E con Fine turno ci siamo lasciati alle spalle la trilogia thriller-horror di Bill Hodges e possiamo riprendere a sperare tutti insieme appassionatamente che il prossimo libro di Stephen King sia uno di quei colpacci di genio che gli capitano ogni cinque-sei anni.

Ma, intanto, Fine turno.

Abbiamo conosciuto Bill Hodges in occasione di Mr. Mercedes, quando era stato costretto a forza a scuotersi dalla depressione del pensionamento e vestire nuovamente i panni dell’investigatore perché il misterioso killer della Mercedes, l’assassino che tempo prima gli era sfuggito, si è messo in contatto con lui via internet. Alla fine, Bill e i suoi compagni trovano il killer, Brady Hartsfield, giusto in tempo per impedirgli di commettere una nuova strage.

Poi ci sono gli eventi di Chi perde paga, che a mio avviso sono noiosetti e poco incisivi, e perfettamente skippabili. Tranne per un dettaglio: nell’ospedale in cui Brady Hartsfield è ricoverato dopo che Bill Hodges lo ha ridotto a un vegetale, cominciano a succedere cose strane. Niente di enorme, piccoli oggetti che cadono a terra in maniera inspiegabile e così via, ma il tutto sembra lasciar intendere che il killer della Mercedes non sia ancora del tutto fuori gioco.

Il che ci porta a Fine turno, ovvero: Brady Hartsfield non è per niente fuori gioco. Qualcosa è successo al famigerato assassino della Mercedes durante i suoi anni all’ospedale. La sua mente non solo è cosciente, ma ha anche acquisito poteri soprannaturali, che lo renderanno, per Bill Hodges e compagnia, un nemico ancora più temibile.

Fine turno è un libro un po’ più “alla Stephen King” rispetto ai due che l’hanno preceduto. Nel senso che non si tratta più di un banale e generico thriller che scimmiotta un episodio di Criminal Minds o di qualche altro procedurale murikano che guarda vostra mamma su Rai Due salvo addormentarsi al trentaduesimo minuto. Fine turno è più un banale e generico thriller che scimmiotta un episodio di Criminal Minds o di qualche altro procedurale murikano che guarda vostra mamma su Rai Due salvo addormentarsi al trentaduesimo minuto con però quella spolveratina di horror che ti fa dire “ehi, questa è una storia scritta da Stephen King!”.

Il problema, con Stephen King, è che scrive una media di un romanzo all’anno, spaziando in genere e qualità, e quindi dire “questa è una storia di Stephen King” può voler dire tutto e può voler dire niente. Stephen King scrive horror, fantasy epico, fantasy urbano, fantascienza, narrativa non di genere, e perfino thriller (non pensate a questa trilogia o a Colorado Kid come esempi di thriller kinghiani, leggetevi piuttosto Misery). Con una carriera lunga quasi cinquant’anni e una mole di libri scritti a testimoniarla, può capitare che qualche ciofeca ci sia scappata. Per cui la questione è che, sì, Fine turno suona come un romanzo di Stephen King, con il cavillo che non tutti i libri di Stephen King sono capolavori, e Fine Turno rientra piuttosto nella categoria “libri di Stephen King che comincia a dimenticare nell’istante stesso in cui volti l’ultima pagina”.

Non mi è piaciuta la trilogia di Bill Hodges. Penso sia chiaro se avete letto le precedenti recensioni. A mio avviso è stata uno spreco di tre anni in cui avrrei potuto leggere qualcosa di vermente bello scritto da King, ma tant’è. Lui, in ogni caso, ci ha ricavato la vendita dei diritti per la televisione.

In Fine turno c’è qualche guizzo interessante, qualche buona trovata, e una sensazione di ineluttabilità nel finale (sensazione che, mi intristisce dirlo, accomuna molti romanzi di King nell’ultimo periodo, come se si fosse accorto che non è più giovanissimo e stia cercando di fare i conti con la propria mortalità), che però non riesce a renderlo un libro memorabile o che si elevi dalla soglia della sufficienza.

Personalmente, sconsiglierei la lettura dell’intera trilogia (a meno che non siate dei Fedeli Lettori e abbiate una buona dose di sopportazione per le mancanze di zio Stephen) ma se avete cominciato la lettura di Mr. Mercedes e Chi perde paga vi ha lasciato l’amaro in bocca, leggete anche Fine turno così da mitigare un pochino la delusione.

Con Bill Hodges e Brady Hartsfield definitivamente archiviati, il nuovo progetto di Stephen King è una collaborazione col figlio Owen che si intitola Sleeping Beauties, prevista per l’ottobre 2017, che viene definita una storia di suspense soprannaturale e parte da un interrogativo: che cosa succederebbe se tutte le donne abbandonassero il mondo?

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