Questa è difficile, perché tendo a essere abbastanza pragmatico e a decidere se amo/odio un libro entro le prime 100 pagine senza successive possibilità di appello. Può capitare – ed è capitato – che un libro che odiavo a prescindere, senza cioè averlo mai letto, diventi uno dei miei preferiti, come ad esempio la serie di Harry Potter di J.K. Rowling. Il contrario è un po’ più raro.

Ingannevole è il cuore più di ogni cosa mi piaceva, quando l’ho letto nel 2004 (in concomitanza con il mio periodo hipster, prima che essere hipster fosse popolare, of course) perché lo consideravo provocatorio e disfunzionale. Poi si è scoperto che l'”autore”, di cui il romanzo è una specie di memoriale, non era altro che un invenzione creata a tavolino. Inoltre, riguardando indietro alla storia in sé, non è altro che un cumulo di pretenziosità da hipster. Mi cospargo il capo di cenere e ringrazio il cielo di essere uscito da tunnel.