Fine anno. Va di moda fare le liste e alle persone ossessive compulsive come me piacciono le liste. Visto che ho già detto la mia sui libri peggiori (poco sotto) e migliori (su Scrittevolmente) letti quest’anno, e tenuto conto che sono un avido consumatore di prodotti di entertainment di vario genere, ecco una serie di cose che mi sono piaciute o meno in questo 2011 che sta per concludersi.

Televisione

Quest’anno ho definitivamente dato il mio addio alla televisione italiana. A parte i telegiornali quando cucino (rigorosamente SkyTg24 o TgCom24), non ho guardato altri programmi prodotti in Italia. E, no, la mia vita non è radicalmente cambiata e non mi si sono aperti nuovi orizzonti intellettuali. Ma questo non c’entra.

Il punto è che la mia dipendenza da telefilm statunitensi e britannici è andata esponenzialmente aumentando, così scegliere la serie tv migliore in assoluto del 2011 è arduo, per non dire impossibile. Per cui eccovi una lista in rigoroso ordine alfabetico.

Downton Abbey è un dramma in costume che parla di una nobile famiglia inglese e della loro servitù nella dimora di famiglia, Downton, mentre i vari eventi storici del primo ‘900 fanno da sfondo. Ora, uno dei miei film preferiti di sempre è Gosford Park di Robert Altman. Altman purtroppo non c’è più, però sapete da chi è scritto Downton Abbey? Da Julian Fellowes, che di Gosford Park era lo sceneggiatore.

È raro che mi appassioni a una serie in cui, a conti fatti, non succede niente di eclatante. Forse è il modo in cui Fellowes è riuscito a rendere interessante la quotidianità della famiglia Crawley e dei loro domestici che fa di Downton Abbey una piccola gemma.

Ciliegina sulla torta, c’è Maggie Smith che interpreta la contessa madre di Grantham. E ho detto tutto.

Se avete letto la mia lista dei migliori libri, avrete notato la presenza, in vetta, di una certa serie di libri fantasy scritta da un certo autore un po’ culopeso. Ecco, quella serie di libri non sarebbe stata lì, nella mia classifica, se non fosse stato per la serie tv che a essa si ispira.

Già di per sé vedere una serie fantasy che non sia patetica come Xena, Hercules e La spada della Verità è tutto un dire, ma Game of Thrones è qualcosa di epico. In parti uguali ottime performance, suspense, violenza e tette, che non guastano mai. Il merito è di George R.R. Martin, visto che ha scritto i libri e che della serie è executive producer. Ma tanto di cappello anche ai co-creatori David Benioff e D.B. Weiss, che hanno saputo prendere un materiale già di per sé ottimo e… tirarne fuori qualcosa di ancora meglio.

Game of Thrones è l’eccellenza fatta serie tv. Fatevi un favore e guardatela.

Non di soli drammi (e poppe, non scordiamoci le poppe) è fatta la vita di un uomo. Anzi, io personalmente adoro le comedy. Tra quelle spuntate fuori nel 2011, la mia preferita è senz’altro New Girl. Di che cosa parla New Girl? Di Jess, interpretata da Zooey Deschanel, che dopo la rottura con il suo fidanzato va a vivere in un appartamento con tre ragazzi.

A tanti New Girl in realtà non piace. Il perché è presto detto: molta della comedy si basa su Zooey Deschanel che fa l’adorabile sciocchina. Garantito che c’è molto di più, è comprensibile che alcuni possano trovarla irritante. A me piace, e quindi sta nella lista.

Per le peggiori serie dell’anno… scusate, ma non ce la faccio proprio a odiare Terra Nova. So che a tutti fa schifo, ma a me non è dispiaciuta poi così tanto. Specialmente non quando, sullo stesso network, andava inonda la terza stagione di Glee.

Dio santo la terza stagione di Glee…

Presente Glee, no? Non è una buona serie di per sé, è più un guilty pleasure. Ecco, la terza stagione è un gatto attaccato alle palle. Ryan Murphy, che ora ha un nuovo giocattolo, American Horror Story, che devo ancora guardarmi per bene, probabilmente si sarà detto “E chissene, è un prodotto che sa andare avanti con le sue gambe”. E invece no. La terza stagione di Glee è passata dall’assenza di storyline ad averne troppe, i personaggi sono diventati ancora di più caricature e quando le puntate cercano di fare la morale ai telespettatori lo fanno utilizzando tutti i cliché dei teen drama statunitensi che io odio visceralmente. Ah, e i numeri musicali sono una tragedia. Cioè, ora che Blaine ha cantato tutte le cover di Katy Perry che cosa gli rimane?

Musica

Sulla musica, lo ammetto, non sono molto ferrato. Ho dei gusti abbastanza particolari, senza contare che una canzone mi piace perché sì e non in modo razionale, quindi prendetela come viene.

La mia canzone preferita del 2011 è Under Cover of Darkness degli Strokes. Non mi ha ancora annoiato nonostante siano passati più di nove mesi da quando l’ho scaricata acquistata attraverso una transazione economica legale e riconosciuta dalle principali agenzie di commercio internazionale. E Julian Casablancas è un idolo. Perché si chiama Casablancas.

Altre canzoni preferite in ordine sparso (e non necessariamente uscite nel 2011):

Menzione speciale per i Bläue, sentiti per caso a Barcellona e che live spaccano abbestia.

E ora la canzone peggiore dell’anno. Anche qui secondo me siamo in zona so bad it’s good, però. La canzone in questione è – e come potrebbe essere altrimenti – Friday di Rebecca Black. È terribile, stupida all’inverosimile e ommioddio Rebecca Black ha una voce nasale che fa spavento. Però è anche LOL, e il lol è bene.

Senza contare che, grazie a Friday, Glee (prioprio il deprecabile Glee) è riuscito a mettere in scena una delle migliori cover della sua storia e che Rebecca Black non manca di autoironia.

Film

Quest’anno non sono andato molto al cinema, e non mi piace guardare film appena usciti in streaming perché spesso e volentieri si vedono male. Senza contare che i film migliori di solito escono in corrispondenza dell’award season, cioè tra novembre e febbraio, quindi fare una lista è una faticaccia. E sa dio quanto non mi piace fare fatica, ma con l’aiuto di IMDb ci posso riuscire.

Visto che Black Swan di Darren Aronofsky è stato distribuito in Italia il 18 febbraio 2011, mentre The Social Network è uscito due mesi prima, scelgo lui come miglior film dell’anno. A renderlo ancora migliore è stato il fatto che sono andato al cinema a vederlo con due ragazze che erano convinte si trattasse di un film sulla danza, tipo Save the Last Dance.

Invece un film che non si sa quando uscirà in Italia ma che vi consiglio di tenere d’occhio è 50/50, con il mitico Joseph Gordon-Levitt e l’un po’ meno mitico Seth Rogen. Questo in attesa dell’uscita italiana di Hugo Cabret di Martin Scorsese, alla faccia di chi fa lo snob perché Scorsese-per-me-è-morto-si-è-abbassato-a-dirigere-un-film-per-bambini-ewwwwww (citazione realmente letta su un blog di cinema).

Sul film peggiore del 2011, invece, non ho dubbi: The Tree of Life. Esatto, quello su cui i cinema snob di tutto il mondo si masturbano incessantemente dal festival di Cannes.

Sul serio, io ho odiato The Tree of Life. Raramente mi è capitato di vedere una puttanata che ne eguagliasse la pretenziosità. Non era un film, era uno screensaver. E a ogni scena mi sembrava di vedere sullo sfondo il regista che saltellava gridando “Chiedimi che cosa significa! Chiedimi che cosa significa!”. Mollato dopo 40 minuti perché non valeva il prezzo del biglietto. Che per inciso non ho pagato.

Internet

E ora veniamo alla fonte primaria di intrattenimento dell’anno. Cercherò di non inserire nella lista delle cose migliori scovate su internet nel 2011 siti porno, ma non prometto niente.

Prima di tutto il mio blog. Lo so che è auto celebrativo, però potrò dire che mi piace come sono riuscito a continuare a bloggare di un argomento non tanto mainstream come la letteratura per dodici mesi di fila (maggio escluso)? Lovvo anche dal profondo del mio cuore voi lettori, che riuscite a tollerarmi e alle volte siete pure d’accordo con me. Lovvo anche chi mi insulta, perché tanto alla fine si sa che io ho ragione e il resto del mondo torto.

Best of the year anche per Scrittevolmente. E non solo perché ci scrivo. Anzi, se fosse solo per quello non sarebbe in lista, visto che la maggior parte del mio lavoro consiste nel riformattare articoli e aggiornare la pagina aNobii. Scritty, forum e sito, è un bel posto frequentato da bella gente (a volte delirante, ma tant’è). E visto che per un aspirante scrittore confrontarsi coi suoi simili non può essere che un bene, non potevo non nominarlo.

Ma veniamo alla parte succosa. Perché blog/forum letterari a parte, la cosa migliore scovata su internet in questo 2011 è Obscurus Lupa. Che io venero con tutto me stesso e incorono qui e ora imperatrice di questo sito web.

Obscurus Lupa ha i capelli rossi e produce videorecensioni di film di serie z, spesso d’azione o horror. Mi ha parecchio divertito e mi ha anche aiutato a scoprire piccoli capolavori di trash filmico. E l’ho già detto che un giorno la sposerò?

Per il peggio di internet nel 2011, visto che questo è stato l’anno di Facebook e Twitter, ho scelto “gli intellettuali da social network”. Sul serio, non ho bisogno di sapere come la pensate su ogni cosa che vi viene in mente e che reputate importante e non ho intenzione di discutere con voi a rischio di essere linciato perché la penso diversamente. Questo senza contare che la gran parte di ciò che circola grazie ai summenzionati “intellettuali da social network” sono puttanate, bufale o manipolazioni, che a conti fatti non rendono migliore l’informazione reperita dalla “fonte alternativa OMG SO COOL!!!!1” rispetto a quella proveniente dalle labbra di Emilio Fede.

E il solo pensiero che l’anno prossimo (o, nella migliore delle ipotesi, tra un anno e quattro mesi) ci saranno le elezioni mi mette angoscia, visto che, come amministrative e referendum hanno evidenziato, gli “intellettuali da social network” vanno in fibrillazione in campagna elettorale (quando non sono troppo presi a farti la paternale su quanto siano mejo gli ebook e quanto tu sia pezzente se compri libri veri).

Per quest’anno è tutto. Se nel 2012 dovesse verificarsi la tanto attesa invasione zombie, la inserirò di rigore nella lista dell’anno prossimo. Sempre che riesca a mantenere il cervello nella scatola cranica. Nel mentre, buon anno e arrivederci a gennaio!