Siccome in questi giorni sono stato contemporaneamente impegnato tra editing e traduzioni (e, udite udite, la scrittura di un racconto) e assalito da uno scazzo che anticipa l’arrivo della bella stagione, ho saltato la reccy dello scorso episodio di Game of Thrones. Per farmi perdonare, miei pucciosi lettori, eccovi un doppio recap. Così scrivo anche di meno. Forse.

L’episodio 3×05, Kissed by Fire, potrebbe anche essere reintitolato Ommioddio Robb è un Fottuto Idiota. Non che fosse mai stato un leader brillante – e il portarsi dietro quell’inutilità di sua madre di certo non lo ha mai aiutato – ma in questo episodio la sua idiozia è addirittura fosforescente.

Per vendicare la morte dei suoi figli, Lord Epic Beard (aka lord Rickard Karstark), uccide i due ragazzini Lannister che Edmure Tully aveva fatto prigionieri durante la sua eroica presa del mulino. Robb lo giudica un atto di tradimento e, contro il parere di tutti i suoi consiglieri (inclusa sua madre, ovvero Lady Non-ne-ho-fatta-una-giusta-dall-episodio-pilota) condanna il suo vassallo a morte, sapendo che la morte di lord Karstark equivale a dire addio a una parte consistente del proprio esercito.

Ma, ehi, a tutto c’è una soluzione, no? Sì, perché basta chiedere aiuto a lord Walder Frey. Esatto, lo stesso che Robb ha disonorato sposando al prima sgallettata di Essos che gli passava a tiro. Perché lord Frey non è uno che tiene all’onore della propria famiglia.

L’altro grande momento dell’episodio è quello di apertura, ovvero il duello ordalico tra Sandor Clegane e Berric Dondarrion. È stata probabilmente una delle migliori scene d’azione della stagione (anche se la palma, per ora, va a Dracays Motherfucker dell’episodio precedente).

Ma, a parte il duello e la decapitazione, questo episodio sembra quasi si sia preso un attimo di pausa per concentrarsi sugli sviluppi dei personaggi più che sulla storia in sé. Jon, Jaime, perfino Stannis, quasi tutti i protagonisti riescono a ritagliarsi un momento che vada al di là dell’azione, che li mostri allo spettatore per quello che sono e non per ciò che fanno.

E culi, culi a profusione. Per cui, invece di fare un recap basato sulla diversa localizzazione geografica dei protagonisti (che cosa sono, Wikipedia?), facciamone uno basato sui culi.

Culo #1: Ygritte (e controfigura di Jon, di sfuggita)

John finalmente rompe i suoi voti e ci dà dentro con la nostra selvaggia dalla perfetta igiene orale preferita. Ygritte deve usare gran parte del suo carisma per convincerlo: “Dovremmo farlo” “Penso di no” “Io penso di sì” “Ok, allora facciamolo”. Scopriamo inoltre che Jon almeno una cosa la sa – e che ha il coraggio di mettere la bocca lì dove l’igiene intima non deve essere il massimo. Di tutti, Jon è il personaggio che credo sia maturato di più nel corso della serie e questa scena si configura come uno dei momenti di passaggio obbligato nel suo percorso per diventare uomo – senza contare il fatto che, almeno secondo la legge dei bruti, ora lui e Ygritte sono definitivamente sposati.

Culo #2: Jaime

La perdita della mano è il punto di svolta della storia di Jaime, che comincia il suo percorso di redenzione. Prigioniero ad Harrenhall, lord Bolton gli concede una serie di benefici che rispecchiano il suo rango – per non indispettire ulteriormente i Lannister, che già ce l’avranno con i Bolton perché uno degli uomini di lord Roose ha tagliato la mano a Jaime –, tra cui quello di non avere sempre la faccia nel fango e di farsi un bagno.

Nella vasca, assieme a una timida Brienne, Jaime rivela di aver ucciso Arys il Folle perché la sua ossessione con l’Altofuoco lo aveva portato a un passo dal distruggere King’s Landing. Gesto che Jaime non ha mai rivelato a nessuno perché Ned Stark non gliel’ha mai chiesto.

Sorry, Jaime, ma nel mio arido cuore c’è posto per un solo cattivo patetico, e quel posto è già occupato da Theon.

Culo bonus: Brienne.

Culo #3: Paggio random/spia di Littlefinger

A King’s Landing il complottare vario ha raggiunto livelli indicibili. Nella scorsa puntata Varys e lady Olenna si erano accordati per combinare le nozze tra Sansa e Loras, così da avere il controllo sia su Joffrey tramite Margaery, sia sul Nord. Il piano però ha un anello debole, ossia Loras, a cui piace il cazzo. Parecchio.

Dopo aver fatto il vedovo affranto per Renly, Loras non solo si fionda tra le braccia (o si fa fiondare, a seconda delle interpretazioni) del primo paggio che passa a tiro, ma non manca di rivelargli del suo incombente matrimonio. Solo che, guarda caso, il paggio in questione è pure una spia di Littlefinger, che informa quindi i Lannister. E Tywin prende le dovute contromosse: in uno sconcertante colpo di scena (che semplifica alla grande in intreccio matrimoniale che nel libro era esagerato), decide che Sansa dovrà andare in sposa a Tyrion, mentre quella gallina vecchia di Cersei sposerà ser Loras.

Culo non pervenuto: Stannis, crazy Queen, Shireen e Davos.

Alla Roccia del Drago, Stannis è un po’ mogio dopo la partenza di Melly Sanders e decide di fare visita alla moglie, che vive rinchiusa in un’ala del castello. Tu sei lì a chiederti come mai, che storia si saranno mai inventati D&D per giustificare non solo l’assenza di Selyse Florent nella scorsa stagione (è bene ricordare che non solo Selyse è quella che ha sponsorizzato l’ingresso a corte di Melly Sanders – un po’ come la zarina di Russia sponsorizzò Rasputin – ma anche che, in seguito, la questione soldati del re vs soldati della regina avrà una qualche importanza nella storia) ma anche il fatto che ia, proverbialmente, rinchiusa nella torre. Non fai neanche in tempo a formulare un ipotesi. E poi vedi i feti sott’aceto. E ti dici wow, a Westeros non c’è una regina che sia sana di mente, vero?

Insieme a Selyse compare per la prima volta anche Shireen Baratheon, che è veramente la bambina più dolce del mondo (anche se canta canzoncine creepy) e, a dispetto della malattia che la sfigura, l’unico raggio di luce nella tristezza che è la Roccia del Drago governata da Stannis.

Dannazione, Google, questo non è il The Climb che stavo cercando!

Passiamo all’episodio più recente, The Climb, che è narrativamente più interessante non fosse altro per l’implicita contrapposizione tra la forza pervasiva del caos e il tentativo di trovare ordine. È un discorso un po’ alla Joker di The Dark Knight, per prendetelo come viene.

L’episodio è segnato, nel suo epilogo, da un confronto tra Varys e Littlefinger, i due grandi giocatori dietro le quinte del gioco dei troni. Mentre Varys si presenta come un uomo che agisce per il bene e il male, Littlefinger rigetta l’idea che bene e male esistano al di là della loro soggettività e si rivela come l’uomo in grado di usare il caos come una scala, manipolando gli altri da dietro le quinte per raggiungere i propri obiettivi. Bene e male sono un’illusione, dice Littlefinger. Solo il caos è reale, e io so come usarlo. A mio vantaggio, ovviamente.

E il caos, o se volete l’ingiustizia della sorte è un tema che attraversa orizzontalmente tutte le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Per parafrasare Ramsay Snow (altra forza del caos, questa volta fine a sé stesso e non razionale come Littlefinger) “If you think this has a happy ending, you weren’t paying attention”.

Ma basta fare i filosofici. Perché se la precedente era la puntata dei culi, questa è ancora una volta la puntata del “Robb è stupido”. Ma tanto. Inoltre ci sono alcune divergenze dal libro che accorciano delle trame che avrebbero ulteriormente ingigantito il già corposo cast della serie, ed evitano che alcuni personaggi siano messi in panchina per poi ricomparire chissà quanto.

Per cui andiamo con ordine.

L’episodio si apre con Sam e Cassie a zonzo per le terre dei bruti. Sam si conferma il maschio beta per eccellenza e canta addirittura una canzone per Cassie. Eddai, per una volta che non si assiste a miseria e disperazione (ripensate a queste scene una volta visto il finale, la dissonanza sarà ancora maggiore). L’unica cosa è che non si è ancora visto Sam the Slayer. O meglio, Sam ha tirato fuori il pugnale di ossidiana, quello che aveva rinvenuto sul Pugno dei Primi Uomini assieme a Grenn e a Dolorous Edd, e la camera continuava a inquadrarli da lontano. Io quasi mi aspettavo che sbucasse fuori un Estraneo, invece ciccia.

Poco più a sud, sulla strada per la Barriera, Bran tenta di arbitrare un catfight tra Osha e Meera. Inoltre Jojen ha le convulsioni. Anche se nella scena non succede nulla di essenziale, l’ho menzionata lo stesso solo perché il modo in cui Meera si prende cura del fratello non è il modo ideale di trattare le convulsioni. In caso di attacco epilettico l’ideale sarebbe non mettere niente in bocca alla vittima e non tenerla a testa in su ma di lato.

Passiamo oltre, con la prima deviazione dal libro. Arya (intenta a tirare con arco e frecce e a fare foreshadowing) e Gendry sono ancora con la Fratellanza Senza Vessilli, presumo che siano sul punto di separarsi, specialmente dopo l’addio quasi straziante che si erano dati nell’episodio precedente, quando ecco che ti arriva Melly Sanders. Così, dal niente. Che cosa vorrà mai?

Ebbene, noi sappiamo che per fare un altro shadow baby, Melly Sanders ha bisogno del sangue di re. Solo che Stannis non ha più le energie sufficienti per impregnare la pretessa rossa. Nel libro c’era un personaggio, Edric Storm, che l’unico figlio bastardo riconosciuto di Robert Baratheon. Qui, invece, Melly, non si sa come, sa che Gendry è figlio di re Robert e lo “compra” dalla Fratellanza. È una scelta che non solo evita di mettere in panchina Gendry – che, a quel punto, nel libro, scompare – ma che semplifica anche il plot riducendo il numero di personaggi. Inoltre l’incontro tra Melly e Thoros getta una luce inquietante e nel contempo affascinante su R’hllor e sulla magia che da lui deriva.

E poi c’è il confronto tra Melly e Arya, che si conclude con le parole della pretessa: “We will meet again”. Ora, garantito che nel libro Arya e Melly non si incontrano mai, la nostra strega rossa sa qualcosa che noi non sappiamo? D&D hanno appena spoilerato The Winds of Winter? Speriamo che quel ciccione di Martin non muoia, così magari lo scopriremo.

Da qualche altra parte, Theon è ancora prigioniero di Barry. Ricordate nell’altro recap, quando dicevo di non essere del tutto convinto dal modo in cui Iwan Rheon interpretava lo psicopatico Ramsay? Ebbene, in questo episodio sono stato smentito. Iwar Rheon sembra davvero uno psicopatico e la scena della tortura è agghiacciante. Ho adorato ogni singolo minuto.

Back in King’s Landing, lo sapevate che Loras è gay? Sul serio, gli piace il cazzo, lo adora. Le vagine invece lo repellono. Perché è gay. Gay. GAAAAAAAAAAAAY.

Punto bonus perché Aidan Gillen.

Ok, torniamo in carreggiata: Loras è gay. Non c’è scena che non ce lo ricordi. E in questa puntata è più gay di Sex and the City e Glee. Ewww, deve sposarsi con una donna. E non solo con una donna qualsiasi, ma una donna con una VAGINA. Perché apparentemente gli sceneggiatori di Game of Thrones si sono dimenticati che Loras è anche uno dei migliori cavalieri dei Sette Regni e non solo un gigantesco finocchio avvolto in boa di pitone e con un dildo rosa in culo e uno in bocca. Sul serio. Era penoso con Pod e il suo magico pene della felicità, è ancora peggio con Loras. PLS STHAP.

Due personaggi che, grazi agli dei antichi e nuovi, sembrano non essersi dimenticati che in Loras c’è di più del semplice amore per il cazzo sono sua nonna Olenna e Tywin Lannister, che mercanteggiano sul destino della rispettiva progenie in quella che è senza dubbio la seconda migliore scena dell’episodio, che riesce a essere divertente senza scadere nello stupido e allo stesso tempo intrigante senza diventare macabra.

Ma avevo preannunciato che questa era la puntata del “Robb è stupido”. Ebbene.

A Riverrun, Robb, Catelyn, Edmure e Brynden ricevono due ambasciatori di Walder Frey che portano le condizioni di pace del loro signore: i Frey si uniranno all’esercito del Nord se Robb accetterà di dare loro Harrenhall e a sposare Edmure, erede di Riverrun, a Roslin Frey.

Edmure, che è il capo della sua fottuta dinastia, non vuole accettare un matrimonio combinato a scatola chiusa. E Robb e famiglia lo trattano come se fosse lo scemo del villaggio, come se la colpa di quello che è successo non sia innanzitutto di Robb stesso.

Sigh. Ancora tre episodi, suvvia…

Chiudiamo il cerchio tornando a parlare del caos. Se Olenna vs. Tywin era la seconda migliore scena dell’episodio, il monologo finale di Littlefinger non può che essere il primo. Per tre stagioni Petyr Baelish è stato un personaggio che sembrava considerarsi scaltro, ma che alla fine non lo era affatto. Costantemente sminuito, nell’ordine, da Ned Stark, Varys, Tyrion e Cersei, alle fine, di tutti, è proprio Littlefinger ad aver piegato gli eventi a proprio uso e consumo, agendo dietro le quinte, manovrando gli altri come pupazzi per ottenere quello che vuole. Per la prima volta, Littlefinger appare addirittura più potente di Varys, in quanto è riuscito non solo a eliminare uno degli “uccelletti” dell’eunuco ma, nel farlo, ha addirittura compiaciuto il re in persona.

Ros, personaggio nato per mostrare le tette mentre i personaggi le raccontavano le loro storie, e misteriosamente sopravvissuto ben oltre il termine della sua utilità, è finalmente morta, trafitta dalle frecce di Joffrey. In una scena che non ha mancato di far infuriare le inutili femministe su Tumblr.

Ci siamo levati Ros dalle palle. Inoltre, forse, ora Margaery realizzerà che, nonostante i suoi sforzi, c’è una parte oscura nel suo promesso sposo che nessuna mossa di pubbliche relazioni potrà mandare via.

E che la stagione dei matrimoni abbia inizio!