Lista di persone che non sono K.J. Parker:

  • Io
  • Licia Troisi
  • J.K. Rowling
  • La scimmietta dei Coco Pops
  • Giuliano Ferrara

Mentre il mistero sull’identità di K.J. Parker permane (anche se io sono sempre convinto che sia una donna), perché non concentrarsi sull’unica cosa che dovrebbe importare quando si parla di scrittori, ovvero ciò che essi scrivono? Nella fattispecie K.J. Parker ha appena vinto, per il secondo anno di fila, il World Fantasy Award per la miglior novella con Let Maps to Others e, come altri lavori brevi della Parker, la storia è disponibile integralmente e gratuitamente sul sito della Subterranean Press, con tutte le sue più o meno 25.000 parole. (E se vi pesa leggere direttamente sul sito, fate come me: copia-incollate il testo in un file .rtf e convertitelo con Calibre.)

La scheda del libro

Let Maps to Others di K.J. Parker
Pubblicato in Subterranean Press Magazine – Summer 2012, inedito in Italia
Anno 2012
Il racconto integrale sul sito dell’editore

Che cosa succede

Sono passati trecento anni da quando il leggendario Aeneas Peregrinus è ritornato da un viaggio in mare con il racconto favolistico di un’isola, Essecuivo, abitata da una civiltà le cui ricchezze vanno oltre ogni immaginazione. Sono passati trecento anni, e nessuno, nella Repubblica, è mai riuscito a rintracciare Essecuivo né le coordinate che, si vocifera, sono nascoste da qualche parte tra gli scritti di Aeneas Peregrinus.

Col passare degli anni, di Essecuivo è rimasta la leggenda, e sono ormai in pochi a interessarsene. La Repubblica, del resto, è impegnata in attività più mondane, come la guerra e i giochi di potere.

Il nostro protagonista e narratore è tuttavia la più grande autorità in materia di Essecuivo, uno studioso che sin da piccolo è stato messo a studiare tutti i testi relativi all’argomento. Eppure, dopo oltre vent’anni di dati incrociati, ipotesi, tesi e antitesi, la collocazione dell’isola visitata da Aeneas Pregrinus rimane un mistero. Per risolverlo, gli basterebbe mettere le mani su un unico testo: un memoriale scritto da Aeneas in cui sono rivelate, in codice, le coordinate di Essecuivo. Il documento, però, si è perso nelle pieghe del tempo, e rintracciarlo è un’impresa impossibile.

O almeno così sembra, perché un giorno il nostro protagonista riceve un messaggio urgente da parte di Carchedonius, che è un suo nemico giurato (e, incidentalmente, la seconda più grande autorità in materia di Essecuivo). Quando il narratore si presenta da Carchedonius scopre che proprio lui è riuscito a entrare in possesso del documento originale, il vero memoriale scritto dalla mano di Aeneas Peregrinus, nel quale si cela la chiave per Essecuivo.

E da questo punto prende il via una storia di moralità, viaggi in nave, scoperte e crudele ironia del destino.

Che cosa ne penso

Let Maps to Others parte da una situazione molto simile da quella che la Parker aveva delineato nella novella che ho recensito in precedenza, A Small Price to Pay for Birdsong, e che qui viene sintetizzata molto bene in questo passaggio:

All right, answer me this. If the person you loved the most in the whole world died, and you somehow managed to catch that person’s soul in a bottle; and suppose you then went round all the graveyards, digging up the newly-buried bodies, carefully choosing a part here and a part there; and suppose you could stitch all the bits together so skilfully that it didn’t show; suppose you’d built a body that looked so exactly like the person you’d loved that even you couldn’t tell them apart; and you sucked the soul out of the bottle and blew it into the composite body’s mouth and brought it back to life—
Well?

In entrambi i casi, il protagonista è posto di fronte a un dilemma morale e le scelte che compirà gli condizioneranno la vita. Nel caso di Birdsong, però, la presenza stessa del dilemma morale è improntata a fare della storia un gioco di potere. Qui, invece, dall’azione amorale (perché, ovvio, se non ci fosse amoralità non ci sarebbe una storia) parte una sorta di partita a scacchi con il destino, che però è persa in partenza, perché il destino gioca sempre con dieci mosse d’avanzo.

E Let Maps to Others non è solo un racconto di moralità e conseguenze. Dove in Birdsong la storia terminava, molto bene, aggiungerei, qui è solo l’inizio.

Esatto, perché che storia su un’isola sperduta sarebbe se non ci fosse un viaggio in mare verso l’avventura?

Ora, sarà che da piccolo ho letto una dozzina di volte L’isola del tesoro e, un po’ più grandicello, Le montagne della follia, qualcosa deve essermi rimasto. Nel senso che adoro smodatamente tutte quelle storie in cui un manipolo di esploratori partono all’avventura e si ritrovano nell’ignoto. E, nel caso di Let Maps to Others (come, in maniera esponenziale, nelle Montagne lovecraftiane), nel meraviglioso. Meraviglioso nel senso più letterale del termine: che instilla un senso di stupita meraviglia. Il sense of wonder che è un caposaldo di qualsiasi storia fantasy vecchio stile.

In conclusione

Magari sono di parte perché Let Maps to Others parla di tutto ciò che amo in una storia: dilemmi morali, avventura e meraviglia, però sta di fatto che a me questa novella è decisamente piaciuta. Molto, molto decisamente.

Abbiamo un protagonista splendidamente caratterizzato, alla solita maniera della Parker, che è anche un narratore ironico e che è un piacere stare ad ascoltare. Una riflessione sul prezzo da pagare per aver fatto la cosa sbagliata pur sapendo di essere nel giusto e anche un discorso più generale sulla verità e sulla memoria.

Let Maps to Others concentra nella sua brevità un’eccellente storia che, pur non essendo permeata dell’elemento fantastico – anche questo, un universo secondario senza magia o altri elementi tipici del fantasy, è un tratto tipico delle storie della Parker, specie di quelle dell’ultimo periodo – riesce lo stesso a essere un’opera di grande intrattenimento di cui sono entusiasta e di cui consiglio caldamente la lettura.

Volevo dare cinque stelline già ad A Small Price to Pay for Birdsong, ma mi sono trattenuto per via della brevità e della mancanza di azione in favore dell’introspezione. Qui, non vedo ragione di trattenermi.

Voto finale