Con il megaevento Rebirth di questo maggio, la DC ha rilanciato tutte o quasi le sue serie scegliendo di focalizzarsi su quelli che, nel bene o nel male, sono i suoi punti di forza: supereroi iconici e grandi storie scritte da grandi autori. Che il risultato di questo rilancio sia stato più che positivo non lo dico io ma il pubblico e la critica. Negli ultimi mesi, infatti, la DC ha completamente annichilito nelle classifiche dei fumetti più venduti il suo competitor principale, la Marvel, la quale è riuscita a piazzare solo il suo megaevento estivo Civil War II (parecchio deludente, per alto). E questo è qualcosa di notevole perché, di solito, accadeva l’esatto opposto, con la Marvel che dominava le classifiche e la DC che riusciva a piazzare, quando andava bene, un Batman o una Justice League (talvolta un’Harley Quinn) nella top 10.

E, a proposito di Top 10, visto che di carne al fuoco la DC ne ha messa tanta, e che a recensire tutto quanto ci impiegherei troppo tempo, ho pensato di stilare una lista (lo sapete che io amo le liste) delle mie dieci serie DC post-Rebirth preferite. Si parla di serie regolari, per cui per quanto io stia amando Sixpack & Dogwelder di Garth Ennis e Midnighter and Apollo di Orlando, le miniserie sono escluse dalla lista.

5379261-01-variant10. All-Star Batman

Testi di Scott Snyder
Disegni di John Romita Jr. e Declan Shalvey

Dopo aver scritto 52 numeri di Batman (cinquanta dei quali disegnati da Greg Capullo) e aver scritto storie che già sono diventate iconiche nel canone dell’uomo pipistrello (la Corte dei Gufi, per dirne una) Snyder ha passato il timone della serie a Tom King e poi, dato il suo stato di sceneggiatore-rockstar, si è fatto dare una serie tutta sua. All-Star Batman è un po’ il giocattolo di Snyder, quindi. Una grande storia (che al momento in cui sto scrivendo è solo all’inizio, ma che promette assai bene) che vede come protagonisti non tanto i membri della bat-family ma lo sconfinato cast di nemici, tra cui, a farla da padrone, è un redivivo Harvey Dent, alias Due Facce.

5265994-01-variant9. Green Lanterns

Testi di Sam Humphries
Disegni di Robson Rocha e Ardian Syaf

Prima di prendere in mano Green Lanterns a Sam Humpries non avrei dato nemmeno un soldo bucato. Tutto quello che ha scritto, e che io ho letto, fino a Green Lanterns è stato mediocre tendente al terribile. Tipo gli Ultimates dopo l’addio di Hickman, o Star-Lord, o Weirdworld (salvato solo grazie ai disegni di Michael Del Mundo). Letto Green Lanterns, mi sono convinto che gli editor della DC siano i miglior nel loro campo. Protagonisti della storia sono le due nuove Lanterne Verdi incaricate di proteggere il settore terrestre, Simon Baz e Jessica Cruz. Piccolo problema: sono quasi del tutto inesperti. Jessica non sa nemmeno creare costrutti con la forza di volontà. E quando il loro primo incarico consiste nell’impedire l’invasione della Terra da parte delle Lanterne Rosse (il tutto mentre Hal Jordan e le altre Lanterne sono su Oa a combattere Sinestro, e quindi impossibilitati ad aiutarli) la posta in gioco si fa davvero alta. Green Lanterns riesce a unire gli elementi classici delle Lanterne Verdi innovandoli quel tanto che basta per renderli interessanti, il tutto unito a una certa leggerezza e humour che fanno di questa serie una delle mie personali sorprese della DC post-Rebirth.

5379296-01-variant8. Red Hood and the Outlaws

Testi di Scott Lobdell
Disegni di Dexter Soy

Scott Lobdell o lo si odia o lo si ama, è raro che ci siano vie di mezzo. Famoso per la peggiore run dei Teen Titans di sempre (che nemmeno la meraviglia che sono i disegni di Kenneth Rocafort è riuscita a salvare), Lobdell ha anche messo le mani su Jason Todd sin dai tempi del New 52, quando ha cominciato a scrivere Red Hood and the Outlaws, che si è poi evoluto in Red Hood/Arsenal (quando Starfire, terzo elemento del trio, se n’è andata per affari propri), e infine è tornato a essere Red Hood and the Outlaws dopo Rebirth. La particolarità di questa serie è che, sì, Lobdell usa ancora cinquecento parole per esprimere un concetto da dieci, ma per lo meno è innegabilmente una serie divertente. Ora che Jason Todd è stato abbandonato sia da Starfire sia da Arsenal, è arrivato il momento di riformare un nuovo superteam, che questa volta è una sorta variazione sul tema della Trinità DC (Superman, Batman, Wonder Woman) in quanto è composto dal già menzionato Red Hood a fare le veci di Batman, l’amazzone Artemis a rappresentare Wonder Woman, e Bizarro che prende il posto di Superman. La serie è ancora agli inizi, ma ora come ora la trovo decisamente godibile e divertente – segno che Lobdell è nel suo elemento, o forse che gli editor stanno facendo per bene il loro lavoro.

5265989-017. Batman

Testi di Tom King
Disegni di Tom Finch e Mikel Janin

Batman è da sempre la colonna portante della DC, e Tom King negli ultimi anni si è ben guadagnato il titolo di sceneggiatore-rivelazione del fumetto americano. Sebbene il suo Batman non sia perfetto come The Vision (una perfezione che solo l’intervento della Marvel, per costringere King ad alterare leggermente il finale in un modo che non vi dico per non spoilerare, è riuscita in parte a scalfire) o intenso come The Omega Men, o toccante come The Sheriff of Babylon. Si tratta comunque di un fumetto eccellente, capace non solo di toccare tutti quei temi cari alla narrativa del Cavaliere Oscuro, ma anche di andare a ripescare personaggi semidimenticati (Kite-Man!) e concedersi anche quel momento di umorismo che, perfino in Batman, non guasta mai.

5318627-016. New Super-Man

Testi di Gene Luen Yang
Disegni di Victor Bogdanovich

New Super-Man è un personaggio completamente nuovo, un teenager cinese di nome Kenan Kong. Entrato in possesso di una parte dei poteri di Superman, conseguenza di quanto accaduto in The Final Days of Superman, Kenan viene reclutato a fare parte della Justice League of China, che è esattamente quello che sembra: un team di superumani che altro non sono che l’imitazione degli originali americani. Che già di per sé è un pitch che lascia intendere storie ad alto tasso di caciaronaggine e divertimento. In più Kenan Kong è esattamente l’opposto del giovane Clark Kent. Anziché essere un adolescente tutto casa e famiglia, educato ai buoni valori dell’America rurale, Kenan è un bulletto di periferia, che non si fa remore a utilizzare i suoi poteri per il proprio tornaconto personale. Kenan è un’adorabile merdina, e le sue avventure ad alto tasso di azione e intrattenimento sono una boccata d’aria fresca nel panorama, quello di Rebirth, che a tutti gli effetti per il momento sembra intenzionato a concentrarsi sugli eroi “di base” con spazio ridotto per le novità.

5264013-015. Green Arrow

Testi di Ben Percy
Disegni di Otto Schmidt e Juan Ferreya

La storia di Green Arrow nel New 52 è stata alquanto strana. Separato forzatamente da Black Canary per volere dei capoccia DC, la serie è stata inizialmente affidata a degli sceneggiatori non propriamente ispirati. C’è stato poi un momento di ribalta quando la serie è passata tra le mani di Jeff Lemire e Andrea Sorrentino. Intanto, sulla CW, andava in onda Arrow con un successo che, alla fine, ha contagiato anche il fumetto, che ha introdotto il personaggio di Andrew Diggle. A sostituire Lemire e Sorrentino è arrivato Andrew Kreisberg, che era uno degli executive producer di Arrow. E lì è cominciata la seconda parabola discendente, perché Kreisberg ha deciso di fare del fumetto la versione disegnata del telefilm. Infine, il timone è passato a Ben Percy, che ha scritto un arco a tinte horror (Percy è uno scrittore di narrativa horror) tutto sommato ben riuscito ma non catartico. Così quando ho visto che la nuova serie era stata affidata ancora a lui, mi sono trovato a essere un po’ scettico al riguardo. E, cavoli, se mi sbagliavo. Percy ha preso il meglio del Green Arrow del New 52, gli ha dato una voce coerente col personaggio, e ci ha infine aggiunto Black Canary. Ricetta sorprendentemente ben riuscita, tanto che da più parti ho sentito definire questa la run migliore di Green Arrow da parecchio tempo. Ciliegina sulla torta, i disegni, particolarmente quelli di Schmidt, unici nel tratto e suggestivi nella colorazione.

5253681-9344. Detective Comics

Testi di James Tynion IV
Disegni di Eddy Barrows e Alvaro Martinez

Tynion è uno di quegli sceneggiatori che definisco adeguati. Né eccelso, né terribile, in grado di fare un buon lavoro, ma di rado memorabile. Con Detective Comics, però, mi sono dovuto ricredere. Tynion ha stoffa. La mossa vincente è quella di aver fatto del titolo, che dal 1939 ospita le avventure di Batman, una serie corale dedicata non più soltanto all’Uomo Pipistrello, ma a una buona fetta della bat-family. Detective Comics è diventato un team book: per gestire la situazione di Gotham Batman ha deciso di unire le forze con Batwoman e formare una squadra di giovani vigilanti (e un ex supercattivo in via di redenzione) e sovrintendere al loro addestramento. La squadra è composta da Red Robin (Tim Drake), Spoiler (Stephanie Brown), Orphan (Cassandra Cain) e Basil Karlo alias Clayface. Onestamente ho trovato impossibile non amare questa serie perché, paradossalmente, le dinamiche di un gruppo così eterogeneo funzionano che è una meraviglia. Batwoman, in particolare, ne esce rinvigorita, tanto che la DC ha già annunciato che tornerà a essere protagonista di una serie tutta sua tra qualche mese. In più, Detective Comics ci ha dato il primo grande colpo di scena di Rebirth (se escludiamo tutti quelli visti nello speciale scritto da Geoff Johns), che è importante non solo in sé stesso, ma anche per la grande trama orizzontale del megaevento.

5266004-013. Superman

Testi di Peter J. Tomasi e Patrick Gleason
Disegni di Patrick Gleason e Doug Mahnke

Fa quasi strano quanto mi sta piacendo Superman di Tomasi e Gleason. Va precisato che questo non è il Superman (Nembo Kid per gli autarchici) del New 52, questo è il Superman dell’universo pre-Flashpoint, quello di Superman: Lois & Clark. Il Superman iconico, positivo, il padre di famiglia. Se all’inizio ho trovato questa sostituzione un po’ sgraziata (il “nuovo” Superman è stato archiviato senza troppe cerimonie) mi ci è voluto poco per accettarla. Paradossalmente gli aspetti positivi incarnati da Superman funzionano al meglio quando lo vediamo in versione padre di famiglia. Dato che il New 52 è stato inamovibile nella sua decisione di togliere di scena Ma’ e Pa’ Kent, il “nuovo” Superman è stato privato di quell’aspetto famigliare e umanizzante di cui disperatamente necessitava. In più la serie riguarda tanto Superman quanto il piccolo Jon Kent, che ha sviluppato parte dei poteri del padre kryptoniano, e Jon è assolutamente fantastico (e la serie che lo vedrà andare all’avventura insieme a Damian Wayne, Super Sons, è letteralmente la mia serie hype del momento).

5398333-012. Deathstroke

Testi di Christopher Priest
Disegni di Carlo Pagulyan, Igor Vitorino e Felipe Watanabe

Gente, ma quanto è su un altro livello Christopher Priest? Ogni volta che leggo qualcosa di suo è una figata pazzesca e Deathstroke non fa eccezione. Emigrato dalla Marvel alla DC perché si era stufato di vedersi sempre offrire serie con protagonisti di colore (a nessuno piace essere ghettizzato, del resto), Priest affronta il mercenario più temibile del mondo in una maniera molto simile a come aveva fatto con Black Panther, sul finire degli anni Novanta. Dalla narrazione fratturata, un vero e proprio puzzle che non segue l’ordine cronologico degli eventi, alla puntuale analisi psicologica, eseguita offrendo una nuova rilettura del passato di Slade Wilson e della sua famiglia, Christopher Priest è riuscito a prendere in mano un personaggio tutto sommato banale (e parecchio figlio dell’era EXXXTREME del fumetto americano) e a costruirci intorno qualcosa di speciale e unico.

5280070-01-variant1. Aquaman

Testi di Dan Abnett
Disegni di Brad Walker, Jesus Merino e Phil Briones

E al primo posto abbiamo il più bistrattato personaggio DC, il membro della Justice League che non è il preferito di nessuno. Aquaman. Perché? Beh, perché Dan Abnett è riuscito sia a trovare una buona storia, in cui Atlantide e la politica atlantidea sono al centro, ma lo è anche la doppia identità di Aquaman di umano e atlantideo. Qualcosa di cui ho già parlato nella recensione del primo arco narrativo della serie, The Drowning. In più dalla serie emerge una Mera che mai è stata così fantastica e ben scritta (seriamente, DC, a quando una Justice League tutta al femminile con Wonder Woman, Batwoman, Mera e Starfire?).

La gran parte dei fumetti qui menzionati li troverete in edicola e fumetteria a partire da gennaio, quando la Rinascita DC arriverà anche in Italia.