Continuiamo la nostra cavalcata infinita nei meandri della serie Cosmo Oro con il terzo volume (di, lo ricordo, duecentodue), ossia Stelle Come polvere scritto da un giovane scrittore di belle speranze di nome Isaac Asimov.

Noto in Italia anche come Il tiranno dei mondi, Stelle come polvere (titolo originale The Stars Like Dust) è stato pubblicato nel 1951 e fa parte del ciclo dell’impero galattico e anche del grande universo della Fondazione, e si colloca, in ordine di cronologia interna, prima di Le correnti dello spazio e dopo Paria dei cieli (tutti romanzi che, mannaggia, non compaiono all’interno della Cosmo Oro e mi toccherà leggere a parte).

La storia trae ispirazione dalla dominazione del khanato dell’Orda d’Oro sui principati russi ma, ovviamente, trasportata in un contesto spaziale e fantascientifico, e Asimov se ne serve per fare un discorso su quale sia la migliore forma di governo possibile (spoiler alert: è la democrazia). In ogni caso, sono orientato a non considerare Stelle come polvere un romanzo politico, anche se le trame politiche sono il motore della storia, perché il messaggio che esso veicola (democrazia=bene, dittatura=male) è talmente scontato che è chiaro che Asimov non intendesse fare della sua storia una parabola politica.

Il romanzo si apre con il nostro protagonista, il giovane Biron Farrill, che in una sequenza efficace e ricca di suspense riesce a sfuggire a un tentativo di omicidio con una bomba a radiazioni mentre si trova nella sua stanza all’interno del dormitorio dell’Università della Terra, dove è in procinto di laurearsi. Biron apprende in seguito che suo padre, il governatore del pianeta Widemos, nei Regni Nebulari, è stato arrestato e forse condannato a morte dai Tyrannici, che dominano sui Regni Nebulari. Biron, invischiato in una cospirazione più grande di lui, si dirige quindi su Rhodia, il più ricco e sviluppato dei pianeti conquistati dai Tyrannici, e lì apprende che esiste un pianeta misterioso dove, da anni, una forza di ribelli sta organizzando una rivoluzione contro i dominatori. Assieme alla figlia e allo zio del governatore di Rhodia, Biron si mette quindi alla ricerca del “Mondo della Rivolta”, mentre la morsa dei Tyrannici si fa sempre più stretta intorno a loro.

Stelle come polvere è la vostra space opera anni Cinquanta di fiducia. Abbiamo azione, suspense, e la costante sensazione di essere, come Biron, in pericolo, in più abbiamo anche intrighi galattici e una serie di personaggi impegnati a complottare tutti contro tutti.

A onor del vero, per essere un libro scritto quasi settanta anni fa, è invecchiato meglio di certi suoi coetanei, ma sono comunque presenti alcune stonature. Il ritmo narrativo, ad esempio, è incostante: nonostante parta bello sostenuto, subisce un rallentamento nella parte centrale della storia, per poi procedere, verso il finale, in un modo che ho personalmente trovato troppo affrettato.

I personaggi tendono a essere archetipi con personalità poco definite, e ho trovato in particolare irritante, frettolosa, mal scritta e campata per aria la storia d’amore tra Biron e Artemisia che, ti prego, si conoscono da letteralmente tre giorni e già si dichiarano amore eterno, datevi una calmata non siamo in un film Disney.

Non mi addentrerò nei dettagli perché non voglio spoilerare troppo, ma l’ultima rivelazione, quella che chiude il libro rispondendo a una delle domande (minori) sollevate all’inizio della storia, mi ha lasciato un retrogusto smielato in bocca di cui avrei fatto volentieri a meno.

Ma si tratta soltanto di spaccare il capello, perché, in effetti, Stelle come polvere è un buon romanzo – vecchiotto, sì, ma anche invecchiato con una certa grazia – che fornisce una buona dose di veloce intrattenimento e mi ha dato in più punti una certa vibrazione alla Star Wars.

Incontreremo di nuovo Isaac Asimov nel corso della maratona Cosmo Oro nel volume numero 16 e nell’84, anche se si tratta, in entrambi i casi, di antologie di racconti. Non che mi dispiaccia, dato che i racconti di Asimov spaccano (presente L’ultima domanda e Notturno?), ma devo ammettere che ci sono rimasto un po’ male, leggendo la lista dei volumi Cosmo Oro, nel constatare che la qui presente sarebbe stata l’unica incursione nell’universo della Fondazione.