Mentre continuo la revisione di Abbiamo sempre vissuto in riva al lago, che procede più spedita del previsto, torniamo a parlare del Cosmere di Brandon Sanderson.

Finalmente sono riuscito a mettere le manu su Arcanum Unbounded, l’antologia del 2016 che raccoglie tutti i racconti lunghi e brevi scritti da Sanderson e collegati al Cosmere. Mi ci è voluto un po’ più di tempo del dovuto perché ho dovuto aspettare che uscisse l’edizione Tor Fantasy perché tutti gli altri libri di Sanderson li ho in quell’edizione e mi scocciava averne uno che stonasse. Sono certo che capirete.

A una prima occhiata, Arcanum Unbounded è un concetto molto carino. Contiene otto racconti, più un frammento del romanzo non pubblicato di White Sand e l’anteprima del fumetto della Dynamite, che è l’adattamento ufficiale basato sul romanzo incompiuto.

I racconti sono divisi in sezioni sulla base del pianeta in cui avvengono (Sel per Elantris, Scadrial per Mistborn, Taldain per White Sand, Roshar per Stormlight, più First of the Sun e Threnody). Ogni sezione introduce brevemente il sistema planetario, e a ogni racconto segue un poscritto di Sanderson. Utile anche che in calce a ogni racconto sia indicato, se necessario, quando leggere la storia per evitare di spoilerarsi altri romanzi, dettaglio che mi ha permesso di correggere un po’ l’ordine di lettura che avevo elaborato ai tempi.

Dato che i racconti contenuti in Arcanum Unbounded sono tanti e alcuni vanno letti addirittura dopo libri che non ho nemmeno acquistato (tipo Mistborn: Secret History che va letta dopo The Bands of Mourning) ho deciso di spezzettarlo andando a leggere di volta in volta i racconti che mi servivano.

Questa prima parte è pertanto dedicata a The Emperor’s Soul, The Hope of Elantris e The Eleventh Metal, ossia i tre racconti che idealmente andrebbero letti dopo Elantris ma prima di Mistborn.

Partiamo con gli ultimi due, che sono i più brevi e sui quali ho meno cose da dire.

The Hope of Elantris è sostanzialmente una “coda” di Elantris, in quanto narra una scena che per ragioni di spazio e ritmo narrativo Sanderson ha deciso di non includere nel suo romanzo d’esordio. Tempo dopo la fine del romanzo, il Seon Ashe riferisce a Raoden degli eventi di cui è stato protagonista la notte dell’attacco a Elantris, quando lui e Dashe hanno protetto e condotto in salvo i bambini della città. Tra questi bambini ne spicca una particolarmente coraggiosa di nome Matisse che, Sanderson ci informa nel poscritto, è ispirata a una vera bambina, studentessa nella scuola in cui insegnava la moglie di Sanderson, che aveva realizzato un progetto scolastico proprio su Elantris (senza sapere della connessione tra la sua insegnante e l’autore) che aveva molto colpito Sanderson.

Dalla storia, inoltre, apprendiamo qualche dettaglio in più sulla vita di Raoden e Sarene. Dato che il sequel di Elantris è stato annunciato ma per il momento non si hanno notizie al riguardo, se vi interessa riconnettere con i personaggi della storia, tanto vale darci una lettura.

The Eleventh Metal è invece un prequel di Mistborn che Sanderson stesso assicura si possa leggere senza spoilerarsi niente prima di intraprendere la lettura della trilogia che l’ha reso famoso. Suppongo che sia tecnicamente vero, ma forse l’avrei apprezzato di più se l’avessi letto dopo L’ultimo impero.

La storia è stata scritta da Sanderson come aggiunta al gioco di ruolo di Mistborn e con l’ottica che potesse leggerla anche chi non sapeva niente del romanzo. Sarà anche così, ma mi ha lasciato piuttosto indifferente, tanto che quasi la ricordo. Si parla di un giovane di nome Kelsier che impara da Gemmel l’arte dell’allomanzia e si menziona l’esistenza di un unidcesimo metallo che potrebbe o non potrebbe essere l’arma segreta per sconfiggere il Lord Reggente. Immagino avrà tutto più senso una volta letto L’ultimo impero, ma per ora è un grande e sonoro meh.

Per quanto riguarda The Emperor’s Soul, invece, posso dire con soddisfazione che è la migliore storia di Sanderson che ho letto fino a questo momento.

Anche se fa parte della serie di Elantris, The Emperor’s Soul ha ben poco in comune con The Hope of Elantris o Elantris steso. Al di là di alcuni riferimenti di passaggio, la storia è ambientata in un altro regno, dalle fattezze orientaleggianti, che, isolazionista per virtù, non si è mai curato più di tanto degli affari di Arelon, Teod, o perfino dell’impero di Fjorden.

La protagonista, Wan ShaiLu (Shai per gli amici), è una Forgiatrice, ossia una praticante della Forgiatura, un tipo di magia che consiste nell’applicare un particolare sigillo (Soulstamp) su un oggetto e tramite esso cambiare il passato dell’oggetto stesso a seconda del modo descritto nel sigillo. Ad esempio è possibile applicare un sigillo su un tavolo di legno grezzo e modificare il suo passato per renderlo un tavolo di legno riccamente intagliato. Per intagliare i sigilli è necessario che il Forgiatore sia in possesso di determinate informazioni sull’oggetto che sta forgiando, perché il successo della Forgiatura è direttamente proporzionale alla plausibilità della modifica intagliata nel sigillo.

C’è un particolare tipo di Forgiatura che consente di alterare il passato, le memorie e l’anima spessa di una persona. Ed è proprio questo tipo di Forgiatura che Shai è chiamata a realizzare, dopo che è stata presa con le mani nel sacco mentre tentava di rubare un artefatto nel palazzo imperiale. E l’obiettivo della Forgiatura altri non è che l’imperatore stesso, ridotto in stato vegetativo dopo un tentativo di assassinio.

Gli ufficiali di palazzo danno a Shai cento giorni per realizzare il sigillo dell’anima necessario per riforgiare l’imperatore, e durante questo tempo la giovane dovrà non solo imparare tutto il possibile sul passato del suo non tanto amato sovrano, ma anche restare pronta a tutto, perché tra i funzionari di corte c’è chi ha dei progetti ben precisi sul tipo di Forgiatura che Shai dovrebbe realizzare, e chi mira ad assicurarsi il suo silenzio in maniera permanente.

Con The Emperor’s Soul è la prima volta che trovo un sistema magico escogitato da Sanderson interessante. Gli altri che ho letto finora mi sono sembrati una sbrodolatura di nozioni che nemmeno la ragioneria. L’idea di poter manipolare il passato di un oggetto conoscendo a fondo i dettagli della sua storia è invece accattivante, e quasi mi dispiace che sia relegata a una novelletta tutto sommato semplice come The Emperor’s Soul e non espansa in un romanzo o perfino in una serie, perché le potenzialità sono infinite.

L’Impero della Rosa, dove la storia è ambientata, ha chiari rimandi alle culture asiatiche, in parte perché l’ispirazione della storia è stata fornita a Sanderson da particolari artefatti cinesi durante una visita al museo nazionale di Taiwan, e in parte perché Sanderson stesso ha trascorso due anni in missione in Corea, come è prassi tra i mormoni. Mi è piaciuta l’idea che Sel non fosse un pianeta monocultura, o con una serie di regni vagamente diversi tra di loro ma tutti ispirati alle sole culture europee. È un aspetto, quello della varietà culturale, che troppo spesso viene trascurato nel fantasy, ma Sanderson si conferma in questo caso un attento worldbuilder.

La storia in sé è più che scorrevole. Ogni capitolo è scandito dal conto alla rovescia dei giorni che mancano a Shai per completare la sua opera. Sanderson fa un buon lavoro a bilanciare le nozioni che fornisce riguardo il funzionamento della Forgiatura, il passato dell’imperatore e le sue più intime motivazioni, e ovviamente a gestire la suspense e gli intrighi che fanno da sfondo al lavoro di Shai.

Shai stessa non è questo gran personaggio — è di gran lunga meno interessante dell’imperatore, che pure è in coma per il novanta percento della storia, e del giudice Gaotona, uno dei funzionari di corte più coinvolto nel lavoro di Forgiatura — ma devo dire che poteva andare molto peggio, visti i trascorsi di Sanderson. Shai è ok, e per il momento tanto mi basta.

È quasi un peccato che, per il momento, l’Impero della Rosa sia relegato nel poco spazio di questa novelletta, perché è tutto sommato un’ambientazione che ha del potenziale, unita a quello che è a mio avviso il sistema magico più interessante escogitato da Sanderson, e del quale, lo ripeto, non mi dispiacerebbe affatto leggere qualcosa di più.

Stando a quanto ho capito, Sanderson ha in programma di scrivere due sequel di Elantris, collocandoli prima dell’Era 3 di Mistborn e dopo i primi cinque libri delle Cronache della Folgoluce. Dal momento che l’Era 2 di Mistborn è in procinto di concludersi con The Lost Metal (che, stando a un post di febbraio sul suo blog, Sanderson ha intenzione di completare negli ultimi sei mesi di quest’anno, e quindi dare alle stampe nel 2019), e che ci sono ancora due (corposi) romanzi delle Cronache della Folgoluce ancora da scrivere, direi di non trattenere il fiato per scoprire se l’Impero della Rosa farà una comparsa nei sequel di Elantris.

Chiudo con l’ordine di lettura aggiornato del Cosmere, dopo le annotazioni presenti in Arcanum Unbounded. In grassetto i romanzi, in corsivo i racconti brevi, sottilineate le grafichenovelle, ciò che resta sono romanzi brevi. Asterisco significa che sono disponibili anche in italiano.

  1. White Sand vol. 1
  2. White Sand vol. 2
  3. White Sand vol. 3 [di prossima pubblicazione nel 2019]
  4. Elantris*
  5. The Hope of Elantris
  6. The Emperor’s Soul
  7. The Eleventh Metal
  8. The Final Empire (Mistborn Era 1 #1)*
  9. The Well of Ascension (Mistborn Era 1 #2)*
  10. The Hero of Ages (Mistborn Era 1 #3)*
  11. Warbreaker*
  12. The Way of Kings (Stormlight Archive #1)*
  13. Words of Radiance (Stormlight Archive #2)*
  14. Edgedancer
  15. Oathbringer (Stormlight Archive #3)
  16. The Alloy of Law (Mistborn Era 2 #1)*
  17. Allomancer Jack and the Pits of Eltania
  18. Shadows of Self (Mistborn Era 2 #2)
  19. The Bands of Mourning (Mistborn Era 2 #3)
  20. Shadows for Silence in the Forests of Hell*
  21. Mistborn: Secret History
  22. The Lost Metal (Mistborn Era 2 #4) [di prossima pubblicazione nel 2019 (?)]
  23. Sixth of the Dusk