L’anno passato non è stato granché per la mia produzione scrittevole.

Ho scritto 45.000 parole di un romanzo postapocalittico con supereroi ma l’ho abbandonato a un paio di capitoli dalla fine perché qualcosa non andava. Ho cominciato senza un piano ben preciso (addirittura in origine doveva essere una novelletta stile Un duello per l’impero) che poi è andato dilungandosi e complicandosi. Ho intrattenuto l’idea di farne una blog novel con capitoli pubblicati regolarmente una o due volte la settimana, ma anche lì ci sarebbe bisogno di un preciso lavoro di pianificazione per un progetto che ho i miei dubbi possa interessare, per cui per ora lasciamolo lì.

Ho cominciato a scrivere un altro romanzo, un fantasy il cui titolo provvisorio è La caduta della Città dei Millenni. Si tratta di un progetto ispirato all’assedio di Costantinopoli del 1453 che volevo cominciare da un po’, collegato alla stessa ambientazione del già menzionato Un duello per l’impero, ma che mi ha preso più tempo del necessario. Attualmente ho scritto 60.000 parole e, grazie al puntiglioso trattamento che ho preparato prima di cominciare a scrivere, so con certezza che mi mancano altri ventitré capitoli alla fine. Il che dovrebbe portare la storia intorno alle 100/120.000 parole e quindi sto intrattenendo l’idea di proporla a un editore, anziché pubblicarla da me, con tutte le complicazioni annesse e connesse. Vedremo. Prima devo finirla.

Tra le altre cose ho anche lavorato ad alcuni proposal per fumetti e per il contest I Savoia – La serie indetto dalla Torino Film Commission e Regione Piemonte. Non che nutra particolari speranze di vincere ma, ehi, il primo premio sono 50 sacchi.

Tutto questo ci riporta al 2018, che inaspettatamente si è rivelato essere un anno più fruttuoso di quello che l’ha preceduto.

Udite udite, ho finito una novelletta. È una storia horror, si intitola Abbiamo sempre vissuto in riva al lago, è attualmente in fase di seconda stesura e sono soddisfatto di come sta venendo.

Conto di renderla disponibile per il download via Amazon entro il mese. Vi terrò aggiornati al riguardo.

Abbiamo sempre vissuto in riva al lago doveva essere un racconto breve di massimo 6000 parole, ma anche questa volta ho fatto i conti senza l’oste e sono finito a scriverne più del doppio. Poco male. Ci ho messo una decina di giorni in tutto, dalla concezione della storia alla fine della prima stesura. Sul serio, è andato tutto così liscio che mi stupisco di me stesso. La cosa più laboriosa finora è stata cambiare le virgolette alte coi caporali.

L’ispirazione principale è un racconto di Kelly Barnhill che si intitola Probably Still the Chosen One, che io ho letto in The Best Science Fiction and Fantasy of the Year Volume 12 di Jonathan Strahan, ma che potete anche leggere gratuitamente, se vi interessa, su Lightspeed Magasine a questo indirizzo.

Del racconto della Barnhill mi ha intrigato soprattutto l’idea di qualcuno costretto a restare imprigionato nella sua stessa dimora per sua stessa volontà, perché ha una missione da compiere. Poi ci ho inserito del mio, ovviamente, e i due racconti prendono direzioni che non c’entrano niente l’una con l’altra.

Quel mio che ci ho inserito sono, tra le altre cose, due delle figure “folkloristiche” che al momento mi terrorizzano di più, ossia gli shadow people e gli skinwalker. Siccome ho tanto da dire riguardo a entrambi e al perché e percome mi terrorizzino, magari ci faccio un post la settimana prossima (magari perfino un post extra, così da non privarvi della recensione della prima parte di Arcanum Unbounded di Brandon Sanderson).

In ogni caso, se tutto va come prevedo, Abbiamo sempre vissuto in riva al lago dovrebbe vedere la luce entro le prossime tre settimane, e vi terrò aggiornati al riguardo dalle pagine del blog con maggiori informazioni, sinossi, cover reveal e, a questo punto, l’articoletto di approfondimento su shadow people e skinwalker.