Ieri è successa una cosa abbastanza divertente. Sono uscite le nomination ai premi Hugo.

Ora, dei premi Hugo, dopo le debacle degli ultimi anni, non mi importa più granché, soprattutto perché è palese che si tratti di un circolo degli amyketti in versione prezzolata. Di questo si sono accorti anche un gruppo di autori e addetti ai lavori, chiamati Sad Puppies, che lamentavano la costante assenza di storie “di massa” nell’elenco dei nominati e suggerivano agli aventi diritto al voto di nominare una serie di autori meno di nicchia e accademici. Dai Sad Puppies si è staccata una sorta di frangia estremista, i Rabid Puppies, capitanata da Vox Day. Che è un esagitato ed è riuscito a rendere invalida qualsiasi critica mossa dai Sad Puppies per associazione. In ogni caso, l’anno scorso parecchi dei nominati erano quelli consigliati dai Puppies, e il resto della comunità non l’ha presa affatto bene. Tant’è vero che nelle categorie in cui comparivano i nominati nelle liste dei Puppies è risultata vincitrice l’opzione “nessun vincitore”.

La passata edizione degli Hugo si presta a tutta una serie di analisi che assolutamente non mi interessa fare. Normalmente, me ne fregherei anche delle nuove nomination e questo post non esisterebbe e potremmo tutti tornare a farci gli affari nostri.

Se non fosse che Vox Day non è in grado di accettare una sconfitta con dignità e, per dimostrare quanto gli Hugo siano diventati una barzelletta poco divertente, è riuscito a infilare un nominato fuffa nella categoria miglior racconto breve.

A proposito di un piano che ti si ritorce contro. Vox Day ha, presumo involontariamente, dato agli Hugo qualcosa di cui disperatamente avevano bisogno.

Chuck Tingle.

Se vi è capitato di curiosare nella sezione erotica gay del Kindle Store – e, conoscendovi, l’avete fatto più e più volte, non cercate di nasconderlo – sapete di sicuro chi è Chuck Tingle. Per i non iniziati, vi basti sapere tre cose: fantascienza, dinosauri, e sesso anale.

Chuck Tingle è forse la persona più meritevole di vincere un premio Hugo nella storia della narrativa fantastica. Ha esordito nel 2014 con il racconto My Billionaire Triceratops Craves Gay Ass, ai quali hanno fatto seguito opere del calibro di Gay T-Rex Law Firm: Executive Boner e Gaygent Brontosaurus: The Butt Is Not Enough.

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Anche il racconto nominato al premio Hugo Space Raptor Butt Invasion rientra in questo filone, ma la fervida immaginazione di Chuck Tingle non può consentirgli di scrivere solo di dinosauri. Anche altre creature fantastiche sono arrapate e bramose di sesso anale con giovini con la passione per l’intrepido. Anche i bigfoot e gli unicorni necessitano di amore. E, perché no, pure le ciambelle viventi. Per non parlare di storie metafisiche e astratte come Pounded In The Butt By My Own Butt e l’escheriano Pounded In The Butt By My Book “Pounded In The Butt By My Own Butt”, per non parlare del poetico e quasi romantico Angry Man Pounded By The Fear Of His Latent Gayness Over A Dinosaur Transitioning Into a Unicorn.

E non si dica che Chuck Tingle, come ogni nominato ai premi Hugo che si rispetti, non si serva della sua arte come strumento per guardare e riflettere la società che ci circonda. Abbiamo ad esempio President Domald Loch Ness Tromp Pounds America’s Butt e, ovviamente, Feeling The Bern In My Butt.

Che cosa ci resterà dell’affare Chuck Tingle quando gli Hugo saranno consegnati più avanti nel corso dell’anno? È Chuck Tingle solo la vittima di una ripicca perpetrata da Vox Day nei confronti dell’establishment o si tratta dell’eroe di cui il fantasy ha bisogno?

La risposta migliore a questi quesiti l’ha fornita lo stesso Chuck Tingle, nella migliore tradizione di Chuck Tingle.

Con il racconto Slammed In The Butt By My Hugo Award Nomination.

Non cambiare mai, Chuck Tingle. Non cambiare mai.