Ed eccoci arrivati al finale di stagione di Game of Thrones. L’epico episodio in cui l’unica cosa oggettivamente da 10/10 è stata il vestito di Cersei.

C’è un aneddoto sul buon vecchio George R.R. Martin che racconta di quando, sul finire degli anni ’80 era impiegato come produttore e sceneggiatore della serie CBS Beauty and the Beast. Gli succedeva spesso, al buon George R.R. Martin, di vedersi respingere i copioni dal network, che lamentava dell’inclusione di troppi personaggi, in numero eccessivo per i costi di produzione di una serie televisiva. Quando poi lo stesso GRRM ha cominciato, pochi anni dopo, la stesura delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, le ha riempite centinaia di personaggi e ricche backstory, in una sorta di reazione ai limiti che gli erano stati imposti dal precedente datore di lavoro. Probabilmente, uno sceneggiatore come George R.R. Martin sapeva, al momento della stesura di AGOT e dei suoi seguiti, che la sua serie sarebbe stata infilmabile per via dei costi di produzione che un programma televisivo con così tanti personaggi avrebbe avuto, e della difficoltà che avrebbe incontrato un qualsiasi showrunner a stare dietro alle storie, adattandole in maniera significativa senza far perdere loro l’impatto e la ricchezza che le contraddistingueva.

Facciamo un salto in avanti nel tempo di una decina d’anni ed ecco che compare la HBO con il suo budget multimilionario, che compra i diritti delle Cronache e mette in cantiere una serie tv. Con tutti quei soldi che la HBO letteralmente tira in faccia a D&D ogni anno, il problema di avere cinque milioni di personaggi nemmeno si pone. Però resta sempre il secondo problema: come li giostriamo, questi cinque milioni di personaggi, soprattutto alla luce del fatto che Giorgino Martin la serie ancora non l’ha finita e non ha intenzione di farlo e siamo rimasti con poco più di un canovaccio degli eventi futuri?

D&D si battono fiduciosi il pugno sul petto. Ghe pensi mi, dicono all’unisono con un sorriso smagliante. E va in onda la sesta stagione di Game of Thrones, che è un successo planetario.

Peccato che faccia anche cagare.

E, se state ancora leggendo questo articolo, immagino ci teniate anche a sapere perché. Sicuri? Non preferireste una retrospettiva su Orange Is the New Black? O perfino su Beautiful? Ho davvero delle profonde riflessioni riguardo il triangolo Liam-Steffy-Wyatt. Oh, beh, contenti voi.

Cominciamo l’ultimo episodio della sesta stagione della peggior miglior serie televisiva attualmente in onda ad Approdo del Re dove, nel tempio di Baelor, si sta tenendo il processo a Loras Tyrell e gran parte della corte è riunita ad assistervi, anche perché, dopo Loras, sarà il turno di Cersei, che dovrà essere processata per incesto e regicidio.

Avevo letto teorie su internet che dicevano che la mossa dell’Alto Passero di vietare i processi tramite duello ordalico fosse tutta una cospirazione ordita dal credo per processare Cersei per un reato (regicidio) e assolverla per un altro (incesto), di modo tale da salvare capra e cavoli: con una Cersei condannata per entrambi, infatti, l’incoronazione di Tommen sarebbe stata dichiarata non valida, e quindi l’Alto Passero avrebbe perso il controllo sul re e la regina. Inoltre, Margaery stava sicuramente tramando qualcosa per rovesciare in segreto i fondamentalisti del credo dei sette, fingendo di essere una devota credente, per manipolare Tommen e usarlo per distruggere l’alto passero al momento più opportuno, in puro stile Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Giusto?

Oh, sweet summer child, questa stagione non ti ha insegnato niente? Queste non sono più Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, questo è Game of Thrones, scritto diretto e plottato da D&D. Quello che vediamo è quello che è. I sotterfugi e gli intrighi non esistono, appartengono al passato. La gente vuole tette e draghi, non pensare.

Dunque, nel gran tempio di Baelor abbiamo Kevan Lannister, il primo cavaliere del re, Mace Tyrell, il Guardiano del Sud, Loras Tyrell, l’erede di Alto Giardino, l’Alto Passero, capo del credo dei Sette e Margaery Tyrell, la regina. Un sacco di personaggi.

Intanto, alla Fortezza Rossa, Cersei sta indossando il già menzionato fighissimo abito che la fa assomigliare a Ian McKellen in Riccardo III e pare non abbia intenzione di presenziare al proprio processo, sapendo che, in ogni caso, l’Alto Passero può condannarla in absentia. E lo stesso Tommen, che pure si sta preparando a raggiungere il tempio di Baelor, viene bloccato da UnGregor Clegane.

A riprova che, uh uh, qualcuno sta tramando qualcosa, Pycelle viene attirato in una palese trappola da un bambino, che è uno degli uccelletti che Qyburn ha ereditato da Varys. E, nello stesso momento, Lancel, mandato dall’Alto Passero a chiamare il re, scorge un bambino sospetto (ad Approdo del Re non ci sono di norma bambini sospetti, tutti i bambini di Approdo del Re sono assolutamente incospicui) e decide di seguirlo nei sotterranei di sarcazzo dove. Così, mentre Pycelle viene pugnalato e ucciso, sarcazzo perché, Lancel viene pugnalato e lasciato a scoprire il deposito di altofuoco, sarcazzo perché. Nel tempio, intanto, Margaery fiuta che qualcosa non va e dà l’allarme all’Alto Passero, che, sarcazzo perché, non le crede e, sarcazzo perché, dà ordine ai militanti del credo di bloccare le uscite e impedire ai presenti la fuga. L’altofuoco viene innescato e l’intero Tempio di Baelor viene distrutto dall’esplosione.

In una situazione seria come questa, Tommen fa ciò che qualunque buon re farebbe al suo posto e si butta giù dalla torre come un personaggio secondario nel terzo atto di una tragedia si Shakespeare.

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Ora, prendiamoci qualche momento per esaminare quello che è successo e come impatta la storia.

Per prima cosa: perché cazzo uccidere Pycelle? Perché succede anche nei libri? Ma brutti mona, nei libri Pycelle viene ucciso da Varys, che è un sostenitore di Aegon, assieme a Kevan Lannister e allo scopo di creare instabilità nel regno per favorire il malcontento dei nobili e della popolazione nei confronti di Cersei che è palesemente pazza da legare e distrutta sul piano dell’onore. Pycelle è un leccapiedi dei Lannister, è sempre stato fedele a Tywin e alla sua famiglia e la sua morte nei libri, assieme a quella di Kevan, era voluta proprio per distruggere parte del potere dei Lannister. Perché invece nella serie Qyburn, che è un uomo di Cersei (cosa che invece nei libri non è detto che sia) uccide Pycelle su ordine di Cersei? Perché era membro del consiglio ristretto? Stronzate. Oltre a essere una banderuola, Pycelle era anche una marionetta nelle mani del Lannister di turno, che avrebbe senza dubbio fatto comodo a Cersei, perché di sicuro non avrebbe avuto le palle di estrometterla dal potere come aveva fatto Kevan. (Questo sempre ammesso che Qyburn non stia effettivamente lavorando contro Cersei, cosa che sembrerebbe logica visto l’illogicità di quanto abbiamo visto in scena, ma che sicuramente non è, perché, ripetete con me: QUEL CHE VEDIAMO È QUEL CHE È.)

La scena con Lancel che insegue il bambino, trova l’altofuoco, viene pugnalato e deve arrancare per cercare di spegnere le candele che fungono da innesco? Perché esiste? Se l’altofuoco era innescato con le candele che senso aveva mandare il bambino ad attirare l’attenzione di Lancel? Che senso aveva usare il bambino in ogni caso? Era un meccanismo a tempo, non bastava aspettare che la candela si consumasse e poi bum?

E, già che ci siamo, perché l’Alto Passero ha attivamente impedito ai presenti di abbandonare il tempio?

Vogliamo lasciare perdere le cose che non hanno un senso? Bene, passiamo alle conseguenze logiche di ciò che è appena successo. Al di là del fatto che la morte di Tommen ha significato l’adempimento delle condizioni di base per l’avverarsi della profezia del Valonqar (beh, lo hanno fatto se ignoriamo il figlio che Cersei ha confessato a Catelyn di aver avuto con Robert e che viene suggerito abbia ucciso con le sue stesse mani perché assomigliava troppo a suo padre), sapete che altro significa? Che Daenerys è legalmente regina di Westeros, senza nemmeno bisogno di muovere il culo da Mereen.

Se infatti partiamo dal presupposto che tutti i Baratheon si sono estinti con la morte di Stannis (ovvero partiamo dal presupposto che Stannis sia effettivamente morto, cosa di cui non sono sicuro al cento percento, perché nonostante il nostro mantra sia QUEL CHE VEDIAMO È QUEL CHE È, in effetti non abbiamo davvero visto Brienne uccidere Stannis, possiamo solo fidarci di quello che lei ha riferito a Davos e Melisandre) e che Robert governava i Sette Regni in virtù di un tecnicismo dinastico, ossia che suo nonno Ormund Baratheon aveva sposato Rhaelle Targaryen, figlia di Aegon V (l’Egg delle novelle di Dunk & Egg) e Betha Blackwood, ciò significa che la corona dei Sette Regni ritorna su su sull’albero genealogico fino ai Targaryen e poi di nuovo giù giù fino all’unica Targaryen ancora in vita, che sarebbe Daenerys.

Congratulazioni, Daenerys, hai ufficialmente vinto il gioco del trono. O meglio, lo avresti vinto, se D&D capissero qualcosa di successione dinastica. Da quando ciccopanzo Martin non guida più loro la mano, infatti, D&D hanno fatto cazzate su cazzate. Mogli che succedono sul trono a mariti, bastardi che ereditano titoli, addirittura concubine regicide del fratello del principe di Dorne che apparentemente governano incontrastate perché il principe in questione era percepito inattivo, salvo poi starsene loro stesse con il pollice in culo per otto episodi. Gli americani, in genere, sanno poche cose. Come funziona la successione dinastica di un titolo nobiliare non è una di queste. Per questo esistiamo noi europei, che abbiamo a che fare con re e regine quando in America ancora combattevano con le clave (ok, non erano gli stessi americani di adesso, ma avete capito il concetto).

La sai una cosa, Tommen? Non hai avuto tutti i torti a dare un nuovo senso al nome King’s Landing.

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Intanto, dopo una scena in cui Sam e Gilly arrivano alla Cittadella, vengono accolti da uno dei bradipi di Zootopia e poi Sam viene mandato da solo in una biblioteca che, lo confesso, è un po’ anche il mio sogno bagnato (scena che ancora non ho capito perché esiste, visto che tutti i plot di rilievo della Cittadella sono stati macellati), a Grande Inverno Jon sta amabilmente facendo conversazione con Melisandre. I due vengono però interrotti da Davos, che costringe la pretessa rossa di R’hllor a confessare quello che ha fatto a Shireen. Davos chiede a Jon di giustiziare Melisandre, ma Jon (che da una parte ha giustiziato Janos Slyn per una minima insubordinazione, ma d’altro canto non è che sia granché interessato agli affari di Casa Baratheon) esilia Melly Sanders e la costringe ad andare a sud.

Quali avventure vedranno impegnata la nostra zelota manipolatrice preferita? Chi incontrerà nel suo viaggio verso sud? Il suo collega Thoros di Myr e il resto della Fratellanza senza vessilli? Oppure andrà a unirsi con colei che il suo capo, ossia Kinvara, ha indicato come la vera Azor Ahai Rinata, Daenerys? Beh, ricordate qualche stagione fa il viaggio di Melisandre dalla Fratellanza per andare a recuperare Gendry? Quando si imbattuta in Arya le ha detto “ci incontreremo ancora”. E, indovinate chi si trova, almeno geograficamente, a sud di Grande Inverno? Arya, di ritorno da Braavos.

Mentre sui bastioni Jon guarda Melly allontanarsi, entra in scena Sansa. Jon senza mezzi termini la dichiara lady di Grande Inverno e sembra sottintendere che quella di Sansa di chiamare in gran segreto l’esercito della Valle di Arryn a unirsi agli uomini del nord nella battaglia dei bastardi sia stata una gran mossa.

Momento momento momento. Una gran mossa cosa? Le azioni di Sansa hanno direttamente causato la morte del legittimo lord di Grande Inverno e Guardiano del Nord Rickon Stark, terzo del suo nome. Se Sansa avesse fatto presente durante la trattativa con Ramsay che, in effetti, erano gli Stark e non i Bolton ad avere l’esercito più grosso, la morte di Rickon e l’intera battaglia, che è costata la vita a letteralmente una montagna di soldati, non ci sarebbero state. L’unica spiegazione plausibile è che Sansa stia agendo secondo un preciso piano per eliminare i suoi fratelli e farsi incoronare regina del Nord. Oh, aspetta, questo avrebbe senso e sarebbe un colpo di scena, non possiamo permettere che una cosa del genere accada in Game of Thrones. QUEL CHE SI VEDE È QUEL CHE È.

Oh, ehi, visto che fino a qui l’episodio sta scorrendo liscio come l’olio e senza rimostranze da parte mia, perché non andiamo in uno dei BEST. POSTI. EVER? Esatto, Dorne. No, non Lancia del Sole, proprio Dorne. Non sapete leggere la mappa durante la sigla?

Olenna, uno dei due soli personaggi femminili decenti in Game of Thrones, a dispetto di quanto giornalisti entusiasti e comunicati stampa vorrebbero farvi credere, si trova in visita da Ellaria e le Serpi, che apparentemente governano incontrastate Dorne perché sarcazzo, e le cazzia dando voce alle obiezioni degli spettatori per il modo decerebrato in cui è stata adattata la vicenda di Dorne. Del resto non mi aspetto niente di meno dalla migliore Bond girl di sempre (chiedete ai vostri genitori). Dato che Olenna indossa il lutto dobbiamo presumere che ciò stia avvenendo almeno un paio di giorni o una settimana dopo gli eventi di Approdo del Re. Tempo durante il quale nessuno ad Approdo del Re si è attivato per fare in modo che LA COSA PIÙ OVVIA IMMAGINABILE ACCADESSE, ovvero un alleanza tra Dorne e i Tyrell per sostenere Daenerys contro chiunque stia governando i Sette Regni in questo momento (cosa non chiara data la situazione, bisognerà aspettare che un gran consiglio dei lord risolva questo intricato problema, giusto?).

Intanto, a Mereen, Daenerys sta pianificando il ritorno a Westeros e comunica a Daario che non può portarselo dietro. Daario che si è azzerbinato tipo Jorah la supplica di portarlo in gita con lei ma Daenerys è ferma nella sua decisione (suggeritale ovviamente da Tyrion): una volta che sarà a Westeros, dovrà stipulare alleanze con i nobili locali, e questo include alleanze di tipo matrimoniale.

Già, ma chi potrebbe sposare Daenerys una volta cominciata la riconquista di Westeros? I Tyrell, i Martell e i Baratheon si sono estinti, Jaime Lannister D&D hanno deciso che, fanculo la caratterizzazione, l’unica donna che ama è Cersei 4ever & ever, senza contare che si tratta di colui che ha ucciso il padre di Dany, Theon non ha il cazzo, come non manca ogni volta di ricordarci Tyrion (salvo poi aversene a male quando qualcuno si azzarda a fare battute sul fatto che è un nano). Robin Arryn ha tipo dodici anni, non che sia un problema. Resterebbe quindi Jon Snow, e sembra proprio che l’endgame di D&D sia far convergere questi due personaggi per farli governare congiuntamente ciò che resta di Westeros dopo la guerra contro gli Estranei.

Alle Torri Gemelle, Walder Frey sta mangiando un pasticcio di carne, cosa che un Frey non dovrebbe fare mai. La ragazza che gliel’ha servito, però, è una faccia nuova. Lord Frey la interroga brevemente e questa confessa che, in realtà, il pasticcio è farcito con la carne di due dei suoi trecentosessanta figli. E poi scopriamo che la ragazza in questione altri non è che Arya, che uccide lord Frey tagliandogli di netto la gola nello stesso modo in cui i Frey hanno ucciso Catelyn.

Sentite, non mi dispiace che Arya sia tornata a Westeros e che metta a frutto i suoi nuovi talenti vendicando la morte di sua madre e suo fratello, ma una cosa del genere non sarebbe mai successa nei libri. Nei libri Walder Frey, probabilmente, schiatterà di vecchiaia, bello al caldo nel suo letto, circondato da figli, nipoti, bisnipoti e bastardi, che poi manderanno tutto a puttane indipendentemente dall’intervento degli Stark o chi altro. Lo so che è anticlimatico, ma così è la vita, e Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, tra draghi, profezie e morti viventi ha sempre prestato un certo occhio di riguardo per il realismo. Game of Thrones, invece, è Tette e Draghi: La serie. Non che ci sia niente di male con le tette e i draghi (assieme alla pizza e al credito illimitato su Amazon sono due delle mie cose preferite), ma l’avere uno Stark che si vendica in maniera così plateale di un torto subito è uno spostamento tonale che dice ok, del realismo non ci interessa più granché.

A Grande Inverno, intanto, Sansa incontra Ditocorto nel bosco degli dei e Ditocorto, che non riesce a non essere creepy nemmeno volendo, lo batte a Sansa dimenticando il piccolo dettaglio che lei è la legittima lady di Grande Inverno e Guardiana del Nord, mentre lui è a malapena il lord di Harrenhall. Ah, e anche che Sansa è già sposata con Tyrion, cosa che tutti pare abbiano convenientemente riposto nel dimenticatoio insieme a Gendry e la sua barchetta.

In seguito Ditocorto insiste nel mettere zizzania tra Sansa e Jon, il che mi lascia immaginare che Jon presto si rimangerà ciò che ha detto sui bastioni di Grande Inverno poco prima, ossia che Sansa è la legittima signora del Nord (perché lo è, sulla base di ogni legge degli dei e degli uomini).

Poco più a nord, Benjen ha portato sani e salvi Bran e Mera in prossimità della Barriera e annuncia che dovrà lasciarli proseguire da soli perché apparentemente la Barriera protegge i Sette Regni anche grazie alla magia che impedisce ai morti viventi (come Benjen e gli Estranei) di oltrepassarla. Piccolo dettaglio, Bran è stato marchiato dal Re della Notte e questo marchio gli ha permesso di oltrepassare la magia a protezione del rifugio del Corvo e dei figli della foresta, il che significa che la prossima stagione la Barriera viene giù baby.

A prescindere da questo, Bran si collega al network degli alberi diga e torna alla visione della Torre della Gioia. Dove vediamo il giovane Ned Stark raggiungere la sorella in un letto di sangue. Lyanna sta morendo e chiede a Ned di proteggere qualcuno, perché se Robert dovesse scoprire qualcosa al riguardo lo ucciderebbe. E poi sentiamo piangere un bambino. Considerato che Robert ce l’aveva a morte con i Targaryen e che il cambio di scena è passato dalla faccia del neonato a quella di Jon, possiamo ufficialmente confermare quello che tutti già sapevano, ossia R+L=J, Jon è il figlio di Rhaegar Targaryen e Lyanna Stark. Questo cambia qualcosa a livello dinastico? No, Jon è sempre un bastardo. Però non è un figlio di Ned Stark, e inoltre il suo sangue Targaryen potrebbe permettergli di cavalcare un drago (dragalcare?).

A Grande Inverno compare Lord Manderly durante l’adunata dei lord chiamati a giurare fedeltà agli Stark dopo la caduta dei Bolton, e a schierarsi e combattere contro gli Estranei in previsione di un’invasione. Ebbene sì, i Manderly non hanno ricordato, e questo di per sé è sconvolgente. L’imprescindibile Lyanna Mormont (il secondo dei due personaggi femminili della serie tv degni di nota) striglia i nobili restii a combattere e si dichiara per il re del Nord. Il re, non la regina, badate bene. Uno a uno tutti i nobili seguono il suo esempio e Jon Snow viene acclamato re del Nord, lasciando Sansa con le pive nel sacco.

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Che ci sia una guerra civile tra Jon e Sansa alle porte?

Intanto, lasciate le terre dei fiumi, Jaime arriva ad Approdo del Re e scopre il casino che ha combinato Cersei perché i corvi messaggeri apparentemente non esistono e Jaime è sempre l’ultimo a sapere le cose. Una volta alla Fortezza Rossa arriva giusto in tempo per assistere all’incoronazione di Cersei a regina dei Sette Regni.

E qui mi gira il cazzo.

Sulla base di cosa Cersei, che non ha un fottuto straccio di pretesa sul trono, viene incoronata regina? È perché tutti la temono? Stronzate, metà del reame è alleato contro di lei e l’altra metà vuole l’indipendenza. L’hanno nominata regina perché il legittimo erede al trono era Daenerys e nessuno voleva dare la corona a una Targaryen con manie di grandezza (mentre una Lannister con manie di grandezza è ok)? Doppie stronzate. Non fosse altro perché è già capitato due volte nella storia dei Sette Regni che vi fosse incertezza su quali regali chiappette far accomodare sul Trono di Spade.

Nel 101, quando l’erede di re Jaehaerys I, il principe Aemon, morì in battaglia contro i pirati di Myr e Jaehaerys nominò erede il suo figlio secondogenito Baelon anziché la figlia di Aemon, la principessa Rhaenys. Quando poi anche Baelon morì, invece di lasciar scegliere il nuovo successore a Jaehaerys fu convocato ad Harrenhall il primo gran consiglio, simile all’acclamazione di re in uso presso gli uomini di ferro, in cui i nobili dei Sette Regni scelsero come successore il principe Viserys, figlio di Baelon, stabilendo il precedente che, nella successione al Trono di Spade, la linea maschile aveva la precedenza su quello femminile.

Nel 233 il già menzionato Aegon V, detto Egg, venne nominato re dopo un secondo gran consiglio che doveva scegliere l’erede di Maekar I, morto in battaglia contro un lord ribelle dorniano. La ragione del consiglio era che i due figli maggiori di Maekar erano morti improvvisamente (uno dei due, Aerion il Principe Splendente, bevendo un’ampolla di altofuoco, convinto che ciò l’avrebbe trasformato in un drago) lasciando però un figlio ciascuno: il principe Daeron una ragazza ritardata di nome Vaella e il principe Aerion un maschio di nome Maegor. Il gran consiglio dei nobili, indetto da Corvo di Sangue (che poi sarebbe il personaggio che conosciamo con il nome di Corvo a tre occhi) per evitare una seconda Danza dei Draghi, scartò Vaella per via del ritardo mentale e Maegor perché al momento dell’elezione aveva solo un anno, e chiese ad Aemon Targaryen di rompere i suoi voti da maestro per prendere il trono. Aemon rifiutò e si arruolò nei Guardiani della Notte per evitare di essere usato come strumento politico dai nobili di Westeros, e al consiglio non rimase altra scelta che nominare re Aegon, che da lì in poi sarebbe stato soprannominato Aegon l’Improbabile.

Per cui ci sono i precedenti, è la prassi che quando l’erede al trono non sia chiaro si convochi un gran consiglio dei lord di Westeros, non che si incoroni il primo che passa per strada.

E voi mi direte, sì, vabbè, ma si fa così in Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, non in Tette & Draghi: La Serie. Però no, avreste torto. Perché convocare un gran consiglio per decidere il fato del regno era proprio il piano di Ned Stark alla morte di Bobby B, una volta scoperto che Joffrey, Myrcella e Tommen erano figli illegittimi. Quindi nemmeno Tette & Draghi: La Serie ha una scusa valida. Che Cersei Lannister, prima del suo nome sia regina dei Sette Regni non ha un cazzo di senso logico.

Ma della logica non ci importa più niente, giusto? Perché il Game of Thrones che conoscevamo e amavamo non esiste più, ormai. La complessità degli intrighi politici è stata sostituita dall’ovvietà del quel che si vede è quel ch è. Non ci saranno più sofisticati complotti e colpi di scena, le trame diventeranno estremamente prevedibili, più di quanto già non lo siano, e l’elemento fantastico, fino a questo momento centellinato, prenderà sempre più piede, fino a dominare del tutto la serie.

Per l’appunto, Game of Thrones non è più una serie basata su Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin, è Tette & Draghi: La Serie. E io, sinceramente, ne ho le palle piene.

Per cui c’è una sola cosa sensata che posso fare.

Aspettare l’anno prossimo, vedere cosa ci riserverà la serie in futuro, e commentarlo nei recap il giorno dopo, per la prossima stagione e per tutte le stagioni a venire.