E alla fine siamo arrivati a parlare un po’ di Mister Suicidio di Nicole Cushing. Non so per quale motivo, ma questo romanzo aveva catturato il mio interesse già un paio di annetti fa, quando è stato insignito dalla Horror Writers Association del Bram Stoker Award per la migliore opera prima.

Qualche settimana fa mi sono invece reso conto che la Independent Legions Publishing — una casa editrice che non avevo mai sentito prima di quel momento, ma che pubblica traduzioni di romanzi horror di autori del calibro di Clive Barker, Poppy Z. Brite, Richard Laymon e Robert McCammon — ne ha curato un’edizione italiana. Il che significa che, ogni tanto, la pazienza del lettore che vuole leggere nella sua lingua madre viene premiata.

Mister Suicidio è la storia di un giovane protagonista senza nome che vive in una famiglia chiaramente disfunzionale, senza amici e in un ambiente scolastico ostile, ed è afflitto da quello che, di primo impatto, sembra un caso manuale di seria malattia mentale. Sin dalla più tenera infanzia è perseguitato dal desiderio di uccidere la madre, che si alterna a quello di uccidere sé stesso. Anzi, più che desiderio un suggerimento a opera di un’entità, Mister Suicidio, che lo assilla nei momenti di debolezza e che gli fa pressione affinché si tolga la vita.

A dispetto dell’insistenza di Mister Suicidio, il protagonista riesce a resistergli fino al compimento della maggiore età, quando il fratello maggiore — anche lui probabilmente perseguitato da Mister Suicidio — lo introduce a un mondo di depravazione autodistruttiva mostrandogli una rivista pornografica particolarmente inquietante. È a quel punto che il ragazzo realizza che Mister Suicidio non è che un’entità al servizio di qualcosa di ben peggiore.

s681509451345440676_p44_i1_w500Mister Suidicio è un romanzo crudele, pessimista, a tratti grottesco, depravato e spietato. Il che è, strano a dirsi, ma è qualcosa che non si vede spesso, di recente, nella narrativa horror mainstream. In effetti questo romanzo mi ha fatto venire in mente una versione aggiornata di qualcosa che si sarebbe potuto trovare nello scaffale horror di una libreria negli anni Ottanta.

Ma l’aspetto migiore di Mister Suicidio è senz’altro che tutto l’orrore nel romanzo è riconducibile alle condizioni mentali del giovane protagonista. A tutti gli effetti, leggendo le poco più di duecento pagine del libro, stiamo guardando un giovane adulto (e prima ancora un adolescente) lottare contro una malattia mentale e, inevitabilmente, perdere. Il che è, a mio avviso, qualcosa di tragico in sé — che si trasforma in orribile e terrificante nelle pagine di questo romanzo. Soprattutto perché di malattie mentali tra gli adolescenti e i giovani adulti si parla sempre troppo poco in generale, e quando la persona che ne soffre appartiene al genere maschile la tendenza a nascondere tutto sotto il tappeto diviene quasi una certezza.

Mister Suicidio è narrato in seconda persona, che può di primo acchito sembrare strano, uno stile che allontana dal protagonista anziché favorire l’empatia. Ma in realtà si tratta di uno stile che Nicole Cushing riesce a padroneggiare in modo efficace, riuscendo non solo a far entrare il lettore nella testa del suo protagonista, ma anche e soprattutto a evitare che la storia suoni come un libro game.

L’unica nota dolente che posso segnalare al riguardo del romanzo è che la traduzione italiana non scorre veloce come dovrebbe, perché alcune frasi ed espressioni sono tradotte in maniera un po’ troppo letterale.

Per il resto Mister Suicidio è un romanzo terrificante, nel senso positivo del termine, perché racconta una storia di disagio, esclusione, violenza e malattia mentale nella maniera più brutale possibile, combinando abilmente ciò che è realtà con un mondo di depravazione e orrori immaginari. Si tratta di una storia interessante, un romanzo horror che riesce a rispondere a un certo gusto classico (se con horror classico intendiamo l’horror degli anni ‘80), senza però finire a essere derivativo.

Il mio consiglio, se vi interessa ciò che avete letto in questo post, è di dare a Mister Suicidio una possibilità. Tanto più che per una volta che una casa editrice pubblica in italiano un romanzo horror che non è scritto da Stephen King o un paranormal romance, vale la pena di tenerla in considerazione.