Sì, questo post è un rant. Deal with it.

Per chi non lo sapesse, Mass Effect è un RPG a sfondo fantascientifico della Bioware uscito sui mercati europei il 9 marzo. Questo rant ha solo uno scopo terapeutico e serve unicamente ad aiutarmi a raggiungere la fase dell’accettazione non è – e non vuole essere – una recensione di quello che, a conti fatti, è uno dei migliori RPG che abbia mai giocato.

Inoltre, come suggerisce il titolo, in questo post si parla del finale di un gioco appena uscito, il che rende d’obbligo questo avviso:

Sul serio, a partire dal prossimo paragrafo il sottoscritto rivelerà in parte o del tutto il finale di Mass Effect 3, fate ancora in tempo ad allontanarvi. Poi non dite che non ve l’avevo detto.

Orbene alla fine del gioco si consuma il tanto atteso scontro decisivo tra gli abitanti della galassia, con in testa il comandante Shepard e i suoi compagni d’avventura, e i Razziatori, una temibile razza di navi spaziali, ibrida tra sintetica e organica, che, ciclicamente, distrugge tutte le civiltà teconologicamente avanzate della galassia, che è un po’ quello che voglio fare io ogni volta che prendo la Linea 2 della metropolitana di Milano.

Mass Effect 3 doveva essere qualcosa di straordinario, talmente straordinario che gli sviluppatori avevano promesso sedici finali differenti. Possono sembrare tanti, ma Mass Effect è una serie che ha sempre dato estrema importanza alle scelte individuali del giocatore, e nel corso dei due episodi precedenti Shepard si era in effetti ritrovato di fronte a dei dilemmi morali belli grossi: salvare il Consiglio della Cittadella a discapito di migliaia di vite umane o lasciar morire il cuore politico della galassia per instaurare un nuovo Consiglio guidato da un consigliere Umano? Causare l’estinzione di una specie antica e potente o salvarla? Uccidere a sangue freddo il compagno di squadra insubordinato o tentare di calmarlo facendolo ragionare? E difatti in ME3 le scelte fatte negli episodi precedenti hanno avuto un peso non da poco.

Ma i sedici differenti finali promessi? Solo stronzate. La volete sapere la verità? I finali sono solo tre. E sono solo minimamente differenti l’uno dall’altro. Cosa cambia? Il colore dell’esplosione.

Ok, andiamo con ordine. Shepard arriva a Londra per quella che sarà la battaglia finale. I nemici sono tanti e cazzuti, il clima è tesissimo, le speranze di farcela sono ridotte all’osso, le truppe in contatto radio vengono sterminate come mosche. Scene da zona di guerra, realistiche da far accapponare la pelle. C’è una sola cosa da fare, una cosa disperata: raggiungere un raggio trasportatore che collega Londra alla Cittadella e usare la Cittadella come catalizzatore, ultimo componente per azionare l’unica arma in grado di distruggere i Razziatori. Un’arma che nessuno, nemmeno gli evolutissimi Prothean, è stato in grado di costruire. Come se non bastasse, il raggio è protetto dall’Araldo, un potente Razziatore e una vecchia conoscenza di chiunque abbia giocato a ME2. Si tratta della missione più difficile che Shepard abbia mai affrontato, ma anche della più importante. Sono spiritualmente preparato a veder morire i miei compagni, anche se il mio Shepard è per natura ottimista e positivo ai limiti dello sfacciato. Sono spiritualmente preparato a sacrificare Shepard per il bene della galassia, perché Shepard è un eroe e gli eroi si sacrificano per un bene più grande della loro individualità. Sono spiritualmente preparato a tutto, ma non a quello che mi trovo davanti.

Parte la carica, gli umani corrono disperatamente verso l'”ascensore” mentre l’Araldo cerca di fermarli col suo raggio rosso della morte. Dai che ce la faccio. Dai che ce la faccio. E invece no, l’Araldo mi colpisce in pieno e tutto diventa bianco. Penso: sono morto, ho fatto qualcosa che non dovevo e sono morto. Ora mi toccherà ricominciare daccapo la cavalcata delle valkyrie. E invece no, è parte del gioco. Ferito e allo stremo, Shepard si rialza. Zoppica ma va avanti. Tutti intorno a lui sono morti. Nessuna traccia dei suoi compagni. L'”ascensore” per la Cittadella sputa fuori dei mutanti. Gli sparo con l’unica arma che mi è rimasta: una pistola con munizioni infinite (mentre mel resto del gioco le munizioni erano numerate). Ammazzo lui, Marauder Shields, poi entro nel fascio di luce.

Mi ritrovo nella Cittadella, circondato solo da cadaveri. Tutti i tredici milioni di persone che lì risiedevano sono morti. Avanzo senza sapere dove andare, cosa fare, come affrontare ciò che mi troverò davanti. Non posso battere i Razziatori, non con una pistola.

Il comandante Anderson, mio superiore e mentore, la cosa più simile a una figura paterna che Shepard abbia mai avuto, si mette in contatto con me. Mi dice che è sulla Cittadella anche lui, lo incontro al centro di controllo e lì arriva l’Uomo Misterioso, l’antagonista secondario. Sembra in forma, non posso batterlo con una pistola. Ma non combattiamo. Parliamo dei Razziatori e di come l’Uomo Misterioso sia convinto di poterli controllare. Riesco a ribellarmi alla forza che mi impedisce di reagire e gli sparo. L’Uomo Misterioso muore. Attivo quello che sono convinto essere il catalizzatore e mi siedo accanto ad Anderson, già ferito e morente. Mentre aspetto che le forze vengano meno, Anderson mi dice che è orgoglioso di me. Si tratta di una scena toccante. Ho compiuto la mia missione, ho salvato la galassia, anche se sto per rimetterci la vita. Non importa, va bene così. È poetico. Eroico.

Poi succede. L’ammiraglio Hackett, che coordina l’enorme esercito che ho radunato nel corso del gioco, si mette in contatto con me. Cosa c’è? Cosa devo fare ancora? Perché non posso morire in pace? L’arma in grado di sconfiggere i Razziatori non ha funzionato, mi informa. Devo fare qualcosa, ma le forze mi abbandonano e cado a terra. All’improvviso dal niente compare un ascensore che mi porta all’esterno della Cittadella, dove incontro lui, il fottuto Starchild.

Incontro un bambino, il fottuto Starchild. Mi dice che LUI è il catalizzatore, LUI controlla i Razziatori e IO posso scegliere non una ma tre strade.

Posso distruggere i Razziatori, tutta la vita sintetica e le Intelligenze Artificiali (che in precedenza avevano dimostrato di essere in grado di autodeterminarsi né più né meno come gli umani), uccidendo me stesso e distruggendo tutti i Portali Galattici, sui quali l’intera società galattica è basata.

Posso controllare i Razziatori, diventando il loro signore e padrone, uccidendo me stesso e distruggendo tutti i Portali Galattici.

Oppure posso scegliere la sintesi, combinare la vita sintetica e organica di viventi e Razziatori per creare qualcosa di nuovo. Guess what? Morendo nel processo e distruggendo i Portali Galattici.

In pratica posso morire e distruggere le fondamenta della società galattica, morire e distruggere le fondamenta della società galattica oppure, in uno scioccante colpo di scena, morire e distruggere le fondamenta della società galattica.

La mia prima reazione è voltarmi e sparare al fottuto Starchild, sperando di sbloccare un finale segreto. Ma no, Word of God mi impone di scegliere. Io scelgo di non fidarmi del fottuto Starchild e di fare quello che sono venuto a fare, quello che dovevo fare dall’inizio e quello che Anderson avrebbe fatto. Distruggo i Razziatori.

Parte un filmato. La Terra è salva. Il mio pilota, in una scena che non ha alcuna parvenza di senso logico o coerenza, è scappato dalla battaglia, è riuscito a raggiungere la Terra, ha recuperato il mio equipaggio, lo ha caricato sulla Normandy, ha azionato l’iperluce fino a Caronte, è entrato nel Portale Galattico ed è finito su un pianeta-giardino chissà dove. Io sono morto a bordo della Cittadella che è esplosa – anche se in alcuni finali si vede Shepard che tira un respiro in un’altra scena che non ha un fottuto briciolo di senso. E questo è quanto.

Un finale quantomeno deludente. Ma visto che questo è un rant, diciamola tutta: è un finale di merda. Che, per carità di dio, può anche avere senso logico (qualcuno ha avuto la pazienza di farmi notare che metà delle obiezioni che gli vengono mosse sono solo delle gran cazzate), ma resta comunque uno sputo in faccia a un franchise meraviglioso. Perché? Per cinque semplici ragioni.

1) Le scelte non contano

Prima di tutto perché, a differenza di quanto la Bioware aveva promesso, nessuna delle scelte fatte nel corso dei tre Mass Effect ha avuto un peso. Puoi aver salvato il Consiglio, puoi aver condannato all’estinzione i Rachni, salvato i dati dei Collettori, riprogrammato i Geth, distrutto la flotta Quarian, salvato la vita a Wrex, curato la genofagia dei Krogan, puoi aver fatto quel cazzo che ti pare, alla fine l’unica cosa su cui hai voce in capitolo è il colore dell’esplosione finale. Ti piace il rosso? Scegli la distruzione! Sei un patito del blu? Il controllo è ciò che fa per te! Trovi il verde rilassante? Perché non provi con la sintesi!

Tutto il resto non conta. Tutte le scelte che hai fatto, tutti gli amici che sono morti sulla Terra e sulla Cittadella non verranno mai più menzionati (tranne in quella fottuta scena sulla Normandy che non ha senso e preferisco dimenticarmi della sua esistenza). E questo per un franchise che ha sempre detto “choices matter” è un FAIL di proporzioni epiche.

2) Il Deus Ex Machina

Poi vogliamo parlare del deus ex machina? Cos’è lo Starchild se non un deus ex machina? Sì, proprio così. Anche se le soluzioni che ti propone erano suggerite, specie nei discorsi con Javik, il simpatico Prothean recuperato se avete sborsato soldi anche per il DLC (che ora non mi stupisco sia uscito al day 1, ma ne parlerò dopo), ma anche nel corso dei due episodi precedenti del gioco, alla fine siamo sempre lì. Lo Starchild spunta dal niente ti dice “Io sono il signore dio tuo e queste sono le tue soluzioni, non avrai altre soluzioni al di fuori delle mie”. Ma vaffanculo.

3) Ancora una volta, show don’t tell!

Ma il problema più serio che questo finale ha è che RACCONTA, non MOSTRA. Oh, sì, sto andando a parare proprio là.

Il fottuto Starchild ci dice che in ciascuno dei tre finali succederà qualcosa. Il problema è che il gioco in sé non mostra assolutamente nulla. E non vale solo per i finali. Perché mi sono sbattuto per unire l’intera galassia in un unico esercito se l’unica prova che ho di ciò è qualche generico stock footage di battaglia interstellare? Perché ho sprecato tempo a curare la genofagia dando una nuova speranza al popolo Krogan e perdendo uno dei personaggi migliori dell’intera serie (MORDINNNNN!!!! T______T) in una scena eroica e commovente se poi non posso vederne i frutti? Che senso ha negoziare una pace tra Geth e Quarian, o causare la distruzione dell’una o dell’altra specie, se poi niente di tutto ciò sarà più menzionato in seguito?

Lo so che la Bioware con Mass Effect 3 è stata più pigra del solito – basti vedere il caso della faccia di Tali – ma puzzava troppo darci per lo meno un assaggio? Un cenno? Qualcosa che riconoscesse il lavoro fatto? Ho unito i popoli dell’intera galassia in un’unica armata e tutto quello che ho ottenuto, oltre alla netta sensazione che la galassia così come l’ho conosciuta è per sempre compromessa, è stato EXPLOSIONS! MOAR EXPLOSIONS! E mi è andata bene. Poteva essere una stupida t-shirt.

4) È fottutamente deprimente

La distruzione dei Portali Galattici ha causato non solo la distruzione delle fondamenta della società dell’intera via lattea. Se ci si pensa, l’enorme esercito che Shepard ha radunato, ora è bloccato nel nostro sistema solare. Le uniche possibilità sono restare su una Terra semidistrutta e sovrapopolata o tentare un viaggio interstellare senza la certezza avere abbastanza carburante o di riuscire a fare rifornimento. Senza contare il prezzo della benzina. Se oggi sfiora i due euro al litro, fate voi i calcoli su quanto ci vorrà nel 2186 per fare il pieno a un’incrociatore turian.

E ancora, tutte le persone sulla Cittadella sono morte, amici inclusi, il potere politico della galassia è completamente annichilito e questo succede in ogni caso. Nel migliore dei finali possibile società galattica è priva di fondamenta, milioni se non miliardi di persone sono morte e tutti i popoli, bloccati nel sistema solare o meno, sono privi di un coordinamento politico centralizzato. Il lato positivo è che quell’esplosione verde s’intona proprio tanto ai tuoi occhi, gioia!

5) Uccide la rigiocabilità

E sapendo che in ogni caso la galassia è fottuta, chi cazzo ha voglia di rigiocare a Mass Effect 3? In Mass Effect 2, durante il primo playthrough, nella missione finale mi sono morti Jack, Legion e Miranda. Deprimente. Ma il giorno dopo ho cominciato una nuova partita, questa volta con femShep, intenzionato a ottenere un finale migliore. Ma Mass Effect 3 non ha finali migliori. Tutti i finali sono la stessa cosa, meno il colore dell’esplosione. E allora perché rigiocarci?

Sul serio, ci ho provato. Ho completato una side quest, ho fatto la felicità di un NPC. Ma l’unica reazione che ho avuto è stata “Che importa, tanto morirai in ogni caso”.

Un’altra cosa. I prossimi DLC chi se li compra? Ho sentito che volevano farne uno su Aria T’Loak che riconquista Omega occupata da Cerberus. Ma, sul serio, chissenefrega? Aria era sulla Cittadella: è morta stecchita. Ed ecco che si spiega il perché dei DLC disponibili già dal giorno 1. La Bioware evidentemente sapeva che il finale faceva schifo e che nessuno avrebbe pagato per comprare un contenuto aggiuntivo una volta visto quel finale orrendo.

Ok, è più o meno tutto. Però una cosa lasciatemela precisare. Nonostante questo sia un rant e abbia ingigantito il peso del finale (che si fa sentire, comunque), lasciatemi dire che Mass Effect 3 è un gioco stupendo che ha avuto il potere di coinvolgermi come niente prima d’ora. Il livello della sceneggiatura (finale escluso) è altissimo, ci sono momenti di epicità travolgente e altri che strappano una lacrima, si ride coi propri compagni e si soffre con una galassia coinvolta in una guerra di proporzioni inimmaginabili. Sì, il finale è una scottante delusione, ma non per questo il resto del gioco fa schifo.

Inoltre, si dice che la Bioware entrerà nelle polemiche sul finale con un commento ufficiale. Questo, se non vi fidate di me (e fate bene), vi dà l’idea di qual è la situazione. Quanto può essere FAIL questo benedetto finale se la compagnia che l’ha creato e prodotto è costretta a spiegarsi con un comunicato ufficiale?