Siamo quasi arrivati alla fine di questa seconda stagione di Game of Thrones e i nodi di alcune storie cominciano ad arrivare al pettine. Si tratta comunque di un’espressione da usare con la dovuta cautela perché, in realtà, le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sono famose per rimescolare le carte in tavola.

Ciò detto, questo episodio, per quanto, al solito, di alto valore e ben confezionato, ha presentato una serie di situazioni che, ci metto la mano sul fuoco, avranno fatto salire allo spettatore non lettore una gran mestizia. Non ha aiutato la mia personale visione il fatto che A Man Without Honor abbia dato ampio spazio a due personaggi che mi stanno allegramente sulle palle, ossia Catelyn Tully e soprattutto Jaime Lannister. Ma andiamo con ordine.

L’allegra combriccola formata dai lupetti Stark (e dai loro meta-lupetti), Osha e Hordor è in fuga da Theon Greyjoy, autoproclamatosi principe di Winterfell, il quale è disposto a fare qualsiasi cosa pur di mettere le mani sui suoi preziosi ostaggi.

Oltre la barriera, Jon è sempre alla ricerca del resto dei Guardiani della Notte e si porta dietro Ygritte che continua a stuzzicarlo e a prenderlo in giro perché emoJon è anche un verginello. Unica cosa da notare: finalmente… lo dice!

A Harrenhall Tywin e Arya ci regalano un’altra delle loro scene insieme, che si stanno rivelando il vero punto di forza della stagione, anche se non sono canon. La scena in questione dimostra anche che si può fare infodump (sulla storia di Harrenhall) senza essere noiosi e senza infilarci a forza delle tette.

Ad Approdo del Re, Tyrion ci comunica che la flotta di Stannis si sta dirigendo verso la baia delle Acque Nere e che la battaglia ormai è prossima, inoltre assistiamo a un breve momento di debolezza di Cersei (che, tra l’altro, ammette l’incesto) e alla reazione imbarazzata del Folletto. Scena magistralmente recitata ma che, se devo essere sincero, non mi ha toccato più di tanto. Di tutt’altro tono le due scene che coinvolgono Sansa, prima il piccolo dialogo con Sandor Clegane (“You’ll be glad of the hateful things I do someday, when you’re queen and I’m alla that stands between you and your beloved king“). Neanche le parole del Mastino fossero una profezia, questa breve scenetta è seguita dalla scena delle prime mestruazioni di Sansa e dello shock che ne deriva, perché ora la più naif degli Stark può avere un figlio e quindi essere data in moglie a re Joffrey. Sansa non mi è mai piaciuta più di tanto, ma la serie tv forse sta cominciando a mostrarcela sotto una luce diversa. Qui Sophie Turner è stata eccellente, e nemmeno la presenza stridente di Shae è riuscita a rovinare l’atmosfera.

A Qarth succedono cose, Kelly C fa le facce, Jorah Mormont viene spinto sempre più a fondo nella friendzone, si vedono delle chiappe, i grammar nazi ricevono la giusta punizione e Pyat Pree fa di nuovo il creepy warlock. La storia di Daenerys non mi interessa granché, ricomincerò a curarmente nella House of the Undying.

Infine veniamo al troncone portante della puntata: la campagna di Robb e storie derivate. Inttanto una buona notizia per quelli che non sopportano “Talisa di Volantis”. Nell’episodio la nostra crocerossina emancipata del XXI secolo preferita a bisogno di scorte mediche. Robb, che è il re del Nord e non il ragazzo delle consegne dell’Esselunga, le dice che, se vuole, puo accompagnarla al Crag, dove è diretto per accettare la resa di alcuni alfieri dei lannister, e “Talisa” sembra preoccupata. Mi ci è voluto un po’ per fare due più due, ma poi mi sono ricordato che il Crag è il castello della famiglia Westerling, e forse nella prossima puntata miss crocerossina emancipata gurlz powaH sarà smascherata.

D’altra parte c’è quella povera buonanima di Alton Lannister, che non fa in tempo a ritornare con la notizia che Cersei ha rifiutato le condizioni di Robb, che subito viene sbattuto in gabbia con Jaime. Lì, i due cuginetti condividono un momento personale che li accomuna e poi quel gran simpaticone di Jaime gli spatascia la testa, strangola il figlio di lord Kastark e fugge. Un grosso in-your-face a quelli che “ma quando diventa un personaggio POV poi si redime”. No, stronzo è e stronzo rimane. Jaime viene però recuperato la mattina seguente, e nell’accampamento dell’esercito del nord la tensione è alle stelle, con i Kastark che vogliono la sua testa e gli Stark che non rischieranno la loro vita per quella di un Lannister. Interviene allora Catelyn che… CLIFFHANGER!!!!

Meanwhile at Winterfell…

Considerazioni sparse sull’episodio:

  • Jaime lo odio
  • Non vedo l’ora che si risolva la sottotrama di Talisa di Volantis
  • Quest’anno l’Emmy dovrebbero darlo ad Alfie Allen. Ogni volta che è in scena è da standing ovation, giuro.
  • Rickon (che nel caso non si fosse capito è il mio Stark preferito) in questo episodio non solo ha un primo piano, ma anche… UNA LINEA DI DIALOGO!
  • Questa è una teoria cospirazionista. E se Dagmer Cleftjaw fosse Ramsay Snow AKA il bastardo di Roose Bolton sotto copertura?