E siamo giunti al consueto post di fine anno. Questa volta, un po’ per essere originali, un po’ perché il 2013 letterario si è svolto sulla carta così come da altre parti, invece di fare una classifica dei migliori e peggiori romanzi lette e/o pubblicati nel corso dell’anno, ho deciso di dare via premi neanche fossi l’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences. Tanto sono premi immaginari, non si sborsa un quattrino.

MIGLIOR ROMANZO DEL 2013
NOS4A2, Joe Hill

Il nuovo romanzo di Joe Hill è secondo me, a oggi, il suo lavoro migliore. È la storia di Victoria, che ha un potere particolare grazie al quale, da ragazza, è scampata dalle grinfie del serial killer “vampiro” Charlie Manx, consentendo alla polizia di catturarlo. Anni dopo, Manx riesce a liberarsi ed è intenzionato a chiudere il cerchio del suo passato, rapendo il figlio di Victoria per portarlo a Christmasland, il parco divertimenti immaginario in cui Manx risucchia le energie vitali delle sue vittime.

NOS4A2 è il miglior libro dell’anno perché è genuinamente inquietante, sia sulla carta, grazie all’abilità narrativa di Hill, sia quando si legge tra le righe della storia. Paragonato agli altri lavori di Joe Hill non è quello con la trama più bizzarra e creativa, ma è di sicuro quello che parte da un’idea e riesce a svilupparla meglio.

MIGLIOR ROMANZO LETTO NEL 2013
WANTED, Lavie Tidhar
(2011)

Wanted (Osama in originale) è la storia di Joe, un detective privato che viene incaricato da una donna misteriosa di fare luce sul mistero che avvolge l’identità di uno scrittore di romanzi pulp, Mike Longshott, che scrive storie incentrate su un vigilante di nome Osama bin Laden, responsabile di vari attentati terroristici nel cuore dell’Europa e degli Stati Uniti. Mano a mano che la storia prosegue, Joe, così come il lettore, si trova ingarbugliato in un labirinto ucronico di quelli che hanno tutta l’aria di essere universi paralleli.

Ho letto il romanzo di Lavie Tidhar in lingua originale a inizio anno e l’ho subito amato. Passino gli echi della Svastica sul sole di Dick, Warrior è uno dei pochi romanzi che affronta, con gli strumenti della narrativa del fantastico, il tema del terrorismo islamico e gli effetti che ha avuto e continua ad avere su tutti noi.

IL BUIO OLTRE LA SIEPE, Harper Lee (1960)

Che Il buio oltre la siepe sia ormai a tutti gli effetti un grande classico della letteratura nessuno lo mette in dubbio. Ma si tratta anche, e non è cosa da poco per un grande classico, di un romanzo estremamente interessante e di facile lettura, in grado di catturare e coinvolgere il lettore e di farsi notare non per la sua pretenziosità, ma per la semplicità e l’efficacia con cui affronta i grandi temi sociali che si ritrovano tra le sue pagine.

PEGGIOR ROMANZO DEL 2013
I VIVI, I MORTI E GLI ALTRI, Claudio Vergnani

Non ho letto altro di Vergnani, ma mi risulta che sia uno scrittore molto apprezzato, pur all’interno del cantuccio della narrativa di genere (nel recinto degli sfigati, per parafrasare i giudici di Masterpiece). Ebbene, la mia prima impressione è stata tutt’altro che positiva. I vivi i morti e gli altri è una storia di zombie come ce ne sono altre migliaia, dove non succede nulla di originale sotto il sole, ed è in più infarcita di retorica irritante e saccentella che fa del romanzo più un veicolo per quello che secondo l’autore dovrebbe essere un pregnante messaggio di critica sociale che non una storia come si deve.

MIGLIOR ROMANZO FANTATRASH DEL 2013
IL SOGNO DELLA BELLA ADDORMENTATA, Luca Centi

Il romanzo che ha sdoganato in Italia il genere dello steampunkminkia, perfino più steampunkminkia dell’Alice di Dimitri. No, per dire, talmente steampunkminkia che i cattivi hanno le pistole a vapore. Luca Centi, già paladino del fantatrash durante gli anni del baby boom con Il silenzio di Lenth, ci ha regalato un’altra gemma letteraria, e noi amanti del trash non possiamo che rendere grazie.

MIGLIOR GUILTY PLEASURE
INFERNO, Dan Brown

Io Dan Brown lo adoro e il vostro snobismo letterario non fa altro che rafforzare la mia devozione. Con i suoi cinquecentosessantamilapigrecoerrealcubo colpi di scena, i complottoni storici (e anche una piccola/grande incursione fantascientifica), non posso che considerare Inferno di Dan Brown un giulty pleasure coi contropeni.

MIGLIOR COPERTINA
A NATURAL HISTORY OF DRAGONS: A MEMOIR BY LADY TRENT, Marie Brennan
(cover art di Todd Lockwood)

Spesso quando leggo recensioni su aNobii trovo lettrici (sempre femmine) che hanno comprato il tal libro (di solito un paragnormal romanz) perché “la copertina è stupenda”. Poi guardi la copertina e vedi che ritrae lo gnokko abbracciato alla mary sue. Una versione rivisitata delle copertine degli Harmony, in buona sostanza.

Una copertina stupenda è ben altro. Ad esempio quella di A Natural History of Dragons: A Memoir by Lady Trent di Marie Brennan, disegnata da Todd Lockwood. La cover raffigura un drago come se fosse preso da un libro di anatomia – che è un po’ il succo del romanzo, visto che la lady Trent del titolo è la maggiore esperta al mondo nello studio dei draghi. Lockwood è inoltre autore delle illustrazioni interne al romanzo. Dire “ho comprato il romanzo perché aveva una bella copertina” è banale, e non è così nel caso di Natural History of Dragons, per quanto mi riguarda, ma è innegabile che le illustrazioni di Lockwood non abbiano aggiunto un certo qualcosa al romanzo della Brennan.


MIGLIOR FANTASY
THE DRAGON’S PATH/THE KING’S BLOOD/THE TYRANT’S LAW, Daniel Abraham

Siete in attesa che il malefico ciccione bretellato finisca The Winds of Winter e non sapete cosa leggere nel frattempo? Date un’occhiata a Daniel Abraham e alla sua quadrilogia The Dagger and the Coin. La serie è ancora in fase di pubblicazione, tre volumi sono già usciti mentre il quarto e ultimo arriverà l’anno prossimo, per cui, almeno in questo caso, se vi appassionate alla storia non sarete costretti ad attendere eoni per sapere come va a finire.

The Dagger and the Coin, come il titolo suggerisce, è una storia di guerra e banche, raccontata da un cast di personaggi compatto ma interessante, che va da una giovane orfana allevata dal contabile di una banca, al veterano disilluso, dal giovane nobile intellettuale e poco adatto al comando, all’aristocratico patriota e inflessibile, a sua moglie, donna in grado di fare dell’etichetta di corte la sua migliore alleata per combattere le sue battaglie. Ambientato in un mondo popolato da diverse razze, tutte discendenti dai draghi, The Dagger and the Coin offre (per ora) tre (ma presumibilmente il quarto farà altrettanto) romanzi fantasy molto classici, interessanti e di facile e piacevole lettura.

PEGGIOR FANTASY
L’APPRENDISTA ASSASSINO/L’ASSASSINO DI CORTE/IL VIAGGIO DELL’ASSASSINO, Robin Hobb

Odio ufficialmente la trilogia dei Lungavista. Il primo romanzo, L’apprendista assassino, che narra la gioventù di un bastardo reale allevato per diventare assassino al servizio del re, e delle lotte di potere interne al regno, era un romanzo sciapo, facilotto, privo di chissà quale grande sforzo d’immaginazione, ma tutto sommato innocuo. Una lettura da dimenticare il giorno dopo averla terminata, come purtroppo capita spesso con molti romanzi fantasy generici.

Il secondo volume, L’assassino di corte, mi ha invece infuriato. Gli intrighi politici del romanzo precedente sono diventati “tutti agiscono da stupidi per nessun motivo apparente. Il conflitto principale si articola intorno a un problema che anche un idiota con due chiappe al posto del cervello avrebbe saputo risolvere. Il principe Regal è un traditore reo confesso? Lo si ammazza o lo si imprigiona. Di certo non gli si lascia la libertà di diventare non solo reggente in luogo di Veritas, ma anche re-in-attesa verso la fine del libro. Gli allievi del defunto Galen sono al servizio dei traditori del regno? Li si ammazza e si scioglie la Confraternita, non li si lascia in libertà così tanto per. Inoltre lo stile della Hobb è mediocre tendente all’agghiacciante.

Il terzo romanzo comincia con il protagonista in fuga che fa introspezione psicologica. Dopo che per un terzo del romanzo non succedeva niente, l’ho lasciato perdere. Una decisione che finora non ho rimpianto.

MIGLIOR SAGGIO
GESÙ IL RIBELLE, Reza Aslan

Che la verità su Gesù di Nazareth non sia quella raccontata dalla Bibbia non ci vuole un genio per capirlo. Ma, d’altra parte, Gesù di Nazareth è un personaggio storico realmente esistito, del quale si sa più o meno solo quello che riporta il testo sacro della religione modellata sulla sua figura dai suoi discepoli.

Reza Aslan non è il primo e presentare una panoramica storica più che teologica su Gesù, ma lo fa con un libro, Gesù il ribelle, che ha il merito di essere accessibile e interessante, pur senza dimenticare di essere un saggio e non un romanzo.

Tra i saggi che ho letto quest’anno, per la maggior parte di storia e società medievale, Gesù il ribelle è sicuramente quello che mi è stato meno d’aiuto per documentarmi (sto ancora scrivendo il megagigafantasy infinito, sapete), eppure quello che ho letto con più interesse. Se eccettuiamo quella parte di Storia economica dell’europa pre-industriale in cui Carlo Maria Cipolla racconta l’aneddoto del nobile che beveva latte materno per “paura di essere avvelenato”.


MIGLIOR CASA EDITRICE
GARGOYLE BOOKS

La Gargoyle Books ha portato in Italia autori del calibro di Joe Abercrombie, Jo Walton, Lavie Tidhar e comincerà il 2014 dando alle stampe I centomila regni di N.K. Jemisin. E pensare che, quando l’anno scorso fu annunciato il cambio alla guida dell’editore romano, io ero tra i primi a fare il lamentoso e dire “ecco, ora si sono venduti l’anima pubblicando insta-book su Simoncelli, l’editoria è morta”. Ecco, la Gargoyle pubblica sì insta-book, come quello su Mika, uscito il mese scorso, ma nel corso del 2013 si è anche rimboccata le maniche fino a diventare a mio avviso la miglior casa editrice di genere in Italia, oscurando le storiche editrici del fantastico come la Fanucci e la Nord.

PEGGIOR CASA EDITRICE
Y GIUNTI

Y Giunti, il marchio young di Giunti (leggibile anche come WHYYYYY???? GIUNTI), non solo pubblica romanzi di infima qualità destinati a inquinare ancora di più il cervello delle bimbeminkia (quella merda universale di Obsidian in primo luogo), ma ha anche creato una collana di classici della letteratura copertinati in maniera gloriosamente trash. Balneate pure nella meraviglia che è la collata Y Classici (WHYYYYY????? CLASSICI), dove la narrativa d’autore incontra la bimbominkiosità. E, se volete uno stuzzicante aperitivo, qui sotto c’è la cover mai utilizzata per Cuore di tenebra.

MIGLIOR WTF
PERDIDO STREET STATION, China Miéville

È un romanzo ambientato in una caotica città sconvolta dagli scontri tra il governo e scioperanti simil-anfibi in grado di manipolare e scolpire l’acqua, in cui uno scienziato fidanzato con un coleottero antropomorfo deve neutralizzare la minaccia di quattro farfalle serial killer con l’aiuto di un’intelligenza artificiale composta da rifiuti meccanici, mentre cerca di rigenerare le ali di un uomo-uccello un po’ emo esiliato dalla sua terra d’origine. A un certo punto compare pure il diavolo. Da qualche parte c’è della critica sociale, credo, ma si perde nelle badilate di WTF.

ROMANZO CHE POTEVA ESSERE UNA FIGATA E CHE INVECE SI È RIVELATO MEH
REDSHIRTS, John Scalzi

Scalzi confezione la sua affezionata parodia delle serie televisive fantascientifiche (Star Trek su tutte) in un romanzo che è divertente nella sua prima parte, in cui si snocciolano in maniera molto meta tutti i luoghi comuni del genere, ma finisce in fuffa nella seconda metà, in cui tutti i nodi dovrebbero venire al pettine.

ROMANZO ITALIANO EMBLEMA DELLA MEDIOCRITÀ DEL ROMANZO ITALIANO
L’IRA FUNESTA, Paolo Roversi

Meglio noto come (e cito un’espressione di Alessandro Girola) l’ennesimo giallo del commissario Sticazzi. Abbiamo un poliziotto veterano disilluso con un vice/spalla-comica terrone e impacciato, che deve indagare su un omicidio in un placido paese della provincia emiliana (o romagnola, non ricordo, comunque la zona è quella – credo). I personaggi sono un cumulo di stereotipi e alla fine si conclude tutto con una scorpacciata di tarallucci e vino e tante risate, perché siamo in Italia, lol. Ah, e il commissario Sticazzi copula con la giornalista con la quale aveva scambiato si e no quattro battute because reasons.

E infine, il più importante di tutti gli awards di tutto il mondo e di tutti i tempi…

PREMIO SPECIALE “LOREDANA LIPPERINI” AL PIÙ GRANDE FAIL LETTERARIO

Il premio speciale intitolato alla memoria di Loredana Lipperini (non tanto alla memoria della Lippa in sé, perché è viva e vegeta, quanto più alla memora della sua credibilità, defunta e due metri sotto terra dopo l’epic fail chiamato Lara Manni) è stato istituito per onorare il più grande fail dell’anno in via di conclusione nel campo della letteratura.

Quest’anno, il premio Lippa è conferito al programma televisivo Masterpiece e ai suoi tre competenti giudici, Giancarlo De Cataldo, Taye Selasi e Andrea De Carlo.

Il programma meriterebbe il premio anche da solo, del resto è un talent show (o per lo meno si suppone che lo sia) dedicato a scoprire il grande talento italiano, e che tuttavia accetta solo romanzi di dubbia qualità scritti da casi umani incapaci di guardare al di là del proprio ombelico e costringe i sopracitati scrittori ombelicali a competere in prove di scrittura a tempo, come se scrivere bene equivalesse a scrivere veloce, per poi essere sottoposti al giudizio di una giuria composta non da editor, agenti, critici o altre figure professionali nell’ambito dell’editoria, ma solo tra scrittori.

Tre scrittori, per l’appunto, che hanno raggiunto vette di snobismo tali che il premio Lippa non poteva che estendersi anche a loro. In particolare a De Carlo, cui si deve la (ennesima) polemica sulla dignità letteraria del fantastico. Il giudice di un programma letterario che riduce un intero genere, il genere che ci ha dato Tolkien, Gibson, LeGuin, Bradbury e innumerevoli altri, a mera spazzatura, perché la letteratura, quella vera, deve trattare temi di pregnanza sociale e non storielle per bambini deficienti.

E con questo è tutto, per quell’anno. Viene quasi da domandarsi quali altre meraviglie ci infliggerà il 2014…