Con la scioccante morte di Eddard Stark a un episodio dal finale della prima stagione, ho cominciato a domandarmi quale dei personaggi “superstiti” è destinato a diventare il suo successore nel ruolo di leading man dello show. Capiamoci, i libri delle Cronache del ghiaccio e del Fuoco sono una serie di romanzi corali che hanno molteplici protagonisti senza che uno prevalga sull’altro. Sì, è indiscutibile che Jon, Tyrion e Dany abbiano un ruolo prominente, ma anche tra loro non c’è un protagonista unico.

Le serie televisive sono un discorso diverso, in cui ci si aspetta di trovarsi un protagonista ben identificabile. Anche in altre serie corali è sempre e comunque individuabile qualcuno che spicca sugli altri membri del cast – l’unica eccezione che mi viene in mente è, forse, Desperate Housewives, anche se Teri Hatcher è stata indiscutibilmente marketizzata dalla ABC come la “casalinga principale” (a torto, perché quando hai nel cast Felicity Huffman e punti tutto su Teri Hatcher la cosa è una sola: sei stupido).

Nella prima stagione di Game of Thrones era Ned Stark a sedere sul trono di spade nei fighissimi manifesti pubblicitari, e ora che le spoglie del protettore del Nord sono state consegnate a sua moglie all’interno di una cassa?

Non a caso quest’anno, nei poster promozionali, è raffigurata la corona del re dei Sette Regni sorretta da una mano anonima. Certo, Tyrion Lannister è diventato all’istante il cocco dei fan e appare come il miglior candidato per ricoprire il posto di uomo-manifesto lasciato libero da Sean Bean.

Il quarto episodio della seconda stagione, Garden of Bones, ad esempio, ha mostrato Tyrion in due sole scene, sufficienti, però, a farlo apparire prima nobile e poi un subdolo stratega. Se accettiamo la concezione spuria di eroismo che la fa da padrone nei romanzi della serie – ossia il bene e il male che coabitano in tutti gli esseri umani, nelle parole di Stannis Baratheon: A good act does not wash out the bad, nor a bad the good – Tyrion può essere considerato un eroe. Dove Ned Stark era un eroe puro, uno di quelli senza macchia, per Tyrion il fare la cosa giusta, comportamento tipico dell’eroe, non è secondario a portare a casa sana e salva la pelle, ed è tra questi due pesi che il Folletto deve bilanciarsi. Salva Sansa dalle crudeli torture di re Joffrey, ma si muove coi piedi di piombo per evitare di prevaricare il nipote, e, poco dopo, ricatta e minaccia il cugino Lancel, ma solo al fine di avere un paio di occhi fidati a guardia della sorella Cersei. Per il bene del regno, s’intende. E per portare a casa sana e salva la pelle.

Un’altra eroina in senso lato è Daenerys Targaryen che, con ciò che rimane del suo khalasar, ha finalmente raggiunto le mura di Qarth. Lì viene accolta dai Tredici, i governanti della città, onorati di trovarsi di fronte la madre dei draghi, ma al tempo stesso restii a crederle sulla parola, senza vedere Viserion, Rhaegal e Drogon. Dany non ha gli obiettivi di conquista che erano di suo fratello, per lo meno, non i persegue con la determinazione che era stata propria di Viserys. L’obiettivo primario di Daenerys, in un tema che, sorpresa sorpresa, percorre in lungo e in largo le Cronache, è quello della sopravvivenza, sua e del suo popolo. Per questo, utilizzando l’impudenza e la determinazione della regina che è in lei, riesce ad ottenere, anche grazie all’aiuto di Xaro Xhoan Daxos, di essere ammessa a Qarth.

Poi abbiamo Robb Stark. Di lui non so dire se sia un eroe o meno, perché nei libri le sue azioni – che sono sì mosse da un senso di giustizia ispirato dal padre, ma sono anche venate dal desiderio di vendetta di un ragazzo di quindici anni – sono sempre filtrate attraverso la percezione di altri personaggi. Robb non ha un suo POV nelle Cronache, e a questo la versione telefilmica sembra decisa a mettere una pezza. Vediamo difatti il re del Nord vittorioso in battaglia, pragmatico come suo padre, ma non altrettanto rispettato dai suoi alfieri, lord brrrrr Ramsay Bolton in primis. (Sul serio, chiunque abbia dato la parte a Michael McElhatton merita una statua: avrà avuto si e no quattro battute e già mi sembra perfetto per il ruolo.)

Sul campo di battaglia Robb fa anche un incontro che mi sembra opportuno sottolineare. Una chirurga da campo di nome Talisa e proveniente dalla lontana Volantis. Robb e Talisa parlottano un po’ della guerra in corso e di quanto, in fondo in fondo, Robb si stia muovendo alla cieca, senza obiettivi a lungo termine per i Sette Regni che sta tentando di conquistare. Ma non è questo il punto. Ciò che volevo sottolineare è che Talisa di Volantis è interpretata da Oona Chaplin. Già, proprio quella Oona Chaplin che era stata annunciata come l’interprete di Jeyne Westerling. Quindi hanno modificato la storia o cosa? lo so che per… quello che succederà dopo cough… una femmina vale l’altra, ma Jeyne Westerling aveva un certo non-so-che, e ci sono alcune teorie al suo riguardo che mi sarebbe piaciuto vedere nella serie tv. Personalmente la mia speranza è che Oona Chaplin sia veramente Jeyne Westerling che si fa passare per Talisa di Volantis perché preferisce non rivelare a Robb di essere figlia di un lord alfiere di Twyn Lannister. Incrociamo le dita.

E alla fine c’è Joffrey. Il solito sadico, malvagio Joffrey. Non contento di aver umiliato Sansa nel bel mezzo della sala del trono, davanti a tutta la corte, il piccolo re si sfoga anche sulle due prostitute che Tyrion gli spedisce come regalo di compleanno pensando che, forse, una scopata possa calmarlo. Pessima idea, perché Joffrey costringe Ros a massacrare di botte prima con una cintura e poi con lo scettro reale l’altra prostituta che l’accompagnava. E, sì, in caso ve lo stavate chiedendo, in quella scena c’è abbondanza di nudità. Immasturbabile per via del contesto, ma comunque copiosa.

Io Ros non la sopporto. Il modo in cui era usata per fare sexposition nella prima stagione era anche accettabile, ma ora sembra ficcata dentro a forza. In più la scena della tortura delle prostitute è del tutto inutile. A cosa è servita? A mostrarci che Joffrey è un piccolo psicopatico? La scoperta dell’acqua calda.

E veniamo alla scena che ha chiuso l’episodio in questione. Ora, io stavo aspettandola quella scena. Molto dopo, ma me l’attendevo. Volevo vedere come l’avrebbero gestita. E il risultato è stato… MINDFUCK ALL’ESTREMA POTENZA! Sto parlando, ovviamente, del parto dell’ombra, l’arma segreta che Melisandre ha offerto a Stannis per eliminare suo fratello Renly dai contendenti al Trono di Spade. Si tratta di qualcosa di veramente disturbante. Un cliffhanger coi controcazzi perfino per me, che so che cosa sta per succedere.

Ricapitolando, in Garden of Bones comincia a sentirsi la mancanza di un protagonista che risalti sugli altri. Per lo meno, da un punto di vista televisivo. La storia è sempre un piacere da guardare. Ho omesso tutta la parte con Arya e torture annesse, e il brillante dialogo tra Ditocorto e Margaery Tyrell, che mi piace sempre di più, per inciso. Ma la questione è che uno show televisivo deve rientrare entro alcuni canoni, per essere “accettato dal pubblico”. E uno di questi canoni è quello di avere un eroe protagonista (uso eroe nel senso lato del termine, si può spaziare da un Jack Bauer a un Dexter Morgan, per quello che mi riguarda). Come le recenti FYC agli Emmy hanno mostrato, la HBO non punta su un volto in particolare e continua a considerare Game of Thrones come lo ha sempre considerato George R.R. Martin, ossia un epico affresco corale. Il che per quanto mi riguarda è accettabile. Ma sarà così anche per il resto degli spettatori?