Accipigna, sembra proprio che qualcuno debba aggiornare il curriculum…

Ma bando ai preamboli, veniamo subito alle cose serie. Visto che questo è l’ultimo recap dell’ultimo episodio della settima stagione di Game of Thrones, e sembra proprio che dovremo aspettare fino al 2019 per vedere il disastro che saranno i soli sei episodi che mancano a conclusione della serie, pensavo di fare qualcosa di diverso. Invece di esprimere un giudizio a parole sull’episodio, ho mappato il mio livello di gradimento in scala da uno a dieci per tutta la durata di questo The Dragon and the Wolf e l’ho elaborata con una tecnica segretissima che la mia famiglia si tramanda di generazione in generazione. La funzione grafico di Excel.gradimento

Insomma, un episodio che è partito abbastanza solido, per poi scadere, avere qualche guizzo qua e là e chiudersi con una prevedibile mediocrità. Se volete sapere a cosa corrispondono i vari punti di rilievo, seguitemi nel recap passo passo.

Cominciamo con una dimostrazione di forza da parte di Daenerys che schiera Immacolati e Dothraki alle porte di Approdo del Re per annunciare il suo arrivo all’incontro con Cersei. Tutto questo mentre Jon, Tyrion, Varys, Theon e Davos arrivano via mare con le tre navi rimaste a Daenerys, per trovarsi di fronte l’immensità della flotta di Euron.

Da un dialogo con Cersei e Qyburn alla Fortezza Rossa apprendiamo che Daenerys non è arrivata con gli altri (uhh che mistero chissà dove sarà).

I summenzionati altri sono diretti alla fossa dei draghi, dove Jorah offre a Missandei una rapida spiegazione di che cos’era e a cosa serviva la fossa dei draghi. Si tratta in realtà di una spiegazione molto basilare, che omette di parlare degli eventi della Danza dei draghi – la guerra civile tra i due Targaryen pretendenti al trono Aegon II, incoronato re alla morte di suo padre Viserys I, e sua sorella maggiore Rhaenyra, nominata erede dal padre prima della nascita di un figlio maschio – quando la fossa dei draghi fu assaltata dal popolo di Approdo del Re aizzato da un misterioso profeta chiamato il Pastore. Gli insorti uccisero i cinque draghi che si trovavano all’interno della fossa e subirono ingenti perdite loro stessi. Questa storia è raccontata nel racconto La principessa e la regina (che confesso di non avere ancora letto – lo farò, insieme a Dunk & Egg, prometto), ed è un peccato che non sia stata menzionata, perché gli eventi della Danza dei draghi e del dominio dei Targaryen su Westeron sono potenzialmente interessanti e materiale per un eventuale spin-off.

Finita la lezione di storia, team Dragonstone incontra team Winterfell e i nostri eroi si mettono un po’ a ciciarare e a ricordare i bei tempi andati, tipo quando Brienne ha quasi ucciso Sandor o quando il cazzo di Pod era la gioia di tutte le puttane da Lancia del Sole a Città della Talpa.

Prima che l’incontro nella fossa dei draghi abbia inizio Sandor Clegane e UnGregor, alla guardia di Cersei, colgono l’occasione per ricordarci che il Cleganebowl è ancora un’opzione.

Daenerys fa un prevedibile ingresso da primadonna a dorso di drago, e qui penso si debba tutti spendere un momento per complimentarsi con Cersei per la sua invidiabile poker face. Euron, non contento di essere stato messo in ombra, prende il palco per sé con la sua routine da irriverente rockstar maledetta, ma viene velocemente messo a tacere da Cersei.

L’incontro dei popoli in cui verrà decisa la sorte del Ferelden dei Sette Regni e forse di tutto Thedas Planetos può cominciare.

Daenerys è alla ricerca di una tregua con Cersei fintanto che lei e Jon non si saranno occupati degli Estranei. Cersei però trova l’idea di morti rianimati che camminano e combattono letteralmente improponibile e meritevole di riso e scherno (Gregor Clegane chi?) e sospetta che la richiesta di una tregua sia solo una strategia di Daenerys per espandere e solidificare la sua posizione. Che un po’ di senso come ragionamento ce l’ha, ed è simile a quanto avevano sospettato alcuni arcimaestri alla Cittadella ricevuta la richiesta di mandare uomini a Nord da Bran.

Daenerys però ha un asso nella manica, lo zombie catturato dalla Suicide Squad nel disastro dell’episodio precedente. Quello che mi è piaciuto di più di questa sequenza è stato l’interesse di Qyburn nei confronti del non-morto contrapposto alla paura di tutti gli altri. Si è trattato di un piccolo momento di caratterizzazione, di quelli che ormai in Game of Thrones si vedono sempre più di rado.

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Poi Jon si mette a spiegare i modi per uccidere un Estraneo incanalando la sua hostess Easyjet interiore e la dimostrazione pratica si è conclusa. L’ora delle decisioni irrevocabili, come direbbe qualcheduno, è giunta.

Euron, intanto, decide che, fanculo tutto, se i non-morti non sanno nuotare, se ne ritorna armi e bagagli alle Isole di Ferro. Cersei invece accetta la tregua ma a condizione che Jon rimanga neutrale e resti a Nord. Cersei sembra ben disposta e si è mostrata sincera – ma si tratta pur sempre di Cersei Lannister, ci si può davvero fidare di ciò che le esce dalle labbra?

È però Jon a spiazzare tutti, quando annuncia di essersi già dichiarato per Daenerys e di non voler venire meno alla parola data, incanalando il famoso orgoglio Stark e mandando a monte l’intera trattativa.

Si tratta di una reazione, quella di Jon, decisamente coerente con il personaggio. Jon non è colpevole di niente tranne che avere detto la verità in un mondo di bugiardi. Il che è il motivo per cui sono incline a biasimare Daenerys, non Jon, per il fallimento del negoziato. Come viene fatto, un voto si può anche sciogliere. E la persona che può sciogliere il voto di Jon è Daenerys, che pure non apre bocca per farlo e, per questa sua omissione, la tregua di cui tutti hanno bisogno viene messa in pericolo.

Tyrion si offre di andare a far ragionare Cersei e Daenerys teme che sua sorella possa ucciderlo. Ora che ci penso, in effetti, non abbiamo visto nessuno scambiarsi pane e sale, per cui le sacre leggi dell’ospitalità di Westeros, quelle che sono un caposaldo fondamentale della cultura westerosi e sono parte integrante dell’onore nobiliare e cavalleresco (sono sicuro che D&D non se le siano semplicemente dimenticate, vero?) non dovrebbero applicarsi e Tyrion avrebbe ragione a temere di essere ucciso.

Ciò nonostante, Tyrion incontra Cersei, e ciò che segue è palesemente la scena che la HBO userà per promuovere la candidatura di Peter Dinklage e Lena Headey agli Emmy 2018. Fun fact, agli Emmy 2017, che si terranno tra qualche settimana, Game of Thrones ha ricevuto un totale di zero nomination, non per via della qualità sempre più scadente, ma perché la stagione è cominciata troppo tardi per essere candidabile. Ed ecco anche spiegato perché toccherà attendere il 2019 per l’ottava stagione: questioni di eleggibilità agli awards, non necessità di produzione.

Ma torniamo alla fossa dei draghi, dove Jon e Daenerys hanno tempo di avere ancora zero alchimia in una scena di squallore paragonabile alle esterne di Uomini e donne. Tra l’altro viene affrontata la questione dell’infertilità di Daenerys (che è il tipo di cose romantiche che le ragazze amano sentirsi dire – non ci credete? è così che ho incontrato la mia fidanzata) e Jon suggerisce che magari Mirri Maz Duur le ha mentito quando ha profetizzato che sarà infertile per sempre. E se si rivelerà parte del diabolico piano di D&D per far vivere per sempre felici e contenti Jon e Daenerys e il loro incestuoso amore, giuro che spacco tutto. Tutto cosa non so di preciso, ma tutto.

Tyrion ritorna accompagnato da Cersei, che annuncia non solo di aver accettato la tregua, ma di voler anche combattere insieme a Daenerys e Jon.

Tutto è bene quel che finisce bene (o almeno pare) e Jon e Daenerys possono lasciare Approdo del Re. Ecco, se l’episodio si fosse chiuso in questo preciso momento – tra l’altro la durata sarebbe stata quella giusta – si sarebbe trattato di un episodio più che degno, magari non adatto come finale di stagione, ma di sicuro meglio degli incidenti in galleria che lo hanno preceduto.

Invece no, perché abbiamo ancora altre cose da risolvere, trame da tagliare e eventi da forzare.

Sulle ali di corvo ci spostiamo a Grande Inverno, dove Sansa ha appena scoperto che Jon si è dichiarato per Daenerys senza, lamenta, consultarsi con lei e gli altri lord. Bella scoperta, lo avete acclamato re? Ora fa il cacchio che gli pare. It’s feudalesimo, beach!

Ditocorto suggerisce a Sansa di deporre Jon per salvare l’indipendenza del Nord, e continua a inasprire il divario tra le sorelle Stark, suggerendo che Arya potrebbe arrivare a uccidere Sansa, nella peggiore delle ipotesi. Torno a ripetere che un’ottima soluzione sarebbe mandare Arya a Nido dell’Aquila a sposare Robin Arryn, ma in Game of Thrones a nessuno frega più niente di intrighi e alleanze, e Robin Arryn si è imbarcato sulla barca a remi ereditata da Gendry, insieme a Spettro e Edmure Tully.

Alla Roccia del Drago John, Daenerys, Tyrion e compagnia discutono del modo migliore di tornare a Nord, e Jon suggerisce che lui e Daenerys viaggino fino a Porto Bianco insieme in barca. Perché Jon è un adolescente con i bollori, e Daenerys pure è un’adolescente con i bollori e accetta, anziché volare a dorso di drago (il che l’avrebbe portata a Grande Inverno nel tempo che mi ci è voluto a scrivere questo paragrafo).

Sapete cosa significa questo? Boatsex! Incesto. Significa incesto.

Finita la riunione, Theon parla con Jon. Si tratta di una scena in cui poco succede, a parte Theon che annuncia la sua decisione di andare a salvare Yara, ma non posso non menzionarla perché ci ricorda che Alfie Allen è il miglior attore nel cast di Game of Thrones ed è criminalmente lasciato in disparte.

Certo, avrebbe aiutato il mood se la scena successiva non fosse la più stupida dell’episodio e forse della stagione, con Theon che affronta il leader degli uomini di ferro sopravvissuti e le prende, ma continua a rialzarsi perché rimanere a terra significa abbandonare Yara e perdere completamente sé stesso. Questo fino a quando LOL GINOCCHIATA NELLE PALLE MA LOL I CASTRATI NON SENTONO MALE PERCHÉ INSIEME A CAZZO E COGLIONI APPARENTEMENTE CI RIMUOVONO ANCHE I RECETTORI DEL DOLORE HAHAHAHA I CASTRATI SONO KEN CHE COS’È L’ANATOMIA.

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Torniamo a Grande Inverno dove Sansa convoca Arya. Nella sala grande è presente anche Bran, che nessuno sembra intenzionato a riconoscere come legittimo lord di Grande Inverno because reasons.

Sansa sembra sul punto di accusare Arya di omicidio e tradimento ma… COLPO DI SIENA, il vero accusato è Ditocorto.

L’omicidio in questione è quello di Lysa Tully, che dovrebbe infiammare Lord Royce e gli uomini della Valle di Arryn, atto al quale Sansa ha assistito di persona, mentre il tradimento è quello perpetrato ai danni di Eddard Stark ad Approdo del Re nella prima stagione. Ovviamente quest’ultima accusa è vera, ma è basata sulle visioni di Bran. Ne deduco che a Grande Inverno la visione magica rientra nella definizione di processo equo, perché a nulla valgono le disperate suppliche di Ditocorto, che viene ucciso da Arya,

Con la morte di Ditocorto, il più complicato personaggio dell’intera saga, Game of Thrones sembra voler distruggere per sempre i ponti con quel passato fatto di intrighi, sotterfugi e non detti, dimenticando però che è stato proprio quel passato ad averla resa una grande serie. In ogni caso, Ditocorto è morto, il maestro degli intrighi è stato battuto al suo stesso gioco da tre adolescenti. Lo avevo predetto sin dall’inizio, ma ciò non significa che non sia lo stesso deluso.

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Ad Approdo del Re, Jaime sta preparando la spedizione a nord quando Cersei gli rivela che non ha mai realmente avuto intenzione di combattere con Daenerys e Jon. Tutta farina del suo sacco, o un piano suggeritole da Tyrion, magari durante quei momenti di colloquio sui quali la telecamera non si è soffermata? Ma che sto dicendo? Sotterfugio in Game of Thrones? Che cosa mi credo che sia, Game of Thrones?

Comunque sia, alla rivelazione di Cersei che si trattava tutto di una messa in scena, Euron non è salpato a svernare alle Isole di Ferro (ehi, una buona notizia per Theon!) ma si trova a Essos per recuperare la Compagnia Dorata, assoldata con i soldi dei Tyrell, Jaime è tutt’altro che contento. La Compagnia Dorata ha una certa importanza anche nei libri, dove erano prima propensi a unirsi a Daenerys, grazie ai magheggi di Illyrio, ma poi hanno cambiato idea e si sono uniti al giovane Griff, che riconoscono come Aegon IV Targaryen e insieme a lui partono all’invasione di Westeros.

I sotterfugi di Cersei spingono Jaime a violare i suoi ordini e dirigersi da solo a nord, abbandonando sembra definitivamente Cersei. Sarebbe una scena importante, se non fosse che allo stato attuale Jaime ha già detto definitivamente addio a Cersei tipo tre volte e ogni volta è tornato da lei, non tanto per zerbinismo, quanto per inettitudine di sceneggiatura.

Ma poi, un nobile che viene meno ai suoi ordini e si dirige a nord per affrontare la minaccia dei non morti non è letteralmente la trama di Warcraft III?

Sam e Gilly, intanto, arrivano a Grande Inverno, dove Sam va a ciciarare con Bran, perché è giunto il momento di risolvere in tre minuti i misteri di sette stagioni. Questa è l’unica spiegazione che so darmi per una scena che vede un confratello giurato dei Guardiani della Notte non fare ritorno al Castello Nero, e un personaggio onnisciente non informare il summenzionato confratello giurato dei Guardiani della Notte che suo padre e suo fratello sono stati uccisi dalla stessa Daenerys di cui sono impegnati a tessere le lodi.

Sam tira fuori la storia dell’annullamento di Rhaegar ed Elia – ANNULLAMENTO CHE NON HA SENSO PERCHÈ QUANDO IL MATRIMONIO È PALESEMENTE CONSUMATO COME QUELLO TRA RHAEGAR ED ELIA TE L’ANNULLANO SOLO SE APPARTIENI ALLA NOBILE CASA CASINI.

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No, ma poi pensateci un attimo, Rhaegar chiede l’annullamento da Elia mentre Elia e i suoi figli sono ostaggio di Aerys il Folle, che li usa per impedire che Dorne si schieri con Robert Baratheon. Chi cazzo è il Rhaegar che emerge da questa descrizione? Non di certo l’uomo di spirito nobile che ci è stato descritto per sei stagioni e cinque libri.

Ma con la realizzazione che Rhaegar amava Lyanna, confermata da una visione di Bran, ci becchiamo il boatsex tra Jon e Daenerys, perché i chiasmi fanno figo. Aw, incesto, non è romantico?

Ma la rivelazione più stupida è che il vero nome di Jon è in realtà Aegon Targaryen. AEGON TARGARYEN ESISTE GIÀ ED È IL FIGLIO DI RHAEGAR ED ELIA PERCHÉ RHAEGAR HA CHIAMATO DUE FIGLI CON LO STESSO NOME? È ANCHE DEFICIENTE OLTRE A ESSERE MARCATAMENTE STRONZO? E NON VENITE A DIRMI CHE IL NOME L’HA SCELTO LYANNA, PERCHÈ NON C’È VERSO CHE LA FIGLIA DI UN LORD PROTETTORE NON CONOSCA IL NOME DEL SECONDO IN LINEA DI SUCCESSIONE AL TRONO DEI SETTE REGNI REEEEEEEEEEEEE

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Se l’intero messaggio di Game of Thrones è “break the wheel”, perché si arriva a idiozie come la confessione segreta dell’alto septon (un alto septon dotato di nome, peraltro, cosa che mi era sfuggita due episodi fa – o che avevo rimosso perché troppo stupida) per giustificare la legittimità di Jon quale re dei Sette Regni? Per essere coerenti con il messaggio che si vuole dare, Jon dovrebbe essere legittimato solo e soltanto dalla sua costanza nel voler fare il bene del suo popolo A DISCAPITO del suo essere un figlio illegittimo. Invece no, LOL PER VIA DI UN CAVILLO LEGALE SEGRETO CHE RENDE RHAEGAR LA PERSONA PEGGIORE DEL MONDO JON NON È MAI STATO UN BASTARDO E ORA GUARDATE, BRONN DICE CUNT E IL DRAGO INCENDIA GLI ZOMBIE.

Per ricomporci, ecco una foto del culo di Kit Harrington.

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Come fa a essere così liscio anche in alta definizione? È il cambiamento che ha subito dopo essere morto e risorto?

A Grande Inverno, per finire, Sansa e Arya si sono riappacificate, perché Arya prima dell’episodio ha girato la ruota della personalità che è finita su “persona quasi normale”. Bran invece vola via corvo a Eastwatch, dove Tormund e Beric sorvegliano la Barriera nel momento esatto in cui arrivano gli Estranei che, armati di zombie-Viserion attaccano e distruggono una sezione della Barriera. Lasciate maturare un po’ questa informazione, la cui conseguenza logica è che l’invasione di Westeros da parte degli Estranei è stata resa possibile dal piano di Tyrion e Jon di prendere uno zombie da portare a Cersei.

Che è qualcosa che a mio avviso era scontato e prevedibile, ma d’altro canto la storia è in dirittura d’arrivo e che gli Estranei invadessero Westeros era una conclusione inevitabile. Resta da vedere cosa faranno al riguardo i nostri eroi. Ma per questo si dovrà aspettare il 2019. Il che significa che forse D&D avranno tempo per arrabattare una sceneggiatura senza buchi. Forse.

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