Per cui, ok, sono una pessima persona. Partimo da questo presupposto. L’ultima volta che ho avuto l’occasione di menzionare Lukha B. Kremo è stato in occasione del post sul passato Premio Italia, dove il suo romanzo TransHuman Express era nominato nella categoria miglior sci-fi. E, non conoscendo niente dell’autore, ma niente di niente, l’unica cosa che ho trovato da dire è stata prendermi gioco del suo nome/pseudonimo. Molto maturo.

Poi succede che un giorno parte lo shopping spree su Amazon, più precisamente nella sezione ebook italiani fantasy/sci-fi/horror. Ora, i miei shopping spree hanno regole ben precise: solo autori italiani, preferibilmente autopubblicati, no a copertine col titolo in Comic Sans MS, prezzo che se non supera i due Euro è meglio. Tra gli ebookini che ho comprato c’era appunto Å e altre storie di Lukha B. Kremo, pubblicato da Kipple, quindi che rientra per un pelo nelle mie regole autoimposte. E, commentando il mio shopping spree, mi sono perfino sentito dire che l’autore “dicono sia bravino”, che può non sembrare granché come complimento, ma detto da una persona di cui mi fido e approvo i gusti può voler dire molto.

In questo caso, vuol dire che ho letto subito la miniraccolta del Kremo (che ora che ci penso mi fa specie chiamare così perché ho un conoscente IRL che chiamo allo stesso modo).

La scheda del libro

Å e altre storie di Lukha B. Kremo
Pubblicato da Kipple
Anno 2014 (data della seconda edizione, according to Amazon)
44 pagine
L’ebook su Amazon

Che cosa succede

Å e altre storie si compone di tre racconti brevi: Å, che dà il titolo alla raccolta, Yuna Shin, e Il roditore infernale. Tutti e tre le storie appartengono molto chiaramente al genere horror e hanno connotazioni weird più o meno marcate.

Trattandosi di racconti brevi, nell’ordine di poche migliaia di parole ciascuno (l’intera raccolta si legge agevolmente in una manciata di minuti), preferisco non addentrarmi più di tanto nei dettagli delle trame, per evitare spoiler.

Å racconta la storia di un misterioso incidente che avviene nei pressi di un remoto fiordo norvegese. Prima vengono registrate solo delle variazioni magnetiche all’apparenza inspiegabili, e poi, in un crescendo di stranezza, si verificano incidenti sempre più macabri e innaturali. Un team composto da un agente governativo, una scienziata e un religioso, dovrà lottare contro il tempo per impedire che un male immenso e atavico si riversi sul nostro pianeta.

Yuna Shin è invece la storia di un ragazzo che, tramite internet, conosce e si invaghisce di una ragazza coreana, Yuna. Nonostante tra i due ci sia alchimia, la ragazza si mostra spesso restia a condividere informazioni personali con il suo spasimante che, in un impeto di pazzia, decide di raggiungerla in Corea. Ciò che scopre una volta arrivato lì va al di là di ogni sua immaginazione.

Infine Il roditore infernale ci porta su una terra prossima all’apocalisse, che il genere umano si è già affrettato a evacuare, sulla quale rimangono solo gli accoliti di un bizzarro culto religioso devoto al misterioso Roditore che solo, secondo i suoi fedeli, è in grado di riportare la vita sul pianeta morente.

Che cosa ne penso

Giudicare racconti così brevi, almeno per me, non è quasi mai impresa facile. Nel senso che non ho molta passione per tale forma narrativa – se vi è capitato di leggere qualcosa di mio, sapete che non scrivo cose al di sotto delle cinquemila parole e, quando sono costretto a condensare, faccio una fatica bestia a venire a capo con qualcosa di decente. Non vado matto per il racconto “brevissimo”, sia scritto che letto, perché mi piace che una storia, anche se intesa come un racconto, abbia quanto più possibile respiro. Che poi direte, uno scrittore davvero bravo sa dare respiro anche a una storia di mille parole. Grazie, ma gli scrittori davvero bravi sono pochi, e io non sono tra questi.

Ciò detto, Lukha B. Kremo se la cava abbastanza bene. Di pessimi racconti brevi ne ho letti a palate (è bastato fare un paio di volte il giurato di un concorso letterario), e devo dire che quelli presenti in questa raccolta, pur non essendo in grado di spiazzarmi (e sono pochi gli autori in grado di farlo) presentano comunque quel certo qualcosa in più che rimane impresso e che il lettore si porta a casa.

Nella fattispecie, ho trovato azzeccatissima e memorabile la componente weird e morbosa di tutti e tre i racconti. Le descrizioni macabre e sanguinolente in Å, l’intero concetto di attrazione sessuale per una donna “particolare” come la Yuna del secondo racconto, e l’intero terzo racconto, Il roditore infernale, weird che più weird non si può.

Tra tutti il terzo racconto è quello che mi è piaciuto di più. Quando sono arrivato alla rivelazione finale sulle mie labbra è comparso un sorrisetto mefistofelico che diceva più o meno, è sbagliato che mi piaccia, ma chissenefrega mi piace lo stesso.

L’ebook è ben curato, ma saltano all’occhio un paio di refusi (un “gli” al posto di “le”, un ausiliare essere usato colloquialmente al posto del più corretto avere) segno che forse un editing più accurato sarebbe stato una buona idea. Tuttavia il prezzo di 0.49€ è estremamente onesto e posso anche evitare di farla più grande di quello che non è con la storia dei refusi, suvvia.

In conclusione

Tirando le somme (e rimanendo miracolosamente sotto le 1000 parole, reccy più corta ever), Å e altre storie di Lukha B. Kremo può dare la sensazione di peccare un pochino di incompiutezza, nel senso che, da lettore, mi sarebbe piaciuto sapere di più rispetto a quanto è stato narrato. Segno, questo, che le storie hanno comunque avuto il loro impatto sulla mia fantasia. A fare da contrappeso, in ogni caso, c’è il fatto che ogni singolo racconto offre uno o più spunti memorabili, a culminare con il terzo, Il roditore infernale, che entra di rigore nella top ten delle cose più folli e stupefacenti lette quest’anno.

Per di più, Lukha B. Kremo ha saputo dimostrare ai miei pregiudizi, di non essere solo uno con lo pseudonimo improbabile.

Voto finale