Ultimo 30 giorni di libri, per cui si chiude un circolo. Di solito non mi commuovo leggendo – anzi, di solito non mi commuovo e basta, ma per questo libro ho fatto un’eccezione. Di quale libro sto parlando? Del libro che ho nominato in apertura di questa maratona: La storia di Lisey di Stephen King.

E la scena è ovviamente quella più emozionale del libro, sospesa e rinviata per centinaia di pagine, alla fine ti colpisce come un pugno nello stomaco. Tu lo sai che Scott Landon è morto, d’altra parte stai leggendo la storia della sua vedova – ma quando si arriva alla scena della morte di Scott, miracolosamente gli occhi si arrossano e cominciano a bruciare…

Per cui è fatta, questo è l’ultimo post della serie. E lasciate che vi dica che da 30 giorni di libri ho imparato due cose: 1) a nessuno frega niente dei miei libri preferiti, ma a me piace lo stesso parlarne; 2) scrivere un post al giorno è una solenne rottura di palle. Per cui scordatevi che ciò accada nuovamente. Ci rivediamo alla prossima recensione, che probabilmente sarà quella di un romanzo fantatrash davvero trash.