Di K.J. Parker ho già parlato quando ho recensito Sharps qualche mesetto fa. Autrice misteriosa, di cui non si conosce la vera identità (la teoria più accreditata è che sia Kim Holt, moglie dello scrittore Tom Holt, o che i due siano un team, un po’ come David e Leigh Eddings – ma potrebbe benissimo essere pure lei Loredana Lipperini, talento a parte), e che scrive di quello che ho ribattezzato “ordinary fantasy”, ovvero un tipo di fantasy in cui l’unico elemento fantastico è costituito dall’ambientazione in un universo secondario.

K.J. Parker ha una bibliografia interessante. Anche se il suo lavoro più famoso, nonché unico pubblicato in Italia, è la Fencer Trilogy, sono personalmente più interessato alla sua seconda trilogia, la Scavenger Trilogy, che parla di un uomo che si sveglia senza memoria su un campo di battaglia. Ma la Parker ha scritto anche una serie di novelle, ovvero quei racconti lunghi oltre diecimila parole ma che non superano le quarantamila; di queste, la più famosa è A Small Price to Pay for Birdsong, che ha vinto il World Fantasy Award 2012 ed è disponibile gratuitamente sul sito della Subterranean Press (che per questo – e per il resto della sua vasta biblioteca di racconti gratuitamente usufruibili – si è meritata il mio imperituro amore).

A Small Price to Pay for Birdsong, che rozzamente tradotto diventa Un piccolo prezzo da pagare per il canto degli uccelli, è un racconto che contiene in sé tutti gli elementi tipici delle storie della Parker, e affronta anche il tema dell’arte e della passione per l’arte da una prospettiva che, provenendo da un’autrice che vive nell’ombra e pubblica sotto pseudonimo, potrebbe anche essere più autobiografica di quanto non appaia.

La scheda del racconto

A Small Price to Pay for Birdsong di K.J. Parker
Pubblicato in Subterranean Press Magazine – Winter 2011, inedito in Italia
Anno 2011
Il racconto integrale sul sito dell’editore

Che cosa succede

Il racconto è più introspettivo che orientato all’azione, un po’ come lo era Sharps, per intenderci.

A Small Price to Pay for Birdsong è la storia del rapporto che lega un professore universitario di musica a un suo studente, Subtilius. Subtilius è dotato di un talento innato ed è inevitabilmente destinato alla fama, ma la sua carriera si interrompe sul nascere quando uccide un uomo in una rissa da taverna e viene arrestato. Poco prima dell’esecuzione, Subtilius riesce a evadere dal carcere e chiede al suo professore di aiutarlo a fuggire. Il professore accetta di dargli una discreta somma di denaro per procurarsi un falso passaporto con cui abbandonare il regno in cambio di una sinfonia che Subtilius ha scritto apposta appropriandosi dello stile del suo mentore.

La sinfonia scritta da Subtilius fa la fortuna del maestro, che finalmente riesce a ottenere il successo e la fama che ha rincorso per tutta la vita. Subtilius sparisce nel nulla, ma il professore comincia a sviluppare una sorta di ossessione nei suoi confronti, non solo perché è l’unica persona a conoscenza del suo segreto, ma anche e soprattutto perché non riesce a concepire che il suo allievo più talentuoso abbia per sempre abbandonato la via della musica, privando così il mondo delle sue composizioni.

E poi, un giorno, mentre il professore sta assistendo a una rappresentazione della sua sinfonia all’Università di Baudoin, scorge il volto di Subtilius tra la folla e capisce che le loro strade sono destinate ancora una volta a incrociarsi. E forse da questo incontro potrà guadagnare qualcosa.

Che cosa ne penso

Nonostante l’assenza di azione immediata, A Small Price to Pay for Birdsong è un racconto carico di suspense, nata dai personaggi e dai dilemmi morali da cui sono afflitti. Già di per sé questo sarebbe un risultato notevole. Aggiungiamoci che il tema generale dell’arte e della passione per l’arte è affrontato senza l’indulgenza tipica di quelli che scrivono Arte con la A maiuscola (quelli per cui la Scrittura è Sofferenza, ad esempio), e abbiamo fatto jackpot.

Se si gratta la superficie, nel racconto della Parker ci sono molte riflessioni interessanti sul successo e su cosa significhi inseguire una passione. Gli effetti che la pubblicazione della sinfonia di Subtilius ha sul professore sono prima negativi e opprimenti (nonostante abbia tentato per tutta la vita di diventare famoso con qualcosa di suo, alla fune ha raggiunto il successo con il lavoro di un altro), ma poi finiscono per renderlo libero (può permettersi di comporre senza pressione, e componendo senza pressione le note i scrivono da sole). Si tratta di concetti affascinanti, e non vorrei leggerci più di quanto la Parker non abbia inteso, magari caricando il racconto di connotazioni autobiografiche. Però non si sa mai.

Al di là i tutto, è la caratterizzazione psicologica del protagonista e narratore, il professore, a sostenere il racconto. E qui la Parker dimostra di saper fare meraviglie, dal punto di vista narrativo, al punto che mi sento di consigliare la lettura del racconto agli scrittori emergenti che seguono il blog anche solo per una lezione gratuita su come si caratterizza un personaggio. Lo consiglio anche a chi legge senza scrivere, ovvio, ma mentirei se dicessi che questo racconto mi è piaciuto particolarmente proprio perché io stesso sono uno che scrive e vorrebbe fare quello di mestiere.

In conclusione

A Small Price to Pay for Birdsong è una storia tipicamente parkeriana, ambientata in un universo secondario (che rimanda, per alcuni elementi, tipo la menzione del Sole Invincibile, all’impero romano o bizantino, mentre per altri, tipo la burocrazia e le royalties, a un mondo rinascimentale – e mi piace pensare che la storia sia ambientata in un universo che è la somma di questi due) in cui tuttavia non c’è traccia di elementi fantasy come la magia, caratterizzata da una morale in scala di grigi e con sottotesti tragici. È notevole la caratterizzazione dei personaggi e il modo in cui è affrontato il tema della passione.

E poi è gratis, che cosa volete di più?

Voto finale

Notarella conclusiva Parliamo un secondo della Subterranean Press? Parliamo di quanto sia una bella idea quella di rendere usufruibile gratuitamente sul web racconti lunghi (non cagatine di 2500 battute) di autori di serie A? Parliamo del fatto che una cosa del genere gli editori italiani sono troppo stupidi per farla? Parliamo del fatto che è un bene perché sennò avremmo racconti gratis di Miki Monticelli e Licia Troisi? No, non parliamone, va’, che sennò mi intristisco.