Vi ricordate quel fallimentare programma di Rai 3 che si chiamava Masterpiece? Quello in cui una serie di scrittori dall’eleveta casoumanità competeva per vedere pubblicato il proprio romanzo? Quello in cui uno dei giudici decretò che il fantasy è un genere che deve essere relegato alla narrativa per l’infanzia in quanto non adatto a un pubblico di adulti?

Già ai tempi definivo desolante questa una concezione della cultura per cui la vera Arte (con la A rigorosamente in maiuscolo) è seria, solenne, tragica e radicata nel reale, avulsa da qualsiasi forma di escapismo o intrattenimento.

Ovviamente, quasi tre anni dopo, le cose non sono cambiate di molto. Masterpiece potrà anche essere morto e sepolto, ma la spocchia dell’editoria italiana nei confronti di tutti i generi che non sono Alta Letteratura è più viva e in salute che mai. Caso in questione, questo post di Frassinelli su Facebook.

Ora, io possiedo una copia di Storie della tua vita di Ted Chiang, nella vecchia edizione di Stampa Alternativa & Graffiti – e indovinate un po’ in che sezione della libreria sono andato a raccattarla?

Esatto.

Guarda un po’, Ted Chiang, vincitore di quattro premi Hugo, quattro premi Nebula, quattro premi Locus e un John W. Campbell Award, è proprio uno scrittore di fantascienza. E, per la cronaca, il racconto menzionato nel post (Story of Your Life, da cui è tratto il fiilm di Villeneuve e che, incidentalmente, è anche uno dei migliori racconti di fantascienza mai scritti) è stato pubblicato per la prima volta in un’antologia, Starlight 2 del 1998, che raccoglie, appunto, racconti di fantascienza.

Posto che, d’accordo, Ted Chiang scrive una fantascienza che ha sì un gusto molto letterario ma fa anche chiaramente parte della speculative fiction, e soprattutto che dall’anno scorso la Frassinelli si è rinnovata, orientandosi alla pubblicazione di narrativa letteraria, non si tratta però solo di un futile esercizio in alienazione di potenziali acquirenti?

Voglio dire, il post in questione incorpora il teaser trailer di Arrival (qui il trailer internazionale, con più scene succose), che è chiaramente un film di fantascienza. Anche se la citazione a inizio post ci assicura che, oh, Ted Chiang mica è uno di quei perdenti col jetpack che scrivono storielle per bambini, le immagini raccontano una storia un po’ diversa, no?

E poi, la citazione in questione, che ho trovato in lingua originale sull’edizione Macmillan di Stories of Your Life and Others, che dice:

He puts the science back in science fiction—brilliantly.

Cosa che, scusate, non solo non ha il significato che le attribuisce Frassinelli, ma è anche un gran bel proposito, dato che l’hard science fiction è un genere che gli editori (murikani) amano ma che gli scrittori e i lettori producono e consumano relativamente poco.

È la plausibilità della storia e l’attenzione scientifica al dettaglio che rendono Storie della tua vita un grande racconto. Un grande racconto fantascientifico. E non vedo, in tutta onestà, che vantaggio abbia la Frassinelli a rimuovere la fantascienza da un’antologia di fantascienza letteraria. Perché, onestamente, non ho letto per intero (per ora) l’antologia di Chiang – ma da quello che ho letto non mi ci è voluto molto per capire che i racconti in Storie della tua vita sono perfettamente in linea con il piano editoriale di una casa editrice che propone narrativa letteraria.

Non c’è assolutamente nessun bisogno di minimizzare un intero genere letterario per dire che Ted Chiang non scrive di astronavi e pistole laser ma di temi impegnati e intimi basandosi con accuratezza sulla scienza reale.

Questo a meno di non voler essere il Masterpiece degli editori italiani. E voi non volete una cosa del genere, vero Frassinelli?

UPDATE: Leggo che Fantascienza.com ha riportato la risposta di Frassinelli:

Purtroppo a causa del periodo di vacanza ci era sfuggita la discussione. Rispondiamo ora. Ci scusiamo per la traduzione in effetti non del tutto corretta della frase di Booklist, ma è sufficiente leggere tutti i post che abbiamo già dedicato a #TedChiang (anche quelli successivi a questo) per notare come da parte nostra non esista la minima intenzione di sminuire il genere “fantascienza”. Anzi. Non avremmo deciso di ripubblicare questo libro, e di farlo ritradurre (così rispondiamo a tutti). Sottolineiamo comunque che “letteratura”, per noi, è una dimensione che include il genere (che sia la fantascienza, o il poliziesco, o il romanzo storico) e lo valorizza, senza per nulla cancellarlo né sminuirlo. Questo era il senso della frase. Grazie comunque a tutti per l’attenzione e le critiche, sono sempre utili.