E così, dame e cavalieri, dopo un anno di astinenza, è finalmente ritornato Game of Thrones. E, come un anno fa, riprendiamo i miei inutili recap.

Durante la scorsa stagione Benioff e Weiss, con il benestare di quel sadico ciccione bretellato di George R.R. Martin, avevano arrischiato alcuni cambiamenti nella narrativa della serie a discapito dell’aderenza al materiale originale. La mossa non era piaciuta ai fan dei libri più autistici, ma era stata premiata dalla critica, dal pubblico e da chi scarica la serie sul torrent che, per il secondo anno di fila, ha fatto di Game of Thrones la serie più piratata in assoluto.

Se l’episodio della scorsa stagione in cui il distacco tra la trama della serie tv e il materiale originale prendeva quasi vita propria è stato l’ultimo, Valar Morghulis, il primo episodio della terza stagione, intitolato appropriatamente Valar Dohaeris, avanza con un altro passo in questa direzione.

Un passo molto, molto deciso.

Questa volta Benioff, Weiss e il sadico ciccione bretellato hanno osato talmente tanto che a me viene quasi il dubbio che abbiano pisciato fuori dal vaso. Dire che ci sono stati dei cambiamenti è quasi un eufemismo, ed è una grande sorpresa che il tutto sia passato sotto silenzio e che non ci siano stati spoiler. Quasi. Già, perché a inizio settimana, Peter Dinklage era ospite da Jon Stewart e si era lasciato scappare un dettaglio sulla nuova stagione di Game of Thrones (questo). Da quel momento mezza internet è andata in paranoia lanciandosi nelle speculazioni più azzardate: solo una battuta o c’era qualcosa di più sotto? Ora che abbiamo visto la puntata, la risposta la conosciamo.

Ma andiamo con ordine.

Come sapete, la terza stagione è basata sulla prima metà di A Storm of Swords (e se non lo sapevate, vi dico solo che l’episodio 3×09 si intitola The Rains of Castamare, brace yourselves). La puntata si apre, come il romanzo, con l’attacco ai Guardiani della Notte da parte dei White Walker. Poca CGI e scene d’azione a effetto che ci regalano anche il primo momento badass della serie, ovvero Sam che fa fuori il non-morto con la daga d’ossidiana.

Nelle Riverlands assistiamo all’incontro tra Catelyn, Robb e la prima nuova faccia delle tante che andranno a rimpinguare il già numeroso cast in questa terza stagione, ossia Edmure Tully interpretato da Tobias Menzies. Niente Delta delle Acque, però, perché i set sono costosi e dobbiamo salvare il budget per i draghi, almeno per questa volta, però, perché Edmure porta con sé la notizia che Hoster Tully, suo padre, di Catelyn e di Lysa Arryn, è ormai prossimo alla morte. Ancora senza volto il Pesce Nero Brynden Tully, che dovremo finalmente vedere nella prossima puntata. Ma io mi accontento di Edmure, visto che la prima cosa che fa è cazziarla per aver lasciato libero Jaime.

A King’s Landing non ci resta che assistere ancora una volta impotenti alla parabola discendente di Tyrion Lannister, passato da Hand of the King a meno di niente e cominciata con il finale della scorsa stagione. Rimanendo più o meno fedele al libro, Tyrion propone un accordo a suo padre: lascerà Approdo del Re e darà carta bianca a Cersei se, in cambio, Tywin lo nominerà erede di Castel Granito – offerta che Tywin rifiuta con sdegno.

Intanto, la sempre mitica Margaery insinua in merdina-Jeoffrey il dubbio che nonno Tywin Lannister si stia arrogando troppo potere e Joffrey ribatte con uno stizzito “I am the King!”. Meanwhile, in un’altra ala del palazzo, Olenna Redwyne e Varys discutono – per sommi capi, eh – del destino del regno e di quanto Tommen sia un bambino dolce e sensibile in confronto al fratello re. Diana Rigg nei panni della regina di spine è esattamente come era lecito aspettarsi e il dialogo con Varys ricorda i fasti dei suoi battibecchi con Littlefinger.

John Snow viene portato al cospetto di Mance Ryder e riesce a convincerlo di essere un disertore dei Guardiani della Notte e l’autoproclamatosi Re oltre la Barriera gli annuncia che gli Others stanno spingendo i wildlings a sud e, presto o tardi, saranno costretti a superare la barriera, con o senza il beneplacito dei Guardiani. E poi c’è la questione del “marriage by capture”: in pratica dato che Jon ha fatto Ygritte sua prigioniera, per la legge dei selvaggi ora sono sposati. Oh, Jon Snow, è arrivato il momento di deliziarci con una miriade di faccine contrite.

E fino a qui le discrepanze con il libro sono state minime. Forse per amplificare ancora di più il punto di rottura, ovvero la storyline di Daenerys.

Avevamo lasciato la madreH di draghiH in fuga da Qarth, dopo essere sopravvissuta alla House of the Undying e alle sue visioni. Ora, Dany è diretta verso la Baia degli Schiavisti, dove intende comprare un esercito di mercenari con i quali intende marciare su Westeros al più presto possibile. E sappiamo tutti che andrà esattamente così, senza alcun intoppo.

Arrivata ad Astapor, Daenerys baratta uno dei suoi draghi per un’intera armata di Unsullied ai quali, subito dopo esserne nominata padrona, dà ordine di ribellarsi contro la gilda di mercanti che controlla la città. Così Dany diventa regina di Astapor, che non è esattamente come nel libro, ma quasi. La diramazione è dopo, nel cliffhanger finale.

Durante la notte, ad Astapor, Daenerys ha una visione. Si ritrova tutto d’un tratto in una città abbandonata. Una moderna città abbandonata. M-O-D-E-R-N-A. E una figura avvolta nell’ombra la osserva. Dany cerca di osservarla, ma la figura le sfugge. A quel punto la figura parla, ed è una voce che suona famigliare, ma a cui non si riesce ad associare un volto. Le dice che la vera partita non è quella per il Trono di Spade, ma quella contro gli Estranei, una guerra che potrà essere vinta solo se a combattere sarà Azor Ahai rinato, come dice la profezia di Asshai. La battaglia, specifica la figura, si sta combattendo non solo a Westeros, ma in diversi piani dell’esistenza e dimensioni. Daenerys e i suoi draghi sono chiamati ad abbandonare Westeros e combattere la minaccia degli estranei in un’altra dimensione, la nostra. O. MAI. GOD.

Infine, in chiusura di puntata, l’uomo fa un passo avanti verso la luce e rivela la sua vera identità… DUN DUN DUUN!! NED STARK DELL’ALTRA DIMENSIONE!

Mind=blown.

Con la nuova direzione che lo show ha preso, non può che essere un successo.