È un po’ che mi sono accorto che, della roba letta quest’anno, ben poca è stata scritta, in effetti, nel corso dei passati dodici mesi. Ma veramente poca. Probabilmente due o tre libri soltanto. The Wind Through the Keyhole di Stephen King e Carpathia di Matt Forbeck mi vengono in mente così su due piedi, ma… il resto?

C’è da dire che il mercato italiano lascia alquanto a desiderare. Sto parlando del mercato di genere, visto che io leggo libri di genere. Ormai lo sappiamo tutti, no? In Italia gli editori hanno deciso che alla gente piace il fantasy semi-paranormal semi-romance per ritardati, quindi si pubblica solo ed esclusivamente quello (anche se quest’anno è andato forte anche Hunger Games di Suzanne Collins che, a onor del vero, a me è piaciuto – ma non si tratta di un romanzo scritto nel 2012).

La soluzione è il mercato in lingua anglosassone, per chi conosce l’inglese. Lì di romanzi interessanti se ne trovano in abbondanza. Il problema, in questo caso, è orientarsi, trovare il libro giusto.

Io trovo che Goodreads a suo modo sia uno strumento utile. Goodreads, lo sapete tutti, è un social network in cui è possibile condividere informazioni sui libri che si stanno leggendo, su quelli che si vorrebbe leggere, scrivere e consultare recensioni, liste, gruppi di discussioni e quant’altro. Un po’ come aNobii, ma senza minus habens italioti che scrivono in un tripudio di k e cmq e pretendono che le loro opinioni abbiano il medesimo peso di quelle altrui. O per lo meno, su Goodreads i bimbiminkia sono meglio nascosti.

Beh, su Goodreads in questi giorni si stanno svolgendo i Goodreads Choice Awards e ne ho approfittato per dare un’occhiata ai romanzi fantasy, horror e sci-fi più quotati dell’anno. Ne sono uscito con questa lista– che, appena arriva il venti del mese diventerà a tutti gli effetti una lista della spesa perché spolperò la carta di credito su Amazon, parola di boy scout.

Solo una piccola nota prima di cominciare: i libri che ho selezionato sono, tranne in un caso virgola cinque, tutti romanzi a sé stanti. Avrei potuto inserire L’inverno del mondo di Ken Follett (che a me, dite quello che volete, piace e intrattiene), The Air War di Adrian Tchaikovsky o The Blinding Knife di Brent Weeks perché non ho letto (ancora) i romanzi che li precedono nelle rispettive serie, quindi consigliarli sarebbe idiota.

E, no The First Confessor – The Legend of Magda Searus #1 di Terry Goodkind non è riuscito a entrare il lista. Di pochissimo, però, eh…

Ok, partiamo con i big, i libri che, a detta di parecchi, sono i fantasy (e, vabbè, uno sci-fi) migliori dell’anno fino ad ora.

SHARPS di K.J. Parker

Non ho mai letto nulla di K.J. Parker. Nemmeno la conoscevo prima di qualche mese fa. Poi ho sentito parlare molto bene di Sharps, che è la storia di due nazioni confinanti in pace precaria dopo una guerra che ha distrutto le economie di entrambi, e di come l’incontro delle rispettive squadre nazionali di fioretto (fencing) diventa d’un tratto il fattore che può far esplodere una polveriera di tensioni politiche, sociali e culturali.

Low fantasy, politica e ambiguità morale. Punto bonus, personaggi disprezzabili, ben lontani dai canoni classici dell’eroe. Venduto.

THE RED KNIGHT di Miles Cameron

The Red Knight è un tomone di seicentocinquanta pagine che pesa un quintale. Ma si preannuncia un fantasy violento, brutto, sporco e cattivo. Il cavaliere rosso del titolo è un mercenario che viene assoldato da una badessa per proteggere lei e le altre suore da una creatura che ha già causato la morte di qualche contadino. L’abbazia è ricca, le suore sono piacenti e il lavoro è fattibile, per cui l’affare è fatto. Solo che, ovviamente, c’è ben altro in serbo…

Romanzo di debutto di Miles Cameron, per il quale sono già scattati i paragoni con George R.R. Martin e Joe Abercombie.

RAILSEA di China Miéville

Railsea è la versione di China Miéville di un romanzo per Young Adult. Il Railsea del titolo è letteralmente un mare di binari ferroviari che scorrono paralleli e si intersecano per la maggior parte del globo terrestre, binari messi lì da chissà quale civiltà dimenticata, per chissà quale motivo. Il mare di binari è solcato, anziché da navi, da treni. Passeggeri, postali, commerciali, perfino pirati. Sham ap Soorap, il protagonista, è l’assistente medico a bordo di uno di questi treni. E, durante un’operazione di recupero pezzi su un relitto, Sham scopre qualcosa di incredibile.

È un gran WTF in stile Miéville. Lo sto leggendo in questi giorni e il world-building è azzeccatissimo, per quanto la premessa potesse perfino suonare imbecille. Ma è anche un libro pieno di aggettivi arzigogolati, per cui se il vostro inglese è un po’ incerto, aspettate e sperate che la Fanucci cada dal pero e lo traduca (male).

RED COUNTRY di Joe Abercrombie

L’atteso ritorno di Joe Abercombie, nella terza e ultima storia stand-alone ambientata nell’universo della First Law Trilogy. È la storia di Shy che, assieme al patrigno, un northman codardo di nome Lamb, torna a casa per trovare la sua fattoria rasa al suolo e la sua famiglia rapita. Una rivisitazione in chiave fantasy dei topói del western in cui si assisterà al ritorno di uno dei protagonisti della First Law Trilogy.

Pare che in Red Country ci sia meno magia e world building e siano più i personaggi a mandare avanti la storia. E siccome Abercrombie spacca i culi ai passeri quando caratterizza un personaggio, questo libro dovrebbe essere alta priorità non solo nella mia lista letture, ma anche nella vostra.

BLOOD SONG di Ryan Anthony

No, dico, guardate la copertina. Ci vogliono zerodue secondi per capire che Blood Song di Ryan Anthony, high fantasy politico-teologico, è un romanzo autopubblicato. E allora che cacchio ci fa nella lista? Beh, in realtà sta ottenendo un sacco di recensioni positive. Sul serio, si fa fatica a trovare una stroncatura – e, credetemi, le ho cercate. Ryan Anthony potrebbe essere un astro nascente del fantasy? Nel dubbio io Blood Song l’ho comprato sul Kindle Store di Amazon. È stato il primo libro a cui ho tolto i DRM per cui ora siamo uniti da un legame speciale e imperituro, ok?

Se, invece, volete aspettare il passaggio di un editor professionista, l’anno prossimo il libro dovrebbe uscire pubblicato niente meno che dalla Penguin. Certo, non saranno più 2,49€…

GREAT NORTH ROAD di Peter F. Hamilton

E per finire Peter F. Hamilton. Lo so, lo so che quando ho recensito Pandora’s Star gli ho tirato dietro pesete e corna perché, perdio, è un logorroico di prima categoria. Però quando leggo di wormholes, colonizzazione spaziale, una famiglia ricca e potente composta interamente da cloni e un omicidio… eh, un po’ curioso lo sono.

Anche questo è un tomone di 1087 pagine. Maneggiare con cautela o apporre vicino alla porta nelle giornate ventose.

Finiti quelli apprezzati da pubblico e critica, passiamo ai romanzi apprezzati da moi.



AFTER THE FALL, BEFORE THE FALL, DURING THE FALL: A NOVEL
di Nancy Kress

Come il titolo lascia velatamente intendere, è la storia del crollo della civiltà terrestre e della razza umana narrata in tre differenti spazi temporali: prima, dopo e durante la caduta. Sembra interessante e Nancy Kress è un nome abbastanza quotato, per cui vale la pena dargli una chance.

REDSHIRTS di John Scalzi

Chiunque con un minimo di cultura pop sa cos’è una Redshirt e sa che indossare una uniforme rossa quando si è in missione con il capitano e il primo ufficiale su un pianeta alieno significa morte certa. La cosa si fa interessante quando è una Redshirt ad accorgersi delle strane contingenze che si verificano ogni qualvolta uno di loro è in missione con gli ufficiali di grado. E se ci fosse sotto qualcosa?

Classico libro in cui mi è bastato leggere la trama per esclamare: «Vogliolo!».

JACK GLASS di Adam Roberts

Giallo classico alla Agatha Christie in cui l’assassino è però noto sin dall’inizio e che è ambientato nel contesto della space opera. Un mix di generi senza dubbio interessante, che ha catturato la mia attenzione. E anche parecchie recensioni entusiaste, a quanto vedo.

KING OF THORNS di Mark Lawrence

Sequel di Prince of Thorns, vede l’antieroe protagonista, Jorg Ancarth, non più in cerca di vendetta ma nel pieno di una guerra. Sarà tradotto in italiano da Editrice Nord, come il precedente, e appropriatamente intitolato Il principe delle fragoline di bosco.

KILL BALL di Carlton Mellick III

Ultimissima fatica letteraria dell’autore weird più famoso dell’hinterland milanese, sta nella lista solo perché, cazzarola, è tutto basato su uno schifosissimo gioco di parole. Why not?

E per finire… il guilty pleasure.

THE CASUAL VACANCY di J.K. Rowling

Sì, proprio J.K. Rowling. E non è nemmeno un fantasy. Anche se il romanzo pare che non sia ‘sto gran capolavoro. A me Harry Potter è piaciuto parecchio, in una maniera che non avrei mai immaginato potesse piacermi un libro per giovani lettori. Non è questione di libro bello o libro brutto, io a J.K. Rowling il beneficio del dubbio glielo devo dare.