Quando dicevo che gli uomini scrivono romanzi premi Nobel e le donne gli Harmony, mi davate contro, mi predavate per folle. Ma ora perfino una grande e illustre casa editrice mi dà ragione al cento percento. Gli uomini scrivono meglio delle donne. Le donne sono una specie di scrittore inferiore, svantaggiata, e che pertanto va protetta.

E voi non potete dire che sono solo un blogger lunatico perché non sono più una voce che urla nel deserto. Ora ho il sostegno di una Grande Casa Editrice. Ora siamo in tanti. E, quindi, abbiamo ragione.

Il giorno 20 aprile la Delos, sul forum del Writers Magazine Italia, ha postato un bando di concorso veramente interessante. Ovviamente non da un punto di vista narrativo, perché è il bando di un concorso per racconti erotici – e la narrativa erotica non è affatto narrativa, è risaputo. È interessante, invece, a livello contenutistico.

Questo messaggio è rivolto esclusivamente alle nostre autrici donne, e adesso spieghiamo il perché.

Ohibò, spiega, spiega che son curioso.

La nascente Delos Digital, branca di Delos Books che si specializzerà in iniziative da pubblicare in ebook su tutte le piattaforme digitali, varerà una collana dal titolo “Senza sfumature”.

Acciprugna, bando, non tergiversare!

Si tratterà di una collana di racconti erotici al femminile, scritti da donne per le donne.

Ok, questo è il succo del bando. Ma mettiamolo un attimo da parte perché devo fare battute anche sul resto.

I penimuniti sono vietati perché:

Ovvero racconti erotici in cui le sfumature dell’amore e dell’eros sono fittamente intrecciate, come solo le donne sanno scrivere (e qualche uomo, è vero, ma le lettrici diffidano di storie del genere scritte dagli uomini, e gli pseudonimi lasciano il tempo che trovano, perché facilmente “sgamabili”. Preferiamo quindi donne vere, come autrici).

Le donne sono spaventate dall’acume e dalla bravura dell’uomo scrittore. Per di più, un uomo che entra nel territorio narrativo di competenza della donna, ossia gli Harmony, la disorienta, influenzando sensibilmente la sua abilità nel preparare sandwich, badare ai bambini e stirare nei momenti immediatamente successivi. Inoltre gli pseudonimi sono facilmente sgamabili, suvvia. O anche voi siete tra quelli che sono caduti dal pero quando hanno scoperto che UmbertA MassimilianA AmedeA Brambilla, autrice di “Le avventure erotiche di Ifigenia nel carcere femminile di Rio de Janeiro”, era in realtà un maschio?

Va bene, il resto del bando sono cavilli tecnici che non ci interessano perché noi siamo uomini e se vogliamo vedere un paio di tette andiamo su internet o, meglio ancora, ordiniamo alla nostra donna di mostrarcele, come è suo dovere e privilegio, e non ci sbattiamo a leggere romanzetti d’appendice che richiedono inutile lavoro d’immaginazione.

Il succo della questione è che l’illustre editore Delos Book ha indetto un concorso con pubblicazione e 25% di royalties sul venduto a cui solo le donne possono partecipare. Perché, potreste domandarvi in malafede.

La risposta non può che essere, parafrasando la redazone di WMI (e il buon senso), che le donne sono fragili, inferiori e stupide:

l’erotismo scritto al maschile è molto diverso e le donne non lo leggono

Esatto! La donna sa che l’uomo, per natura suo signore e padrone, è infinitamente più bravo di lei anche in campi che lei stessa, poveretta, aveva tentato di fare suoi. E, sì, una cosa del genere sembra ingiusta, perché svantaggia ingiustamente l’unico sesso in grado di scrivere narrativa decentemente, ossia noi uomini. Ma è un sacrificio che va fatto. Alla donna va data ogni tanto un’opportunità di eccellere e di gioire dei suoi successi – successi che, comunque, lo ricordo, sono tale grazie alla benevolenza di noi uomini – assieme alle sue amiche. Magari bevendo un tè con pasticcini o ricamando un centrotavola.

Perché è vero, le donne sono inferiori all’uomo in qualsiasi campo, “narrativa” erotica inclusa. Ma, l’uomo sa, da essere superiore, che ogni tanto va concesso un minimo di contentino. Un po’ come quando abbiamo fatto quella giocosa cosa di dare loro il diritto all’istruzione, ricordate? Che risate…

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Noterella di colore locale: per scrivere questo post ho interrotto la visione dell’episodio due di Da Vinci’s Demons. Ah, the things you do for love.