Rieccoci qua, con il secondo degli ancora-non-so-di-preciso-quanti-ma-penso-quattro post dedicati alla rilettura ragionata di Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin, fino al banchetto dei corvi (con qualche capatina in ADWD, mano a mano che rileggo anche quello). Come sempre, prima di avventurarvi nella lettura, tenete presente che questi post stanno alla logica e alla razionalità come Beppe Grillo sta alla logica e alla razionalità.

Come avevo preannunciato, questo post è dedicato a Dorne e al grande piano di Doran Martell.

Durante tutto il libro non abbiamo accesso diretto ai pensieri del principe di Dorne, anzi, le sue azioni ci arrivano filtrate di volta in volta dalla soggettiva di Areo Hotah, la sua guardia del corpo, e Arianne Martell, sua figlia primogenita ed erede. Non sappiamo quindi con precisione quale sia il grande piano di Doran. Ma possiamo basarci su quello che abbiamo letto per capire cosa non comporta.

Decisamente il disegno di Doran Martell non comporta mettere Myrcella sul Trono di Spade al posto del fratello Tommen in virtù della legge dorniana per la quale gli uomini non hanno diritto di prelazione nell’eredità di titoli e terre, perché quello è il piano – avventato e precipitoso – di Arianne Martell e del suo gruppetto di amici, Garin, Drey, Sylva la Maculata e Stella Nera.

Da La principessa nella torre sappiamo che, qualunque sia il piano di Doran, ha richiesto e sta richiedendo tuttora, un gran quantitativo di premeditazione:

«Ho cominciato a lavorare per la caduta di Tywin Lannister il giorno stesso in cui mi dissero della fine di Elia e dei suoi bambini. La mia speranza era di portargli via tutto ciò che amava prima di ucciderlo.»

Ok, prima cosa: che cosa amava Tywin Lannister. Mi viene in mente una sola persona, sua moglie Joanna, che però è morta da molti anni. Certo, Tywin ha anche a cuore la sua famiglia, Cersei e Jaime in particolare, ed è possibile che la vendetta di Doran Martell passi attraverso la loro distruzione.

Quindi il grande piano di Doran è rivolto a Tywin e ai suoi figli e nipoti, e solo incidentalmente al Trono di Spade. Ma di certo Doran sta muovendo le sue pedine per stringere alleanze con i Targaryen superstiti.

Sempre in La principessa nella torre, Arianne si lamenta di essere poco amata dal padre, che l’ha sempre promessa in sposa a vecchi che lei trovava repellenti – Gyles Rosby e Walder Frey su tutti. Durante il confronto con il padre, però, salta fuori la verità, o parte di essa: esisteva una segreta promessa di matrimonio per Arianne.

«Chi è? A chi sono stata promessa tutti questi anni?»
«Non ha più importanza. Lui è morto.»
Questo la lasciò ancora più interdetta. «I vecchi sono così fragili. Cos’è stato, un’anca fratturata, la polmonite, la gotta?»
«È stata una colata di oro fuso.»

Quindi Doran ci sta dicendo che il suo grande piano era far sposare sua figlia ed erede a Viserys Targaryen – per il quale tra l’altro lo stesso Oberyn aveva tentato di sollevare Dorne –, finanziare in qualche modo il suo ritorno a Westeros con un’armata, e metterlo sul Trono di Spade con accanto Arianne.

Per essere un piano che matura da diciassette anni fa abbastanza pena.

Intanto perché, una volta messi sul trono Viserys e Arianne, e una volta che Arianne avrà avuto un figlio ed erede, i Martell perderebbero Dorne mentre i Targaryen guadagnerebbero non solo i Sette Regni ma anche il controllo diretto su Dorne. Senza contare che l’ultima volta che i Martell hanno tentato di legare una principessa di Dorne a un principe Targaryen, Elia con Rhaegar, è andata tutt’altro che bene. Inoltre Doran non ha mosso un dito, nemmeno dietro le quinte, per aiutare il promesso sposo di sua figlia dopo la morte di Willem Darry. Da notare che al tempo della morte di ser Willem sia Viserys che Arianne avevano quattordici anni, per gli standard di Westeros erano entrambi in età da marito ed è quindi verosimile che la promessa di fidanzamento fosse già stata ufficiata. Eppure Doran ha lasciato girovagare Viserys e Daenerys per le città libere per anni fino a farli finire nelle mani di Illyrio, che ha poi architettato il modo di spedire entrambi il più possibile a est, assieme al khalasar di Drogo. Dove casualmente Viserys è stato ucciso.

Certo, Viserys è stato vittima del suo stesso temperamento, ma ci sono due o tre dettagli che lasciano qualche dubbio se la sua morte sia stata più o meno precipitata da qualche mano invisibile.

Ad esempio, dopo la cerimonia del cuore dello stallone e immediatamente prima dell’incoronazione, Viserys si presenta, ubriaco e furente, al cospetto di Daenerys, Drogo e del resto dei dothraki, con la spada sguainata, proibita a Vaes Dothrak.

“La lama…” lo implorò Dany. “Non devi, Viserys, è proibito! […]”
“Fa’ come ti dice, pazzo!” gli gridò ser Jorah. “Vuoi farci ammazzare tutti?”

E Viserys cosa gli risponde?

“Non possono ammazzarci. Non possono spargere sangue nella città sacra… ma io sì!”

Ora, è anche vero che a Vaes Dothrak è proibito spargere sangue, ma da nessuna parte sta scritto che è proibito ammazzare, che è difatti quello che succede in seguito. Le cose sono due, o Viserys è ottenebrato dall’alcol, o qualcuno non gli ha spiegato per bene le regole del luogo in cui si trova. E chi può averlo sviato a tal punto da fargli credere che Drogo possa restare mansueto di fronte a una minaccia diretta a sua moglie e suo figlio? Qualcuno che parla la lingua comune, l’unica che Viserys comprende. E chi parla la lingua comune, oltre a Daenerys? Solo ser Jorah e le ancelle di Daenerys. Che arrivano tutti da Illyrio. Ah, e la spada che Viserys impugna?

Gliel’aveva prestata magistro Illyrio per farlo sembrare più regale.

C’è da tener presente che questo avviene dopo che Daenerys ha ordinato a Jorah di placare l’animo di suo fratello e Jorah ha optato per farlo colpendolo con un pugno. Una mossa da vero diplomatico. Tra l’altro far arrabbiare Viserys calpestando il suo orgoglio sembra l’attività preferita del quartetto di Illyrio, come quella volta che Daenerys voleva invitare suo fratello a cena, ha chiesto alla sua ancella di chiamarlo e lui è arrivato incazzato nero perché l’ancella gli aveva “ordinato” di presentarsi al cospetto di Daenerys. L’ancella in questione è Doreah, che non dovrebbe avere problemi con la lingua comune, visto che viene da Lys, e che dovrebbe sapere come trattare Viserys, visto che i due sono stati intimi a Pentos.

Dunque Illyrio ha escogitato un complicatissimo piano per liberarsi di Viserys e Daenerys? Con un po’ di ginnastica mentale è possibile, anche se contrasterebbe con quanto udiamo dirgli a Varys in AGOT:

«La principessa aspetta un bambino. Il khal non si muoverà finché suo figlio non sarà nato. Tu sai come sono fatti quei barbari.»

Sembra che Illyrio e Varys vogliano che Daenerys si affretti ad andare da qualche parte, probabilmente ad Asshai, dove troveranno qualcuno in grado di far dischiudere le tre uova di drago in possesso di Daenerys. Ser Jorah, creatura di Illyrio, suggerisce più volte a Daenerys di recarsi ad Asshai, anche quando la cosa non ha senso logistico.

«Andare?» Dany non capiva. «Andare dove?»
«Asshai delle Ombre, direi. È a sud, molto lontano, al limite estremo del mondo conosciuto Eppure si dice che sia un grandissimo porto. Ad Asshai riusciremo a trovare una nave che ci riporti a Pentos.»

Questo più che un suggerimento a me sembra pessima geografia, specialmente per qualcuno che sono anni che vive a Essos. Il capitolo in cui questa frase è pronunciata ha luogo nel Mare Dothraki, più o meno nelle vicinanze dei territori di Lazhar. E Jorah non sa che ci sono almeno quattro porti più sicuri e, soprattutto, vicini, in cui portare Daenerys per far rotta verso Pentos? Mereen, Yunkai, Astapor, Qarth e Yin a Yi Ti sono tutte città portuali più vicine di Asshai. (Se non ci credete apritevi questo link a una mappa di Westeros piuttosto figa e in canon con Il mondo del Ghiaccio e del Fuoco, e misurate con le dita la distanza in linea d’aria) Quello di Jorah è un depistaggio voluto per portare Daenerys e i suoi draghi fino ad Asshai. Ed essendo Jorah una marionetta di Illyrio, significa che Illyrio vuole la principessa Targaryen nella città delle ombre.

Assumiamo per un momento che Griff il giovane non sia davvero un Targaryen (cosa che ritengo altamente probabile, ma altrettanto ininfluente nel grande schema delle cose), questo significa che non è in possesso di sangue reale, e quindi non è in grado di far schiudere le uova. Daenerys, invece, è una Targaryen a tutti gli effetti, ed è pertanto in grado di farlo. E se il piano di Illyrio fosse quello di portare Daenerys ad Asshai, dove sarebbe stata uccisa e il suo sangue utilizzato per risvegliare i draghi? Non sappiamo di preciso come nascano i draghi, ma da quello che abbiamo visto in AGOT pare che la presenza di un Targaryen (o meglio, sangue nobile dell’antica Valyria – Daenerys) e sangue reale (Drogo) siano un requisito necessario.

Comunque stiano le cose, questo porrebbe Illyrio e Doran ai due poli opposti dello spettro. Almeno fino a quando Viserys non perde la vita. Il che spinge Doran a cambiare il proprio piano e a sostenere Aegon. Chissà se non è stata quella l’intenzione di Illyrio fin dall’inizio…

Di sicuro sappiamo che Doran ha sistemato le figlie di Oberyn in punti strategici: la già menzionata Sarella è alla Cittadella, mentre in ADWD scopriamo che Tyene, esperta avvelenatrice, è diretta ad Approdo del Re nei panni di una septa per entrare nelle grazie dell’Alto Passero, e Nymeria Sand è destinata a prendere il posto che fu di suo padre al consiglio ristretto di Re Tommen. Senza contare che Trystane è fidanzato con Myrcella Baratheon. Quentyn è partito alla volta della Baia degli Schiavisti per chiedere la mano di Daenerys Targaryen – e forse è morto, forse no (non lo vediamo morire “sulla pagina” quindi fino a un’ulteriore conferma conta come se fosse vivo). E alla figlia Arianne, Doran assicura il trono di Dorne, presumibilmente destinandola a sposare Griff il giovane.

Non sembra il disegno più ardito e machiavellico che si possa escogitare, ma è pur sempre un piano che permette a Doran e a casa Martell di cadere coi piedi per terra qualunque situazione si venga a creare. Ammetto che sulla strategia di Dorne ho ancora le idee un po’ confuse, anche perché devo ancora ultimare la rilettura di ADWD. Avevo letto da qualche parte che il piano di Doran riguardava l’implementazione a Westeros della legge ereditaria dorniana, il che avrebbe portato sul Trono di Spade proprio i principi di Lancia del Sole, ma la cosa non ha molto senso: prima di tutto perché, per riuscire in questo intento, la legge dovrebbe essere applicata retroattivamente, privando Tommen di un trono che è suo di diritto, e secondariamente perché il primo re di Westeros unito è stato sempre e comunque Aegon il Conquistatore, non i Rhoynar da cui discendono i Martell. Non a caso il re dei Sette Regni viene identificato come “Re degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini”.

Fun fact: applicando la successione via primogenitura assoluta, e con l’aiuto dell’albero genealogico in appendice a Il mondo del Ghiaccio e del Fuoco, il trono dei Sette Regni dovrebbe andare a Philip Plumm, lord vassallo dei Lannister, che è erede di Elaena Targaryen, l’unica figlia di Aegon III a essere sopravvissuta al regno di Baelor il Benedetto. Philip Plumm è imparentato con il forse più celebre Ben Plumm il Marrone dei Secondi Figli.

In ogni caso, ripeto, il vero piano di Doran non riguarda il Trono di Spade, ma la vendetta nei confronti di casa Lannister. Che passa attraverso l’eliminazione di Tywin e quanto ha di più caro, ossia Jaime e Cersei.

Ora, di come Jaime sia stato messo fuori combattimento da una serie di eventi fortuiti e anche un po’ sospetti ho già parlato nella prima parte. Quello che è successo a Jaime mi fa pensare che ci sia un collegamento tra i Martell e i Bravi Camerati di Vargo Hoat. Che si tratti della compagnia mercenaria fondata da Oberyn durante il suo periodo a Essos?

Anche Cersei ad Approdo del Re sembra essere circondata da gente che complotta contro di lei (che, ironicamente, non sono coloro che lei sospetta di complottare), nelle fila dei quali vale la pena di annoverare Qyburn, ex membro dei Bravi Camerati. Ah, e dall’incontro al castello dei Sussurri tra Brienne e Tymeon, da quest’ultimo scopriamo che:

Urswyck e i suoi hanno proseguito per Vecchia Città.

Per chi non avesse colto, Urswyck era il secondo di Vargo Hoat e ora suppongo sia il capo di ciò che rimane dei Bravi Camerati. Non ho idea di chi speri di incontrare a Vecchia Città, perché di personaggi interessanti ce ne sono parecchi.

Per quanto riguarda Tywin, la sua morte per mano di Tyrion è stata diciamo fortuita. Perché esiste la concreta possibilità che Oberyn lo stesse avvelenando.

Al processo di Tyrion, maestro Pycelle descrive un particolare veleno:

«Sangue di vedova è chiamata quest’altra, a causa del dolore. Una pozione crudele. Sigilla la vescica e il retto di un uomo, facendo annegare il malcapitato nei suoi stessi escrementi.»

E, quando Tyrion fugge, alla fine di ASOS, incontra Tywin al gabinetto. Ma non è che si incontrano per caso, no:

Trovò il lord suo padre là dove sapeva che l’avrebbe trovato: seduto nella penombra della latrina, con la vestaglia da notte sollevata fino alle anche.

In qualche modo Tyrion sapeva che suo padre si trovava sulla tazza, e Tywin doveva essere seduto là da un po’, perché Shae, nell’altra stanza, ha fatto in tempo quasi ad assopirsi. Forse Tyrion sapeva che suo padre soffriva di stitichezza. E, quando Tywin muore, il suo corpo si scarica:

La prova fu l’improvviso fetore generato dallo svuotarsi al viscere nel momento della morte. “Be’, quanto meno eri nel posto giusto” pensò il Folletto. Il fetore che dilagò nella latrina fu un’ulteriore prova che la battuta ripetuta fin troppe volte su suo padre era solo un’altra menzogna.
Lord Tywin Lannister, alla fine, non cacava oro.

Ora, garantito che è abbastanza normale che, dopo la morte, lo sfintere si rilassi scaricando eventuali escrementi presenti nel retto, la stitichezza di Tywin può non sembrare indice di un avvelenamento. Magari George R.R. Martin ha architettato tutto con sapienza e precisione per quell’ultima battuta che, ammettiamolo, varrebbe il gioco. O magari la fine di Tywin va letta come una morte diametralmente opposta rispetto a come era vissuto, grandioso e superbo.

La teoria dell’avvelenamento si incastrerebbe bene anche con ciò che accade dopo. Durante la veglia funebre il cadavere di Tywin comincia a emanare un deciso odore di carne putrefatta.

«Madre.» Tommen la tirò per la manica. «Cos’è questo cattivo odore?»
“Il lord mio padre…”
[…]
Anche Cersei lo percepiva: un leggero lezzo di carne in decomposizione che rischiò di farle arricciare il naso.

E le cose peggiorano al momento del funerale vero e proprio.

Il Primo Cavaliere del re stava ormai decomponendosi visibilmente, gli occhi erano infossati, due pozzi oscuri. Fessure si erano aperte nelle guance, fetido liquido biancastro fuoriusciva dalle articolazioni della sfolgorante armatura oro e porpora, formando una pozza viscida sotto il corpo.

L’odore di decomposizione che il corpo di Tywin emana è così intenso che fa lacrimare gli occhi di Pycelle, causa un mancamento a uno dei Più Devoti, e fa vomitare Tommen durante il funerale. E non solo, anche Jaime stesso è preso da dei conati di vomito. Jaime, che ha respirato il puzzo della propria carne in decomposizione. A Davos, in ADWD, riferiscono che, dopo il funerale, il tempio di Baelor è stato inagibile per giorni. Ricordiamo che il corpo di Tywin è stato praparato dalle sorelle del silenzio che, come da tradizione, gli hanno esportato gli organi interni e lo hanno riempito di fiori profumati proprio per evitare situazioni del genere.

Potrebbe essere un qualcosa da intendere non letteralmente ma a livello metaforico. Il lezzo di decomposizione rappresenta il marcio che c’era in Tywin Lannister, da tutti ritenuto il più grande uomo dei Sette Regni. Ma io non credo. Prima di tutto perché Martin su questa cosa insiste parecchio. Fosse stato un gioco letterario, lo avrebbe menzionato una volta e basta, non ci avrebbe dedicato tutto quello spazio. No, cicciopanzo Martin voleva che il lettore recepisse per bene che qualcosa di sbagliato stava avvenendo col cadavere di Tywin Lannister. E secondo peerché Tywin Lannister, per gli standard di Westeros, non è stato affatto un uomo “marcio”. Certo, era duro, severo, implacabile, ma ha saputo anche essere generoso, valoroso e saggio. È stato un lord retto, che ha prosperato e fatto prosperare le proprie terre e i propri sudditi, ha ridato lustro al nome della propria famiglia e ne ha difeso gli interessi. Certo, non è stato il padre dell’anno, né il miglior wedding planner delle Terre dei Fiumi, ma un buon lord non deve necessariamente essere un brav’uomo. Per come la vedo io, Tywin potrà anche essere l’antagonista – se assumiamo che questa dicotomia sia valida in una serie ad ampio respiro come le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco – ma questo non lo rende un cattivo.

In ogni caso, tutto questo sembra suggerire che Tywin Lannister sia in effetti stato avvelenato da qualcuno che probabilmente ha usato del sangue di vedova. C’è, ad Approdo del Re, qualcuno che ha dimestichezza coi veleni e la cui famiglia ha dei conti da saldare con i Lannister, e questo qualcuno è per l’appunto Oberyn Martell.

C’è da dire che Oberyn lavorava di pari passo con suo fratello Doran, e che il piano del principe di Dorne prevedeva sì uccidere Tywin Lannister, ma solo dopo averlo privato di tutto ciò che amava. Sembrerebbe quindi poco plausibile che Oberyn avesse già cominciato a somministrare a Tywin il sangue di vedova.

Però, come dice Doran stesso:

«Noi principi facciamo piani tanto elaborati solo perché gli dei possano mandarli all’aria.»

O, nel nostro caso, i fratelli minori. Per come la vedo io, l’avvelenamento di Tywin da parte di Oberyn era stato architettato da Doran, mentre il resto del suo piano si metteva in moto. L’avvelenamento di Tywin avrebbe dovuto essere lento, e questo spiega perché il Primo Cavaliere godeva ancora di apparente buona salute durante il processo di Tyrion e dopo il duello ordalico. Doran deve aver riposto troppa fiducia nella disciplina del fratello. Oberyn, al contrario del principe di Dorne, era un uomo impulsivo e pronto all’azione (da ricordare che voleva sollevare Dorne contro Robert e a sostegno Viserys subito alla fine della guerra civile che aveva deposto i Targaryen). Quando Oberyn ha visto la possibilità di affrontare Gregor Clegane, l’assassino materiale di sua sorella Elia, ha consciamente deciso di mandare all’aria i cauti (troppo cauti, per la Vipera Rossa) piani del fratello e di offrirsi come campione di Tyrion.

Per cui, per riassumere: Doran Martell ha impiegato diciassette anni per elaborare un piano che veda a) la morte di Tywin Lannister; b) la rovina di Cersei; c) la rovina di Jaime; d) un Martell a fianco di chiunque sieda sul Trono di Spade. Per come stanno le cose alla fine di AFFC, e ancor più al termine di ADWD, il piano di Doran Martell sembra essere prossimo a dare i suoi frutti.

Ma il principe di Dorne avrà fatto i suoi conti con le altre forze che si agitano nei Sette Regni? A cominciare da Petyr Baelish, di cui parleremo più approfonditamente nel prossimo episodio che, vi avverto, si preannuncia piuttosto lunghetto.