Dicono che un libro sia veramente bello quando perdi la fermata della metropolitana perché sei impegnato nella lettura. Paranoico come sono, non mi concedo mai di distrarmi a tali livelli, quando viaggio. Però una volta mi è successo e, strano ma vero, non stavo leggendo le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin o l’ultimo romanzo di Stephen King. Niente affatto. Il libro in questione era I classici del pensiero sociologico di Lewis Coser e la parte che mi ha fatto perdere la fermata era la bibliografia di Karl Marx. Visto che non sono in alcun modo un fan del padre del comunismo (anzi…), devo imputare il tutto all’estrema bravura di Coser nel dipingere quello che, in fin dei conti, era una sua diretta fonte di ispirazione – perché, nel caso non lo sappiate, Lewis Coser era un noto conflittualista.

Non so se sia valida come risposta, ma in onore di quella fermata mancata, la menzione quale libro che mi ha fatto fuggire dal mondo va a I classici del pensiero sociologico di Lewis Coser.