Sull’infelice trasposizione italiana delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin si è detto di tutto, fino addirittura a inneggiare, nel caso dell’ultima aggiunta pubblicata, I guerrieri del ghiaccio, al boicottaggio della costosissima edizione rilegata made in Mondadori. La principale lamentela dei fan, e non solo, è lo schifoso vizio del già citato editore italiano di dividere in due o tre parti i singoli volumi che compongono la saga, al becero scopo di aumentare i propri introiti. I cinque volumi attualmente pubblicati, in Italia sono infatti diventati ben dodici (di cui due ancora in attesa di traduzione e pubblicazione). A dire il vero la Mondadori ha di fatto pubblicato, all’interno della serie Urania, i primi quattro volumi in una versione più fedele a quella originale sia nel formato che nella traduzione del titolo. Però si trattava di Urania che, lo sapete, in libreria non si vende.

Da poco, invece, è uscita per Oscar Mondadori l’edizione che tutti stavano aspettando. Mainstream, facilmente reperibile e, soprattutto, unita. Tutto merito della serie televisiva in arrivo il 10 novembre su Sky Cinema 1, ovviamente, visto che è risaputo che Lord Mondador del lettore se ne sbatte la ciolla. Riecheggia la serie tv anche la copertina, che raffigura l’iconica immagine di Sean Bean/Ned Stark seduto sul Trono di Spade, e per lo stesso motivo, presumo, si è scelto di mantenere i due titoli italiani, anziché quel Gioco del trono che avevano già usato per l’edizione Urania.

Il prezzo, altro tasto dolente per le Cronache, è di 15€, che non è poco, ma non è nemmeno esagerato, per un’edizione brossurata doppia. Comprando su Ibs o Amazon lo si trova anche a meno. Tra l’altro oggi alle Feltrinelli di piazza Duomo a Milano ho visto che il prezzo dei due volumi presi singolarmente è di 10€ l’uno, per cui si risparmiano anche 5€.

Resta da vedere se il celebre errore dell’unicorno sia finalmente stato corretto oppure no.

Postilla. Oggi ho comprato 22/11/’63 di Stephen King e la nuova edizione di Perdido Street Station di China Miéville, che, come segnala Minuetto Express, contiene la sua buona dose di fail.