra Sorella Premestruale che si arrabbia con lui per un motivo pretestuoso (il che è coerente, ma solo perché il personaggio cambia carattere a ogni paragrafo) e utilizza il potere del collare per infliggere dolore a Richard. Apriti cielo, Richard si sente legittimato a utilizzare la spada della verità e trancia la suora bipolare in due. Quindi, frugando tra gli averi di Sorella Verna, scopre che la sua carceriera-barra-mentore stava mettendo in discussione gli ordini della Priora, sua diretta superiore a Hogwarts Tanimura e viene a conoscenza dell’ennesima profezia. Questa riguarda lui, che è ovviamente l’Eletto e l’Unico In Grado Di Sconfiggere Il Temibile Nemico (TM), ma anche Kahlan, che “dovrà essere offerta al popolo per portare gioia e gaudio”. Yay, altri stupri in arrivo per Kahlan!

Abbandonata la torre, Richard cerca di uscire dall’illusione in cui è intrappolato e, quando si imbatte in Sorella Premestruale, capisce di non aver ucciso la sua accompagnatrice ma solo un’immagine creata dalla specie di sogno bizzarro in cui si ritrova. Comunque, grazie a un colpo di genio tanto stupido quando – devo ammetterlo – notevole, i due riescono a fuggire dalla Terra dell’LSD e approdano nel Vecchio Mondo.

Anche Kahlan è in viaggio verso… qualche parte, presumibilmente Aydindril, e si imbatte in quello di cui parlava Cyrilla: Ebenissia, la capitale della Galea, completamente distrutta, corpi dappertutto, donne stuprate, vite spezzate. E cosa fa Kahlan di fronte a cotanta devastazione? Discute di capitalismo con Chandalen del Popolo del Fango. Allucinante. E dispersivo, porca miseria contrabbandiera. C’è anche una breve scena di misunderstanding interculturale in cui Prindin del Popolo del Fango tenta un approccio un po’ troppo affettuoso con la Madre Depositaria, per ora ciò offre a Kahlan l’opportunità di blaterare di differenze interculturali e la faccnda sembra chiusa lì, ma tenetela bene a mente per dopo perché è importante.

Lasciata alle spalle Ebenissia con i suoi orrori, Kahlan assieme ai tre guerrieri del Popolo del Fango incontra ciò che resta della milizia della Galea, un piccolo esercito di… bambini.

Bambini, proprio così, lo ripete così tante volte che… oh, aspetta un momento.

“Bravi soldati.” Kahlan si tratteneva a stento dall’urlare. […] “E c’è qualcuno di questi soldati in gamba, voi tre inclusi, che abbia superato i diciott’anni?” Il ragazzo strinse le labbra con forza e scosse la testa. “Allora ripeto la domanda: quanti bambini ci sono al tuo seguito?”

spetta un momento… I BAMBINI HANNO 18 ANNI O MENO? Ma sei scema o cosa, Madre Depositaria di ‘sta cippa? Robb Stark, re del fottuto Nord, 15 anni. Daenerys Targaryen, regina oltre il mare e madre di tre fottuti draghi, 14 anni. Jake Chambers, compagno di viaggio di Roland di Gilead, ha percorso tutta la strada fino alla fottuta Torre Nera [spoiler alert] sacrificando la sua stessa vita per due volte nel corso del cammino, 10 anni. Buffy Summers, cacciatrice di vampiri, 16 anni. Harry Potter, Ron Weasley ed Hermione Granger, che hanno affrontato e sconfitto per ben sette volte Lord Voldemort, 17 anni. Ma queste cose non ditele a Kahlan, che evidentemente lavora per il MOIGE e pensa che i diciassettenni siano BAMBINI.

Fottuti, inutili, BAMBINI

Dio, come sa essere irritante quella donna. Quando c’è Richard è la tipica damigella in pericolo, ed è terribilmente passiva e lamentosa, mentre quando non c’è si ricorda di essere la Madre Depositaria e diventa un’insopportabile e arrognte strega.

Comunque, prima che mi si gonfi la vena sulla fronte, i BAMBINI di Galea sono comandati dal capitano Bradley Ryan, uno dal nome tipicamente fantasy, e stanno inseguendo l’esercito che ha devastato Ebenissia. A quel punto Kahlan si ricorda di essere la Madre Depositaria e non una telepredicatrice da tv privata e ricorda che il suo compito è quello di risolvere le controversie tra i popoli delle Midlands. Lo fa ovviamente prendendo il controllo dell’intero esercito e dicendo roba del tipo: “Se ci sarà una guerra, sarà a modo mio”, perché, lo sapete, no, i soldati di Galea sono BAMBINI deficienti.

Così Kahlan prende tutta la sua tracotanza e raggiunge l’esercito dei kattivi, che in quanto tale è dotato di prostitute e superalcolici, perché dio non voglia che un esercito faccia quelle cose che erano la fottuta prassi per un esercito in epoca antica, questo è un fantasy per i Puri di Cuore! E difatti chi comanda l’esercito dei kattivi? Nientemeno che il generale Rigg dell’Ordine Imperiale, che, ovviamente, disprezza le donne e pensa che Kahlan sia buona solo in posizione orizzontale (o in cucina a fare sandwich). Ebbene sì, questa è la massima caratterizzazione che avremo non solo di questo personaggio, ma di TUTTI i cattivi del libro.

Difatti, Goodkind non ci prova nemmeno più in questo secondo volume a creare dei cattivi la cui personalità sia coerente e che abbiano motivazioni sviluppate. Tutti gli antagonisti, nessuno escluso, sono solo delle caricature.

Comunque, a causa delle poppe di Kahlan la trattativa fallisce in partenza e la guerra tra l’esercito dei BAMBINI e quello dei kattivi appare inevitabile. In realtà è già la seconda guerra completamente fine a sè stessa che scoppia nel libro, e sembra servire solo a distrarre il lettore dalla trama principale, che ormai è evanescente come la caratterizzazione dei personaggi.

Kahlan allora torna dai BAMBINI e tiene un discorso motivazionale di quelli che di solito fa il Presidente degli Stati Uniti prima che ciò che rimane dell’esercito della Terra scagli un’offensiva contro gli alieni invasori. Peccato che la Madre Depositaria non suoni per nulla convincente e a dimostrazione di ciò, non tutti i BAMBINI sono d’accordo con lei. Anzi, uno dei soldati, William Mosle, altro nome tipicamente fantasy, dice qualcosa del tipo: “Non seguirò una donna in battaglia”, il che può significare una sola cosa secondo la Regola di Caratterizzazione #45 dell’Accademia di Scrittura Goodkind & associati. Sarà mica cattivo? Il dubbio è attanagliante e… oh, non importa, tanto la compassionevole e pura di cuore Kahlan dà l’ordine che sia ucciso assieme a tutti quelli che sono d’accordo con lui. Ecco a voi la nostra eroina, signori e signore.

Invece di uccidere quello che si scopre essere uno dei suoi amici di infanzia, il capitano Ryan lo porta da Kahlan perché sia lei a fare il lavoro sporco. Io avrei sottolineato la cosa con una serie di schiaffi in faccia alla Madre Depositaria ma, ehi, io non sono un personaggio di Goodkind: ho una personalità ben definita. Ovviamente Kahlan non ha le palle di fare da sè il lavoro sporco, per cui usa il suo potere su Mosle e solo dopo gli ordina di suicidarsi. Gente, questa scena è una delle più disgustose dell’intero libro, non per il modo in cui è descritto il suicidio (credo che Mosle si soffochi con la sua stessa lingua  o qualcosa del genere, non è descritto nel dettaglio) ma per l’amoralità di questa schifezza: all’inizio Kahlan dice a Mosle di fare ciò che vuole e che lei rispetterà la sua decisione, neanche una pagina dopo, ordina che sia ucciso perché ha fatto quello che vuole.

Ricordate Darken Rahl? Ecco, quando lui nel primo libro ha convinto un ragazzino di essere suo amico e che non gli avrebbe fatto male salvo poi versargli del piombo fuso in gola, quella scena ci stava. Era criduele, ma necessaria alla trama e anche a stabilire, qualora ce ne fosse il bisogno, che Rahl era il cattivo. Questa schifezza che ho appena letto invece a cosa serve? A far capire al lettore che Kahlan non è migliore del male che sta cercando di combattere e che è esattamente amorale e traditrice quanto lo sono “i cattivi”? Tutto questo è ridicolo. Pronto, signor Goodkind? Noi lettori dovremmo simpatizzare con Kahlan, come facciamo a farcela piacere se si comporta esattamente come quelli che sono gli antagonisti?

E al di là di tutto questo, perfino le sue azioni sono stupide, ma proprio tanto. Sei la Madre Depositaria, no? Hai il potere dell’ammmmoreH, no? Le persone che sono toccate dal tuo potere farebbero qualsiasi cosa tu gli chieda, no? E allora perché stracazzo hai ordinato a Mosle di uccidersi (vigliacca)? Perché non gli hai chiesto di combattere fino alla morte nell’imminente battaglia, dandogli anche una morte un pelino più dignitosa per un ragazzo il cui unico crimine è stato non essere d’accordo con te?? Stronza.

Ma Kahlan la Leader Illuminata non ha finito di stupirci. Poco prima della battaglia, infatti, un soldato le annuncia che hanno fermato due viandanti, un mercante e sua moglie, che stanno solo passando di lì per caso. Ovviamente Kahlan dà l’ordine che siano uccisi, perché è cretina e non ha mai sentito parlare di “prigionieri”. Quello che Kahlan non sa è che i due viandanti altri non sono che Zedd e Adie. L’unica cosa che mi sento di dire al riguardo, e che non sia una sfilza di insulti per Kahlan, è che questo colpo di scena, lo chiamo così anche se è più propriamente una coincidenza, è sì stupido, ma meno stupido di quelli presenti nel primo volume della serie. Ah, ma ovviamente tutto questo sarà ignorato per il resto del romanzo e nessuno ne farà più menzione.

Nel prossimo episodio…

Riuscirà Kahlan a sconfiggere l’Ordine Imperiale senza essere stuprata dai kattivi? Richard sarà smistato nei Grifondoro o nei Serpeverde? E, soprattutto, il guardiano sarà sconfitto? Spoiler alert: sì.

La seconda parte della recensione la trovate qui