Tra pochi giorni comincia la seconda stagione di The Newsroom, che per un intellettuale radical-chic come me è decisamente un must. Poi abbiamo l’Evento con la E maiuscola. La seconda parte dell’ultima stagione di Breaking Bad, che non ci si può assolutamente perdere.

Ma nel mentre? Che cosa c’è di meglio per ingannare l’attesa di un po’ di sano fantatrash televisivo?

E, se non avete dimestichezza con il genere – o se volete ammazzare del tempo quest’estate e non sapete cosa guardare – ecco quattro serie tv che vi consiglio per un po’ di sano divertimento.

True Blood non la definirei una serie sconosciuta, anzi. La megaproduzione HBO è stata la prima a sdoganare il binomio vampiri e trash (voluto). La storia, lo sapete, è ispirata dai romanzi di Charlaine Harris e vede Sookie Stackhouse (Anna Paquin che, credeteci o meno, è un’attrice premio Oscar), una giovane telepate residente a Bontemps in Louisiana, innamorarsi perdutamente di un vampiro, Bill Compton, e, nel frattempo, indagare anche su un serial killer che sembra avercela con suo fratello Jason e le donnine che è solito frequentare.

Da qui, e nelle stagioni successive, il plot si è notevolmente ampliato. Sono stati introdotti moltissime altre creature soprannaturali (dai lupi mannari ai mutaforma, dalle fate alle streghe), al punto che sembra quasi che nessuno a Bontemps possa considerarsi interamente umano – eccetto la signora Fortenberry.

Il merito di True Blood, oltre ad aver aperto le porte e reso mainstream un genere, l’urban fantasy semiromantico e volutamente trash, è quello di accettare a piene mani l’assurdità della sua stessa trama e di farne un punto di forza.

DA GUARDARE PERCHÉ è il fratello maggiore di quasi tutte le serie elencate qui sotto e, anche dopo anni, resta uno dei prodotti migliori del genere. HBO, bitches!

E se vi dicessi che Leonardo Da Vinci ha inventato la macchina fotografica, il luminol e la teoria della deriva dei continenti? Beh, lo ha fatto. Almeno secondo Da Vinci’s Demons, la nuova serie targata Starz. Già perché se dai tizi che se ne sono usciti con Spartacus vi aspettavate una meticolosa ricostruzione storica della vita del giovane Leonardo Da Vinci, vi sbagliavate di grosso.

Da Vinci’s Demons è una serie oltraggiosamente assurda, piena di poppe e licenze storiche. Ma soprattutto poppe. La storia segue sì la giovinezza di Leonardo Da Vinci (Leo per gli amici – davvero) nella Firenze medicea, ma si prende anche qualche libertà. Del tipo che Leonardo viene invischiato in un conflitto segreto tra un’antica setta precristiana e nientepopodimeno che il Papa. E poi ci sono le poppe. Tante poppe. Ma anche personaggi storici, eh. Con le poppe.

L’episodio memorabile è quello che contrappone Leonardo Da Vinci (interpretato da Tom Riley) e i suoi amici/collaboratori Zoroastro (Gregg Chillin, che è più giovane di me ma dimostra trent’anni) e Nico (Eros Vlahos, che in Game of Thrones era Lommy Maniverdi), viaggiano fino in Transilvania e si imbattono in Vlad III principe di Valacchia. Ossia Dracula. Leonardo Da Vinci contro Dracula. Siete già corsi a scaricare in blocco la prima stagione, vero?

DA GUARDARE PERCHÉ poppe. Ma anche tanto lol.

Vi giuro che Teen Wolf non è una roba alla Twilight, anche se il pubblico di riferimento è indubbiamente quello e va in onda sul canale più bimbominkia del mondo, ossia MTV.

Ok, gli effetti speciali fanno piangere i coniglietti. Ok, il protagonista ha la personalità di un calzino e la love story che in teoria dovrebbe essere struggente e romantica è di una noia assurda. Ok, i lupi mannari non sono lupi mannari ma tardo-adolescenti fighetti a petto nudo e con del trucco posticcio in faccia. Ok.

Però è fottutamente divertente, ha una eccellente gestione del ritmo e la trama, al di là della stupidità della premessa (un lupo mannaro si mette con la figlia del cacciatore di lupi mannari), ha i suoi momenti ben congegnati. È vero che alcuni episodi sono meglio di altri e che la qualità è altalenante, ma quelli buoni sono sul serio in grado di regalare un’oretta di puro intrattenimento.

Capitolo personaggi notevoli, al di là di Stiles che è il lol e della zia di Allison Argent, che è la cacciatrice di lupi mannari più sgnacchera dai tempi di Kate Beckinsale, è da evidenziare la presenza, nella seconda stagione, di Michael Hogan, che tutti ricorderete come il colonnello Tigh di Battlestar Galactica, che inanella una serie di scene memorabilmente badass.

DA GUARDARE PERCHÉ l’alternanza serrata di momenti di tensione e divertimento lo rende un prodotto di grande intrattenimento.

Hemlock Grove è una di quelle serie che o piace o non piace, non ci sono vie di mezzo. Io l’ho adorata a partire dall’episodio due – il pilot in realtà è brutto e parecchio, tanto che sembra un manuale di istruzioni su come non dare avvio a una serie TV.

Hemlock Grove, distribuito da Netflix, è anche lui un urban fantasy con lupi mannari e altre creature soprannaturali che sembrano uscite da un remake di Twin Peaks prodotto dalla Asylum. Goffamente trash, per intenderci. Eppure irresistibile.

Basato sull’omonimo romanzo di Brian McGreevy e prodotto da Eli Roth, Hemlock Grove è la storia di una serie di efferati omicidi che sconvolge una tranquilla cittadina degli Stati Uniti. Dato che la polizia attribuisce gli omicidi a una bestia, alcuni in città incolpano il diciassettenne Peter Rumancek, perché è rom (duh), e perché si vocifera sia un lupo mannaro. Peter intanto stringe un’improbabile amicizia (leggasi: bromance dai sottotesti molto equivoci) con Roman Godfrey, rampollo della famiglia Gofrey, tanto ricca quanto piena di inquietanti segreti. E, sorpresa sorpresa, Peter è davvero un lupo mannaro. Ma non è lui l’autore dei delitti: si tratta infatti di un vargulf, un lupo mannaro fuori controllo, e Peter e Roman devono fermarlo prima che mieta vittime tra le persone a loro più vicine.

Se seguire una serie con un fratello Skarsgaard non vi basta, perché non seguirne DUE (e aumentare esponenzialmente i vostri complessi di inferiorità)? Hemlock Grove ha il suo personale Skarsgaard, Bill, il più piccolo. Peter Rumancek è invece interpretato da Landon Liboiron. Forse il nome non vi dice niente, ma se vi dico “il teenager lagnoso di Terra Nova”? Suona una campanella? Ecco, in questa serie è mooolto più tollerabile.

Il rapporto amore/odio tra Peter e Roman è il punto forte di Hemlock Grove, ma non l’unico degno di nota. I due protagonisti sono accompagnati da un cast di personaggi per lo meno bizzarri, tra cui spicca la matriarca Olivia Godfrey, e il suo pesantissimo accento straniero, Shellye Godfrey, sorella deforme di Roman, e l’ambiguo dottor Price, che lavora nell’azienda dei Godfrey e nasconde più di un segreto.

Ma soprattutto, la serie è piena di tanti bei momenti WTF, potenziati dalla recitazione strana al punto di essere imbarazzante della maggior parte degli attori (Skarsgaard su tutti), e il gore. Soprattutto il gore. Anzi, consiglio la serie solo perché nell’episodio due c’è la trasformazione in lupo mannaro più figa della storia della tv. Roba che Teen Wolf può solo inchinarsi e supplicare: “Teach me, master!”.

DA GUARDARE PERCHÉ bromance, stramberie assortite e tanto, tanto splatter.