Onestamente, non vedo l’ora che David Benioff e D.B. Weiss comincino la produzione di Confederate, il nuovo dramma HBO in cui, in un presente alternativo dove la guerra di secessione murikana è finita in un modo diverso, la schiavitù è ancora legale negli Stati Uniti. Non vedo l’ora perché non solo questo nuovo progetto li terrà alla larga dagli spin-off di Game of Thrones, ma soprattutto perché Confederate sarà un fottuto disastro perfetto per l’hatewatch. Più precisamente, Confederate sarà per le relazioni interraziali quello che Game of Thrones è per il femminismo.

Nell’attesa di questa nuova meraviglia del trash delle buone intenzioni, limitiamoci a commentare Stormborn, l’episodio due della settima stagione della serie che da sola sbarca il lunario in casa HBO. Un episodio leggermente migliore rispetto al precedente – non che ci volesse poi granché – ma ancora vittima di lungaggini, scene filler, inconsistenze e puttanate madornali ereditate dall’idiozia di D&D nel plottare la stagione precedente senza il sostegno di GRRM.

L’episodio non è ancora cominciato che io già rido, perché nel “previously on” si è dovuto specificare per bene che il malato di morbo grigio in quarantena alla Cittadella nell’episodio precedente era nient’altro che Jorah Mormont. Quello che a voi può sembrare un eccesso di zelo in realtà è stata quasi una necessità, perché a seguito dello scorso episodio, c’era stato un buon numero di spettatori (inutile specificare spettatori murikani) che mica avevano afferrato la cosa. Ebbene, questo è un reminder che il pubblico medio di Game of Thrones è davvero così stupido e che la serie ora è scritta con loro in testa.

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Cominciamo l’episodio vero e proprio alla Roccia del Drago, dove avevamo concluso la settimana scorsa. Daenerys sta tenendo un consiglio di guerra con i suoi più stretti consiglieri e questa scena è particolarmente interessante perché è il primo vero dialogo che Daenerys ha con Varys (che, presumibilmente, era riuscito a evitarla per tutto il viaggio da Mereen). In particolare è interessante notare che Varys è accusato di aver sostenuto Viserys che oggettivamente non sarebbe stato un re migliore di Bobby B. o perfino di suo padre Aerys il Folle.

Varys riesce a svicolarsi dalla discussione sostenendo di avere a cuore solo gli interessi di Westeros e di interessarsi ben poco delle regali chiappe assise sul trono di spade. Che, per chi ha letto i libri, è una mezza verità. Certo, Varys ha a cuore la stabilità del regno, ma gli importa eccome di chi siede sul trono, perché sin dal primo romanzo è lì che complotta tra le righe insieme a Illyrio Mopatis per insediare sul trono Aegon (che forse è il vero Aegon, forse è il figlio dello stesso Illyrio), utilizzando Jorah, Irri e Doreah prima per fornire a Drogo un pretesto per uccidere Viserys e poi per convincere Daenerys a raggiungere Asshai. E mi rendo conto che di primo acchito possano sembrare teorie campate per aria, ma secondo me un fondo di verità c’è. Se vi interessa saperne di più date una lettura ai miei precedenti post al riguardo.

Dopo la scena con Varys è il tempo di un altro ritorno. Nonostante la tempesta che infuria, ecco arrivare infatti Melly Sanders. Dopo averci confermato che Stannis è morto (NO STAI ZITTA STANNIS NON È MORTO SI È ACCORDATO CON BRIENNE PER ESPIARE LE SUE COLPE FUGGENDO A SKAGOS DALLA QUALE FARÀ RITORNO A CAVALLO DI UN UNICORNO BRANDENDO UNA SPADA A DUE MANI DI ACCIAIO DI VALYRIA FALCIANDO ESTRANEI NELLA BATTAGLIA FINALE) Melly Sanders tira in ballo la profezia del principe che è stato promesso, ma in maniera alquanto sibillina e non dicendo mai apertamente che questa si riferisce a Daenerys.

Ricordate Kinvara, nella stagione precedente? Era la sorta di papessa del culto di R’hllor che apertamente identificava Daenerys con Azor Ahai rinato, ovvero l’ultima speranza contro la minaccia della Lunga Notte. Melly Sanders invece è più che convinta che sia Jon Snow la reincarnazione di Azor Ahai nonché il principe che è stato promesso. Mi preme ricordare che, anche se nella serie non si fa questa distinzione, Melly Sanders è una sorta di eretica, che spesso ha dato prova di manipolare le visioni che R’hllor le invia per portare avanti una sua agenda. Sono comunque più che sicuro che sia nella serie che nei libri Melly Sanders a questo punto stia apertamente sostenendo Jon Snow.

Ah, e a proposito della profezia del principe che è stato promesso…

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Correggere la grammatica dei personaggi è una tradizione che ha origine con il less/fewer di Stannis Baratheon, e si è presentata più volte nel corso della serie, vuoi per mostrare che un certo personaggio è colto mentre il suo interlocutore è privo di istruzione, vuoi per dileggio, vuoi per inside joke. Questa è la prima volta che qualcuno corregge la grammatica per YASS QUEEN! GIRL POWER! Missandei che spiega che il valyriano non è costretto nelle stupide categorie di genere della lingua comune è stupido per almeno tre motivi.

Primo e più evidente: Daenerys parla fluentemente il valyriano e quindi dovrebbe saperlo.

Secondo: per quello che sappiamo dell’antica Valyria, la normativa di genere era la stessa che si applicava alla società di Westeros (è anche ovvio, visto che parte degli usi e costumi della Westeros contemporanea derivano dai Targaryen che l’hanno conquistata) e quindi nulla lascia intendere che il linguaggio non rifletta questa differenza.

Terzo: nei libri la profezia del principe che è stato promesso è nel linguaggio comune, pronunciata dalla visione di Rhaegar che Daenerys ha avuto nella Casa degli Eterni.

E infine, è cosa nota e risaputa che l’unico Principe che andava al di là del genere è morto l’anno scorso.

Vedete, è per minchiate come questa che so di per certo che Confederate sarà un disastro.

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Un’ultima annotazione in chiusura alla sequenza. Mi è dispiaciuto che Melly Sanders non abbia esplicitamente menzionato l’esercito di zombie di ghiaccio che minaccia la Barriera, non fosse altro perché tra i presenti c’era almeno una persona che già sapeva qualcosa al riguardo. Ora non ricordo bene se questo è avvenuto anche nella serie tv, ma nei libri Jeor Mormont manda Alliser Thorne ad Approdo del Re con la mano di uno zombie di ghiaccio per chiedere aiuto alla corona. Solo che Tyrion, che in quel momento è primo cavaliere di Joffrey, rifiuta di vederlo (e di mandare aiuto) solo perché Thorne non gli è molto simpatico. Sarebbe stato un piccolo promemoria per lo spettatore medio che Tyrion non è “il buono” della serie.

A Grande Inverno, intanto, fervono le preparazioni per la guerra, mentre Jon e Sansa ricevono un messaggio da Daenerys che richiede di giurarle fedeltà (è il secondo in due episodi, fossi stato io il re del nord sarebbero già finiti nel filtro antispam). Sia Sansa che Jon convengono che lasciare il Nord è una mossa troppo rischiosa, e l’idea per il momento è quella di mandarci un emissario.

Ad Approdo del Re, Cersei sta cercando di mendicare la fedeltà degli alfieri dei Tyrell, probabilmente scontenti per il modo in cui Olenna Redwyne ha usurpato il potere. Devo dare atto a Cersei, per la prima volta solleva alcune obiezioni concrete e razionali all’invasione di Daenerys.

Accanto all’autoproclamata regina dei Sette Regni ritroviamo l’altro grande assente della premiere, ossia Qyburn, che avevamo lasciato a massacrare Pycelle (per ragioni non meglio precisate visto che Pycelle era un burattino nelle mani dei Lannister e mai avrebbe osato opporsi a Cersei). Interrogato da Randyll Tarly, Qyburn dichiara che è impegnato a lavorare a una soluzione per combattere i draghi di Daenerys. Una soluzione talmente innovativa che in millenni e millenni nessuno ci ha mai pensato. Starete a vedere.

Tra parentesi, io è da un po’ che predico la morte di uno dei draghi, per il semplice fatto che nei libri (e anche nella serie) ci sono solo due Targaryen viventi, Jon e Daenerys, e ogni drago lega con un solo… fantino? Cavalcatore? Dragalcatore? Capito che intendo, no? Il mio pronostico però è che nei libri uno dei draghi di Daenerys morirà durante la battaglia della Baia degli Schiavisti a causa di Victarion e del corno. Poi si dice anche che il drago morto ritornerà in versione zombie di ghiaccio che, lo ammetto, sarebbe estremamente figo e sono d’accordo al cento percento con la cosa.

Ma torniamo alla nostra scena, e lasciatemi dire che è sempre bello rivedere Randyll Tarly – e immagino lo sia anche per Cersei e Jaime, che a turno cercano di convincerlo ad allearsi con loro. Randyll Tarly è infatti un eccellente generale, probabilmente la miglior mente tattica dei Sette Regni – l’unico ad aver sconfitto Bobby B. durante la ribellione. Randyll Tarly però non cede immediatamente alle lusinghe dei Lannister e comunica di voler fare ritorno a Collina del Corno. Ora, io non capisco come Randyll Tarly possa vantarsi di essere un uomo che rispetta i giuramenti e poi schierarsi con Olenna Redwyne, che non ha nessun titolo per essere lady protettrice dell’Altopiano. D’altro canto Cersei Lannister ha impunemente sterminato l’intera famiglia Tyrell, e di questo un uomo che si definisce di parola dovrebbe tenere conto nello scegliere alleanze. Basterà l’offerta di Jaime diventare futuro lord protettore del Sud a spingerlo in una direzione piuttosto che un’altra?

Qyburn intanto porta Cersei nei sotterranei di Approdo del Re, dove sono conservate le reliquie dei Targaryen, per mostrarle la geniale invenzione che permetterà ai Lannister di abbattere un drago. Atofuoco modificato? No, una balestra. Ma più grossa dela media. Puro genio.

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A Roccia del Drago, intanto, il consiglio di guerra di Daenerys è in pieno svolgimento. Asha/Yara preme per un attacco diretto su Approdo del Re, e Asha/Yara ha ragione – basti pensare che Stannis ha quasi sconfitto i Lannister nella battaglia delle Acque Nere, e Stannis non aveva tre draghi, gli Immacolati e i dothraki. Il piano di Daenerys, invece, è quello di dare d’assedio ad Approdo del Re servendosi solo di forze westerosi (“Visto, vi sto facendo morire di fame, ma sono pur sempre una di voi, non un’invasore proveniente dall’estero e di certo non folle come il cinquanta percento dei miei parenti incluso mio padre, LOL!”). Per l’assedio di Approdo del Re dovrò dunque servirsi degli eserciti di Dorne e dell’Altopiano e dà incarico a Asha/Yara e Ellaria Sand di partire con la flotta di ferro e radunare gli uomini. Mah, mi domando chi incontreranno durante il loro viaggio in mare…

Il resto del piano di Daenerys prevede di assediare ed espugnare l’altro centro di potere dei Lannister, ossia Castel Granito a est. Si tratta, in tutta onestà, di un piano più logico del previsto, e se ci permette di dare un’occhiata al seggio ancestrale dei Lannister, è il benvenuto. (Ma, poi, c’è ancora qualche Lannister superstite ad amministrare il castello? O sono tutti morti con Lancel e Kevan?)

Poi, vediamo… ah, giusto, Missandei e Verme Grigio sono “”””””amanti”””””” e hanno un momento di intimità prima della partenza per Castel Granito. Ehi, se Verme Grigio muore e Missandei vuole sostituirlo con un altro eunuco, ha solo l’imbarazzo della scelta alla corte di Daenerys.

Siccome non voglio entrare nei particolari di una scena di “”””””sesso”””””” tra quei due – anche se Missandei ha il culo più pregevole dai tempi di Talisa e Verme Grigio se la gioca con Jaime Lannister – passiamo oltre.

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Alla Cittadella, per la precisione, dove Samwell Tarly sta ancora cercando una cura per il morbo grigio dopo che l’arcimaestro NonMarwyn ha dato a Jorah sei mesi prima che gli effetti della malattia lo rendano uno zombie di pietra.

Servendosi solo di informazioni che ha letto su un libro, Sam esegue su Jorah un’operazione sperimentale. Da notare che usa come testo di riferimento un libro dell’Arcimaestro Pylos e non quello che stava sfogliando nell’episodio precedente. Quindi magari la cura non avrà successo. Del resto la storia di Sam è la storia di un bravo ragazzo che, partendo da una gran conoscenza teorica del mondo, comincia a vincere le sue paure e farsi una conoscenza pratica. D’altro canto ancora non sono sicuro di quale peso potrebbe avere un’eventuale cura di Jorah Mormont nell’economia futura degli eventi.

La scena dell’operazione è… eww, disgustosa. Puliamoci gli occhi con un altro po’ di sesso castrato che almeno Missandei e Verme Grigio sono piacevoli alla vista.

Arya intanto è ancora intenta a raggiungere Approdo del Re e uccidere Cersei. Questo almeno fino a che non si ferma alla locanda del crocevia e incontra Hot Pie, che ormai ha skillato e cappato bakery. Dal vecchio compagno di viaggio Arya scopre che i Bolton sono stati sconfitti nella battaglia dei Bastardi e Jon Snow regna sul Nord, e questo basta a farle cambiare idea.

Si tratta della seconda scena in due episodi – la prima era quella con Ed Sheeran e la terza arriva più avanti – in cui Arya viene messa a confronto con l’umanità che le ha perduto. Sarebbero scene potenti ed evocative, se e solo se D&D non avessero reso l’addestramento di Arya a Braavos una barzelletta. E ogni volta che Arya è stata mostrata fare qualcosa di crudele e abominevole (le poche volte che ciò è successo, ovvero le due scene con i Frey) è sempre stata dipinta come la giusta vendetta degli Stark e non l’azione di una sociopatica in erba. Il che, a mio avviso, ha ridotto l’impatto di questa bella scena e di quella con Nymeria in seguito.

È quasi come se D&D siano così presi dal mostrare che YASS QUEEN GIRL POWER che si sono dimenticati che non è reato per una donna forte e indipendente avere dei difetti, e che la vera forza di un personaggio sta nel superare l’oscurità che è dentro di sé, non nel pugnalare Pirata Greyjoy #23 nelle palle.

A Grande Inverno arriva il messaggio di Sam sul vetro di drago che spinge definitivamente Jon a decidere di partire per la Roccia del Drago. Sansa, ovviamente, è in disaccordo e lo palesa davanti a tutti i lord alfieri. E lo capisco, sulla carta sembra una brutta idea e il passato recente degli Stark è pieno di viaggi verso sud che finiscono nel sangue (Rickard, Brandon, Eddard, Robb, e per quanto ne sanno loro perfino Arya hanno tutti lasciato il Nord per non farvi mai più ritorno), ma è mai possibile che questi due non discutano prima nel privato della balconata di Grande Inverno sulla quale sembra trascorrano tutto il loro tempo libero?

Tra i lord, Yohnn Royce è d’accordo con Sansa, il che mi porta a domandarmi: cosa ci fa ancora a Grande Inverno Yohnn Royce quando il suo lord Robin Arryn gli ha ordinato solo di assistere Sansa nella battaglia contro i Bolton? Perché sta servendo uno che non è il suo lord? O dobbiamo inferire che Robin Arryn abbia giurato fedeltà a Jon?

E poi, dai, perfino lady Mormont non è d’accordo con Jon. Eppure Jon parte. Si porterà dietro Davos? E Davos incontrerà Melly Sanders? Magari mandando in vacca il negoziato?

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Nelle cripte di Grande Inverno assistiamo forse alla più brutale scena dell’episodio. Il massacro del personaggio di Ditocorto. Che D&D non sappiano che fare di Petyr Baelish è risaputo da due stagioni, ma fa quasi male vederlo ridotto all’ombra di sé stesso, buono solo a fare commenti viscidi. Ricordiamoci che, quando ancora D&D usavano il materiale scritto da Martin, Ditocorto era una delle grandi menti che si celavano dietro a tutti gli eventi della serie. Ora è HAHAHAHA MI TROMBO TUA SORELLA HAHAH EHI PERCHÉ MI STRANGOLI COSA HO FATTO DI MALE?

E chiudiamo con una battaglia. Come prevedibile, Asha/Yara si imbatte in Euron Greyjoy che, dopo aver fatto un’entrata da vera e propria rockstar (11/10 letteralmente piuccheperfetta) distrugge la flotta della nipote ribelle e ci libera in un colpo solo di due delle serpi delle sabbie, infiocchettando il suo regalo per Cersei.

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Theon, intanto – e lasciatemi dire che Alfie Allen è troppo un bravo attore per stare in Game of Thrones – viene sottoposto alla vista di gente massacrata e mutilata e regredisce in un attimo allo stato di Reek, e fugge gettandosi in mare.

Ora, due note sulla scena.

Come ha fatto Euron a intercettare la flotta di Asha? Coincidenza oppure grazie all’aiuto di qualcuno? Dopotutto tutti i maggiori alleati di Daenerys sapevano del suo piano di mandare Asha e Ellaria a sud con la flotta, che ci sia un traditore nella coalizione del drago?

Secondo, Theon che salta giù dalla nave. Letteralmente jumping ship. Che significa anche lasciare un posto destinato a fallire per trovare altrove una posizione migliore. È solo un caso – dopotutto era una scena di battaglia navale, non è che ci fossero chissà quante vie di fuga – oppure dobbiamo aspettarci che Theon Greyjoy si allei con qualcun altro?

Questi e altri misteri troveranno forse risposta la settimana prossima, con il nuovo episodio intitolato The Queen’s Justice.

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