Avevo mirato X come occhi di Laird Barron qualche annetto fa, quando ne acquistai una versione digitale in lingua inglese. Per ragioni non meglio identificabili — i misteri cosmici che regolano l’ordine di precedenza della lista dei libri da leggere — non ne ho mai intrapreso la lettura.

Avanti veloce di un paio d’anni, ed ecco che scopro l’esistenza di una casa editrice di nome Edizioni Hypnos. In origine stavo cercando una collezione dei racconti di Chambers, ma poi il mio interesse si è risvegliato quando ho visto che aveva in catalogo la traduzione di novelle e romanzi brevi di cui avevo sentito parlare molto bene, ma che mai mi aspettavo sarebbero state tradotte in italiano. Ad esempio La ballata di Black Tom di Victor Lavalle, La ricerca onirica di Vellit Boe di Kij Johnson e, per l’appunto, X come occhi di Laird Barron.

X come occhi è un romanzo breve (la storia conta 96 pagine) new weird che ha le sue radici tanto nella letteratura pulp, soprattutto quella giovanile degli Hardy Boys, quanto nella fiction lovecraftiana, ma non mancano citazioni, influenze e riferimenti a Robert E. Howard, James Bond e Indiana Jones.

I protagonisti della storia sono i fratelli Macbeth e Drederick Tooms, di quattordici e dodici anni (e mezzo), che sono gli eredi di una ricchissima e potentissima famiglia di industriali nell’America degli anni Cinquanta.

Solo che invece di vivere una vita ordinaria, per quanto privilegiata, Mac e Dred frequentano una scuola per assassini tra le nevi dell’Himalaya (dalla quale hanno appena fatto ritorno per le vacanze estive), hanno un amico che assomiglia in tutto e per tutto a Doc Savage (ma guai a farglielo presente), hanno uno zio che, di tanto in tanto, dà la caccia ai propri nipoti per sport, e, soprattutto, loro nonno potrebbe essere un supercattivo. Anche perché l’azienda di famiglia, la Sword Enterprises, ha appena inviato una sonda nello spazio, con il preciso intento di farle attraversare un buco nero per metterla in contatto con una divinità aliena.

Mac e Dred finiscono impelagati nelle macchinazioni machiavelliche dell’azienda di famiglia quando entrano in contatto con la sonda e, come spesso accade in casi del genere, un culto misterioso e sanguinario si convince che i due ragazzi sappiano qualcosa di troppo.

Best. Vacanze estive. Ever.

In X come occhi, quella che comincia come una particolare, seppure abbastanza ordinaria storia di avventura dal sapore classico, si trasforma ben presto in un tour de force di situazioni deliranti, che vanno dallo spionaggio industriale ma in stile James Bond, all’orrore cosmico lovecraftiano — unito però alla spensieratezza delle avventure giovanili. Si tratta di un omaggio sentito a una miriade di sottogeneri della narrativa “di consumo”, quasi una lettera d’amore a tutto ciò che è pulp.

Ce n’è, insomma, per tutti i gusti. Ma occhio, perché si tratta comunque di una storia weid, ossia strana nel senso letterale del termine. Il che non significa che la trama non abbia un senso, ma ci sono situazioni che se ci si mette a leggere la storia con un certo pragmatismo razionalista, si finisce per non godersela. E sarebbe un peccato, perché X come occhi è soprattutto una di quelle storie veloci e divertenti che è un piacere leggere di tanto in tanto. Quello che serve, in sostanza, è un pizzico di sospensione dell’incredulità, e poi vedete che tutto fila liscio.

Tra l’altro, il formato della novella è a mio avviso il migliore per questo genere di storia. Se X come occhi avesse avuto la lunghezza di un romanzo, diciamo con cento pagine aggiuntive alle novantasei che conta in totale, avrebbe finito per risultare eccessivo, e probabilmente anche pesantuccio. Nel mercato italiano quello del romanzo breve (o della novelletta) è un formato poco apprezzato, ma con l’avvento di editori che hanno un occhio di riguardo per il digitale, comincio a notare che la situazione si sta evolvendo. In questo caso Edizioni Hypnos propone per la narrativa di questo genere sia edizioni fisiche che digitali a prezzi competitivi. Il mio consiglio spassionato è quello di dare una scorsa al catalogo della Hypnos perché ci troverete roba interessante (al di là del fatto che le varie collane hanno dei nomi stupidi che non consentono di capire che genere di libri si troverà una volta cliccato sulla rispettiva area del catalogo).

In ogni caso, per quanto mi riguarda, X come occhi è stato una piacevole sorpresa — e non soltanto perché mai mi sarei aspettato di trovarlo tradotto e in vendita in Italia. È un racconto folle e divertente, profondamente interessante e sapientemente architettato, che va a omaggiare con rispetto ma anche una certa irriverenza, tanti sottogeneri diversi della speculative fiction e della narrativa di avventura, che mai onestamente avrei pensato potessero andare a braccetto.

Ora, prima di concludere, un annuncio a reti unificate. Abbiamo sempre vissuto in riva al lago è in dirittura d’arrivo. La revisione è bella che completata e sto ultimando la realizzazione dell’ebook. La Barisone mi ha fatto la copertina (aspettatevi il cover reveal nei prossimi giorni) e a me manca solo da scrivere la parte più complicata: i ringraziamenti finali.