Avete mai acquistato una rivista tramite Amazon? Io sì, Fantasy & Science Fiction, la versione in lingua inglese, non quella “cosa” che esce anche in Italia.

Ecco, le riviste su Amazon non le acquisti veramente. Paghi l’abbonamento e poi rimangono nel tuo dispositivo Kindle per un mese. Il mese successivo la vecchia copia scompare e al suo posto compare quella nuova. Che tu abbia finito di leggerla o meno. Che tu voglia rileggerla o meno.

È un po’ come quando sei a tavola, stai finendo di cenare, e mentre ancora stai tagliando la bistecca tua madre già ha cominciato a sparecchiare intorno a te e mettere i piatti nel lavandino.

C’era un racconto che mi piaceva, nel numero di Fantasy & Science Fiction che avevo acquistato. L’autore era David Gerrold (quello di The Trouble with Tribbles), ma il titolo non me lo ricordo. E non me lo ricordo perché allo scadere del mese il numero di F&SF su cui la storia era pubblicata è scomparso dalla mia libreria digitale.

Ecco, è lo stesso motivo per cui, per ora, mi riservo il diritto di essere diffidente nei confronti del servizio Kindle Unlimited di Amazon, quello che, pagando un abbonamento di 9,99€ al mese, ti consente di leggere tutti gli ebook che vuoi.

Da una parte è indubbiamente un buon servizio per lettori forti – anche se bisogna vedere quali e quanti ebook rientrano nella libreria del servizio, per adesso pare che siano pochi, motivo per cui non mi pare il caso essere tra gli early adopters.

D’altro canto, però, è un’ennesima svalutazione del libro, che tuttavia sembra i lettori siano disposti ad accettare di buon grado. Nel senso, già Amazon, quando compri un ebook, non ti dà il file per il quale hai pagato, ma solo il permesso di leggerlo e immagazzinarlo su uno specifico dispositivo proprietario, ora vuole anche prestarteli a tempo determinato. Non so se l’idea mi piace.

Come non mi va molto a genio l’idea che il pagamento per l’autore scatti dopo che il cliente ha letto il 10% del libro. Sì, il primo dieci percento circa di un qualsiasi romanzo, novelletta o racconto è sempre stato cruciale, perché serve ad agganciare il lettore. Però Amazon i soldi se li prende comunque, non vedo perché l’autore no, sinceramente.

Per cui, come lettore il servizio Kindle Unlimited non mi interessa granché, perché trovo odioso il fatto di dover comprare un libro e poi non poterlo leggere quando cazzo pare a me, con i miei ritmi. Come scrittore tendenzialmente sospenderei il giudizio, ma ‘sta cosa del pagamento che scatta una volta letto il 10% mi pare una gabola per fregare l’autore.

Poi, vabbè, io ero uno di quelli che è stato per anni diffidente nei confronti degli ebook e ora che sono passato al digitale con il mio amato tablet non riesco neanche più a leggere i libri cartacei perché li trovo di una scomodità inenarrabile, per cui non sono esattamente Capitan Coerenza. Prendete ciò che dico con le pinze, come sempre.

Sta di fatto, però, che ora come ora essere eccitati per Kindle Unlimited mi sembra come essere eccitati per i Flipbak Mondadori*.

Andate in pace.

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* Pregate che al Berlu non venga mai sul serio in mente di fare di Marina il suo successore, perché metti caso che vince le elezioni e tratta l’Italia come ha trattato la Mondadori, siamo ancora più spacciati del solito.