Ed eccoci di nuovo alla recensione di un libro per pigri. Non sprizzate gioia da tutti i pori? Beh, anche se così non fosse, ci sono ancora sette volumi pubblicati da leggere, più un numero imprecisato di volumi ancora da pubblicare, con ere geologiche di attesa tra l’uno e l’altro, e io ho intenzione di leggerli tutti.

E, sì, di affliggere voi con le recensioni di ognuno.

Chi è il vostro blogger letterario snob preferito, eh?

La scheda del libro

チェーザレ 3―破壊の創造者 3 di Fuyumi Soryo
Pubblicato in Italia da Edizioni Star Comics, in Giappone da Kodansha Ltd.
Anno 2007
240 pagine
Il libro su Amazon

Che cosa succede

Mentre Cesare si trova a Firenze per finalizzare alcuni affari con i Medici, Angelo, rimasto solo all’università, ha modo di fraternizzare sia con Micheletto che con Niccolò Machiavelli, all’epoca uno studente (o forse un infiltrato del Magnifico?) nel gruppo dei domenicani.

Il ritorno di Cesare a Pisa è segnato da un duro scontro con il gruppo degli studenti francesi e dagli ultimi intrecci che riguardano l’apertura di una fabbrica tessile nel quartiere disagiato della città, finanziata con i soldi dei Borgia, ma di proprietà dei Medici.

Quali sono i veri obiettivi di Cesare Borgia? E, soprattutto, ora che Angelo è coinvolto nei suoi piani e non è più un osservatore, finirà per bruciarsi?

Che cosa ne penso

Limitandosi alle immagini, uno potrebbe anche farsi un’idea sbagliata del Cesare Borgia di Fuyumi Soryo. Il giovane ragazzo efebico dal volto simmetrico e i lineamenti perfetti è troppo belloccio per sembrare anche solo lontanamente pericoloso. Ma non bisogna lo stesso dimenticarsi che, al di là del disegno raffinato, c’è pur sempre un personaggio storico che è passato ai posteri per la crudeltà (ancorché vagamente romantica) delle sue gesta.

Fino a ora, nel fumetto, Cesare Borgia era stato un sedicenne affascinante, intelligente e carismatico, con una famiglia potente alle spalle che gli fa sia da scudo che da ancora. In questo terzo volume qualcosa comincia a cambiare. Le descrizioni quasi nozionistiche della vita quotidiana o delle sottigliezze della politica rinascimentale occupano oramai una porzione quasi irrisoria della storia, e anche le disquisizioni su monarchia, repubblica e libertà, che caratterizzano le posizioni etiche contrapposte sulle quali si ritrovano Cesare e Angelo, passano in secondo piano.

Al di là del lungo – e anche un po’ divertente, suvvia – scontro con Henri, il capo degli studenti francesi, questo terzo volume è dedicato ai piani che Cesare Borgia ha messo in moto, e il cui fine ultimo, dopo traversi passaggi, è quello di avvantaggiare suo padre Rodrigio nella corsa al papato, senza tuttavia esporre il nome dei Borgia.

E questo è esattamente ciò che mi aspettavo da un racconto sulle “origini” di Cesare Borgia, una storia che lo presentasse come lo stratega manipolatore che la storia ricorda.

In questo terzo volume ho ritrovato ciò che mi aspettavo all’inizio della serie, e che la Soryo ha tardato a mostrarmi. Ora che i primi due volumi hanno posto, forse con meno tatto del dovuto, e certamente con meno grazia narrativa, i pezzi sulla scacchiera, dal volume tre in poi ci si può focalizzare su ciò che rende Cesare Borgia un personaggio talmente affascinante da dedicargli un’accurata biografia a fumetti. È questa la strada che la Soryo sembra intenzionata a percorrere, e spero rimanga in carreggiata, perché questo è il Cesare che volevo leggere sin dall’inizio.

In conclusione

Finalmente la serie sembra aver raggiunto il suo potenziale, devolvendo più tempo alle macchinazioni di Cesare Borgia e, sullo sfondo, agli intrighi vaticani. E lo ha fatto senza tralasciare gli elementi che l’avevano in ogni caso caratterizzata fino a questo punto.

Il disegno è sempre di altissimo livello, e l’accuratezza storica è notevole, specialmente per un’opera di fiction. Restano anche i dibattiti di filosofia politica e quell’azione, un po’ fine a sé stessa ma pur sempre d’intrattenimento, che contrappone gli studenti dei vari gruppi universitari.

In sostanza, in questo terzo volume, rimane tutto quanto c’era di buono nei primi due, e in più si aggiunge una trama orizzontale che ha molte potenzialità. Il tono ormai è quello giusto, e spero che la serie continui su questi binari.

Voto finale