Il mio luogo comune preferito è che gli scrittori che si autopubblicano sono vanesi e poco bravi a scrivere. Perché, proprio come lo stereotipo che vuole le donne scrittrici di Harmony più che di romanzi premi Nobel, nella stragrande maggioranza dei casi sarà vero. È vero che, con la diffusione del digitale e di validi servizi di vendita diretta, un esercito di scrittori di bassa lega si è sentito autorizzato a intasare il mercato con la propria meno che mediocre opera.

E lo so che da qualche parte ci sono scrittori che autopubblicano con serietà e professionalità che stanno leggendo queste righe mentre nella mente prendono già annotazioni per frecciatine passivo-aggressive da postare sui loro blog, ma avete veramente il coraggio di dirmi che ho torto? Andate su Amazon, comprate un ebook autopubblicato, leggetemelo e poi ditemi con onestà che ho torto. Su.

No, si tratta di una situazione abbastanza logica. Purtroppo il mercato dell’autopubblicazione è saturo di schifezze, e questo è un dato di fatto. Ciò non significa, tuttavia, che non si possa trovare qualche romanzo di qualità.

E come fare a scovarlo? Ponendosi cinque semplici domande.

1) È un prodotto esteticamente ben curato?

Ebbene sì, sembra brutto a dirsi, ma anche l’occhio vuole la sua parte. E non si tratta di un discorso tipo quello delle bimbeminkia che comprano i romanzi Piemme Freeway perché ommioddio le copertine sono troppo belle non sono riuscita a resistere. Quasi, ma non del tutto. Voi credete che quelli di Piemme Freeway non sappiano di pubblicare letame? Lo sanno, lo sanno. Ma sanno anche chi è il loro pubblico, e sanno prendersene cura. Con copertine che catturino l’attenzione. Allo stesso modo un romanzo autopubblicato, nel vasto scaffale di una libreria online, deve risaltare e catturare l’attenzione dei potenziali lettori.

Cosa significa, per il potenziale lettore, trovarsi di fronte a un ebook esteticamente ben curato? Si può intanto supporre che l’autore sappia quello che sta facendo. Perché, diciamoci la verità, il mercato degli ebook autopubblicati è un po’ un grande oceano di liquami mefitici in cui è raro trovare qualcosa di meritevole, e il novanta percento di chi si autopubblica lo fa con l’arrogante mentalità del l’ho-scritto-per-cui-DEVE-essere-letto, non con la professionalità che sarebbe richiesta. Curare il proprio lavoro, anche per ciò che concerne la parte estetica, con una bella copertina, una sinossi ben scritta e accattivante e così via, spesso significa che l’autore che ci si trova davanti autopubblica con cognizione di causa.

2) È recensito su Goodreads?

Goodreads è una piattaforma di social networking a tema librario imprescindibile per chi è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da leggere. Centordici volte meglio di aNobii, Goodreads ospita recensioni, liste, consigli, discussioni e giveaway.

La cosa difficile, quando si va per scegliere un romanzo autopubblicato, è sapere se vale davvero la pena leggerlo. Dato che non di tutti gli ebook è disponibile una preview gratuita per farsi un po’ l’idea di quale sia il livello della scrittura dell’autore, è sempre meglio guardarsi intorno alla ricerca di recensioni, almeno per sapere che non si stanno spendendo soldi in una ciofeca. Ci sono parecchi blog letterari, alcuni validi, altri meno, ma logicamente riportano una sola opinione per blog, e quindi farsi un’idea panoramica diventa un po’ laborioso. Goodreads d’altro canto, in quanto aggregatore di recensioni, è il posto ideale per trovare una serie di pareri sull’ebook autopubblicato che si intende acquistare.

(Questo vale anche per chi autopubblica: mettete il vostro romanzo su Goodreads, è importante sia a livello di visibilità, sia per ricevere del feedback, che male non fa. Su, dai, se perfino un inetto come me ha la pagina autore, potete farcela anche voi.)

(E, sì, lasciate perdere aNobii.)

Ma attenzione, perché c’è la gabola. Che ci porta alla domanda successiva.

3) È consigliato da una terza parte di fiducia o che non ha legami con l’autore?

Eggià, perché parte dell’essere uno scrittore (autopubblicato o meno) consiste nel crearsi una rete di conoscenze e amicizie che, alla fin della fiera, aiutino a vendere il proprio lavoro. Entrino in scena quelli che in gergo si chiamano gli amyketti, ossia personaggi (scrittori, blogger o semplici lettori) che intasano siti internet quali blog letterari, Goodreads e aNobii di recensioni entusiaste dell’opera dell’amyketto scrittore.

Non si tratta necessariamente di un comportamento truffaldino, del resto la regola aurea per trovare un buon beta reader è “non far mai leggere il tuo romanzo a tua madre o a un amico”. Una persona molto vicina a uno scrittore tenderà a non stroncare il suo lavoro, perché non vuole fargli cattiva pubblicità, o si limiterà a glissare sui difetti, perché in fondo non è carino offendere un amico.

Il mio consiglio è di informarsi sempre su chi sia quel lettore entusiasta che ha scritto la recensione da cinque stelline sperticandosi in lodi e paragonando l’autore autopubblicato a qualche mostro sacro della narrativa. Magari c’è del vero, ma è più facile che si tratti di giudizi fuorvianti, più o meno in buona fede.

4) È indicato il nome dell’editor?

Questo è il dettaglio a mio avviso più importante, ma anche il più difficile da trovare. Su alcune piattaforme (penso al già citato Goodreads) può capitare, assieme all’autore, di trovare il nome di chi ha effettuato l’editing del romanzo.

Come per la domanda che ha aperto la lista, si tratta di un piccolo dettaglio, ma è indice che al romanzo autopubblicato sono state dedicate cura e passione, magari anche più di quanta non ne dedichino le case editrici professionali.

E infine l’ultima domanda, la più importante. Ossia,

5) Devo sul serio usare un metodo ad hoc per scegliere un ebook autopubblicato?

La risposta, abbastanza sorprendentemente, è no, niente affatto. Scegliere un ebook, autopubblicato o meno, è sempre un’attività da fare lasciandoci guidare da quelle tre o quattro regolette che applichiamo quando compriamo anche libri pubblicati da prestigiose case editrici. È una storia del genere che ci interessa? Se voglio leggere un fantasy alla Giorgino Martin con trama bizantina e poca magia, difficilmente andrò ad acquistare un romanzo che parla di un gruppo di eroi in quest, all’apparenza male assortiti e incompatibili sulle cui spalle grava il peso dell’intera razza umana.

Garantito che un romanzo senza editing e formattato a caso piacerà meno di uno dall’editing e formattazione impeccabile, sono più che convinto che, una volta che si trova la storia che vogliamo leggere, una storia nelle nostre corde, che ci piace e ci interessa, i dettagli tecnici passano in secondo piano. Non so voi, ma se io trovassi uno che scrive come Stephen King, gli perdonerei di aver autopubblicato un ebook con la cover fatta col Paint e il titolo in Comic Sans MS. Al massimo farei notare la sciattezza del oggetto-ebook in un’eventuale recensione.

Domanda bonus: L’ebook è un porno trash?

Io mi limito a lasciarvi il link, la risposta, con relative implicazioni, datevela da soli.