Ho conosciuto Samuel Marolla leggendolo per la prima volta nella raccolta Archetipi pubblicata da Edizioni XII. L’antologia globalmente non mi era piaciuta granché, troppo mediocre per il livello dell’editore tanto che quasi sembrava arrabattata in fretta, però c’erano due cose che si salvavano: le bellissime e suggestive tavole a colori di Diramazioni che intervallavano le storie e un racconto che si chiamava Sirene.

L’autore era proprio Samuel Marolla.

Più o meno un mesetto fa, sempre Edizioni XII ha annunciato che di Marolla avrebbe pubblicato un nuovo libro, intitolato La mezzanotte del secolo. Fico, mi sono detto, un romanzo dello stesso autore di quella epicata di Sirene non posso perdermelo. Siccome a volte ho problemi di comprensione del testo, mi era sfuggito che si trattava in effetti di una raccolta di racconti. L’entusiasmo mi si è un po’ smorzato, a dirla tutta (non sono un grande fan delle raccolte di racconti, a meno che non siano scritte da Stephen King o H.P. Lovecraft), però il libro l’ho comprato lo stesso.

Ho letto da qualche parte che il racconto breve è una forma narrativa che a Marolla è molto congegnale. Lo ha dimostrato con Sirene e, accidenti, anche con La mezzanotte del secolo non si è smentito.

Anzi, consentitemi di sbilanciarmi: La mezzanotte del secolo è il miglior romanzo italiano che ho letto nel 2011. (Lo scopro a qualche settimana di distanza dal mio articolo su Scrittevolmente in cui accusavo gli autori italiani di scrivere spazzatura… awkward.)

La scheda del libro

La mezzanotte del secolo di Samuel Marolla
Pubblicato da Edizioni XII
Anno 2011
Pagine 304
Prezzo di copertina 16,50€
Il libro sull’e-shop di Edizioni XII e su Amazon

I contenuti

La mezzanotte del secolo è una raccolta composta da nove racconti dell’orrore soprannaturale, che è il genere che prediligo e sul quale sono più intransigente.

Il grande maestro dell’orrore soprannaturale è il già menzionato H.P. Lovecraft e, devo notare con compiacimento, Marolla è riuscito a catturare in quasi tutte le sue storie le atmosfere vivide e inquietanti del Maestro, perché è uno che scrive con passione di ciò che ama e, credetemi, si nota. Sia che si parli di demoni che vivono tra gli esseri umani (Il modello di Pickman vi ricorda niente?), di antiche e malvagie divinità o di maledizioni, Marolla riesce a creare non solo una storia eccellente – quello, con un po’ di fantasia, sono buoni tutti a farlo – ma soprattutto una sensazione di paura, inquietudine, incertezza, che è la condizione necessaria per scrivere di horror soprannaturale.

“La sensazione più antica e potente dell’animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell’ignoto”, scriveva HPL nell’incipit del suo saggio L’orrore soprannaturale nella letteratura. È una frase che chiunque affronti questo genere deve ripetere come un mantra. Marolla in questo è bravissimo: leggendo molte delle sue storie ho avuto sul serio la sensazione – la paura – che ci fosse qualcosa di enorme e sconosciuto, più grande e più antico di noi e del mondo in cui viviamo. E questa, permettetemi di dirlo, è eccellenza.

Però ogni tanto bisogna tirare il fiato dalla sensazione di precarietà che le sue storie emanano. E allora Marolla inserisce, come dei cuscinetti, alcuni notevoli racconti il cui tono è meno denso, ma non per questo non altrettanto inquietante. Nuove vite, ad esempio, pur senza rinunciare all’elemento soprannaturale, sembra quasi un inno d’amore alla generazione che è cresciuta tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, mentre Il Ninja Bianco, in cui il soprannaturale è solo di sfondo, è una struggente e malinconica storia d’amore, amicizia e di abbandono. Condensata in un numero veramente esiguo (e pertanto impressionante) di pagine. Tanto di cappello.

In conclusione

Di solito, quando valuto un’antologia assegno un +1 al racconto che mi è piaciuto, uno 0 alle storie così così e un -1 alle storie che non mi sono piaciute, poi tiro le somme come si faceva con le verifiche del liceo. Sì, è un metodo schifosamente arzigogolato, ma non dimenticate che sono ossessivo-compulsivo.

Il risultato che si becca Marolla è un 5, con la precisazione che la raccolta non contiene racconti da -1.

I miei preferiti sono, in rigoroso ordine, Insonnia, Tenebra al neon e Una notte al Ghibli. Quest’ultimo è disponibile anche in download gratuito in formato digitale sul sito di Marolla. Scaricatelo se non vi fidate di me e volete farvi un’idea di quanto sia in gamba.

A me La mezzanotte del secolo è piaciuta assai. Anche se aspettavo al varco l’autore di Sirene con un romanzo lungo, l’aver avuto tra le mani una raccolta di racconti non mi ha deluso per niente. Un plauso finale va anche alla casa editrice, perché La mezzanotte del secolo è anche un gran bell’oggetto, con bella carta, impaginazione curata e una copertina (opera di Diramazioni) davvero notevole.

Voto finale