Ultimamente compro libri solo su Amazon e Ibs, perché c’è più scelta, perché (nonostante il signor Riccardo Franco Levi tenti di legiferare altrimenti) è conveniente, e perché posso comprare quello che voglio all’ora che voglio standomene bellamente seduto in poltrona. L’unica magagna è che, ordinando libri per meno di – vado a memoria – 25 Euro, tocca pagare due euro di spese di spedizione. E a me per principio la cosa non piace. Allora che si fa? Visto che i libri non vanno a male, di solito non ordino un romanzo alla volta, ma due o tre. Anche quando, magari, ne voglio solo uno.

Oggi, dopo l’arrivo dell’ennesimo corriere (mi ha portato The Blade Itself di Joe Abercrombie, un bel libro che recensirò quanto prima), mi sono messo a fare la conta di tutti i libri che ho comprato online e, per un motivo o per un altro, non ho ancora letto.

Ecco il risultato:


(Prego notare la magnificenza della foto fatta col cellulare e i numerini inseriti col Paint)

Un totale di sedici libri comprati e mai letti. Che ovviamente saranno anche le mie prossime letture, in un indefinito futuro anteriore che gli scienziati indicano con “Tra un po’” e che, partendo dal momento “Adesso” si protrae fino al momento “Fine dei Tempi”. Ma basta scempiaggini, diamine! Vediamo che cosa mi aspetta nel mio futuro da lettore.

  1. La scatola a forma di cuore di Joe Hill. Joe Hill altri non è che il figliolo di Nostro Signore di Tutto ciò che è Horror, Santo Protettore di Noi Scribacchini Tutti, il Sempre Sia Lodato (inchino) Stephen King. E ovviamente scrive horror. Ha anche delle gran belle idee, tipo in Horns, dove il protagonista si accorge di punto in bianco di avere delle corna demoniache in presenza delle quali la gente mostra il suo lato più malvagio e subdolo. Qui forse mi trattiene dalla lettura il fatto che il protagonista sia un metallaro e io non ho mai avuto molta simpatia per la categoria. Lo so, sono una persona orrenda.
  2. Il figlio del cimitero di Neil Gaiman. Oh, è una vita che voglio leggere Gaiman, lo giuro. E questo libro è anche pluripremiato e celebratissimo. Davvero, non so perché ancora non l’ho letto, forse perché ultimamente sono preso con l’high fantasy, ma rimedierò, giurin giurella.
  3. Stardust di Neil Gaiman. Ancora Gaiman, ma questa volta c’è una storia. Volevo leggere Stardust perché avevo visto il film, quello con Robert De Niro che interpreta il serial killer psicopatico che si diverte a torturare le sue vittime tagliando loro piccoli pezzi di carne e costringendole a mangiarli, e mi era piaciuto. Ho scaricato acquistato attraverso una trasazione economica legale e riconosciuta dal diritto commerciale internazionale una copia digitale del romanzo, l’ho letto e… ma cos’è ‘sta roba? Sembrava peggio della peggiore favoletta per bambini scemi. Ovviamente mi sono rifiutato di credere che il tanto celebrato Gaiman potesse scrivere così male e ho cercato maggiori informazioni. Scavando un po’, è venuto fuori che la Mondadori ha sostanzialmente istupidito il romanzo (eliminando anche una scena di sesso, mi pare di aver capito) per renderlo più appetibile a un pubblico di bambini. BAMBINI! Dannati bambini. Se mai avrò dei figli li crescerò a pane e Stephen King, porca paletta. Comunque, viste le gravi deficienze della traduzione italiana, sono stato costretto a comprare l’edizione inglese. Che costava pure la miseria di 5 Euro, pappappero.
  4. Lost Boy, Lost Girl di Peter Straub. Non ho mai letto qualcosa di Peter Straub che non fosse stato scritto in collaborazione con Stephen King, mi riferisco al prolisso Il talismano e all’ommioddio-cosa-gli-è-saltato-in-mente La casa de buio. Comunque, sentivo che era arrivato il momento di colmare questa lacuna. Poi è cominciato il mio già citato periodo leggo-solo-high-fantasy e il libro è rimasto intonso.
  5. L’incendiaria di Stephen King. Un giorno ho deciso di piazzare un ordine su Amazon di tutti i libri di Stephen King che non avevo ancora comprato. Alla fine erano due, L’occhio del male e questo qui. L’occhio del male l’ho letto e mi è piaciuto, questo ancora no. Ma l’importante è possederlo, giusto?
  6. Meridiano di sangue di Cormac McCarthy. Definito da molti uno dei capolavori di McC (migliore della Strada? Staremo a vedere…), non l’ho ancora letto perché quando leggo McCarthy mi succede una cosa strana: comincio a scrivere come lui. Con frasi Brevi. Brevissime. Senza subordinate. Sincopato. E questa è una cosa che, per il momento, preferirei evitare…
  7. Le creature selvagge di Dave Eggers. Sarebbe la versione romanzata di Where the Wild Things Are di Maurice Sendak, ma romanzato per appaiarsi al film di Spike Jonze. Non ho ancora visto il film perché volevo leggere il libro prima, non ho ancora letto il libro perché… non lo so mica…
  8. La spada della verità volume 4 di Terry Goodkind. Perché al fantatrash non c’è mai fine, ma un po’ di pausa quella me la potrò prendere, no?
  9. L’occhio del mondo di Robert Jordan. La saga della Ruota del Tempo è una di quelle che mi era stato consigliato di leggere se cercavo del buon fantasy. Ho comprato il primo romanzo, ma poi la HBO ha avuto la sfavillante idea di mandare in onda il primo episodio di quella gemma di televisione di qualità che è Game of Thrones e non ho avuto occhi che per Martin e le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
  10. Temeraire: il drago di sua maestà di Naomi Novik. Un altro di quei libri che leggerò molto presto perché è ottimo materiale per una recensione, salvo poi trovare ogni volta una lettura che mi interessa di più.
  11. Orlando Furioso di Luciano Corona. Ho sempre voluto leggere l’Orlando Furioso, ma mi ha sempre fatto piuttosto ribrezzo la poesia. Per cui quando ho scoperto che Luciano Corona aveva riscritto in prosa il poemone dell’Ariosto, non me lo sono lasciato scappare. Non l’ho ancora letto perché… beh, mi è appena arrivato, datemi tempo!
  12. Come addestrare un drago di Cressida Cowell. Il libro da cui è stato tratto il film d’animazione più bello di sempre, ossia How To Train Your Dragon della Dreamworks. Sì, è un libro per bambini, ma l’ho comprato perché ho una mezza idea di usarlo per un esperimento blogghistico che coinvolge anche il suo derivato di celluloide…
  13. La principessa sposa di William Goldman. Non l’ho ancora letto perché… questo libro ha ucciso mio padre, preparati a morire!
  14. Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Foer. L’ho scoperto per caso, perché tra un po’ esce il film, così l’ho comprato per fare l’intellettuale che dice “so già come va a finire: ho letto il libro, io!”. Poi l’ho aperto e, sinceramente mi sembra un’altra versione di Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haldon, che era carino, ma mi è bastato.
  15. Unwind. La divisione di Neil Shusterman. Si tratta di uno young adult che parte da una premessa originalissma (nel futuro l’aborto sarà illegale prima della nascita, ma non dopo) ma che non sono ancora riuscito a tirare giù dalla libreria.
  16. Alice nel paese della Vaporità di Francesco Dimitri. Non l’ho ancora letto perché quasi tutte le campane che sento, dai basher ai recensori moderati, lo dipingono come un’emerita schifezza. So che non è carino giudicare senza farsi un’opinione propria, ma, in tutta onestà, voi sprechereste del tempo prezioso per guardare, chessò, un film di Uwe Boll?

 
Mi piacerebbe sapere: sono l’unico a fare una cosa del genere?

Ma ora scusatemi, devo andare su Amazon a piazzare un ordine per altri tre-quattro libri…