Orbene, lunedì abbiamo riso e scherzato con il recap-burla (tristissimo, ma per lo meno non vi ho fatto credere che esistesse un titolo per il nuovo volume delle Cronache – not cool, Fantasy Magazine, not cool at all…), ma ora è arrivato il momento di fare più o meno sul serio. Il primo episodio della terza stagione di Game of Thrones, intitolato Valar Dohaeris.

Si comincia poco dopo il punto in cui la seconda stagione si era interrotta, con gli Others che attaccano i Guardiani della Notte, solo che la battaglia non si vede per i soliti motivi di budget (come la presa di Winterfell nella seconda stagione o la battaglia di Whispering Woods nella prima). Veniamo privati anche, contrariamente alla mia previsione, dell’unico momento eclatante nella vita di Samwell, ossia quello in cui fa fuori un Estraneo grazie al pugnale di ossidiana. Povero Sam.

Un po’ più a nord, Jon Snow viene portato al cospetto di Mance Ryder e… OMFG UN GIGANTE.

Ok, la scena che segue, in cui Mance chiede a Jon il motivo per cui vuole unirsi a lui e ai suoi uomini, mi è sinceramente piaciuta. Non solo perché Ciarán Hinds è un attore mostruoso, ma soprattutto perché sembra quasi che a Jon siano finalmente scesi i testicoli, e quindi non si comporta più da “ma io voglio unirmi a voi perché sì, uffa ce l’hanno tutti con me!” ma suona quasi come un adulto. Non so se è intenzionale o se a Kit Harrington sono veramente scesi i testicoli nel corso dell’anno passato, ma in ogni caso mi sta bene.

Meanwhile, a King’s Landing… TETTE! E poi abbiamo, in rapida sequenza, Tyrion che fa lo smargiasso con Cersei, anche se si vede che ormai ci crede poco perfino lui, Tyrion che fa il sagace con Bronn (padon, ser Bronn of the Blackwater) e Bronn che gli risponde in maniera altrettanto sagace (“If you want me to carry on protecting you, you’ll need to pay more.” “I thought we were friends.” “We are. But I’m a sellsword. I sell my sword. I don’t loan it to firends as a favor.”) e Tyrion che fa il sagace con suo padre Tywin ma ne riceve in cambio solo schiaffi morali, perché ormai è acclarato che Tywin Lannister ha il senso dell’umorismo di un manico di scopa.

Nei quartieri reali, invece, comincia ad assumere rilievo la famiglia Tyrell, con Margaery, futura sposa di Joffrey, che, con una mossa di pubbliche relazioni non indifferente, anziché arroccarsi nella fortezza come è costume dei Lannister, si reca in un orfanotrofio e distribuisce giocattoli ai bambini. E poi è ovvio che Cersei ce l’abbia con lei.

E poi abbiamo uno degli ultimi strascichi della battaglia di Blackwater, ovvero Davos che naufraga sullo scoglio e viene recuperato dagli uomini di Sallhador. Pare che dopo il season finale dell’anno scorso, l’interdipendenza tra Stannis e Melisandre sia addirittura peggiorata, tanto che, quando Davos riappare alla corte della Roccia del Drago e denuncia l’eccessiva influenza che la sacerdotessa ha sul re pretendente, Stannis – che appare insolitamente svuotato e privo di energia – lo fa arrestare e minaccia di bruciarlo vivo in sacrificio al dio del fuoco. Quella con Stannis, Davos e Melly è una scena molto intensa che riesce, per la prima volta dopo la glorificazione di Stannis nella battaglia di Blackwater, a mettere in luce tutti quegli aspetti che farebbero di Stannis un pessimo, pessimo re per i sette regni.

E, parlando di pretendenti, Daenerys raggiunge Astapor (uno spettacolo per gli occhi, specie se contrapposto alla cupezza di Westeros), dove comincia le contrattazioni per assicurarsi il supporto degli Unsullied nell’imminente invasione di Westeros. Sì, imminente. Con una dozzina di virgolette. C’è anche una scena di mutilazione capezzolare che mi ha raggelato il sangue nelle vene (e che quindi ripropongo a voi come immagine, you’re welcome). Al porto, un’emissaria bambina degli stregoni cerca di ucciderla, ma Dany viene salvata da… DUN DUN DUUUUN Obi-Wan Kenobi ser Barristan Selmy – che i più avranno di sicuro dimenticato, visto che appariva due volte nella prima stagione e poi ciccia – che, deluso da Joffrey e, presumibilmente, da Cersei, giura fedeltà all’erede dei Targaryen e fa voto di riportarla sul Trono di Spade.

Totalmente noioso Robb e il suo arrivo ad Harrenhal, con quella Talisa che è totalmente fuori posto e farebbe bene a rivelarsi come la figlia dei Westerling una volta per tutte. L’unico personaggio degno di nota è, al solito, Roose Bolton.

Ancora non pervenute le avventure dei lupetti Stark e di Jaime & Brienne a spasso per Westeros, per le quali bisognerà aspettare la settimana prossima. Ehi, ma in compenso c’era una scena con Ros!

Tutto sommato, come premiere non la definirei stellare, perché, sebbene da un punto di vista tecnico si presenti molto più spettacolare ed epico (si vede che c’è stato un aumento del budget), non ci sono sconvolgimenti, chiusure di cliffhanger, o colpi di scena. Però è un episodio in linea con l’essenza di Game of Thrones e delle Cronache in generale: cinquecento milioni di personaggi che mangiano, fottono e complottano (e indossano vestiti stupendi, tipo quello di Cersei durante la cena con Joffrey, Margaery e Loras). Per cui, un inizio di episodio in cui non succede quasi nulla, ma succede con molta classe. A me non è dispiaciuto.

Domenica prossima abbiamo Olenna Redwyne e i fratelli Reed, così la piantate di scassare il cazzo.

Nota collaterale, la HBO ha rinnovato la serie per una quarta stagione. Sorpresona, eh?