Cominciamo questo post con la differenza tra un libro trash e un film trash. Per me questa differenza sta nella reazione che i due prodotti mi suscitano. Diametralmente opposta. Un libro trash il più delle volte mi innervosisce, mentre un film trash tendenzialmente mi intrattiene e non poco. C’è una serie di motivi per spiegare tutto ciò.

Il primo è che nel novanta percento dei casi, un libro è trash all’insaputa del suo autore, convinto di avere scritto invece un’opera narrativa di tutto rispetto. Pochi scrittori hanno le palle per scrivere volontariamente un libro trash. O il cervello. Già, perché per mettersi a scrivere roba trash di proposito bisogna per lo meno avere una conoscenza del genere che si sta parodiando e portando agli estremi – una conoscenza che, spessissimo, i nostri illustri scrittori italiani, troppo impegnati con la critica sociale e altre puttanate newitalianepiche, non possiedono. Sono pochissimi i Joe R. Lansdale e Carlton Mellick III, e in Italia penso che non ce ne sia nessuno. È ironico che la letteratura di genere italiana, la peggiore letteratura di genere dell’universo (esclusa la poesia Vogon), quella che produce puntualmente clown e zimbelli letterari, non sia in grado di prendersi un po’ alla leggera e diventare volutamente trash. Sarebbe un salto di qualità intellettuale non indifferente, eh.

Il secondo è che leggere una cosa scritta male non è come guardare una cosa diretta male. Richiede molta più fatica ed è molto più frustrante. E lo dico da tizio che recensisce fantatrash.

Il terzo è che io scrivo, non dirigo film. Quindi, quando vedo gente che pubblica merda pensando di essere il nuovo fenomeno della letteratura italiana, giustamente m’incazzo. Per deformazione professionale.

Per questo non dovrebbe stupirvi la mia passione per i film trash. Uno dei film più divertenti che mi sia mai capitato di vedere è per l’appunto un film trash che si chiama Two Front Teeth (sul serio, guardatevi il trailer e ditemi se non è la cosa più epicamente trash in circolazione).

E non dovrebbe stupirvi nemmeno che il film trash di cui vi parlo oggi, Abraham Lincoln vs. Zombies, si trova, nella mia classifica personale dei film visti nel 2012, giusto un gradino più in basso rispetto al megafail disneyano John Carter, e solo per una questione di budget. Di sicuro, Abraham Lincoln vs. Zombie mi ha intrattenuto diecimila volte di più di quanto non abbia fatto il film di Stanton.

Abraham Lincoln vs. Zombies è un film della Asylum, la casa di produzione che ci ha donato capolavori quali Mega Shark vs. Giant Octopus e il film su Sherlock Holmes con androidi steampunk e un dinosauro, è, come tantissimi film della Asylum, un mockbuster, ossia un film a basso costo che esce in concomitanza con una produzione hollywoodiana di alto profilo nella speranza di farci su qualche soldo. I mockbuster sono ormai il marchio di fabbrica della Asylum che, nel corso degli anni, ci ha regalato perle come Transmorphers, Pirates of Treasure Island, Almighty Thor e il già citato Sir Arthur Conan Doyle’s Sherlock Holmes.

Abraham Lincoln vs. Zombies nasce per speculare sul successo che la Asylum presume avrà Abraham Lincoln Vampire Hunter (che in italiano è stato tradotto in un modo atroce che mi rifiuto di riportare).

Per cui la riunione di pre-produzione deve essere andata più o meno così:

«La 20th Century Fox sta uscendo con un nuovo blockbuster estivo!»
«Un altro? Io sto ancora lavorando a “We’re Totally Not The Avengers Even If We Look Exactly Like Them”! Di cosa parla questo?»
«Vampiri. E Abraham Lincoln. È basato su un libro.»
«Un…?»
«Libro, è come un film, ma senza rating MPAA.»
«Davvero? Interessante… potremmo produrne anche noi un po’…»
«Resta focalizzato. 20th Century Fox. Blockbuster estivo. Abraham Lincoln. Vampiri. Come rispondiamo?»
«Nella solita maniera: mettiamo su un mockbuster e lo facciamo uscire tre settimane prima, poi ci facciamo spernacchiare da mezzo IMDb e cediamo i diritti a quei nerd di SyFy.»
«Ok, ma… la trama?»
«Dunque, loro hanno un presidente, noi ne avremo due!»
«Due?»
«Sì, due. Uno deve per forza essere Lincoln e l’altro… un giovane Teddy Roosevelt? Teddy Roosevelt era uno che spaccava i culi.»
«Ok, mi piace. Poi ci vuole un’entità soprannaturale. Non valgono i vampiri perché sono già presi.»
«Che ne dici di zombie? Sono facili da truccare, facili da dirigere e qualsiasi comparsa può camminare lentamente con le braccia a ciondoloni.»
«Lo sai, sei un fottuto genio!»

E così (più o meno) è nato Abraham Lincoln vs. Zombies.

Se vi state domandando quale sia la trama, probabilmente non avete afferrato il concetto di “film trash”: Abraham Lincoln vs. Zombies non ha bisogno di una trama, contiene tutte le informazioni che vi servono per capire quello che sta succedendo nel titolo. Abraham Lincoln uccide degli zombie.

Ed è fottutamente glorioso.

Per una serie di motivi che non mi sono preso la briga di seguire, Lincoln si ritrova a difendere un forte dagli assalti degli zombie confederati, con la missione di uccidere ogni singolo non morto per salvare gli Stati Uniti d’America. Assieme a lui ci sono gli uomini del suo servizio segreto, un generale confederato preso prigioniero, tre puttane dal cuore d’oro (due sono madre e figlia e una è l’amore di gioventù di Lincoln) e un giovane Teddy Roosevelt. Personaggi che, onestamente, non avranno mai un minimo di spessore e/o rilevanza, anche se le occasioni c’erano. Uno degli uomini della scorta di Lincoln, ad esempio, è nero, praticamente le battute e il subplot si scrivevano da soli, ma immagino che non si possa chiedere troppo alla Asylum, no?

Uno stratagemma usato nel film e che secondo me è geniale, è il modo in cui si è deciso che gli zombie non sono attratti dalla presenza di carne umana, ma dal rumore. Cosa c’è? Ah, adesso Lucio Fulci può uscirsene con gli zombie che corrono e usano il machete, ma alla Asylum è vietato usare gli zombie sensibili al suono? E poi ciò significa che per una buona parte del film Abraham Lincoln & Co. non usano pistole o fucili per ammazzare gli zombie, ma solo armi bianche. Vedere Abraham Lincoln che decapita uno zombie con il suo fedele falcetto al grido di «Emancipate this!» è semplicemente meraviglioso.

Vogliamo guardare il pelo nell’uovo? Guardiamo il pelo nell’uovo. Se hai degli zombie sensibili al suono e non inserisci nemmeno una scena in cui un personaggio è costretto ad attraversare una stanza piena di zombie senza fare rumore, ti sei perso una grande occasione.

Abraham Lincoln vs. Zombies è uno dei migliori film della Asylum. Sì, ciò non equivale a dire molto, ed è comunque un film di scarso valore, se guardato nella cornice d’insieme. È goffo, arrabattato di fretta, ha scarso valore di produzione e gli attori, a parte Bill Oberst Jr. che interpreta Lincoln e qualche altra rara eccezione, sono un po’ tutti dei cani. Ma è anche dannatamente divertente e riesce a intrattenere lo spettatore. Di poche pretese o a cui piace il trash, ovviamente.