Di solito non giudico un libro prima di averlo letto, ma (click per allargare)…

Sì, quella che vedete è la copertina di Tanit, il terzo e – si spera – ultimo capitolo della trilogia di Lara Manni, seguito di Esbat e Sopdet. Come sapete, a mio avviso la Manni si è infilata in una spirale discendente e la qualità dei suoi libri è andata nettamente peggiorando: a un buon romanzo d’esordio come Esbat ha fatto seguito quella ciofeca di Sopdet, che ho appropriatamente inserito al numero 1 nella lista dei peggiori libri italiani del 2011.

Non nutro buone speranze per quanto riguarda Tanit, perché la Manni mi sembra essere partita per la tangente del “nobilitiamo il mio romanzo con significati pregnanti per far vedere che non sono una scrittrice di genere ma una scrittrice che fa Arte e Critica Sociale”. Inutile dire che per Sopdet non ha funzionato. Tenete però bene a mente che di Tanit non so una beneamata fava, e sto giudicando solo sulla base di quanto della Manni ho letto in precedenza.