Ok, questa non è più una rubrica a cadenza settimanale, per questioni di tempo e impegni, ma questo non significa che, di tanto in tanto, non possa aggiornarvi sui nuovi acquisti libreschi.

Beh visto che ho lasciato passare un po’ di tempo dall’ultima volta abbiamo addirittura nove libri che vanno ad aggiungersi allo scaffale della vergogna che sempre osserva e sempre giudica e, mi dispiace un po’ dirlo, nessuno di questi è di un giovine autore in via di affermazione o pubblicato da una piccola ma tenace casa editrice indipendente. Abbiamo invece otto romanzi di cinque autori famosissimi (uno dei quali pure morto qualche anno fa). Vediamo quali.

Il primo, in ordine cronologico di acquisto, è Paradise Sky di Joe R. Lansdale.

Probabilmente sapete che Joe R. Lansdale mi piace parecchio per via della prosa rapida e mai noiosa e dell’intrinseca vena di follia che percorre tutte le sue storie. Ecco, qui Joe R. Lansdale è alle prese con un western. E, per quanto mi riguarda, dopo aver passato un anno e mezzo a leggere le morigerate e benpensanti avventure di Tex Willer, un western scritto da Joe R. Lansdale si presenta come un toccasana per la mia sanità mentale.

32503972Deadwood, territorio del South Dakota. Il posto perfetto per reiventarsi una vita. Soprattutto se, come Nat Love, hai alle calcagna un marito in cerca di vendetta e una mira eccezionale. Ma nell’America di fine Ottocento, se sei nero come Nat, gli errori del passato non smettono mai di darti la caccia come segugi assetati di sangue. Tra duelli e sparatorie, cowboy e indiani, Mark Twain e Cormac McCarthy, Paradise Sky è un divertente omaggio al genere e il racconto, in chiaroscuro, di un personaggio eccezionale, capace di incarnare il vero spirito dell’America.

Willie è solo un ragazzo, ma è già costretto a lasciarsi tutto alle spalle per sfuggire al proprietario terriero che ha assassinato suo padre. Incontrare Loving gli salva, letteralmente, la vita. L’uomo lo inizia alle sottili arti dello sparare, del cavalcare, del leggere e del giardinaggio. Quando muore, Willie eredita da lui il suo nuovo nome: Nat Love. Soldato e pistolero, Nat sembra destinato alla gloria. Ha tutto quello che un uomo del West può desiderare, compresa la donna dei suoi sogni e il rispetto di leggende come Wild Bill Hickok. Ma il passato torna a tormentarlo. E, soprattutto, Nat è nero, in un periodo in cui agli afroamericani non viene perdonato nulla.Privato della casa, dell’amore e di tutto ciò che aveva conquistato, a Nat Love non resta che mettersi sulle tracce dei suoi persecutori, pronto all’ultimo, mortale duello.

Poi ho deciso di completare la lettura di ciò che mi manca di Joe Abercrombie. E, a tale scopo, ho comprato Red Country e Sharp Ends, la sua ultima antologia di racconti. Ho preso entrambi nell’edizione inglese, in primo luogo perché è in inglese che ho iniziato la lettura di Abercrombie, e poi anche perché ritengo che la sua prosa si perda un po’ con la traduzione in italiano.

T19042297hey burned her home.
They stole her brother and sister.
But vengeance is following.

Shy South hoped to bury her bloody past and ride away smiling, but she’ll have to sharpen up some bad old ways to get her family back, and she’s not a woman to flinch from what needs doing. She sets off in pursuit with only a pair of oxen and her cowardly old stepfather Lamb for company. But it turns out Lamb’s buried a bloody past of his own, and out in the lawless Far Country, the past never stays buried.

Their journey will take them across the barren plains to a frontier town gripped by gold fever, through feud, duel and massacre, high into the unmapped mountains to a reckoning with the Ghosts. Even worse, it will force them into alliance with Nicomo Cosca, infamous soldier of fortune, and his feckless lawyer Temple, two men no one should ever have to trust…

The past never stays buried…

29064670The Union army may be full of bastards, but there’s only one who thinks he can save the day single-handed when the Gurkish come calling: the incomparable Colonel Sand dan Glokta.

Curnden Craw and his dozen are out to recover a mysterious item from beyond the Crinna. Only one small problem: no one seems to know what the item is.

Shevedieh, the self-styled best thief in Styria, lurches from disaster to catastrophe alongside her best friend and greatest enemy, Javre, Lioness of Hoskopp.

And after years of bloodshed, the idealistic chieftain Bethod is desperate to bring peace to the North. There’s only one obstacle left – his own lunatic champion, the most feared man in the North: the Bloody-Nine . . .

Sharp Ends combines previously published, award-winning tales with exclusive new short stories. Violence explodes, treachery abounds, and the words are as deadly as the weapons in this rogue’s gallery of side-shows, back-stories, and sharp endings from the world of the First Law.

E proseguiamo con Jacqueline Carey, già autrice della trilogia di Phèdre, serie che mi è tutto sommato piaciuta abbastanza da spingermi a comprare i due seguiti. Che in realtà sono uno perché OVVIAMENTE l’Editrice Nord doveva dividere in due libri da 200 pagine, Il trono e la stirpe e Il sangue e il traditore, un libro di 400, Kushiel’s Scion, proseguendo nella pratica truffaldina tanto cara agli editori italiani (e poi si domandano perché la gente pirata la roba). Ah, e dall’acquisto di questi libri è scaturito il post sulle copertine che arrecano disagio.

9738246Rapito quand’era solo un bambino, venduto come schiavo e costretto a sopportare terribili torture, il principe Imriel de La Courcel è stato tratto in salvo e adottato da Phèdre, non soltanto un’abilissima spia, ma anche un’anguissette, cioè una persona capace di mescolare la sofferenza e il piacere per natura e non per costrizione. Una volta tornato a corte, però, Imriel non può dirsi al sicuro: benché sia il terzo in linea di successione al trono di Terre d’Ange, sono molti a volerlo morto. Temono infatti che il giovane abbia ereditato la stessa sete di potere della madre, la famigerata Mélisande Shahrizai, scomparsa senza lasciare traccia dopo aver cercato per ben due volte di usurpare il trono. Imriel però sa di non doversi difendere solo dagli intrighi di palazzo, ma anche da se stesso. Ormai adolescente, sente crescere in lui oscuri desideri, mentre il suo corpo risponde pericolosamente al dono di Phèdre… Confuso e spaventato, il giovane decide allora di partire in cerca dell’unica persona che possa aiutarlo a far chiarezza nel suo animo e, forse, anche a ritrovare sua madre: il maestro di Anafiel Delaunay, l’uomo che aveva reso Phèdre una perfetta spia. Ma, ben presto, Imriel si ritroverà a fare i conti con un mondo in cui niente è ciò che sembra, in cui l’inganno può celarsi nelle parole più innocenti, e scoprirà suo malgrado che la ricerca del vecchio mentore non è che l’inizio.

9725589Per sfuggire agli intrighi della turbolenta e infida corte di Terre D’Ange, il giovane Imriel de La Courcel, terzo in linea di successione al trono, si è stabilito sotto falso nome a Tiberium. Ma le ombre del passato lo hanno seguito: la sua amante, la bellissima Claudia Fulvia, dopo aver scoperto il suo segreto, lo ha infatti coinvolto nei loschi affari della Gilda Invisibile, una setta segreta ramificata in tutto il regno. E adesso in città qualcuno lo vuole uccidere, come dimostra l’attentato cui il ragazzo è sopravvissuto per miracolo. Perciò, stanco di nascondere la propria identità e di difendersi da nemici senza volto, Imriel capisce che l’unica soluzione è andarsene da Tiberium e affrontare i suoi doveri di principe, accettando il matrimonio combinato con Dorelei mab Bredaia, sorella dell’erede al trono di Alba. E l’occasione di partire si presenta quando l’amico Lucius gli annuncia che si sposerà e gli chiede di accompagnarlo a Lucca, dove si svolgeranno le nozze. Tuttavia, al loro arrivo, i due giovani si trovano di fronte a una scena sconcertante: la torre campanaria è in fiamme, le mura sono circondate da un esercito di mercenari e la promessa sposa di Lucius è stata rapita…

Ma non di solo becero escapismo si nutre lo scaffale della vergogna. Ogni tanto reclama Letteratura, Cultura, e tutte quelle altre parole con la maiuscola che fanno umettare le mutandine dei vuminghi. In quanto solerte servitore dello scaffale della vergogna, non posso esimermi dall’obbedire alla sua volontà e, dopo la più che soddisfacente lettura di Il vangelo secondo Gesù Cristo, mi sono detto, perché non comprare altri romanzi di Saramago? Naturalmente la mia scelta è ricaduta sui più fantasy dei suoi titoli, che sono senza dubbio Le intermittenze della morte e Saggio sulla lucidità (quest’ultimo già seguito di Cecità, che ho letto e amato anni fa).

9672218Un paese senza nome, 31 dicembre, scocca la mezzanotte. E arriva l’eternità, nella forma più semplice e quindi più inaspettata: nessuno muore più. La gioia è grande, la massima angoscia dell’umanità sembra sgominata per sempre. Ma non è tutto così semplice: chi sulla morte faceva affari per esempio perde la sua fonte di reddito. E cosa ne sarà della chiesa, ora che non c’è più uno spauracchio e non serve più nessuna resurrezione? I problemi, come si vede, sono tanti e complessi. Ma la morte, con fattezze di donna, segue i suoi imprendibili ragionamenti: dopo sette mesi annuncia, con una lettera scritta a mano, affidata a una busta viola e diretta ai media, che sta per riprendere il suo usuale lavoro, fedele all’impegno di rinnovamento dell’umanità che la vede da sempre protagonista. Da lì in poi le lettere viola partono con cadenza regolare e raggiungono i loro sfortunati (o fortunati?) destinatari, che tornano a morire come si conviene. Ma un violoncellista, dopo che la lettera a lui indirizzata è stata rinviata al mittente per tre volte, costringe la morte a bussare alla sua porta per consegnarla di persona.

15748116Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica.

L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di “Cecità” fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere.

Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.

E per concludere un giovane autore in cerca di affermazione pubblicato da una casa editrice indipendente.

No, scherzo. Stephen King.

Sapevate che non ho letto tutto di Stephen King? Oltre all’introvabile Unico indizio la luna piena, mi mancano ancora L’incendiaria (che già pasce sullo scaffale della vergoga) e il qui presente Cose preziose.

24494741Quale evento turba questa volta la pace della tranquilla cittadina americana di Castle Rock?

È l’arrivo di Leland Gaunt, un forestiero strano e sfuggente.

Quest’individuo ambiguo apre un negozio, Cose Preziose, dove è possibile acquistare pezzi rari, curiosità, autentiche gioie per piccoli collezionisti.

Gaunt sembra catturare i desideri più nascosti di ogni cliente, riuscendo a trovare per chiunque ciò che cercava o segretamente sognava da anni.

Ma basta parlare di me, voi avete comprato qualcosa di bello da Gennaio? O avete deciso che la danza interpretativa è la vostra nuova forma di intrattenimento preferita?

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