Il sesto episodio della sesta stagione di Game of Thrones, “Blood of My Blood” non è un capolavoro ma è tutto sommato solido. In esso vengono introdotti dei nuovi personaggi, incontriamo dopo tanto tempo dei vecchi volti, alcune storie prendono una nuova piega, e ci viene offerto qualche suggerimento più o meno velato sul futuro della serie. Soprattutto, non ci sono morti di personaggi secondari palesemente messe lì per scioccare lo spettatore e spacciate per grandi colpi di scena. D’altro canto abbiamo anche trame che sembra abbiano senso e invece se si guarda con giusto un po’ più di attenzione si vede chiaramente che hanno le gambe d’argilla, caratterizzazioni macellate, e il solito monologo potente di Daenerys che non è altro che minestra riscaldata.

Il titolo dell’episodio fa riferimento non solo ai cavalieri di sangue dothraki, ma anche e soprattutto all’essere vero e proprio “sangue del mio sangue” ossia parte della famiglia. In particolare l’episodio si sofferma sulle relazioni famigliari che intercorrono tra i Tarly, i Tyrell, i Lannister e, più defilati ma sempre presenti, gli Stark.

Cominciamo con Bran e Mera in fuga oltre la Barriera, dopo i tragici eventi del climax dell’episodio precedente. Mera spinge a fatica la slitta su cui Bran è immobilizzato. Bran, del canto suo, si trova ancora in uno stato di trance e ha delle visioni confuse, frammentarie, che si ripetono. Tra di esse abbiamo: degli alchimisti intenti a maneggiare dell’altofuoco; l’ombra di un drago in volo su Approdo del Re (si tratta di un’immagine già vista brevemente in uno dei trailer della scorsa stagione); Aerys il Folle sul trono di spade che dà l’ordine di bruciare Approdo del Re con l’altofuoco; Jaime Lannister che uccide il Re Folle e siede sul trono di spade in attesa di Ned Stark; il Re della Notte ad Aspra Dimora come visto l’ultima volta da Jon Snow, e una non morta rianimata, probabilmente Karsi; Bran stesso che cade dalla torre; un paesaggio invernale che potrebbe essere un presagio dell’inverno imminente, ma che a me ricorda parecchio le scene in esterna girate al Pugno dei Primi Uomini; Catelyn e Robb Stark uccisi alle Nozze Rosse; l’esecuzione di Ned Stark; un’esplosione di altofuoco in un sotterraneo; Daenerys con i suoi draghi appena nati; una mano insanguinata vicino a quello che sembra essere un corpo privo di vita.

Ci sono alcune cose interessanti da sottolineare. Intanto quasi tutte le visioni sono prese da immagini già utilizzate nella serie stessa o nel suo materiale promozionale. Eccezione fatta per le scene degli alchimisti, quelle con Aerys il Folle e la mano insanguinata. Il che le fa risaltare. Va notato che, durante la rivolta di Robert Baratheon per deporre Aerys Targaryen, il Re Folle ha dato sì l’ordine al suo primo cavaliere, l’alchimista Rossart di distruggere Approdo del Re con l’altofuoco, ma Jaimie Lannister ha fatto in tempo a ucciderlo prima che l’ordine venisse eseguito, salvando la città. Quindi la visione dell’altofuoco che esplode non è, come tutte le altre, una visione del passato, ma un presagio del futuro. Se teniamo conto che l’altofuoco è conservato in depositi sotto il tempio di Baelor, e che il tempio di Baelor è diventato di centrale importanza politica con l’avvento dell’Alto Passero, non sembra completamente fuori di testa supporre che Approdo del Re sarà in futuro distrutta dall’altofuoco (senza contare la visione di Daenerys nella casa degli Eterni, che l’ha portata in una Fortezza Rossa mezza distrutta nel pieno dell’inverno).

Poi abbiamo la mano insanguinata accanto al corpo esanime. Potrebbe essere la prima immagine di ciò che ci aspetta all’interno della Torre della Gioia, quando finalmente sapremo se Lyanna Stark è la madre di Jon Snow e quale promessa lega Ned Stark alla sorella defunta.

La presenza di Aerys il Folle sembra inoltre suggerire, insieme agli eventi dell’episodio precedente, che c’è un legame tra l’abilità di Bran di controllare le menti altrui anche durante le sue visioni e la pazzia di Aerys Targaryen. Qui però vorrei mettere le mani avanti. “Re Jaehaerys una volta mi disse che follia e grandezza sono le due facce della stessa moneta. Ogni volta che nasce un nuovo Targaryen, disse, gli dèi lanciano in aria quella moneta, e il mondo trattiene il fiato aspettando di vedere su quale faccia cadrà,” dice Ser Barristan Selmy in Tempesta di Spade, e in questo caso ha ragione. I Targaryen non hanno bisogno di interventi magici, quando bastano generazioni e generazioni di incesti a mandare in tilt le loro teste. Inoltre, la pazzia di Aerys II è stata decisamente precipitata da un evento noto come la rivolta di Duskendale. Cinque anni prima della ribellione di Robert Baratheon, Lord Denys Darklyn di Duskendale entra in conflitto con la corona a causa di una questione finanziaria. Volendo prendere le distanze dal suo primo cavaliere Tywin Lannister, re Aerys si reca di persona a Duskendale per negoziare, accompagnato solo da una misera scorta. Invece di negoziare, Denys Darklyn, sobillato forse dalla moglie Serala di Myr, prende prigioniero il re e minaccia di ucciderlo qualora Tywin Lannister provi a dare assedio alla città. È implicito nel racconto che il maestro di Forte Grigio fa a Brienne in AFFC che Serala abbia anche stuprato Aerys Targaryen (o comunque abusato di lui). Salvato da Barristan Selmy, il Re dà poi l’ordine di decapitare tutti i membri della famiglia Darklyn, mentre condanna Serala a essere bruciata sul rogo dopo l’asportazione delle sue “parti femminili”. A seguito della rivolta di Duskendale, Aerys Targaryen diventa paranoico e rifiuta per anni di abbandonare la Fortezza Rossa.

Per quanto abbiamo visto che Bran abbia il potere di far impazzire le persone controllando la loro mente durante una visione, sono più che certo che Aerys II sia diventato il Re Folle a causa di un misto di circostanze ereditarie, l’incesto, e del trauma subito a Duskendale.

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Ma torniamo a Bran e Mera in fuga. Proprio quando tutto sembra essere perduto, e alcuni non morti li hanno raggiunti, ecco un misterioso cavaliere badasso (e probabilmente dalle mani fredde) che viene a trarli in salvo.

Intanto, molto più a sud, Sam e Gilly hanno raggiunto Collina del Corno, la casa dei Tarly. I due vengono accolti con calore e affetto dalla madre di Sam, Melissa Florent, e da sua sorella Talla Tarly. D’altronde Sam si è sempre trovato bene con la madre e le sorelle. Vedremo se accadrà lo stesso con suo padre. Spoiler alert: no.

Qui è interessante notare che Melissa Florent è la figlia maggiore di quell’Alester Florent che è stato per breve tempo primo cavaliere di Stannis Baratheon dopo la morte di Renly (al quale aveva in origine giurato fedeltà con tutti i vassalli dei Tyrell) prima di venire bruciato vivo per essere sceso a patti coi Lannister, in un tentativo disperato di riottenere i terreni famigliari che la corona gli aveva sottratto. Melissa Florent è pertanto la cugina di Selyse Florent, defunta moglie di Stannis.

Ad Approdo del Re succede un po’ un macello. Tommen e l’Alto Passero stanno chiaramente escogitando qualcosa da un paio di episodi a questa parte che riguarda la liberazione di Margaery, ma d’altro canto anche Margaery sembra stia giocando le poche carte che la sua condizione di prigioniera le offre per liberare sé stessa e il fratello Loras. Tutto questo mentre Cersei, Olenna Redwyne e Kevan Lannister fanno a gara a chi ce l’ha più lungo con Tommen. (No, wait, questa frase suona male non intendevo in quel senso.)

Nel tempio di Baelor, Tommen ottiene di vedere Margaery per la prima volta dal giorno del suo arresto, e ritrova la sua regina con i capelli puliti intenta a leggere un libro nella stanza dell’Alto Passero. Margaery sembra essersi convertita alla dottrina estremista dell’Alto Passero e, anche grazie all’intercessione di Tommen, ha accettato di sottoporsi a una versione “soft” della walk of shame. Sta facendo buon viso a cattivo gioco? È tutta una strategia per uscire dalla prigione? Mi rifiuto di credere al contrario, anche se non sarebbe la prima volta che D&D macellano un personaggio. Vedremo tra breve come si svilupperà la situazione.

Intanto, a Collina del Corno, la cena in casa Tarly va esattamente come immaginavo potesse andare una cena in casa Tarly, con il simpatico lord Randyll Tarly che umilia pesantemente il figlio Samwell e anche Gilly, colpevole di essere nata oltre la Barriera. Per difendere l’onore di Sam Gilly rivela che ha ucciso un Estraneo, cosa a cui Randyll Tarly non crede. Questa cosa personalmente mi è suonata un po’ strana, non fosse altro perché Randyll Tarly dovrebbe essere interessato alle notizie sugli Estranei, vista la sua posizione e quella di Mace Tyrell, il suo lord protettore (lasciando perdere che nei romanzi Randyll Tarly a questo punto è subentrato a Orton Merryweather nel consiglio ristretto e la notizia di attacchi da parte degli Estranei dovrebbero per lo meno destare il suo interesse).

In ogni caso, le offese di Randyll oltraggiano sua moglie che dichiara conclusa la cena. La sera, Sam che è stato appena cacciato dal padre si congeda da Gilly, ma poi ci ripensa e decide di lasciare il castello assieme a lei e al piccolo Sam, dimostrando che lui e Gilly sono gli unici personaggi umanamente decenti e relativamente puri rimasti nella serie. Prima di lasciare la Collina del Corno, Sam si impadronisce della spada della famiglia Tarly, Veleno del Cuore.

Veleno del Cuore è uno spadone in acciaio di Valyria, che noi sappiamo, dopo gli eventi della battaglia di Aspra Dimora, essere in grado di uccidere gli Estranei. E potrebbe essere il motivo che ha spinto Sam a impadronirsene. O forse intende usare la spada come “esca” per suo padre. Sappiamo infatti che Randyll Tarly è un uomo estremamente impegnato a difendere l’onore e il nome del suo casato, fino al punto di bandire dai Guardiani della Notte il proprio figlio primogenito nerd. Un uomo del genere farebbe di tutto per recuperare la spada di famiglia, anche sollevare le sue armate contro il proprio figlio. Magari il piano di Sam è proprio quello di costringere le truppe di suo padre a marciare alla Barriera e convincerlo poi ad aiutare i Guardiani a combattere gli Estranei, ai quali, dopo la disfatta di Stannis, l’aiuto del miglior comandante dei Sette Regni non può che far comodo. Se per caso D&D volessero tagliare la sottotrama di Vecchia Città, questo è il mio pitch.

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Spostiamoci a Braavos dove Arya sta assistendo a un’altra rappresentazione teatrale della compagnia di Lady Crane, la donna che Jaqen H’ghar l’ha incaricata di uccidere. Questa volta si tratta di una pantomima delle nozze porpora, il matrimonio tra Joffrey Baratheon e Margaery Tyrell. Arya, in particolare, sembra molto toccata dal monologo che Lady Crane (che interpreta Cersei) recita tenendo tra le braccia verruca-boy (il finto Joffy) e i ripensamenti che già la turbavano lo scorso episodio sembrano farsi più forti.

Qui ho trovato interessante la rappresentazione di Tyrion. Vi ricordate che la volta scorsa mi domandavo che cosa poteva mai importare alla brava gente di Braavos delle beghe politiche di Westeros? Ebbene, credo di aver trovato una risposta. La città di Braavos è stata fondata da schiavi fuggiti dai signori dei draghi di Valyria, sotto la protezione degli uomini senza volto, il cui capostipite potrebbe essere stato responsabile addirittura del disastro di Valyria. È possibile che i discendenti di schiavi liberati non vedano di buon occhio Daenerys, che è sì a sua volta liberatrice di schiavi, ma anche madre di draghi e discendente dei signori di Valyria. Tyrion è un fidato consigliere di Daenerys e al momento suo reggente a Mereen. È probabile quindi che lo spettacolo teatrale che denigra Tyrion Lannister sia in realtà una mossa politica dell’elite braavosiana per alienare le simpatie della popolazione nei confronti di Daenerys.

Dietro le quinte, Arya prepara il veleno per Lady Crane e ha poi un breve scambio di battute con l’attrice, durante la quale è costretta a mettersi nei panni di Cersei e a interpretare il suo dolore che, per certi versi, è anche il suo stesso. In questo momento Arry, Bitorzolo, Nan, Salty, la gatta dei canali, Beth, Mercy, ritorna a essere Arya Stark, sangue del sangue di Ned Stark. Questa presa di coscienza la porta a salvare la vita a Lady Crane impedendole di bere il vino avvelenato e, infine, a recuperare Ago dal suo nascondiglio. A sua insaputa, però, l’orfana ha assistito al salvataggio di Lady Crane ed è andata a riferire tutto a Jaqen, che ordina di uccidere Arya – e se tutte le scene di Arya che prende mazzate dall’orfana ci hanno insegnato qualcosa, è che il duello sarà impari. Quindi l’assassinio di Lady Crane era un test, ma il cui scopo era verificare che in Arya non vi fosse più nulla della sua vecchia vita, incluso il suo senso della morale.

Torniamo ad Approdo del Re dove uno splendido Mace Tyrell in alta armatura arriva in città alla testa di un esercito composto da… tipo 50 picchieri di numero, per liberare la figlia Margaery dalla prigionia. L’Alto Passero incontra Mace e Jaime sulle scale del tempio di Baelor e la situazione diventa tesissima, con le armate dei Tyrell pronte ad attaccare i militanti del credo e anche la popolazione civile, che è schierata con loro. L’Alto Passero però smorza la tensione, annunciando che ha raggiunto con Tommen che, sorpresa sorpresa, era nel tempio, un accordo in base al quale il credo dei sette e la corona sono posti in pratica alla stessa altezza.

Questa scena è un esempio di magheggio politico ispirato da GRRM ma scritto da D&D senza la guida dei romanzi. Nel senso che l’intenzione c’è, ma l’esecuzione è carente e ci sono troppi dettagli che non collimano. Per prima cosa, che guadagno ha tratto l’Alto Passero dall’accordo con Tommen, a parte quello di ottenere buona pubblicità di fronte al popolino (che già era schierato in suo favore) e sancire la propria influenza sul re? Il credo dei sette dispone già di immensi poteri da quando Cersei ha abolito la legge di Maegor (quella che impediva agli uomini del credo di armarsi). Secondo, se Jaime è il capo della guardia reale, perché minchia non sapeva che Tommen era nel tempio a complottare con l’Alto Passero? A questo punto, le sue dimissioni, nella scena successiva, sono un atto dovuto. E, a proposito della scena successiva, Jaime viene mandato a fare gli interessi del regno nelle terre dei fiumi, quindi forse avremo il plot tagliato da AFFC. E lo spero perché il Jaime della serie tv non ha evoluto un briciolo la sua personalità dalla prima stagione – ma su questo argomento ne avrete anche piene le palle delle mie lamentele.

Alle Torri Gemelle Walder Frey è ancora vivo e più preoccupato perché Brynden Tully ha ripreso Delta delle Acque, che non per la morte di Fat Walda e di suo figlio. Lo so, sono passati tre episodi, ma non ho intenzione di lasciar cadere la cosa. Non aveva senso allora e non ne ha adesso. Walder Frey ci informa che i Mallister e i Blackwood sono insorti contro i Frey, e magari alle loro orecchie arriverà la notizia che Sansa e Jon stanno assemblando un esercito per liberare il nord. In ogni caso, Walder Frey ordina ai suoi inutili figli/nipoti di riprendere Delta delle Acque e farlo utilizzando Edmure Tully, che tengono prigioniero dai tempi delle Nozze Rosse.

Il ritorno di Edmure qui, assieme alla notizia di Jaime diretto nelle terre dei fiumi, apre la strada al monologo della catapulta, che è una delle migliori scene con Jaime. Inoltre le carte in tavola ci sono tutte per avere anche un adattamento del monologo di septon Meribald e quello di Wyman Manderly. Magari, ora che D&D hanno sminchiato Dorne e l’elezione di Euron, ne riusciranno a imbroccare una.

Torniamo a nord dove il misterioso uomo dalle mani fredde ha cacciato un coniglio per Bran e Mera. In realtà la serie televisiva non rende molto bene il freddo e la desolazione dei territori oltre la Barriera. Durante il viaggio verso il Corvo a tre occhi, Brann e compagnia hanno più volte patito la fame perché nulla di vivo poteva sopravvivere al freddo ostile – e in un’occasione si sono perfino cibati di carne umana. Qui invece fa molto meno freddo e pare esserci decisamente più selvaggina.

Lo sconosciuto dalle mani fredde dice a Bran che morto un corvo a tre occhi se ne fa un altro e ora è lui il nuovo Max Von Sydow. E poi rivela la sua vera identità. Per la gioia di milioni di fan (e delle loro teorie), lo sconosciuto dalle mani fredde è Benjen Stark, zio di Bran dato per disperso oltre la barriera durante gli eventi della prima stagione. E non è tutto qui: Benjen racconta di essere stato lasciato a morire dagli Estranei, per poi venire salvato dai figli della foresta, che hanno praticato su di lui lo stesso rituale che praticarono migliaia di anni fa sul Re della Notte. E io mi domando: come mai gli effetti sono così diversi? Ma soprattutto, è un rituale che funziona solo sugli Stark (e quindi su chi possiede “sangue reale”)?

E chiudiamo con DAENERYS NATA DALLA TEMPESTA DELLA NOBILE CASA TARGARYEN, REGINA DEGLI ANDALI E DEI PRIMI UOMINI, KHALEESI DEL GRANDE MARE D’ERBA, LIBERATRICE DI SCHIAVI E MADRE DI DRAGHI la cui scena si può riassumere con un:

DAENERYS: Daario, quante navi ci vorrebbero per portare tutti i dothraki al mio seguito a Westeros?
DAARIO: Contando quelle che abbiamo nel porto di Mereen?
DAENERYS: No, escludendo quelle. Metti che Tyrion ne ha combinata un’altra delle sue e abbiamo perso l’intera flotta, lol.
DAARIO: Beh visto che la domanda è molto specifica ti darò una risposta specifica. Quando ero nei secondi figli ho fatto un coso di gestione delle risorse umane e posso stimare senza timore di sbagliarmi che ci serviranno esattamente mille navi, non una di più, non una di meno.
DAENERYS: Conosciamo qualcuno che disponga di mille navi?
DAARIO: No.
DAENERYS: Nessuno nessuno? Magari qualcuno che è appena stato eletto re dopo aver ucciso il proprio fratello maggiore?
DAARIO: No, proprio nessuno. Sorry.
DAENERYS: Beh, ci penseremo poi, ora scusa ma devo fare una cosa.
DAARIO: ….
DAARIO: ….
KHALASAR: ….
DAARIO: ….
DAARIO: Ok, vado a cercarla.
DROGON: ROOOAR!
DAENERYS: NON CE N’È BISOGNO DAARIO, IO SONO DAENERYS NATA DALLA TEMPESTA DELLA NOBILE CASA TARGARYEN, REGINA DEGLI ANDALI E DEI PRIMI UOMINI, KHALEESI DEL GRANDE MARE D’ERBA, LIBERATRICE DI SCHIAVI E MADRE DI DRAGHI!
DAENERYS: [Cinque minuti di monologo protofemminista che non vuol dire niente con musica climatica in sottofondo anche se la scena è l’apoteosi dell’anticlimatico.]
DAARIO: Invidio fortissimo Jorah l’Andalo in questo momento.